DARE DEL DEFICIENTE, A TEATRO

marzo 5, 2018

Quando uno spettatore-termometro due file dietro tossisce nervosamente senza ritegno c’è veramente da preoccuparsi.

Si alza il sipario elettronico col faro che lampeggia due volte: artifizio in contraddizione con i magici spostamenti delle macchine secondo Ronconi, di cui si vuole ricordare l’allestimento. Tosse con boato triplo. Solo per cominciare.

Adriana Asti appare malamente ritoccata con le palpebre che si abbassano in tempi diversi, non ha memoria e a poco valgono il suggeritore, le esitazioni calibrate e l’agitazione delle braccia. Con una mimica facciale del tutto snaturata e congelata, risulta difficile ripescare l’immagine antica lontana, vista oltre una spessa lastra di ghiaccio. Tosse.

Veritiero momento, senza parrucca, in un passaggio di lealtà, nel disordine.

Seguono applausi molto, molto tiepidi per non dire mesti (sottostimato invece Giovanni Crippa nei panni dell’agile e più convincente Kurt), un po’ forzati dal doveroso riconoscimento verso il ‘monumento’ e penosamente rimpolpati (mai vista una roba del genere…) dalle maschere addette all’apertura delle porte con maniglione. Gelo. Sguardi imbarazzati. Silenzio, sulla tosse a pioggia, a insultare e impiastricciare il teatro.

Umberto Orsini resta un pezzo raro. Lavia è perfino rinsimpatichito  nella sua seconda giovinezza con salda memoria e scanzonata rivisitazione di sè ne Il padre. Ida Marinelli, un mito, fa bene a riposarsi. Ferdinando Bruni ha ancora cartucce da sparare. Difficile scacciare di scena Elio e la Cristina che, trasognati, resistono!

Tosse liberatoria. 

 

 

 

 

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SANTO SUBITO (trova le differenze, non è mai troppo tardi!)

marzo 2, 2018

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MODA MARE CHE MUORE (zombie in tema)

febbraio 27, 2018

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Grazie a Giorgio C. fotoreporter, che mi ha aperto un varco; simpatico lo stilista di Faenza che porta la mamma al seguito e fa sfilare la cugina con il cappottone imbottito dorato; spontaneo il mio vicino di posto che temeva di farsi prendere dal ritmo della musica e dimenticare di scattare… l’anziana buyer ben figurava ed io che ho scelto due capi della mia collezione autunno-inverno 1980-2001 non sfiguravo: maglieria made in Japan sotto e made in Italy (buyer Marisa Magni) sopra. Occhiali: Ferragamo.

Sfilata vintage open air con le amiche di tutte le taglie, coming soon.

MOTHER TONGUE

febbraio 17, 2018

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GIOVACCHINA DELLE VIRTU’

febbraio 13, 2018

Occhiali neri formato gatta con i brillantini sparsi come stelline agli angoli della montatura, eppure ancora sobria.

88 anni, prende il bus e poi il treno per … e vola a Ginevra.

Cassiera in svariati negozi sempre ordinata e affabile. Fornaia al Migros, precisa e puntuale faceva i biscotti.

Transitava alla dogana 16 anni fa con tutte le masserizie accompagnate da un documento che punto per punto testimoniava la sua presenza in uno dei territori più armati e controllati del mondo…

Il padre ottantenne cominciava a dolersi della mancanza di un genero quando lei aveva 33 anni. Così aveva scelto (o si era fatta scegliere da) un giovanotto deutschsprachig.

Mai vista una dignità e una fierezza simili, da italiana (all’estero) orgogliosa di esserlo e sicura di rappresentare in Svizzera le migliori qualità del suo Paese. Perfetta, inappuntabile.

“È stato un buon marito, René?” Ride, scuote la testa. Fa così così con la mano. Ritiene tutte le parole che prima fluivano. “Vi sarete tenuti buona compagnia…” Stringe le labbra, alza il sopracciglio. Ride e guarda fuori. “Era un falegname tagliava continuamente il legno. E respirava la segatura. Perciò beveva. Sono stata con lui 40 anni. Ho fatto il mio dovere.”

“Giovacchina, deve assolutamente leggere Nudi e crudi… è un romanzo breve si legge in due o tre ore … Bennet … Adelphi …copertina rosa intenso… parla di lei!”

Saluta dal finestrino, come una regina. Giuliana, piuttosto che Elisabetta.  Un anello importante. Unghie smaltate di rosa, una gradazione più scura del rossetto. Compostissima.

 

 

 

 

REDUCI DI GUERRA ALLA CASCINA CUCCAGNA (8 e 9 APRILE)

febbraio 8, 2018

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TROVA LE DIFFERENZE IN UNA PREGHIERA SU UNA PANCHINA A VIAREGGIO

febbraio 7, 2018

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TROVA LE DIFFERENZE SU UNA SCALA CHE PORTA AL CASTELLO DI SPEZIA

febbraio 7, 2018

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TROVA LE DIFFERENZE SULLA SCALA VICINO AI PARCHI DI NERVI

febbraio 7, 2018

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RAZZISTA DELLA DOMENICA

febbraio 7, 2018

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Domenica scorsa, appena tre giorni fa, due individui entravano in una chiesetta di campagna solo per curiosare. Si poteva presumere una funzione in corso, visti il giorno di precetto e l’orario, ma prevaleva il desiderio di annusare il silenzio, l’atmosfera di raccoglimento, scoprire qualche opera d’arte rilevante, tipo madonnaconbambino o  lannunciazione ma anche unasantaritadolente o unsacrocuoresanguinante … vedere oscillare le fiammelle delle candele al solo passaggio… ascoltare il riverbero della voce, di un canone improvvisato…

Un tonfo tremendo interrompeva la concentrazione dell’officiante e dei fedeli, a causa di un tavolino, ricoperto con una dozzinale tovaglietta di generico pizzo, scaraventato in terra per aver distrattamente aperto la porta centrale, non chiusa per sicurezza, ma tenuta sommariamente accostata dal tavolino medesimo. Di lato, a destra o sinistra si doveva entrare, lo sanno anche i bambini! Tutti si ricomponevano rapidamente. La donna ammaestratrice degli stessi faceva leggere loro una lista di buone intenzioni. Poi attaccava con la chitarra dovetroveremotuttoilpanepersfamaretaaaaantagenteeeeee.

Uno dei due intrusi, lei, compunta, pensava guardando l’altare: Ohcccheccarinoc’èbingobongochedicemessa!