ANDY WARHOL E IL TAVOLINO ROSSO

febbraio 2, 2018

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LA MELETTA

febbraio 1, 2018

C’era una volta un barbiere che per distendere la guancia dei clienti usava un piccolo pomo. Lo faceva introdurre in bocca, sotto la guancia. Al termine del lavoro, lo sbarbato di fresco risputava la meletta intera che veniva lavata e data al cliente successivo. L’ultimo della giornata se la poteva mangiare.

Erano passati forse trentacinque minuti dal momento in cui per radio l’edificante storia minuta era stata raccontata e, davanti al mercato,  una piccola mela rotolava in una pozzanghera, al semaforo, dopo essere sfuggita da una sporta piena.

BUDAPEST? QUEST’ANNO IL 1° AGOSTO VOGLIO IL MARE… E ALTRE SUGGESTIONI

febbraio 1, 2018

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… ne  danno il triste annuncio la mamma, le figlie

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Io No

gennaio 26, 2018

Piuttosto che stare davanti alla TV scendo per strada a guardare quelli che portano a spasso i cani.

TORNA A CASA OBLO’

gennaio 25, 2018

Domani. Dopo quanti anni, mesi, giorni? Vediamo. 25 novembre 2015, Palazzo Frizz.. non va più la tastiera.. evo camiare l attia

POESIA SUGLI STIVALI RECIDIVA ARCI BG CONTRO I FASCISMI

gennaio 20, 2018

Perché gli stivali coprono e evidenziano calpestano e sublimano irridono e spaventano.

Rappresentano la grossolanità la rozzezza l’ambiguità la violenza del potere devastante soffocante schiacciante inutile.

Tema contenitore di pensieri cristallizzati infranti o non ancora evocati e stimolati dal suono della parola significante senza necessario o pressante significato

STI-VA-LI LI-VA-STI VA-LI-STI LA-VI-STI STA-VI-LI’ SVI-LI-TA TA-TA-TA’

e subito partorite con foga rabbia desiderio angoscia rancore stupore …

Dura e aerea pesante e evanescente.

Ordine e disordine nella lettura di opere raccolte per essere smembrate disarticolate e riassemblate declamate e dimenticate.

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LA CAZZINA DI TAFFE’

gennaio 15, 2018

Quando a Genova piove di quella pioggerella leggera apparentemente inconsistente vedi pur sempre i panni stesi in fila sui fili alle finestre e ai Poggioli

Una donna al telefono apostrofa il suo interlocutore con un  Amoreee  e subito gli rifila un compito inutile con una premessa dubitativa Beh prova a vedere … se non si sono bagnati i panni che ho steso ieri sera, li raccogli eh

Così capisci che l’ottimismo non ha nulla a che fare con l’immaginario che secondo l’articolo riportato stamane dal conduttore di turno a pagina 3 è morto!

In un bagno con le piastrelle blu quadrate 8 x 8 ben arredato compare un numero di internazionale datato Ma sempre a disposizione di chi si siede è del 2016 Le illusioni ecologiste della conferenza di Parigi sono il tema Troppo tardi è il titolo di copertina con un profilo bianco che affiora in orizzontale da un mare calmo troppo calmo a suggerire l’idea di un ghiacciaio destinato in breve a scomparire.

Consumi aberranti indotti e tecnologie devianti riducono peggio in poltiglia le potenzialità intellettive e gli slanci individuali questo sì arte e scienza hanno un terreno comune

il nuovo immaginario

We can.

 

A ZONZO CON LA PANZA DI ELIO

gennaio 15, 2018

I suoni che comprendono la z sono irresistibili ecco dunque che la mia amica Percy con la i e anche con la s al posto della C vestita di giallo zucca con un cappellino nero che ha vagamente la forma della Coppola impreziosito da gocce sfaccettate pendenti è truccata sapientemente di Viola con tutte le tonalità fino a Rosa pubblica sui social le sue fotografie intitolandole a zonzo per l’Italia geniale

Poi va a teatro incontra la Crippa dell’elfo la avvicina la tempesta di domande come se la conoscesse Sì forse da qualche parte si sono incontrate e magicamente ne viene fuori un invito a pranzo intanto Prenotiamo i posti per andare a vedere L’acrobata che è la storia di una donna che da bambina è costretta a Fuggire dalle persecuzioni razziali del governo fascista a partire dal 1938 la famiglia decide di emigrare In Cile la sciagura la perseguita un terremoto fa 26000 morti e il padre non si riprende dal trauma della perdita del lavoro da ebreo emarginato e si uccide intanto lei sposa un cileno nasce la loro prima bambina malata e un secondo figlio sano che non riuscirà a sfuggire al destino implacabile di chi ha tanta rabbia dentro e vuole tornare nel paese dei diritti negati per farsi giustizia…

Nella sala bausch l’emozione è forte la Crippa recita in maniera naturalistica con un lieve quasi impercettibile scarto di memoria e si destreggia con quel corpo appesantito lui il nipote fotocopia del figlio ha grande energia ma tutto Ricorda tranne che la figura del clown che vorrebbe rappresentare ed è ancora più tenero quando veste i panni militari del rivoluzionario armato aveva 2 anni quando gli ammazzarono il padre insieme ai compagni ingenui in una Mattanza  nel 1987 per cui il capo della polizia oggi paga con l’ergastolo…

Crippa gioca sulla sapiente apparente goffaggine del corpo e sulla maschera del volto segnato dall’età e dal trucco pesante che non può essere altrimenti in scena… Lei pagliaccio da veterana quale è

Elio De Capitani sale sul palcoscenico a prendere gli applausi ed esibisce la sua panza di uomo di teatro sapiens

Le lacrime spuntano negli occhi degli spettatori soprattutto delle spettatrici un momento prima dell’applauso.

C’è chi non ha fatto in tempo a piangere. Via di corsa al mare.

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

gennaio 10, 2018

Ah ecco.

E BUONE FATTE FESTE

gennaio 8, 2018

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