FIAMMINGO MASSESE POP

settembre 28, 2017

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DIASTEMA

settembre 28, 2017

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DOPPIO SOGNO CON SMALTIMENTO CARTA

settembre 27, 2017

Se vado dalla Oretta scommetto che a un certo punto dirà che non sogna, non ne è capace, la malattia (da cui è guarita) non le ha consentito di sviluppare questo meccanismo fisiologico. Allora c’è da credere che chi sogna perlomeno non sia stato investito da quella stessa patologia…

Bene. Mi è apparso N.G. prima asciutto poi bagnato ma sempre vestito come se fosse stato colto da un acquazzone improvviso o oggetto di un gavettone. “Eri a bordo piscina e ti hanno dato una spinta?” Impalato, non risponde.

L’immenso yacht, delle dimensioni di un traghetto, senza oblò, come un enorme guscio di plastica, fluttua in porto, ormeggiato, scosso da un’onda potente. Durante l’oscillazione sono a prua, lato destro, e l’acqua imbarcata mi scivola a fianco. Al suo interno, una città bianca, vagamente pugliese. Villaggi ricostruiti/riprodotti, tali e quali. Persone, autentiche, brulicano nei corridoi/vicoli.

E’ lì la festa? Ai tornelli in entrata, guardie addestrate controllano gli inviti. Entro a rimorchio di un personaggio vestito come i mamuthones, mascherato. Ha un marchio verde luminoso sulla fronte, come di vernice fluorescente schizzata. Le guardie lo fanno passare, mi affretto, lo chiamo con un nome qualsiasi, e loro intendono che sia con lui.

Arca di Noè per chi?

 

 

CAOS E COSMO CON APE REGINA

settembre 26, 2017

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IL VIZIO DI NON PERDERE IL VIZIO

settembre 26, 2017

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La sciura c’est moi

settembre 20, 2017

Una volta le ragazzine pregustavano il momento di vestirsi come le loro madri o altre figure femminili adulte di riferimento.

Oggi le madri si vogliono vestire come le figlie, con corpi tondeggianti strabordanti o altre deformazioni, e non assumono minimamente il contegno che connotava la signora degli anni ’50.

L’altro ieri adottando un tubino nero, quasi improponibile per la sua estrema consunzione ma di buon taglio, lacero nella fodera che però non è visibile, ho ricevuto la conferma che la donna fasciata anche semplicemente offre la migliore immagine di sé.

Ciò non significa conservare la mentalità della donna degli anni ’50 nei suoi aspetti deteriori.

ANTROPOLOGIA AMICA

settembre 15, 2017
Cara Paola, quanto tempo mi concedi? 
Ho scritto una volta cinque poesie (...) sull'invidia che mi sento 
addosso non lontano da me, ma in famiglia. L'ho fatto per stemperare 
il dolore , ma mi rendo conto che sono feroci e troppo scoperte. 
Magari ci penso se c'è tempo. 
Non so pensarne altri di vizi: accidia? Semmai il contrario; ira? poco; 
lussuria? magari; avarizia? no; forse posso meditare sulla GOLA, 
novella Ciacco. Però per Dante la gola è uno dei vizi più spregevoli 
perché è collegato alla Cupidigia, all'avidità (la lupa) che è uno dei 
peccati peggiori. La mia gola mi fa andare solo su di peso. 
Superbia? No, semmai sparisco per modestia: solo dopo l'analisi ho 
cominciato un po' a "essere". Ripenserò all'invidia su di me perché 
mi fa uscire dai binari dei miei progetti di vita. Comunque grazie per 
avermi fatto pensare a questo tema. 
Spero che tu abbia scritto cose molto belle e giocose perché io ti 
apprezzo molto per questo, non trascurare questa vena. 
E appena avrai pronto un libro potrò farti una bella recensione. 
Forse non ci siamo sentite dopo il mio viaggio a ... (è stato molto bello,
ti racconterò). Lunedì devo partire per ... per occuparmi di ... 
e starò lì un mese. Tornerò per votare alle primarie, per ... , 
naturalmente, ti manderò la sua mozione così ne sei informata. 
Dimmi se ho qualche giorno altrimenti, se sei già in macchina, 
sarà per la prossima volta.


Presto avrò un nipotino.

Ho dato la mia disponibilità, ben sapendo che questo limiterà la mia attuale libertà; da qui partono le mie considerazioni per non “perdere” il mio mondo affettivo, gli amici, l’amore…

Per una persona “normale”, non ci sarebbe nulla di strano: mattino da “nonna” e pomeriggio e sera da “uomo libero”. Non per me. Insonnia, aritmie e ansia mi costringono a delle scelte, ben sapendo che non riesco a essere attiva come vorrei su più livelli.

M. sta avendo un declino psicofisico preoccupante che lo rinchiude sempre più nel suo autismo da “orso bianco” e vorrei aiutarlo.

Passato il tempo delle esclusive, sto quindi elaborando un modus vivendi che metta in primo piano sentimenti che non voglio anestetizzare, senza tralasciare le mie responsabilità. Un’ottica di inclusione delle persone, invece che di esclusione, per tenere insieme tutti i miei pezzi, un “colligite fragmenta” suggerirebbe l’amica C. Un progetto utopistico che spera in una condivisione. Come realizzarlo, lo scoprirò cammin facedo… I “commensali” a questo tavolo sono la variabile, e non è detto che io trovi corrispondenza. Il concetto di “o” ….”o” è imperante, nessuno vuole condividere, a costo di rimanere solo. Un “condominio di cuori infranti”… Ne “La forza del carattere”, Hillman scrive: “Da vecchi, diventati noi stessi esemplari di unicità, cerchiamo compagni che siano a loro modo strambi come noi lo siamo a modo nostro. Abitudini quotidiane simili, esperienze passate affini, sintomi analoghi, ambiente sociale in comune non sono abbastanza confortanti. Il piacere, l’amore ce lo danno i compagni di unicità. La strana coppia: un coppia di originali.

Non sono così ingenua da pensare che tutto ciò sia facile: per me è una sfida, ne va della mia sopravvivenza psichica e affettiva.


Stravizi

settembre 12, 2017

I vizi capitali quando non tradizionalmente vituperati sono celebrati nella vulgata come vitali e irrinunciabili trasgressioni punto a capo

Gola e lussuria superbia e avarizia ira accidia e invidia vantano in letteratura monumentali trattazioni a cui non si può mancare di rivolgere l’attenzione per creare l’occasione di una ulteriore sempre necessaria riflessione punto a capo

Ma i poeti qui convenuti non cadono nella trappola e colgono il valore della provocazione proponendo soluzioni misurate e sagge ironiche pungenti e divertite punto a capo

I poeti intercettano il disagio causato dai vizi più spesso subiti che agiti lo denunciano lo descrivono e le parole scritte e cadenzate danzano per loro e per tutti e si confermano un balsamo per l’anima ferita punto a capo

La soglia del vizio è rappresentata dal momento in cui i comportamenti diventano deleteri e distruttivi

Non vi è accettazione o rinuncia di fronte ai vizi bensì consapevolezza comprensione delle proprie e altrui fragilità

La poesia diventa modalità strumento di elevazione e riscatto personale e collettivo: l’accesso alle conoscenze e alla poiesis non è precluso neanche a chi è privo di codici interpretativi

Abilità e attitudine diversificano i poeti la motivazione li unisce

Si riapre il dibattito sui significati dell’arte e sulla sua fruizione

DUE DI TUTTO

settembre 10, 2017

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LA FORMA DELL’ACQUA

settembre 10, 2017

La forma dell’acqua La forma dell’acqua La forma dell’acqua mi ricorda qualcosa Milano Venezia 2015 acqua a Milano sotto i ponti dei Navigli acqua a Venezia sotto i ponti della città della laguna che si ramifica nei canali ed è proprio a Venezia che in una piccola magica galleria d’arte si espongono le opere di due autori un’italiana e un francese e il titolo della mostra è esattamente La forma dell’acqua

Molto vicino alla data di chiusura della stessa mostra dalle mille prospettive e intrecci apre in concomitanza con Expo 2015 depurart Lab tra le cui installazioni appare L’ultimo igloo dove si riuniscono i poeti per cantare l’acqua in tutte le sue forme pura e dissetante perversa e ributtante

La forma dell’acqua torna vincente e travolgente