LA PREDICA SU FACEBOOK COL BERRETTO DI LANA

marzo 21, 2018

Faccio un giro su Facebook dopo giorni di assenza è aperta Anzi spalancata la pagina di un’amica che non vedo da anni c’è un triangolino sul l’immagine che indica che si tratta di un video parlante una donna don donna sui 35 in procinto di parlare si è organizzata il suo pulpito con uno sfondo generico probabilmente di una generica sala da pranzo piuttosto disadorna con tavolo su cui Lei appoggia il telefono in modalità videocamera e comincia a parlare ma è vestita di tutto punto come se stesse per uscire o ancora peggio come poi emerge dalle parole pronunciate come fosse rientrata di fretta per un bisogno impellente come ad es quello di andare in bagno a evacuare.

Mentre pontifica piano piano comincia a aprirsi il lungo piumino beige con cerniera fino a mostrare segni di insofferenza per il caldo ma non si toglie il berretto di lana… Il suo discorsetto tratta di rapporti maschio femmina come di solito  è nella coppia tradizionale. Parla di disattenzione… di atti sgarbati dell’uomo verso la donna e esorta la componente femminile a non  prenderla come un attacco personale O come una reazione a un comportamento sbagliato proprio, a non assumersi Dunque delle responsabilità o dei sensi di colpa sproporzionati se non totalmente fuori luogo. Tutto lo sproloquio finisce con un banalissimo vaffa.

Se per alcuni aspetti si poteva perfino arrivare a condividerlo in quanto intriso di comune buon senso ciò che lo rende un po’ squallido e In fondo deleterio è la cura anzi il contrario la totale negligenza per lo scenario e la regia sommaria dell’intervento e infine questo abbigliamento camouflage che dà veramente l’impressione che questa sia entrata agitata sudata in preda al panico in casa in fretta e Furia perché le stava scappando.

Bah. Con tutti gli elogi. Ma a che.

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DURAZZO E TIRANA

marzo 18, 2018

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IL VIZIO UCCIDE LA VIRTU’

marzo 18, 2018

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COSA HAI MAI LANCIATO FUORI DALLA FINESTRA?

marzo 17, 2018

Dopo un litigio, il marito scaraventa in strada dal quarto piano il telefonino della moglie.

Aneddoto: Varese anni ’90 con un amico ferrarese ospiti a casa della Michela. Litigio sul fumo; prendo e lancio in un prato dal terzo piano il suo bel pacchetto nuovo appena aperto di Malboro che si scrive con la R ma dettando non viene fuori o forse non si scrive più con la R mah misteri del marketing lui furioso afferra la prima cosa mia che trova nei paraggi… si tratta di un libro preso a prestito dalla biblioteca La montagna incantata in edizione anni ’60 con copertina verde telata rigida e il tomo svolazzante raggiunge il pacchetto bianco e rosso. Non so che dialogo sia intercorso tra i due oggetti; di sicuro tra noi fu il silenzio prima e una risata fragorosa poi

 

NON TI PIACE DI MAIO?

marzo 7, 2018

Ma chi ti credi di essere la politica o la fai o la subisci te lo devi infilare nella zucca mi spiego è legittimo avere un’opinione negativa di Di Maio e compagnia bella ma abbiamo l’obbligo di considerare che l’offerta politica si è presentata per quello che è negli ultimi vent’anni ossia decisamente scadente non un movimento ambientalista vero non una vera analisi economica un piano energetico serio anzi forse Gentiloni si è speso negli ultimi mesi per tentare di colmare questa enorme lacuna Ma il dramma è che non l’ha saputo raccontare proprio così raccontare o Come direbbe papà Vendola con tutti i suoi estimatori narrare perché la politica si narra poi si attua si Pianifica e poi si fa ma soprattutto per ottenere consenso si racconta con parole adeguate senza snobismi parole convincenti aderenti alla realtà o aderenti al bisogno di idealismo e di entusiasmo che è una realtà. È dal 92 che la Lega continua ad aggregare il popolo mobile dalla sinistra alla destra in ordine cronologico con il celodurismo le ampolle dell’Acqua Santa Padana le bandiere Il condottiero a spada sguainata poi le barzellette di Berlusconi e il suo trasformismo di di imprenditore lungimirante Attento alla questione femminile della casalinga alla questione sociale dell’operaio pronto a caricare sullo spiedino pezzi di carne mista mentre imbrogliava gli italiani sull’economia e i posti di lavoro… Lui infatti la raccontava bene a certo uditorio naturalmente e raccontava bene le sue grottesche parabole sotto forma di barzelletta e gli altri si sono fatti imbrogliare bisogna Dunque piuttosto allarmarsi per la ridottissima o nulla capacità critica della maggior parte degli elettori che si fanno abbindolare dai sorrisi ma anche dai grugniti rabbiosi e dalle promesse comunque inverosimili.

I cinque stelle sono invece più concreti più autentici più per terra anche nelle promesse perciò risultano più credibili per almeno un terzo dell’elettorato.

governo operativo? Movimento 5 Stelle e Volontari della sinistra dipende molto da Mattarella e dalle sue consultazione bisogna aiutare 5 stelle a fare (e plasmare) non Di Maio o Di Battista. Ma a fare… di meglio! Con quel poco che è avanzato. Un piccolo strisciante populismo dal volto umano può favorire L’ascesa di formazioni che hanno appena messo le radici Come potere al popolo

DARE DEL DEFICIENTE, A TEATRO

marzo 5, 2018

Quando uno spettatore-termometro due file dietro tossisce nervosamente senza ritegno c’è veramente da preoccuparsi.

Si alza il sipario elettronico col faro che lampeggia due volte: artifizio in contraddizione con i magici spostamenti delle macchine secondo Ronconi, di cui si vuole ricordare l’allestimento. Tosse con boato triplo. Solo per cominciare.

Adriana Asti appare malamente ritoccata con le palpebre che si abbassano in tempi diversi, non ha memoria e a poco valgono il suggeritore, le esitazioni calibrate e l’agitazione delle braccia. Con una mimica facciale del tutto snaturata e congelata, risulta difficile ripescare l’immagine antica lontana, vista oltre una spessa lastra di ghiaccio. Tosse.

Veritiero momento, senza parrucca, in un passaggio di lealtà, nel disordine.

Seguono applausi molto, molto tiepidi per non dire mesti (sottostimato invece Giovanni Crippa nei panni dell’agile e più convincente Kurt), un po’ forzati dal doveroso riconoscimento verso il ‘monumento’ e penosamente rimpolpati (mai vista una roba del genere…) dalle maschere addette all’apertura delle porte con maniglione. Gelo. Sguardi imbarazzati. Silenzio, sulla tosse a pioggia, a insultare e impiastricciare il teatro.

Umberto Orsini resta un pezzo raro. Lavia è perfino rinsimpatichito  nella sua seconda giovinezza con salda memoria e scanzonata rivisitazione di sè ne Il padre. Ida Marinelli, un mito, fa bene a riposarsi. Ferdinando Bruni ha ancora cartucce da sparare. Difficile scacciare di scena Elio e la Cristina che, trasognati, resistono!

Tosse liberatoria. 

 

 

 

 

SANTO SUBITO (trova le differenze, non è mai troppo tardi!)

marzo 2, 2018

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MODA MARE CHE MUORE (zombie in tema)

febbraio 27, 2018

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Grazie a Giorgio C. fotoreporter, che mi ha aperto un varco; simpatico lo stilista di Faenza che porta la mamma al seguito e fa sfilare la cugina con il cappottone imbottito dorato; spontaneo il mio vicino di posto che temeva di farsi prendere dal ritmo della musica e dimenticare di scattare… l’anziana buyer ben figurava ed io che ho scelto due capi della mia collezione autunno-inverno 1980-2001 non sfiguravo: maglieria made in Japan sotto e made in Italy (buyer Marisa Magni) sopra. Occhiali: Ferragamo.

Sfilata vintage open air con le amiche di tutte le taglie, coming soon.

MOTHER TONGUE

febbraio 17, 2018

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GIOVACCHINA DELLE VIRTU’

febbraio 13, 2018

Occhiali neri formato gatta con i brillantini sparsi come stelline agli angoli della montatura, eppure ancora sobria.

88 anni, prende il bus e poi il treno per … e vola a Ginevra.

Cassiera in svariati negozi sempre ordinata e affabile. Fornaia al Migros, precisa e puntuale faceva i biscotti.

Transitava alla dogana 16 anni fa con tutte le masserizie accompagnate da un documento che punto per punto testimoniava la sua presenza in uno dei territori più armati e controllati del mondo…

Il padre ottantenne cominciava a dolersi della mancanza di un genero quando lei aveva 33 anni. Così aveva scelto (o si era fatta scegliere da) un giovanotto deutschsprachig.

Mai vista una dignità e una fierezza simili, da italiana (all’estero) orgogliosa di esserlo e sicura di rappresentare in Svizzera le migliori qualità del suo Paese. Perfetta, inappuntabile.

“È stato un buon marito, René?” Ride, scuote la testa. Fa così così con la mano. Ritiene tutte le parole che prima fluivano. “Vi sarete tenuti buona compagnia…” Stringe le labbra, alza il sopracciglio. Ride e guarda fuori. “Era un falegname tagliava continuamente il legno. E respirava la segatura. Perciò beveva. Sono stata con lui 40 anni. Ho fatto il mio dovere.”

“Giovacchina, deve assolutamente leggere Nudi e crudi… è un romanzo breve si legge in due o tre ore … Bennet … Adelphi …copertina rosa intenso… parla di lei!”

Saluta dal finestrino, come una regina. Giuliana, piuttosto che Elisabetta.  Un anello importante. Unghie smaltate di rosa, una gradazione più scura del rossetto. Compostissima.