Posts Tagged ‘abruzzo’

PP, a PICCO e la PADANIA

settembre 16, 2011


Enzo Bianchi e … al Festival di Modena, poco fa parlavano delle aberrazioni del nostro tempo. Dio dice: la terra è mia. Quando da bambina vedevo piccole targhe in marmo recanti l'iscrizione P.P., mi incuriosivo e rimanevo stupita. Erano spiazzi antistanti la villetta, l'autorimessa, e le lapidi volevano minacciare i passanti: qui stai calpestando, seppur non recintata, la MIA proprietà… Bianchi dice, la terra è di tutti, e serve per farci crescere il pane, non i pannelli fotovoltaici! Così la si usurpa, la si rende arida. Già abbiamo problemi con le alterazioni climatiche, i venti che spazzano via l'humus… Vogliamo che le colline venete (ah, no lì ci sono già troppi capannoni…) molisane, abruzzesi o marchigiane, finiscano coperte di pannelli?

L'Italia va a picco. La Padania è una soluzione?

Mentalità.

PERETO O PERETA: QUALE BORGO?

settembre 3, 2011

Più di 200 borghi in Italia, certificati. Si contraddistinguono per l’effettiva conservazione degli edifici storici e dell’assetto urbanistico e paesaggistico.

Prendiamo ad esempio Monterado nelle Marche. Ha un castello. Ha un abitato abbastanza omogeneo. Ma, visto dal Giogo, si presenta completamente snaturato …con la fila delle improvvide villette a schiera! Chi le ha volute, non ha considerato il danno reale causato al borgo, che tale non è più!

Pereto in Abruzzo. Un avvocato sensibile e accorto ha salvato il mastio che domina imponente l’abitato. Non solo. Ha posto (fatto porre) un vincolo di rispetto dell’area che lo circonda (dev’essere molto influente questo avvocato…), ancora ricca di vegetazione, che lo fa stagliare nettamente sulla collina. Vabbé: la casa dell’ex sindaco rimane ben nascosta… Ragazzi, non si può pretendere tutto, eh!

NUCLEARE ALL'AQUILA

febbraio 13, 2010

1. Una donna intervistata a Messina osserva che invece che investire nel PONTE, con molto meno si può fare molto, molto di più per arginare i problemi del dissesto.

2. Un ragazzo di 15 anni osserva a proposito dei criteri di individuazione dei siti per la costruzione dei nuovi impianti nucleari e parlando di rischio sismico, che non ci sarebbe da meravigliarsi se in Italia per sfidare la sorte e dare un tocco di modernità alla città, oltreché un sicuro forte impulso all’economia, si decidesse di metterne uno in centro all’Aquila.

3. Un uomo adulto qualunque tace.

4. Un intellettuale famosissimo dichiara che se la Chiesa premia le opere letterarie o cinematografiche agnostiche o atee, non c’è gusto, meglio l’inquisizione.

5. Una ragazza sostiene che se una donna gravida vede sempre una persona odiata, il bambino o la bambina avranno le sue sembianze e non conosce il significato della parola superstizione…

6. Una scienziata famosa ha scritto LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO.

7. Una mostra ha inaugurato con 48 minuti di ritardo. In attesa pacifica e paziente decine di ventenni in gonna. Maschi. 

8. Tutti tornano.

AI CONFINI DELLA REALTA'

aprile 26, 2009

Sbattimenti utili!

Per festeggiare il 25 aprile inizialmente avevamo ipotizzato di recarci al grande appuntamento fissato a ONNA, per ascoltare dal vivo il discorso di pacificazione-ricostruzione del presidente del consiglio (che quando fa le battute, è farina del suo sacco; le smentite e gli interventi istituzionali invece sono studiati dagli esperti di marketing che individuano quel che la maggior parte della gente-elettorato vuole sentirsi dire, così giusto per creare un circolo virtuoso…) ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato molto più originale andare direttamente a Salò.

Volevamo purgarci dagli eccessi della grande kermesse del SALONE DEL MOBILE e del figlio abnorme chiamato fuorisalone e abbiamo selto la purga di Salò.

Così dopo esserci messi in fila per via Tortona e limitrofe per 3 giorni consecutivi, ci siamo infilati, per variare, nella bolgia del lungolago (per onestà devo precisare che il mio personale obiettivo era arrivare a Toscolano Maderno e salire oltre Vigole e Sanico, a Ortello e da lì prendere per Monte Pizzocolo, 1581 m, passando per la Malga Valle. E da lassù vedere il formicaio umano!) ma già prima di Salò la strada era intasata versione bouchon. Uno scatto felino inaspettato del nostro affezionato chauffeur ci porta a risolvere brillantemente la penosa attesa che si stava prospettando in coda tra cipressi e campi verdi (fuori dai finestrini) verso la meta (agognata?). Prende per una stradetta laterale a mezza costa e trasmutiamo in un piccolo paradiso di pace con borghi e prati fioriti, nella luce bianca lattea di sole appena velato da una garza sottile. Superiamo in tal modo tutto il serpentone infernale di auto in pochi minuti di estasi e poi ne usciamo imboccando una discesa ripida trovandoci direttamente a Salò. Da cui si snoda la stessa carovana lenta di auto. Un segnale bianco indica subito lì centro-stadio-cimitero-mercato-spiaggia. Si apre istantaneamente un varco tra le scatolette di lamiera incolonnate quasi ferme che proseguono incanalate verso nord. Noi no. Qui. E non un chilometro di più. Giocoforza.

Non tutto il male vien per nuocere! La materia viva e calda trabocca dal crogiuolo, cade a terra e coagula in mille gocce di realtà inimitabile!

1. Parcheggio allo stadio con sbattimento di sportello sulla fiancata dell’auto a fianco abitata da donna intenta a leggere carte… per fortuna non reattiva.

2. Attraversamento del mercato con degustazione di appetitosi calamari giganti fritti al banco delle signore con divisa crema verde e cappello a spicchi e visierina solo verde, truccate come delle moireorfei, che voglio proprio sapere se nei protocolli HACCP è previsto. Luci intermittenti e musica da circo comprese, naturamente .

3. Acquisto di calzettoni sport souvenir da bancaro produttore trevigiano che spiega come le sue calze siano ben rimagliate a mano.

4. Acquisto di altri beni di consumo al supermercato che pare un monumento, fuori tutto in pietra e austero come un palazzo di giustizia e dentro arredato con colori accattivanti, arancio e nero e luci soffuse (davvero!) come un salotto-cucina di nuova tendenza, in anticipo sul salone del mobile del 2011.

5. Arrivo al lago zona foce e spiaggette.

6. Osservazione di germani con pulcini di età diverse pigolanti e in lite. Un bimbo duenne centra le bestiole con ciotoli e il papà tanto sensibile quanto inefficace gli dice che non gli comprerà più il gelato. Evocazione pubblica di Konrad Lorenz e Maria Montessori.

7. Risalita del fiume lungo il greto alla ricerca di angolino tranquillo in cui… e di piante spontanee di cui riportare trofeo a casa.

8. Sbattimento di lunga pianta di boccadileone con fiori rosso amaranto su teste pelate di passanti, fino al duomo, all’altro capo della città.

9. Fila alla bottega del gelato. Si capisce come la processione sia lì invece che di fronte alla porta accanto (duomo).

10. Riposino bord-du-lac su stuoia e colloquio informale con vigile urbano preoccupato delle condizioni di umidità del suolo.

11. Chiacchiere da spiaggia di lago con famigliola con bimba dalla curiosa plica oculare sviluppata. Moglie acuta, marito ottuso. A distanza madre di piccino in fuga lo riacchiappa dicendogli che stava andando dalla ‘parte sbagliata’ (analogia con discorso di premier) e padre in retrovia che raggiunge binomio fuggiasco-madre, che si inventa una storia nuova: "sta’ attento che adesso arriva il vigile" (ancora?).

12. Tramonto sulle colline. Trattoria dalla Bruna, in campagna.

PRESERVARE LA VITA? (LA DIGNITA', L'ECONOMIA…)

aprile 17, 2009

Giovani genitori mostrano le macerie della loro casa spiegando ai giornalisti che i figli sono rimasti intrappolati e non ne sono usciti vivi. Intorno si vedono edifici relativamente nuovi, quelli del cemento armato truccato, delle norme antisismiche non rispettate, delle mafie dei costruttori corruttori della politica e dei politici corrotti. Come l’ospedale e la casa dello studente scandalo. Eppure, e spero di sbagliarmi, il clima che si respira è di strana sopportazione del disastro colposo, di rassegnazione. Di fronte alle morti evitabili di cui si dirà ‘provocate dal terremoto’ e non dalla negligenza o dalla truffa, strabilio. Siamo attoniti, è vero, ma non completamente deprivati di senso critico, o no? 

Mi viene in mente un piccolo insegnamento che ricevetti da bambina alla fine degli anni sessanta, attraverso la riflessione che forse una maestra, ci aveva proposto sulla famosa ‘furbizia’ degli italiani: le cassette di arance esportate contenevano in superficie quelle belle e sotto quelle scadenti, per non dire marce. Lo stesso vale per pomodori, mele, uva… La facciata e il calcestruzzo…

Conviene? A chi? Ai soliti noti o ignoti che si arricchiscono più o meno transitoriamente? E chi ne fa le spese? Qualche disgraziato messo rapidamente a tacere dal dolore e dalla disillusione? L’immagine di un Paese? La comunità… un soggetto astratto… Siamo abituati culturalmente a compensare le figure di merda con i lustrini di incessanti iniziative di promozione nei settori che ci contraddistinguono e ci rendono famosi nel mondo e su cui si insiste per far lievitare l’orgoglio italiano: la moda, il cinema, i festival, il calcio… il design…

Siamo addestrati a incensare furbi imbroglioni affaristi e a indicarli come modello di vita e di realizzazione individuale nel tessuto sociale…

Intanto la politica dissennata corrode e dissipa le risorse. Ci impoverisce in tutti i sensi. Irreversibilmente.

SIGNORA PAOLAAAA

aprile 11, 2009

Stanotte ho sognato l’uomo (in) nero che mi chiamava:

Signora Paolaaaa, signora Paolaaaaaaaaa

Dica

Sono a pezzi. Questo terremoto mi ha distrutto!

E le sue ville?

No, beh quelle no (sorride tristemente)

Io vedo netti i segnali del ravvedimento. Una premonizione che adempirà se stessa?

ANIME D'ABRUZZO

aprile 8, 2009

Il vostro lutto la vostra disperazione il vostro sgomento ci riguardano. Le immagini che passano in tv sono ‘ripulite’. Ci mostrano i salvataggi, gli slanci di solidarietà… i crolli eclatanti dei monumenti che ancora avvengono con le scosse che si susseguono, e non possono non parlare dell’ospedale evacuato per inagibilità e degli edifici in cemento molto poco armato costruite negli anni recenti… ma tacciono molto altro, questa è l’impressione.

Ho visto esponenti politici vestiti di nero non perché in lutto, guardare le persone colpite con occhi vuoti e piuttosto rivolti, sopra le loro teste e a fianco, alle case da ristrutturare… grandi affari si prospettano per i signori della costruzione-ricostruzione. Voilà il piano casa! Ti stringo la mano, fratello (ti stringo il mattone)!