Posts Tagged ‘abusivismo’

SENTO I POLLICI CHE PRUDONO

novembre 30, 2011

1. Per il teatro di Pompei che con una ristrutturazione maldestra ha perso le sue caratteristiche architettoniche fondamentali che ne conferivano la tipica acustica…
2. per la devastazione del territorio campano a causa dell'economia criminale
3. per la mutazione antropologica del Paese che lega la vita sociale alla rendita e al profitto e non al bene comune
4. per chi non terrà presente le informazioni e le analisi contenute in QUO VADIS ITALIA di Antonio Polichetti
5. per i rifiuti tossici lasciati entrare e stoccare nelle campagne della regione con effetti tragici per la contaminazione del suolo e della falda acquifera
6. per la sottrazione di suolo fertile a favore del cemento colato…
7. per chi ha responsabilità concrete nella demolizione delle istituzioni http://www.fga.it/home/focus/article/rapporto-sulla-scuola-in-italia-2011-presentazione-a-roma-il-29-novembre-335.html
(cosa c'entra il numero 7? c'entra c'entra…)

OTTIMISMO E DECORO

novembre 6, 2011


cameriere

Week-end milanese. Non è una 'disgrazia' di per sè, ma considerando che la decisione è legata alle condizioni meteo, sì. Perché qui si è fatto solo un lago in piazza… o all'angolo con la via che porta all'azaia del naviglio grande… ma son sciocchezze rispetto ai disastri della Liguria e tutto il resto pregresso… da due settimane ormai vediamo scorrere i fiumi per i centri abitati e colare il fango sulle nostre povere cose terrene!

Tempo per riflettere sulle attitudini umane-disumane. L'ottimismo ad oltranza e il triste decorino su cui si fondano le vite di taluni. Li abbino poiché l'Uomo della Provvidenza mancato, quello che poteva competere solo con dio, si è sgonfiato clamorosamente anche per i suoi sostenitori-elettori della prima ora, presumiamo. La rivoluzione pare l'abbia fatta una ragazza aspirante meteorina, che meglio non poteva descrivere il clima perverso oltre che tipicamente grottesco dell'ambiente intorno ai partecipanti alle serate bunga-bunga (http://video.corriere.it/che-imbarazzo-cena-berlusconi/943accc6-0673-11e1-a74a-dac8530a33df) ed emblematico della qualità del progetto politico-amministrativo e del giornalismo condotti da costoro, capo bunga-bunga, servi e seguaci. Il sostenitore-elettore tipo del berlusconismo è di solito una figura patetica di italiota che pensa di essere furbo, e di cogliere opportunità vantaggiose. Una coscienza mafiosa, in fondo. Un democristiano della peggior risma rivisitato e corretto. Che consuma come dio comanda per sembrare capace economicamente agli occhi degli altri…

Ebbene, ristoranti pieni? Aerei impossibili da prenotare? Presi d'assalto? Se è vero occasionalmente che la pizzeria di quartiere a buon mercato che si è fatta un buon nome per la fragranza dei piatti e per la giovialità del personale (quasi sempre egiziano) è piena e c'è da aspettare, è pure vero che altrove il cliente langue. Ieri sera in zona navigli era abbastanza desolante il panorama: non lontano dalla stazione di porta Genova, i vassoi degli stuzzichini degli aperitivi rimanevano intonsi (e si trova anche la quotazione minima a 6 euro!), i locali vuoti, i ristoranti con le candele accese in attesa di avventori. Il buttadentro di un locale in via Tortona, si sfregava le mani nei guanti senza dita, ha detto buonasera sette volte e prego accomodatevi quasi altrettante… noi abbiamo specificato che entravamo nel cortile solo per sbirciare, per un interesse architettonico e non saremmo potuti rimanere, all'interno il deserto e il personale attonito.

Questo vuol dire spargere illusioni, l'ottimismo è fittizio, ormai non ci crede più neanche un cane. Ai cani raggirati consiglierei di rivoltarsi contro il padrone, di mordergli il culo, farlo guaire e strisciare nel fango delle alluvioni.

Confisca. Dura. Senza paura.

PP, a PICCO e la PADANIA

settembre 16, 2011


Enzo Bianchi e … al Festival di Modena, poco fa parlavano delle aberrazioni del nostro tempo. Dio dice: la terra è mia. Quando da bambina vedevo piccole targhe in marmo recanti l'iscrizione P.P., mi incuriosivo e rimanevo stupita. Erano spiazzi antistanti la villetta, l'autorimessa, e le lapidi volevano minacciare i passanti: qui stai calpestando, seppur non recintata, la MIA proprietà… Bianchi dice, la terra è di tutti, e serve per farci crescere il pane, non i pannelli fotovoltaici! Così la si usurpa, la si rende arida. Già abbiamo problemi con le alterazioni climatiche, i venti che spazzano via l'humus… Vogliamo che le colline venete (ah, no lì ci sono già troppi capannoni…) molisane, abruzzesi o marchigiane, finiscano coperte di pannelli?

L'Italia va a picco. La Padania è una soluzione?

Mentalità.

PERETO O PERETA: QUALE BORGO?

settembre 3, 2011

Più di 200 borghi in Italia, certificati. Si contraddistinguono per l’effettiva conservazione degli edifici storici e dell’assetto urbanistico e paesaggistico.

Prendiamo ad esempio Monterado nelle Marche. Ha un castello. Ha un abitato abbastanza omogeneo. Ma, visto dal Giogo, si presenta completamente snaturato …con la fila delle improvvide villette a schiera! Chi le ha volute, non ha considerato il danno reale causato al borgo, che tale non è più!

Pereto in Abruzzo. Un avvocato sensibile e accorto ha salvato il mastio che domina imponente l’abitato. Non solo. Ha posto (fatto porre) un vincolo di rispetto dell’area che lo circonda (dev’essere molto influente questo avvocato…), ancora ricca di vegetazione, che lo fa stagliare nettamente sulla collina. Vabbé: la casa dell’ex sindaco rimane ben nascosta… Ragazzi, non si può pretendere tutto, eh!

00: OPERAZIONE OLIVA

luglio 27, 2011

Le iniziative meritevoli fanno scuola.

1. Spiaggia della Purità, Gallipoli, luglio 1995. Operazione Spiagge Pulite. Improvvisazione fuori calendario. Non irregimentata dalle Associazioni nominalmente ambientaliste.  Partecipano i bambini del paese spontaneamente. Felici di adoperarsi per qualcosa di utile. Sapendo di non diventare famosi. Raccolgono decine di buste di plastica che fluttuano in mare.

2. San Salvo Marina, Chieti, ferragosto 2000. Qualcuno dirama la notizia (provocazione) che il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta di lasciare le cicche nella sabbia. Molti aderiscono istantaneamente senza fiatare. Alcuni chiedono informazioni ulteriori, ma si adeguano convinti. Una tabagista irriducibile si altera e rifiuta di uniformarsi: lei trova comodo e insostituibile il grande posacenere di granelli silicei, quarzici e micascistosi naturale (utile un'indagine psichiatrica)!

3. Castellammare del Golfo, Trapani, un lunedì di agosto 2007. La spiaggia è un campo di battaglia. Teglie con incrostazioni di pasta. Carcasse di pollo. Carte e sacchetti. Bottiglie di bevande varie e birra e vino mescolate a flaconi residui di mareggiate recenti. Un bambino locale si avvicina e partecipa alla raccolta differenziata. Parte la realizzazione di un'installazione estemporanea. I rifiuti vecchi sono più affascinanti. I nuovi sono ributtanti. Mentre si compone l'opera si parla di tutto. L'installazione non è solo un fatto materiale. C'è entusiasmo e consapevolezza attorno a un'idea che si tocca.

4. Stintino, spiaggia della Pelosa, Sassari, agosto 2009. Alcuni turisti si organizzano in squadre di raccolta di mozziconi e di frammenti di plastica. Acquistano retini o li prendono in prestito dai chioschi di ristoro. Le cicche sono ovunque, anche incistate negli anfratti degli scogli modellati dall'acqua  e dal vento. Lì rimangono fino al successivo energico lavaggio del mare. Ricordando che tutto va sempre da qualche (altra) parte, se anche scompare dalla vista temporaneamente. La marea riporta i mozziconi e li deposita a una certa distanza, come a disegnare un orlo ricamato. Aberrante. Ogni giorno si raccogono diversi retini colmi. La stampa locale dà un tiepido cenno di sostegno all'iniziativa.

5. Sperlonga, Latina, luglio 2011. Il lunedì si conferma come giornata particolarmente produttiva. Un retino è gentilmente concesso dallo stabilimento del campeggio Nord Sud. Scatta l'Operazione Oliva, così denominata in ricordo della precedente.  I retini volontari cominciano a riempirsi. La gratificazione sta nel sostegno di una persona che illustra al figlio il senso dell'azione, con parole dense di ammirazione. Si organizza un posacenere collettivo in alluminio da mettere in mezzo alla spiaggia libera bonificata. L'idea è semplice ed efficace. Riccardo, Salvatore, Roberto e Andrea sono d'accordo subito: basta poco per acquisire la giusta abitudine, dicono convinti. Missione compiuta. Anche a Latina può cambiare il vento.

CARLA'

febbraio 1, 2011

Tu mi stupisci. Dicono che non sei più una donna di sinistra. Non so se hai rilasciato dichiarazioni o se si evince dal tuo comportamento… Ma ora pare che molti si sentiranno più liberi. Liberi di affermare che sei sempre stata una borghesuccia furbetta e opportunista e che hanno sempre pensato che tu fossi di destra dentro e che indossassi i vestiti della sinistra che alla fine su di te si sono lacerati; liberi di urlare che i tuoi dischi sono… delle cagate pazzesche!

LO ZIO DI ROMA

dicembre 30, 2010

LO ZIO DI ROMA
 
Precisazione. La lista del post precedente non ha grandi pretese di per sé. Sembrerà disarticolata. Ma vuole essere una testimonianza di presenza, come un’impronta di piede sulla sabbia, ben consapevole della sua effimera consistenza.
Non è un consuntivo. Non è un inventario.
Bensì una piccola serie di rigurgiti della memoria, in relazione alle immagini presenti. Concatenate.
Come nel film della vita, nella sua unicità, seppur banale.
Sono quadretti incorniciati.
A proposito, vedi quanto calata nella realtà tangibile sono, ho il fermo proposito
di cambiare la cornice alla tavoletta coi fiori ad olio della zia, per valorizzarli meglio, perché sono splendidi e si meritano un contorno unico e non in serie realizzato da mani esperte di artigiano, come il mio di via Cerano.
E la cambierò.
 
Non passano inosservate certe notizie.
Ho come l’impressione che se non seguo, non accada nulla. Poi quando decido di accendere la radio, ecco che l’informazione è servita.
O la telenovela è così solerte che ti riassume sempre i fatti. Perciò non ti puoi perdere alcunché.
La notizia ti assomiglia, ti vuole, e diventa tua.
Questa. In Giappone, una fiorente azienda con un migliaio di dipendenti, propone servizi specializzati
di abili guastatori.
Assoldi l’attore e questo ti fa fuori moralmente la persona da eliminare.
Vuoi licenziare un dipendente scomodo che però è produttivo e irreprensibile?
Bene. Il guastatore di professione gli verrà affiancato, lo provocherà e lo esaspererà fino ad ottenere
l’effetto desiderato.
Vuoi divorziare? Bene. Il guastatore-amante insidierà tua moglie e ti porterà le prove dell’adulterio.
Del committente nessuno farà parola, garantito.
Il Giappone è sempre più avanti, anche in prossimità del baratro. Il paese della forma e dell’onorabilità ossessiva.
Un paese profondamente infelice, lo tratteggia senza incertezze la penna di Amelie Nothomb.
 
Qualche riflessione anche su di noi, in questo paese (ex) giardino d’europa, così è definito tuttora nei sussidiari in lingua araba.
In un articolo di oggi Galli della Loggia riferisce di un paese anestetizzato, intristito, fermo,
psicologicamente bloccato, inerte. Quale giardino?
Non è nè verde né fiorito, né prolifico di idee.
Un pantano a rischio di frana. Una conurbazione unica di centri commerciali e capannoni inutilizzati.
Fermassimo il consumo di suolo, la cementificazione, ritroveremmo un angolo di pace in cui coltivarci.
 
In Nigeria c’è stato un grave sversamento di materiali radioattivi nei pressi di una miniera di uranio.
Il fatto è stato praticamente taciuto.
Altre sono le armi di distrazione di massa.
Per uccidere la storia.
 
Che c’entra lo zio di Roma?
Era un tizio pagato dai parenti degli sposi che compariva ai matrimoni di Napoli.
Per dare lustro all’evento.
Blanda mistificazione. Ma il principio non è salvo.
Siamo tutti nipoti di quello zio.
E nessuno denuncia l’imbroglio.
 Nella patetica illusione di ottenere un giorno un pezzo di improbabile eredità.
 

COINCIDENZE, FREEGANS E I ROMANI

novembre 16, 2010

 

C'è un tizio inglese o tedesco, un bel ragazzo determinato… che non mangia altro: immondizia. Non è indigente, è fissato. Da quando, ragazzino, per dare una mano nella fattoria di famiglia, era addetto al porcile e il suo compito consisteva anche nel procacciare il cibo per gli animali, raccogliere gli scarti di cucina ad esempio. Pane vecchio, bucce… roba avanzata. Un giorno ne assaggiò e capì che si poteva tranquillamente consumare. Capì lo spreco.

A Pisa, qualche mese fa, qualcuno aveva lasciato una sportina bianca sul parapetto del lungarno. Non resistetti, mi avvicinai e apersi le vaschette in alluminio con coperchietto di cartoncino. La mia curiosità scientifica fu soddisfatta: cibi cotti, carne e verdure occhieggiavano dai contenitori. Erano cibi fragranti, appena cucinati, dimenticati o lasciati lì apposta in dono. Forse dalle finestre di un palazzo che si affaccia sul fiume, c'era chi osservava la reazione dei passanti.

Non conoscevo la storia del freegan anglosassone sennò mi sarei sentita confortata. Invece mi sconsigliarono. Mi chiedo: ci può essere una sorta di UNABOMBER dei cibi che si diverte a far del male ad affamati o golosoni? Uno scienziato pazzo che inocula pericolosi batteri per sterminare i barboni?

A Roma vedo gettare via una quantità di cibo impressionante. A Milano sarà pure peggio… ma io personalmente ne ho avuto evidenza laggiù. Una guerra tra poveri, o tra 'pseudoricchi' che è la stessa cosa. E gettare via le risorse naturali è altra similare aberrazione: a Castel Porziano ci sono i 7 CANCELLI, stabilimenti balneari, di cui in questa stagione aperti tre. Qui la macchia mediterranea e le dune sposano il mare. A ben guardare, oltre a scarti umani lungo la strada a prostituirsi, molti rifiuti abbandonati sono seminascosti tra la vegetazione. A Santa Marinella, cumuli di immondizia ad ogni angolo: è la mareggiata, fa una. Certo, se gettiamo i rifiuti in mare, prima o poi tornano. Tutto va a finire da qualche parte. Il mar Mediterraneo è chiuso e le plastiche ricircolano sbattendo sulle coste tirreniche a seconda dei venti, su o giù. La Toscana è particolarmente bersagliata. Ma anche il Lazio non scherza. Ci rimangiamo la merda che facciamo. Ormai la plastica è mescolata al suolo e frammentata in mare, entra nella catena alimentare sempre più massicciamente.

Auguri! 

Tra le coincidenze: un tizio dalla voce disperata cantava …accanto a te non ci sto più guardo le nuvole lassù… chi se ne va che male faaaaaaa… i peperoni ripieni di numidio quadrato sono una favola, in una laterale di viale Libia c'è la Sedia del Diavolo, pochi i residenti che la conoscono.. Ma lo scenario è raccapricciante. Edifici ributtanti la circondano. Uno scempio. Chi salverà Roma? Chi salverà l'Italia? Un'illusione. L'Italia non esiste, perciò neanche gli italiani. Un popolo indefinibile. Italici? Italicazzoni! Andate a vedere le coste erose e cementate, le valli sfruttate e ferite dalle autostrade e dai capannoni. Politica di consumo del suolo. Traduzione: alluvioni, frane. Gli affaristi del cemento se la spassano al mare delle isole caraibiche. Nel fango affondi tu. Quale dio hanno pregato?

 (nella foto, cibo 'spazzatura' da non acquistare, nè recuperare… cercate di meglio: frutta, verdura… ancora fresca!)