Posts Tagged ‘ambiente’

VERDI IN ITALIA, IL LAVORO E LA SUPERSTIZIONE

maggio 23, 2016

1.

Mentre in Austria Alexander ci prova seriamente, in Italia una figura leader verde non germoglia.

L’ultima che ho sentito da uno scettico disfattista è la seguente. I verdi? Gli ambientalisti? Fasulli! (a memoria non era esattamente questo il termine…) Sai cos’hanno fatto? Una porcata! C’era  …come si chiama? Puliamo il mondo, sì, quella storia (iniziativa, si direbbe, n.d.r.) di Legambiente… E, per far vedere che avevano raccolto i rifiuti ne hanno portati col camion! Sì, ti dico, è arrivato un camion pieno di pneumatici vecchi, che avranno preso da un gommista di periferia… che sono stati scaricati sulla riva della roggia e poi hanno fatto le foto coi volontari il cappellino giallo e la pettorina… ‘sti scemi, sul cumulo! Una montatura, ecco cos’era!

Ragioniamo. Ipotizziamo che quegli pneumatici venissero da più parti della città ripulita davvero da Legambiente, allora va anche bene l’idea di convogliarli a Chiaravalle, dove la campagna è più bella e lo scenario si presta a fare da sfondo, per il netto contrasto coi rifiuti abbandonati. Le foto così architettate, seppure con lo spreco discutibile di mezzi e risorse, comunicano più efficacemente, forse, l’emergenza del problema e la sua autentica gravità. Se invece avesse ragione lo scettico disfattista, ci sarebbe da vergognarsi.

Il paradosso è che si chiede al movimento ambientalista, al partito dei Verdi (o altre declinazioni) di rispettare un’etica che altri non applicano MAI. E molti si compiacciono di piccole furbizie e grossi trucchi con risvolti economici e finanziari di rilievo per chi riesce a ritagliarsi il vantaggio, alla faccia dell’etica. Perciò il nostro scettico disfattista potrà anche aver messo un dito sulla piaga (non è inverosimile) ma si guarda bene dal farlo ‘in casa sua’.

E ora, contingentemente:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_van_der_bellen_scheda-140370105/?ref=search

2.

G. aveva un capannone. Nel 2008 lo vendette per un milione e mezzo. Aveva 47 anni (e una bella intuizione, un minuto prima dello sfacelo!). La schiena già mezza spezzata e i calli alle mani, poteva starsene tranquillo e sereno nella sua baita in Val V. a pescare le trotelle e curare il giardino! Ci aveva persino meditato su qualche giorno… e qualche notte. Ma l’attaccamento al lavoro ha prevalso, lo ha strattonato e messo in riga. O dovremmo dire l’imprinting, la tradizione, il condizionamento? La fregatura è sempre dietro l’angolo. Reinvestì in un’attività simile in altra regione per lui più ridente e amena, ricominciando la sua nuova (?) ma sempre dura vita cadenzata dal rumore delle macchine, senza però sentirsi così isolato e senza prospettive di apertura sociale, come quando era lassù tra i monti.

Fatale fu l’errore. Affidò la sua ricchezza a un criminale nazionale in combutta con una bella moldava che sculettava presso l’uno e l’altro indifferentemente, con una precisa missione.

Lavorare, lavorare, lavorare… preferisco il rumore del mare, diceva con la sua installazione, Nespolo, dai versi di Campana.

 

 

3.

Chi crede davvero che mettere i vestiti di un’altra persona (fuggita in fretta e furia in un altro continente perché braccata, sciagurata anche per sua stessa negligenza o attanagliata dalla sventura..) e portare in casa un oggetto appartenuto ad un altro di cui non si sappia bene come sia vissuto o perito… possa trasmettere negatività?

Io no.

https://www.cicap.org/n/index.php

 

TETTE E SCOPETTE

luglio 31, 2015

Contributo alla narrativa frivola estiva.

Una volta le ragazze portavano reggiseni a triangolino, leggeri, di cotone, con una semplice cucitura. Si vedevano forme, dimensioni e consistenze vere.

Oggi, le poverette, già a 13 anni sono standardizzate in coppe con rinforzi e sagomature che le rendono tutte uguali.

BIMBI BELLI con un Moretti edizione 2015 piuttosto… inflaccidito, propone esordienti che ormai potrebbero presentarsi e condurre il dibattito da soli. Soli, autonomi …ma sempre un po’ troppo imparentati per i miei gusti. Irrinunciabile, comunque.

Bimbi bellocci sul litorale. A nnnnonna, a mmmmamma. Giocattoli atipici, devo ammettere. Vedo roteare due scopette, bianco il manico e rosso lo spazzolone. Mai viste prima! Allegoria del bisogno di ripulire il mare?

LAUDATO SI’

giugno 16, 2015

Mai bozza di enciclica fu più acclamata! Questo papa-fenomeno ha capito che la crisi di civiltà che stiamo attraversando può essere sanata o superata solo con la diffusione di un pensiero ecologico integrale, laico-scientifico. Scommettiamo che il 18 giugno, tra poche ore, quando l’enciclica uscirà dopo le ultime correzioni, scopriremo che contiene una lista di valori universali (conservazione delle risorse, tutela della biodiversità, diritti della persona individuo nel contesto collettivo, rispetto del lavoro e della sua riorganizzazione…) da TUTTI condivisibili?

c.v.d.

ITALO, EATALO E IL BABBO NATALE PER TUTTE LE STAGIONI DI CORSO BUENOS AIRES

maggio 4, 2015

zan piazza po a grano 2010

Il primo è il probabile nome di un italiano ex coloniale nato nel primo ventennio fascista, diciamo attorno al 1926, che negli anni ’60 alla soglia della quarantina, scocciato dal lavoro in divisa, trovava le modalità per andare in pensione anticipatamente: una presunta malattia cronica certificata da medici vari e respinta più volte da commissioni serie in almeno due città di questo sciagurato Paese, accettata dietro opportune manovre lubrificanti (cassetta vini pregiati all’impiegata e dupont al dirigente) in piccolo centro di regione defilata non meglio precisata… Risultato: 50 anni di emolumenti a spese della comunità (oggi Italo ha quasi 90 anni e il dato andrebbe moltiplicato per il numero enorme di furbi che approfittarono delle leggi morbide del passato!). E, con riferimento alla foto di cui sopra (montaggio eseguito per un progetto A-Ortista del 2008 di campo di grano in piazza Po, a Milano), Italo dovrebbe poterci raccontare da testimone oculare, gli Orti di Guerra che furono seminati nelle città per la politica sconsiderata che generò illibertà e fame autarchica.

Il secondo è il simbolo del contenitore di cibo di qualità che pochi si possono permettere: bio, a filiera controllata, sano e gustoso come è nelle pretese. Per pochi. Cresce intanto la fila alle mense dei poveri. Per inciso, al Mercato del Duomo, gli arredi sono fatti con assemblaggi di cassetti di vecchi comò: ecco dove finisce la cultura contadina! Pane a 10-12 euro e più al kg…

zan piazza ambrosoli a grano 2010

Suv e campo agricolo sotto casa: si percepisce qualcosa di stonato?

Il terzo è il nome che io do al barbone che alloggia in fondo a corso Buenos Aires sulla sinistra verso Loreto. Ha il fisico del ruolo (la tastiera non scrive correttamente il francese con gli accenti circonflessi, troppo lunga andarli a cercare nelle sottosezioni dei simboli…). Ha fame. Mangia le patatine con le due salse, gialla e rossa, offerte dai passanti impietositi che ne acquistano un cartoccio al nuovo spaccio insediato a pochi metri? Boh, quando passo di lì per andare… eheh, curiosi! lui dorme e parla nel sonno, ma c’è troppo rumore per sentire quel che rivela.

192 VOTI, MARIA JUANA E GENESI DI UN IGLOO

marzo 2, 2015

1. I libri di storia non lo riportano. Ma nel 1960, o giù di lì, Craxi doveva essere il primo dei non eletti mentre in una circoscrizione periferica (…) beccò 192 voti inaspettati e diventò l’ultimo degli eletti al consiglio comunale di Milano per il PSI, scambiando di posto con colui (molto più probabile che colei) che si deve essere roso il fegato per un bel pezzo! A fargli propaganda e a convincere efficacemente ben 191 elettori della Barona fu il 192esimo sostenitore, un uomo mite e colto ma ignaro dell’enorme portata del suo generoso gesto, che si dimise poi dal partito in un momento in cui l’ideologia aveva lasciato il campo agli affari.

 2. Ci sono regioni fortunate in cui i medici di base sono autorizzati a prescrivere farmaci a base di cannabis. Saprei bene a chi consigliare una dolce tisana! Nomen omen.

3. Chi dice Igloo dice Mario Merz ma anche Michelangelo Pistoletto: è storia dell’arte (povera) recente. L’evoluzione di un’installazione può anche passare dai Vessilli in polimetilmetacrilato al tentativo di far crescere essenze arboree alla maniera di Arte Sella. Lente. Improponibili per un evento da realizzare in tempi rapidi. Presento Cuore Aperto nella sua versione paratradizionale, ma non dà garanzia di stabilità alto 5-6 m se piantato semplicemente nel terreno. Allora se il tema stringente è L’ACQUA, l’associazione che mi sorge spontanea è con un un elemento architettonico che è la CANALINA o GRONDAIA, che la contiene e al tempo stesso la disperde, se non se ne organizza intelligentemente la raccolta e il riciclo! Vada per le grondaie. Inizia la ricerca. In Val Camonica ne trovo una decina lunghe ammaccate piegate arrugginite. A Varese, una. Alfonso me ne forgia un’altra in alluminio dipinto. Vado con il mio pacco di grondaie sul sito di lavorazione e installazione. La forma del supporto deve essere a prova di terremoto, smottamento, bufera. Tondino del 12 è la risposta. Acciaioso, si piega ed è resistente. Arturo (i fabbri in mia dotazione iniziano per A, sono di classe A) utilizza due picchetti piantati in terra per piegare il tondino con le mani e solo all’apice con un ferro a maccherone per allungare il braccio di leva. La struttura cresce con 24 barre da 6 m e diventa di circa 20 m di circonferenza. La disposizione dei tondini deve essere rivoluzionata. Non mi convince il reticolato geografico. Voglio le arcate, piuttosto un effetto capote, non gli incroci perpendicolari su tutta la struttura! Arturo, come un DIO, un demiurgo fabbro, fissa la base e le altezze a crociera, per forza, poi ci dorme su. Dato che ha la forza di un cavallo, dorme in piedi praticamente. E elabora un disegno in cui compaiono i tondini intrecciati. La stabilità ne risulta potenziata. Evviva! Un ringraziamento speciale alle ditte donatrici di ritagli di lavorazione in leghe e metalli disparati: rame, alluminio, acciaio, ferro, ottone! Un grazie infinito ai miei grandiosi A. per la realizzazione della struttura portante e ad A. per la lavorazione, taglio e assemblaggio delle lamiere di copertura. L’installazione sta prendendo corpo. Questione di giorni.

DEMATERIALIZZARE DOVE

gennaio 27, 2015

Pura illusione. Sembrava che la tecnologia miniaturizzasse tutto. Invece no. I telefoni da passeggio diventan lenzuolini, sottili vabbè, ma poi ci vuole l’involucro protettivo antiurto personalizzato, uno per ogni giorno della settimana, per il compleanno, per natale e ferragosto, per il gatto e per il cane… Credevo che la vendita fosse circoscritta a Piazza Duomo: un manico d’ombrello cinese per allontanare l’apparecchio dai volti e inquadrare uno sfondo più ampio, per telescattarsi un sacro selfie. E per interrompere definitivamente la consuetudine di chiedere ‘Scusi, ci fa una foto?’. L’ho visto in mano a una turista sulla Passeggiata Anita Garibaldi, in riva al mar. Che ribolle di schiuma giallina.

EDUCAZIONE AMBIENTALE

gennaio 22, 2015

Lo sapevo. Se lo dice Francesco, tutti seguono. Gannini la introduce formalmente nella scuola. Ripesca l’insegnamento diffuso della Storia dell’Arte e della Musica. Trinomio perfetto. Anzi, TRINITA’.

LADRA DISOCCUPATA

gennaio 12, 2015

A Varazze hanno abbattuto tre grossi ombrosi e prolifici aranci per far posto a stitici giardinetti di monolocali ristrutturati come veri non luoghi chiusi da patetiche e ignobili recinzioni.

58 BAGGIO VIA NOALE

gennaio 7, 2015

Prendi un giorno come oggi. Fosco alla mattina e alla sera dopo il tramonto. Le feste si sono chiuse ufficialmente ieri con il concerto della Banda di Cornigliano a Nostra Signora della Mercede e S. Erasmo. Sei rientrata a Milano. Rigoverni casa. Due lavatrici. Rimetti ordine nella casella di posta elettronica vista solo tramite lo schermetto del vecchio telefonino. Stendi. Prepari due tre cose per il lavoro di domani. Fai la spesa e rinnovi la tessera Fìdati che non trovi più nel portafogli da quindici giorni, felice di avere garanzia che i punti accumulati in precedenza ti verranno accreditati tra un mese… consapevole del fatto che questa città ti può regalare un momento magico se sali sul bus 58 attorno alle 16.30 e arrivi fino al capolinea.

IL MATRIARCATO, GRAMELLINI, GRILLO E GLI ANGELI DEL FANGO

ottobre 15, 2014

Mentre Gramellini stigmatizza Grillo, nel suo Buongiorno di oggi su La Stampa, come politicante inutile, parolaio incantato dal potere, inefficace e incapace di tradurre nel concreto la legittima protesta popolare che si pregia di condurre, Abendroth* spiega sul Manifesto (IL, vabbé..) come bisognerebbe orientarsi per uscire …dal pantano dell’attuale organizzazione politica e sociale, ora più che mai reale!

La filosofa tedesca, a Roma il 9 ottobre scorso a presentare il suo ultimo libro Le società matriarcali. Studi sulle culture
indigene del mondo. Roma, Venexia, 2013,  propone di mettere al centro della vita i valori materni. Ciò significa individuare i bisogni collettivi, innanzitutto. E non ci vuole la lente di ingrandimento. Urge mettere in campo solidarietà e capacità di riorientamento delle attività economiche e sociali. Nel pacchetto si include il bisogno di riassetto delle politiche ambientali, ovviamente.

I morti e i danni causati dalle alluvioni di questi giorni e delle stagioni passate, sempre più frequenti, sono da imputare all’incuria del territorio e alla disgregazione del tessuto sociale, effetti di una politica dissennata che non genera alcuna forma di benessere. Bisogna ammettere una volta per tutte che la politica in quanto tale sortisce effetti contrari ai suoi originari e sbandierati intendimenti. Politica nociva.

I giovani impegnati a spalare il fango dalle strade dai negozi dalle case, come gli angeli, non hanno sesso: lavorano e basta, in cambio di un panino! Arrivano dove c’è bisogno e insegnano a tutti con grande umiltà che si può intervenire spontaneamente e pacificamente per cambiare.

* Heide Goettner-Abendroth, dagli anni ’70 collabora attivamente alla fondazione degli Women’s Studies della Germania Occidentale e nel 1980, con la pubblicazione in tedesco del libro “The Goddess and her Heros”, è riuscita a stimolare un interessante dibattito, soprattutto all’interno del nuovo movimento femminista della Germania Occidentale sulle società organizzate intorno alla centralità del materno e al valore delle donne.
Attraverso il suo contributo, il dibattito sulle società matriarcali si sta diffondendo in molti paesi europei e del mondo.

http://www.francescarosatifreeman.com/img/scritti/001)HeideGottner.pdf