Posts Tagged ‘amici’

192 VOTI, MARIA JUANA E GENESI DI UN IGLOO

marzo 2, 2015

1. I libri di storia non lo riportano. Ma nel 1960, o giù di lì, Craxi doveva essere il primo dei non eletti mentre in una circoscrizione periferica (…) beccò 192 voti inaspettati e diventò l’ultimo degli eletti al consiglio comunale di Milano per il PSI, scambiando di posto con colui (molto più probabile che colei) che si deve essere roso il fegato per un bel pezzo! A fargli propaganda e a convincere efficacemente ben 191 elettori della Barona fu il 192esimo sostenitore, un uomo mite e colto ma ignaro dell’enorme portata del suo generoso gesto, che si dimise poi dal partito in un momento in cui l’ideologia aveva lasciato il campo agli affari.

 2. Ci sono regioni fortunate in cui i medici di base sono autorizzati a prescrivere farmaci a base di cannabis. Saprei bene a chi consigliare una dolce tisana! Nomen omen.

3. Chi dice Igloo dice Mario Merz ma anche Michelangelo Pistoletto: è storia dell’arte (povera) recente. L’evoluzione di un’installazione può anche passare dai Vessilli in polimetilmetacrilato al tentativo di far crescere essenze arboree alla maniera di Arte Sella. Lente. Improponibili per un evento da realizzare in tempi rapidi. Presento Cuore Aperto nella sua versione paratradizionale, ma non dà garanzia di stabilità alto 5-6 m se piantato semplicemente nel terreno. Allora se il tema stringente è L’ACQUA, l’associazione che mi sorge spontanea è con un un elemento architettonico che è la CANALINA o GRONDAIA, che la contiene e al tempo stesso la disperde, se non se ne organizza intelligentemente la raccolta e il riciclo! Vada per le grondaie. Inizia la ricerca. In Val Camonica ne trovo una decina lunghe ammaccate piegate arrugginite. A Varese, una. Alfonso me ne forgia un’altra in alluminio dipinto. Vado con il mio pacco di grondaie sul sito di lavorazione e installazione. La forma del supporto deve essere a prova di terremoto, smottamento, bufera. Tondino del 12 è la risposta. Acciaioso, si piega ed è resistente. Arturo (i fabbri in mia dotazione iniziano per A, sono di classe A) utilizza due picchetti piantati in terra per piegare il tondino con le mani e solo all’apice con un ferro a maccherone per allungare il braccio di leva. La struttura cresce con 24 barre da 6 m e diventa di circa 20 m di circonferenza. La disposizione dei tondini deve essere rivoluzionata. Non mi convince il reticolato geografico. Voglio le arcate, piuttosto un effetto capote, non gli incroci perpendicolari su tutta la struttura! Arturo, come un DIO, un demiurgo fabbro, fissa la base e le altezze a crociera, per forza, poi ci dorme su. Dato che ha la forza di un cavallo, dorme in piedi praticamente. E elabora un disegno in cui compaiono i tondini intrecciati. La stabilità ne risulta potenziata. Evviva! Un ringraziamento speciale alle ditte donatrici di ritagli di lavorazione in leghe e metalli disparati: rame, alluminio, acciaio, ferro, ottone! Un grazie infinito ai miei grandiosi A. per la realizzazione della struttura portante e ad A. per la lavorazione, taglio e assemblaggio delle lamiere di copertura. L’installazione sta prendendo corpo. Questione di giorni.

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PRETE PENTITO, ANZI NO

dicembre 27, 2012

Sorpresa. Diverse persone mi hanno cercato su FB negli ultimi 12 mesi, ma il sistema le aveva archiviate in una casella separata e segreta, indicandomele solo ora, alla fine dell’anno, e suggerendomi il modo per trasferirle a quella principale, allo scopo di riabilitarle.
Così ho fatto con tre di queste: P., G.L. D.R. della provincia di Bologna e Matteo, il poeta romagnolo. La prima mi dice che potrebbero essere passati 15 anni dall’ultima volta che ci vedemmo e chiede conferma della mia identità attraverso due conoscenze comuni, la seconda indaga per sapere se sono la stessa che aveva conosciuto in un campeggio del meridione 30 anni fa, la terza dichiara di aver visitato con me, se sono io davvero, il cimitero monumentale a Milano tra i 15 e i 20 anni fa e di considerarlo una pietra miliare nella sua modesta esistenza.
Questa triplice sorpresa ha cambiato qualcosa nella mia vita (sarà il condizionamento che subisco dalla lettura de La vita nuova di Pamuk…). Ha confermato più che altro che dal passato arrivano dei segnali: l’Ingegnere, il Campeggio, la Poesia. Una professione, un luogo di aggregazione, una modalità di espressione. Tra le mille suggestioni che i tre personaggi potevano darmi, queste sono le prioritarie. I tre compiono una scelta (marginale!) che li accomuna: quella di cercarmi. Perché cercano qualcosa di se stessi attraverso di me, e che sperano che io possa rivelare loro: l’ingegnere mi suggerisce l’idea di una vita dedicata al lavoro, corredata di affetti prudenti e tutto sommato moderata. Il compagno delle vacanze in campeggio, all’epoca eravamo entrambi molto giovani, mi trasmette un senso di realtà un po’ più perigliosa, fatta, oltreché di lavoro, di figli con cui gioire ma anche di cui preoccuparsi, di matrimoni instabili e di aspettative in qualche modo deluse, di cadute e riprese a ciclo continuo. Il poeta ha tuttora un forte slancio ideale e le parole sono sempre al suo servizio, lui le padroneggia e le fa volteggiare leggere nell’aria, tanto che captarle è ancora un vero piacere. Il ritrovarsi non lascia indifferenti.

Per strada c’è verità. Un essere dolente, sbronzo e ciarliero, alla fermata del tram in Coni Zugna, davanti alla farmacia, o alla banca, la sera dopo le otto, quando la maggior parte del mondo si è già ritirata in casa, racconta con una rabbia lamentosa, di aver scassato la bici in un incidente, ché sennò lui mica lo prende il tram, lo supera con la bici. Insomma o qualcuno lo ha fatto cadere, o era talmente fuso che si è sbilanciato e ha fatto tutto da sè, rischiando solo di finire peggio. Lussemburgo. Cita il Lussemburgo come il suo paese. Nel senso che da italiano con le tasche colme, è lì che puoi riparare se vuoi salvarti dal fisco. Una foto sul display del telefono con due bambini in un carrozzino da trasporto con la bici potrebbe essere l’indizio della presenza di una famiglia, ma è confuso e parla di una moglie morta cinque anni fa mentre la bambina, chiedo, ha due anni. Anche le ipotesi sono due o forse tre: la bambina aveva due anni nella foto ma ora ne ha almeno cinque se la donna di cui parlava ne è anche la madre, oppure la madre della bambina è un’altra e la morta è la prima moglie e madre del ragazzino più grande, oppure son balle. La verità rimane nello stato di alterazione, nell’ubriachezza del personaggio, nel delirio che mescola realtà e immaginazione, nel fallimento che si fa alone attorno al corpo, spesso e infeltrito come un abito che non si può togliere. La verità del disagio si traduce nel bisogno di raccontarlo camuffandolo un po’, in un giochetto aberrante e grottesco in cui l’autopromozione si intreccia con l’impostura. Fosse rimasto zitto al suo posto, con il suo mezzo bicchiere di Guinness nascosto nella tasca interna del cappotto che invece fa emergere come dal cilindro del prestigiatore, sarebbe passato totalmente inosservato, col suo aspetto di cane bastonato, come tanti.

A proposito, una bella bastonata al parroco di quella località vicina a Lerici, quasi quasi, visto che mi trovo a passare di lì, gliela vado a dare, e con gusto. Avrei alcune domande da porgli innanzitutto, per torturarlo un po’, prima dell’esecuzione:

1. che ne pensi di quel tuo collega che trent’anni fa consigliò alla madre di una ragazzina di 12 di tagliarle i capelli perché troppo provocanti? Cosa consiglieresti tu alla donna di oggi che dice di non aver mai perdonato sua madre per aver permesso che le fosse fatta una tale violenza?
2. che violenze hai subito da bambino?
3. com’erano i tuoi genitori? Che violenze hanno subìto loro? E le tue sorelle, le tue cugine?
4. perché ti sei fatto prete?
5. immagna di sottoporti a una psicanalisi coatta: quali domande o quali indagini non vorresti mai ti fossero fatte? Quali invece gradiresti?
6. in cosa credi veramente?
7. alla luce dell’intervista del gr1 durante la quale dài del frocio al giornalista, spiega bene il valore che dài alle parole, e perché appartengono al tuo vocabolario spontaneo.
8. ti dimetti o no? Perché, veramente?

AMICI E SICCITA’

agosto 16, 2012

1. La mia amica L., in cambio della solita potatura del cespuglio, una volta mi ha regalato una massa di abiti dismessi, tra i quali una magnifica gonna da sirena. Per trasportare dalla sua casa alla mia tutta la merce, aveva cercato una borsa adeguata; finì che mi diede una grande sporta per la spesa, di quelle a rigoni, resistenti, che si usano per comprare le patate al mercato di Papiniano.
– Te la riporterò – feci io.
– No, no, non mi interessa – disse – buttala pure -.
Alla fine quella capiente borsa ci ha seguiti per tutta la vacanza, e non se n’è vista una più raffinata in tutte le spiagge dello Ionio!

2. Sui rifiuti questo blog ricorre spesso, ma urge intervenire anche sulla questione della siccità incombente. I prezzi dei beni alimentari aumenteranno e ci affameranno. Anche le inondazioni che seguiranno porteranno allo stesso risultato, distruggendo le giovani colture. Se agosto sarà ricordato come il mese più arido, sappiamo cosa attenderci dai mesi successivi?

3. Rimanendo sull’acqua, quando prenderemo coscenza della catastrofe che minaccia le specie ittiche così amate dalle nostre papille?

http://www.mediaterraneonews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1194:in-fondo-al-mar-non-ce-piu-pesce&catid=98:ricerca&Itemid=506
“Catastrofe annunciata, benvenuta catastrofe”, auspica Fo.

4. Sempre parlando di acque. Quando renderemo al mare di Calabria, Campania e Liguria la giustizia che si meritano, disintossicandolo a favore di un turismo sano e pacifico?

http://www.repubblica.it/ambiente/2012/08/14/news/goletta_verde-40931853/

5. Last but not least: scacquone. Acqua che spazza le nostre deiezioni ogni giorno ovunque siamo, a meno che non si cachi nel campo. E sempre troppa ne scarichiamo. Facessimo come in quelle case dove si raccoglie l’acqua piovana per giardini e gabinetti… Lo spunto e la memoria mi vengono da una strana carta che cambia colore a contatto cio liquidi vista in questi ultimi giorni. Ebbene, il mio amico F., esperto di carta alimentare, ma anche di quella cosiddetta igienica, idealmente idonea per forbire il culo, ci mette sull’avviso: attenti a non farvi fregare da quella che contiene pericolosissimi coloranti e/o sbiancanti, potremmo rischiare di contrarre un bel tumorino al buco, e non quello con la menta intorno!

Bella lì

CENTOMILA IN UN GIORNO E PISCIONE IMPENITENTE

marzo 9, 2012

Visto il successo delle elezioni della rsu, voglio festeggiare. Stacco dalle 100.000 battute che devo scrivere per lunedì (mi attaccherò al portatile per 48 ore anche sui monti), ma non si può trascurare l’importanza di un segnale che rappresenta un’inversione di tendenza estremamente significativo. Formigazzo vuole attribuire il potere di scelta degli insegnanti direttamente ai presidi? Vi lascio immaginare chi assumerebbero i presidi di area formigazza… Ipotesi non peregrina è che tutti i postulanti delle curie, che finora si sono infilati nella scuola pubblica tramite l’ecamotage dell’irc, rispolverino i propri pezzi di carta e si mettano a insegnare tutte le materie.  Poi con una bella regolamentazione che prevede l’opzione: mi avvalgo/non mi avvalgo questi soldati e soldatesse di dio avranno classi leggere e ariose di 4-5 alunni e tutti gli altri studenti saranno a seguire i corsi differenziali vigilati da schiave e schiavi estratti dalle graduatorie nazionale di precari e non precari caduti in disgrazia. Negli edifici scolastici storici, antico patrimonio dello Stato, saranno restaurate solo le parti destinate al preside e i suoi accoliti, che disporranno di appartamenti confortevoli, anche per la famiglia, mentre tutti gli altri dannati vivranno tra i cumuli di arredi lasciati a marcire, e i rifiuti… indifferenziati!

Fantapolitica e/o fantascuola? Intanto ci mettiamo un argine. Due a uno.

All right! Il bollettino medico-sociale, ci informa che Piscione non si ferma. Continua a scaricare in casa degli amici la sua pipì rabbiosa. Sui divani, ad esempio. Cerchiamo di capire. Se è consapevole del problema, e continua ad andare in casa della gente in queste condizioni, vuol dire che lo fa apposta, che vuole creare del disagio, che si vuole in qualche modo vendicare di una vita che è stata avara con lui e rovinare la festa agli altri che gli paiono più fortunati, no?

Fantamicizia e/o fantassistenza?

LA FESTA DELLA FRONTIERA

agosto 30, 2011

Bloggì di fine agosto.

1. Donne del Risorgimento e donne di paese. Le prime lasciavano coraggiosamente e dolorosamente mariti e figli e andavano a combattere… Le seconde, oggi, giovani spose relegate al ruolo di madre, si affacciano coi passeggini al bar davanti al monumento ai caduti dellle guerre del novecento, con la supervisione della madre-suocera, truccata e cotonata come una maitresse. Involuzione.

2. Carnevale, l'esperto del funerale. Insegna pubblicitaria.

3. Nei giorni di picco dell'afa, un buon rimedio è disporsi in corrispondenza del buco del culo delle grotte di Pastena che forse non fagocitano tanti turisti, tra cui si distinguono in particolare le testoline biondissime di qualche famiglia tedesca informata e curiosa, ma cagano aria fredda, au bout di quattro chilometri di sviluppo di grotte e lungo il fiume.

4. Luoghi bruti e senza orpelli. Scarni. Si è tenuto a Palermo un festival della musica dei suoni scrusci con ensemble di lamiere dove l'azione fisica è totale. Da qui al teatro sensoriale il passo è breve.

5. Convergenza. Negli stessi giorni il Corriere e il Giornale trattano di Nicola Crocetti. Impulso alla Poesia.

6. L'approssimazione del vivere. No tende. Mobili buttati là. Senza tener conto della lunghezza delle pareti, delle minime esigenze di simmetria. Si può rendere una casa modesta molto gradevole, figuriamoci una casa ampia, ricca già a partire dalla struttura… Lo squallore della mobilia degli anni '80 fintoantica che ha riempito molte abitazioni in sostituzione dei pezzi degli anni '50 e '60 della precedente generazione, peraltro più sobri perché almeno erano lineari e di migliore qualità, è insostenibile! Insorgo.

7. Conversazione tra bamabini di 6 anni. Cosa fai da grande tu? chiede uno. Ah di sicuro non vado più a scuola, risponde l'altro. Speriamo! fanno all'unisono.

8. La giornalista (redattrice di una importante testata nazionale) paga. Angolo sciuretto di Sabaudia. Ella scrive al portatile, al bar della spiaggia. Tavolinetti grigio topo e sedie classiche da marinaio, azzuro. Una delizia per la vista. Non si direbbe che la signora, intellettuale quale è per fama, abbia pagato la casa editrice per farsi pubblicare. Tant'è. E pare che la stampa sia piena di erroretti. L'editore incassa. Pubblica alla cieca. Nessuno corregge.  

9. Timothy Leary. L'uomo più pericoloso d'America secondo Nixon. Ora la public Library di New York ha acquisito il suo archivio psichedelico. M. mi spiega che l'ingenuità di quell'uomo risiedeva nel suggerire l'uso dell'LSD, in mancanza dei funghi sacri, costosi ma con lo stesso effetto. Gli USA diventarono così un'immensa farmacia che faceva prosperare Sandoz e compagnia. Cambiare il mondo. Appunto. Non così. Sei grammi delle sue ceneri sono disperse nello spazio. Speriamo non germinino.

10. I poeti? Gli inconsolabili consolatori del mondo. Vita? Una ferita nell'inesistenza. Il capolavoro mostruoso.

11. Conversazione tra sessantacinquenni. Noi appena alzate pensavamo a cosa preparare da mangiare per mezzogiorno, fa una. Eh già, la sera prima, anche, dice l'altra. Queste, se va bene ci pensano cinque minuti prima (riferimento velenosetto alle donne di oggi).

12. Odio l'estate. Lo pensa la metà degli italiani. Ma non lo dice. Io la amo perché ci si libera degli indumenti. Delle scarpe soprattutto. Anche se sono disposta a rimettermi quelle da escursione su roccia occasionalmente. Il panorama ripaga. La fatica eleva. Una deroga accettabile.

13. La precisione della nonna investigatrice in vacanza nella villetta: quei negri dell'africa scavalcano e entrano in casa come ridere. Ha passato un mese al mare chiusa barricata con cancelli e catene triple.

14. Vinti e vittoriosi. La postura testimonia.

15. Trovare un ombrellone aperto non tuo alle due con un'ombra di cui puoi fruire e che nessuno viene a reclamare per tre-quattro ore è un'arte.

16. Secondo l'oroscopo cinese sono capace di costruire la carrozza (rete di relazioni, gruppo che agisce) ma poi ho bisogno di un architetto (regista?). Devo contrastare l'impulsività. Non sono tenuta a procedere. Devo coltivare la forza per focalizzare l'obiettivo. Non vivere alla giornata.

17. La torta ai broccoli sa della forza gentile del lavoro fatto con passione. Dalle cinque del mattino sora Peppa sta là. 2.70 per due tranci abbondanti. Pastella di bianchetti teneri dentro croccanti fuori. Vauro (sosia) serve al bancone con un sorriso. Un euro una palla. Italy. Ma quanto costa il lavoro?

18. Dall'errore più grande nasce la più grande saggezza?

19. Ricordo di E. della Cisl col piede fasciato, che non si rifidanza per timore di incappare in una suocera che le pone di fronte il modello moglie-madre-casalinga senza occupazione fuori casa, come l'ultima; di A. detto Matematics, che pescava, di waka waka alleluja l'ambulante ballerino, della signora che abbiamo salutato con una riverenza, un concertino e una pernacchia, e degli zingari da spiaggia questuanti e giovanissimi col bimbo in braccio lei e una fisarmonica generosa di musiche evocative lui.

COPIARE POESIE

aprile 7, 2011

Lui è un amico leccese. Poeta e performer. Mo' s'incazza…

Gli rubo temporaneamente questa e la giro ai miei visitatori occasionali e non.

(ma come funziona il controllo sui diritti d'autore in internet? per autoregolamentazione? così facile rubare?)

Penso ai 309 morti a L'Aquila e alla città stessa, oggi.

Penso ai 15000 migranti periti nella traversata mediterranea negli ultimi 20 anni, e a quelli che ci arrivano con i soli vestiti addosso e ricominciano a vivere.

Penso ai 30000 giapponesi affogati e a tutti quelli che come spugnette assorbono tutte le radiazioni che si stanno sprigionando dalle falle dei reattori danneggiati.

Non è una graduatoria di numeri.

Penso agli italiani umiliati dalla politica. Penso agli ultimi pigmei a cui hanno bruciato le capanne  per vendergli le lamiere.

Stesso cordoglio.

Eccolo (rileggete più volte). Ciao Max, grazie. 

Nel luogo che incontra i corpi, spesso esplodono molliche improvvise…
Nel luogo che incontra, la carta, spesso rotola quasi infurbita…
Nel luogo che incontra, legni sapienti slegarono legni dormienti…
Nel luogo che incontra nasceva linguaggio di virgola…
Il luogo che incontra ospitava l’unico abitante silenzioso…
Il male, nel tempo, abitò stanze ben oltre le nostre chiavi d’accesso…
Ma nessuno, nessuno si accorse di lui…

 

IL LIBICO, IL PARASSOLE E L'UMIDO

marzo 27, 2011

Telefonata (vera o ipotetica) a Radio Padania.
Sì ciao sono la Mirella
Dimmi Mirella
Ascolta …mica in questi giorni.. sto parlando di un paio d'anni fa… io non avevo mai visto un libico… ero sul treno Genova Milano e dopo che era già partito arriva questo tutto trafelato che si prende l'unico posto libero di fronte a me sai nello scomparto da sei…

Be' questo essere di una maleducazione totale, ben vestito, eh, ma arrogante prepotente allunga le gambe da tutte le parti presuntuoso era agitatissimo si vede che era arrivato in Italia per la prima volta… voleva delle informazioni, pretendeva delle informazioni e parlava pochissimo l'italiano e un po' di più l'inglese ma come si fa… poi aveva due tre telefoni e parlava come un ossesso a voce alta in arabo e quando non parlava scatarrava … sì ti dico tirava su il catarro dal naso in continuazione…
Dài Mirella che ci fa venire il vomito…
Ti dico faceva schifo ma schifo.. allora ti ripeto magari per lui era il massimo dell'eleganza, aveva una giacca di pelle color… come si dice.. senape, tabacco una cosa così e i pantaloni in tinta poi delle scarpe assurde di pelle… mah guarda sembrava un extraterrestre
Allora Mirella abbiamo capito… dicci cosa volevi dire.. di tutto questo, vuoi trarre una conclusione?
Eh, sì ..allora… adesso che vengono su tutti questi profughi clandestini criminali magnapan a tradimento poooorchi
Mireeeella, buona!!
Ma dài bisogna dirlo scusa eh questi sono di una virilità.. esagerata… c'aveva un pacco che non ti dico, e qui cosa fanno? Eh dimmelo le nostre ragazzine che fine fanno?????
Ahahhhahahah Mirella ci fai ridere con il pacco regalo! …però c'è da preoccuparsi c'hai ragione! Mirella grazie, ciaoooooooo
Ciaooo tutti e Buona Padania!

Diego Parassole, visto ieri sera a FA'LACOSAGIUSTA (e anche al Giovedì di Augusto, recentemente), è un comico sensibilissimo. Sta facendo una campagna puntuale a favore dell'acqua pubblica http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5 e delle energie rinnovabili, contro la privatizzazione della prima e contro la scelta nucleare, totalmente irragionevole! Dice: ma se ci si mette dieci anni a costruirle 'ste centrali nucleari, B. dice quattro… allora vuol dire trenta… (con tutte le mafie coinvolte che se si dilatano i tempi rigirano e si gonfiano meglio i quattrini) immaginate che quando l'uranio sarà già esaurito, ci ritroveremo le centrali inutilizzabili! Chiaro.
Con le stesse risorse ci copriamo di impianti solari, eolici… razionali ed efficienti e colmiamo il gap con la Germania, fredda e meno soleggiata ma proiettata nella ricerca volta allo sviluppo delle tecnologie sulle energie rinnovabili e pulite con un movimento popolare fortissimo che ha messo alle strette la Merkel, spaventata dagli eventi giapponesi, e preoccupata di salvare la poltrona!

E l'umido? Le biomasse? Il comune di Milano ha bloccato la raccolta dei rifiuti organici. Con quale criterio?
In vista del nucleare? Tutto si rimescola ora! E nell'attesa, dovremmo scaldarci col carbone? Sì, c'è un progetto operativo che prevede l'acquisto del mefitico ma poco costoso fossile, che chiamano carbone pulito poiché almeno i filtri alle ciminiere saranno di nuova concezione…

Ricordo: TUTTO VA A FINIRE DA QUALCHE PARTE, anche i filtri pieni di polveri tossiche da smaltire, così come gli ingenui imballaggi delle stupide merci che quotidianamente ci assediano (perché noi non sappiamo dire NO in massa), così come le scorie nucleari famose che abbiamo acquisito dall'estero (…) e giacciono qui da noi a Trino Vercellese, in attesa di essere trasferite in Basilicata, e girano girano per il globo come anime in pena, mentre le gallerie sotterranee negli USA si sono rivelate non idonee e noi, gli alleati, non possiamo sottrarci a soccorrerli, i poveretti! Ma, guarda un po', i politici disonesti non vanno mai a finire nel posto giusto, invece! 

Non c'è scampo: convertiamoci! Diventiamo A-Ortisti! Nei chiostri della Fondazione Umanitaria, prossimamente.

AUGURI E ADDII

dicembre 17, 2010

ALGIOVEDìDIAUGUSTOAGLIAMICICINQUANTENNICHEDIVENTANONONNIPRECOCIDIFIGLI POCOPIùCHEVENTENNIALL'UICDIBRESCIAAITECNICIDELLIBROPARLATOALL'IMBARCADERODIISEO
ALLAGARZONADIFARMACIAALL'ANTIQUARIORIGATTIEREDEGLISPECCHIMOLATIAPESCHIERADIMONTISOLA
ALLOSCULTOREDICERVENOAISUOIFRATELLIEAISUOIRICCIOLIDIFERROCONLESFERETTEINCIMA
ALL'INSEGNANTEDISIRACUSAAPASPARDOALLAZIAEALLANIPOTEINGITAALL'IMPIEGATAGIOVANESORRIDENTE
DELICATAECORTESECHETRAFEBBRAIOEMARZODEPERISCEVISIBILMENTESIASSENTADALLAVOROALLO
STREMODELLEFORZEAFINEMAGGIOEMUOREDEVASTATADALCANCROAOTTOBRE 

(è sempre una questione di numeri estratti!)

GIBILTERRA, SARAMAGO E UN CERTO STILE

giugno 29, 2010


 

1. Il bagnino colto e sensibile parla del ricambio completo del Mediterraneo in 80 anni e della corrente triplice a Gibilterra, dove al centro dello stretto è in entrata e ai lati, sottocosta, in uscita. Il cumulo di rifiuti che scende dai fiumi e si accorpa a quelli che si trovano direttamente in mare, viaggia verso IL 7° CONTINENTE.

2. Il bagnino 'gnurant e ottuso non sa di cosa si stia parlando. Informati, salame!  http://www.google.it/imgres?imgurl=http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/isola_plastica3.jpg&imgrefurl=http://talpaonline.altervista.org/portale/comment.php%3Fcomment.news.170&h=432&w=750&sz=177&tbnid=h71VzEkdULvK1M:&tbnh=81&tbnw=141&prev=/images%3Fq%3Disola%2Bplastica%2Bpacifico&hl=it&usg=__rLsXp-8wHk9eTil0mFnIGn2IFNU=&sa=X&ei=Ow4pTKf4ONKHOPz__IoG&ved=0CCkQ9QEwBA

3.  Vacanze all'insegna del risparmio per un padovano che dorme nelle stazioni e elemosina una focaccia: i nuovi barboni avanzano! E anche sulla spiaggia dove basta avere una mutanda colorata che assomigli a un costume, sono come pesci fuor d'acqua! Pur sentendomi affine, avrei qualcosa da dire… Son troppo vestiti, stralunati, sporchi, affamati… Non esercitano appieno la libertà che li permea nel loro stato e che è l'unica ricchezza che possono far valere, insieme a tutto il bagaglio umano che si portan dietro-dentro! Tornavo con la mia canoa a riva e… mi abborda scusandosi, dicendo che aveva per tutto il tempo rimirato

le mie scarpe da tennis,

con la frangia. HANNO UN CERTO STILE, mi fa, rapito… Ma, che dire? Se dignità e stile vanno a braccetto, i bagagli di un senzatetto non possono essere soverchianti, una zavorra, un impedimento, un alibi! Vivere alla pari è possibile. Fior di associazioni mettono in contatto mano d'opera agricola con agricoltori, e in Toscana è molto diffusa la modalità di approccio tra domanda e offerta. Anche qui è una questione di informazione! http://www.wwoof.org/; http://www.wwoof.it/

4. Al podere AIONE, ad esempio, lavorare alla pari si può: http://www.aionearte.it/ e si dipinge e lavora artisticamente il ferro, riposando nella pace delle colline volterrane!

5. Le sorelle R., temporaneamente spiaggiate sul litorale toscano, sono zitelle (detto benevolmente, tanto questa parola racchiude un mondo reale, una condizione diffusa) e… dove sono i PRINCIPI AZZURRI?

6. M. ha perso punti patente, ha scassato l'auto e, OBBLIGATO A SERVIRSI DEL TRENO, alla stazione dimentica la valigia sul marciapiedi… Talvolta però va a pescare con la barca e prende tonnetti e pesci spada, dai… non è disabile!

7. M. dimentica la sacca dei ferri golf al campo, distante 300 km… CHE M. SBADATI!