Posts Tagged ‘amicizia’

I CASI di Amici Incatramati

aprile 20, 2010

 

Onto?

1) G. ha un Amico dai tempi del liceo, gli è rimasto solo quello. Non parlano molto e si vedono due tre massimo quattro volte all'anno. Una volta G. è stato in ospedale e l'Amico di sempre fu l'unico ad andarlo a trovare. Ma un giorno in compagnia di altri, tra cui alcune nuove conoscenze, l'Amico parla di fatti suoi privati a uno dei nuovi soggetti del circoletto, che ignaro riferisce a G., il quale si sente by-passato. Cos'è la fiducia? In cosa si manifesta? La confidenza non è più una sua espressione viva e rassicurante? Cosa viene meno? Cosa rimane? La vuota ritualità delle visite o delle telefonate, come usa (non vorrei dire) tra parenti?

2) M. va al matrimonio di un'amica. Lì sa di essere a rischio di incontrare componenti della vecchia compagnia con cui molto tempo fa si è interrotto un rapporto di amicizia, per motivi di principio. La sposa organizza in modo da distribuire gli 'incompatibili' in tavoli ben separati. M. le è riconoscente per l'attenzione e la delicatezza. Ma forse sente dietro le spalle l'alito dell'altra persona, ostile… Che è pure proiezione della sua ostilità…
Alcuni giorni dopo, in tutt'altro contesto, per una coincidenza, gli si avvicina un altro Amico Perduto, sempre della Fazione opposta, per intendersi, sempre della stessa antica compagnia, ma non presente al matrimonio, il quale si rivolge a lui con la sorpresa di chi incontra una persona che non si vede da anni. M. dichiara che se non lo avesse intercettato l'altro e non gli avesse battuto due dita sulla spalla per salutarlo, lui di certo, fossero state invertite le parti, incatramato nei suoi piccoli ma consolidati risentimanti, non si sarebbe comportato allo stesso modo, anzi, avrebbe proprio girato al largo!

3) M.' prova un grande risentimento per l'intera comunità: Ho la febbre e il mal di vivere, incurabile, poiché deriva dallo schifo che ho per l'occidente e le/gli occidentali. Domani suono a … se venite udite i miei resti…

4) M.'' si esprime così: Vivo. Non felicemente. Ma non so se starei meglio altrove. Ora come ora. …l'arte è una forma di salvezza e la salvezza è una forma d'arte. Così come la perdizione. Tra l'altro.

Uomini??? Sveglia!!

L'amico incatramato 3

aprile 20, 2010

Allora, Natoli, cos'è il credente? Uno che ha qualcosa in più o in meno? Un privilegiato che ha raggiunto un alto grado di conoscenza o un ingenuo immaturo credulone e superstizioso?

Il credente si pone innanzi a un TU-DIO con una richiesta di giustizia, con una ammissione di difficoltà del vivere in un quadro di enigmaticità. Vuole sapere chi è e fuggire da sè. Vuole sapere chi sono i suoi genitori e lo chiede al TU-DIO. Ma se non Ti fai trovare all'appuntamento non sei DIO, non sei il DIO della PROMESSA.

La forza dell'uomo virtuoso e morale è l'attitudine di risolvere senza risolvere: resta lo sfondo misterioso alla ricerca di senso. E passare attreverso una contraddizione non significa superarla.

Ecco, i maschi in crisi incarnano la delusione di non trovare DIO all'appuntamento. L'amico che sfugge che tradisce è DIO che manca alla PROMESSA. Sono maschi che diventano vittime della stessa ingiustizia che per secoli hanno prodotto e che ora subiscono. Perciò annaspano nella ricerca di senso, problematizzano in maniera lancinante, talvolta vuota, e non si ritrovano nella simbolizzazione dell'esperienza, si sentono scoperti dal mito, e dalla sua produzione, poiché hanno perso l'abilità a raccontare e di conseguenza a mettersi in relazione, con il tramonto delle certezze e la crisi della speranza.

Perché tratto di uomini e non di donne? Perché le donne sono un altro mondo…

BONTA'

aprile 6, 2010

Agnello sacrificale. Isacco fu risparmiato… Le povere piccole e inermi bestiole, no. Il sapore del sangue del sacrificio rituale non si dimentica. Nel menù c'è scritto: agnello nostrano. Almeno non ha dovuto viaggiare, da vivo o da morto. Un sacrificio a chilometro zero. E c'è da crederci se l'oste è quello lì. OSTE. Un vero oste! Brasato al vino, hanno preso i torinesi, noi l'agnello. E un piatto di raviolini di erbette che spuntavano senza mescolamenti sospetti e devianti, in tutta la loro pienezza di fibre e clorofilla! Tripudio per le mie papille. Uno era anche scoppiato naturalmente per la sottigliezza della sfoglia irregolarmente tirata, rivelando il suo vivo contenuto!

Ci auguriamo che non siano andati a raccogliere le erbette in prossimità del vicino campo da GOLF!!!

ALBERI

febbraio 14, 2010

Alberi secolari, come si possono vedere nei parchi delle ville diventate patrimonio pubblico.

A Varese, la ex-città giardino, per gli abusi e la lenta ma inesorabile devastazione compiuta, che in ogni caso rappresenta ancora un lusso rispetto alla media dello scempio in questo Paese, si trova Villa Toeplitz,
 http://www.santambrogiolona.it/villa_toeplitz.html
 , dove alloggia un esemplare di Cedrus libani maestoso (ancora più bello di quello esemplificativo della foto!).

Ieri, l’ho abbracciato. Al tramonto, quando il parco è già quasi completamente in ombra (e per questo la neve persiste in ampie aree), un fascio luminoso si proietta solo sull’altura dove il cedro risiede.

E, guarda guarda lo Zeit-Geist che si affaccia!, proprio stamattina per Radio3, negli approfondimenti di PAGINA 3, si parlava di un movimento di appassionati di alberi secolari che praticano il contatto fisico in forme rituali urbane (ma anche non…) di devozione alle piante: un abbraccio di amicizia e per ringraziamento!

febbraio 13, 2010
Papero Rosso
cercasi

FRASE DELLA SETTIMANA

febbraio 8, 2010

La frase della settimana l’ho sentita venerdì scorso. Sul momento ci ho pure scherzato sopra ma a ripensarci ha un che di agghiacciante.

BASTA CON LE RELAZIONI, fa la mia amica P. mentre raccoglie la sua piccola dal pavimento. EH BBBASTA, MOLLIAMOLE, DISTACCHIAMOCI, rincaro io, pensando non all’isolamento bensì alla selezione! Sacrosanta!

Eppure si rimane invischiati, ci si trascina in storie di amicizia o per meglio dire di IPOTESI DI AMICIZIA, fasulle, insignificanti, illusorie, inutili, per non dire fuorvianti, deleterie, degradanti e perfino umilianti!

Se da un lato i rapporti esterni alla famiglia si percepiscono di grande valore e di vitale importanza, alle volte veramente alternativi o sostitutivi di quelli interni, talvolta si trasformano in vere bombe deflagranti con caratteristiche addirittura peggiori di quelle rilevate tra i famigliari stessi. E credo che ciò dipenda dalla nostra deformazione che ci porta a trasferire i traumi e le paure all’esterno inglobandolo negli schemi interni, vanificando i vantaggi e i piaceri della libertà delle relazioni esterne che vorremmo ma che non siamo sempre in grado di condurre. Una risorsa sprecata, insomma! Dico in generale. Perché io mi sento così intollerante e selettiva che non arrivo mai per mia stessa volontà all’esasperazione delle relazioni. Non ritengo necessario lo strappo. Applico la sincerità, i metodi dell’osservazione scientifica e al primo sentore di fuffa, di slealtà e di incoerenza, mi oriento. Parlo o faccio capire chiaramente. Se si vuole sviscerare, lo si fa, con semplicità possibilmente.

Però che delusione alle volte! Basterebbe un pizzico di autoconsapevolezza in più, un esercizio interessante, vivificante e addirittura liberatorio, fonte di autorinnovamento, da svolgere e applicare proprio quando le relazioni si alterano e diventano insoddisfacenti. O come prevenzione, prima che lo diventino… Sennò, niente vieta che tutto si consumi e si getti via. O se preferiamo, si metta nell’archivio della vita. Nel bagaglio dell’esistenza, in saccoccia! Con dignità. Il punto è che nonostante il dato oggettivo, molti soggetti si rivelano oltre che incapaci di aprirsi e di autoanalizzarsi, affetti da una deleteria forma di possessività. E si infilano in un loop negativo. A cui, per sgombrare il campo da dubbi, io non intendo partecipare. A Aramengo, diceva quello!

SILENZIO

dicembre 28, 2009

Camminare nel bosco per ore vuol dire accorgersi con immenso stupore che i fastidiosi rumori della civiltà farlocca:

– la musichina generica di fronte al baretto sulla pista per attirare i polli a bere il grappino
– le auto che parcheggiano slittando fin sugli impianti
– gli impianti di risalita stessi che sferragliano sotto gli altoparlanti che irradiano musica dozzinale
– le urla grottesche dei discesisti infervorati
– le chiacchiere al telemegafono delle tipe che spettegolano con la loredana delle vicende della barbara e della mariella e dei vari s-pranzi di natale, e non sanno di essere identificate…
– i bimbi quattrenni che per l’orgoglio patetico dei padri, piangono disperatamente perché sono messi a forza sugli sci e devono farcela…

SI POSSONO SPEGNERE!

SILENZIO

SHHHHHHHHHH
 

Si entra in un mondo fatato. Dopo il Mas dele Strie, a sinistra. Silenzio. E si incontrano in tre ore cinque cristiani e il cane Russel, addobbato con un nastro rosso largo un palmo. Questo sì è emblematico del natale: il rosso inteso come re-inizio, rinnovamento, auspicio di fecondità, che tutti (consapevoli o disorientati) desideriamo, convergenza di echi lontani di culture opposte, fengh-shui e intimo moda…

Al rientro, appare in tutta la sua lancinante evidenza, lo squarcio della pista per la discesa dei forsennati (o timorati, ce ne sono!) sciatori, la ferita che gli umani-disumani, affaristi, hanno procurato alla montagna. La discontinuità del bosco sanguina sotto la neve. Le lame degli sci graffiano senza sosta la ferita che mai più rimarginerà. Così è. A dispetto di molti che non sanno, che non vogliono sapere, che sanno e tacciono o negano. Questi salgono nelle lamierine ovalizzate e scendono con gli sguardi beoti, indifferenti o atterriti, mascherati.

Evviva. Io vado nel bosco e incontro la gioia del silenzio, gli sguardi sereni, le parole semplici e autentiche di una minoranza umana. Umana.

IL LUNGO PRANZO DI NATALE

dicembre 23, 2009
…chi si ostina a farlo?

IL LUNGO PRANZO DI NATALE 
è un dramma in un atto di Thornton Wilder.
Rende perfettamente la ripetitività delle tradizioni,
che si pretendono tali, ma ormai risultano svuotate di senso.

Trovo ampia conferma presso teste brillanti che
la vituperata idea di anticipare
un simpatico incontro tra amici o parenti
attorno a un buffet,
sarebbe la soluzione migliore per conciliare
il desiderio di affiatare il gruppo con
la necessità di non esagerare con il cibo!

ecchèviavevodetto?

(continua il sondaggio)

DOVEROSO

novembre 27, 2009

…precisare che un paio di commenti che si vedono come fossero inviati da me ai DUE GIOVANNI, contengono interventi significativi di una persona amica che ha a cuore il tema e che utilizza la posta privata per rimettermeli. Io tolgo quei riferimenti troppo specifici che ne permetterebbero (forse) il riconoscimento. Blog è condivisione. La motivazione profonda che porta a pubblicare frammenti di vita qui sta nel desiderio di comunicare e scambiare sempre col mondo, e trovare in qualche piega giusta comprensione.