Posts Tagged ‘anima’

I MINUTI DELLA MEMORIA

gennaio 29, 2012

Giornata della Memoria. Un minuto di silenzio. La memoria ha i minuti contati.

SUL CONCETTO DI VOLTO DELL’ALUNNO

gennaio 24, 2012

Quando si dice ‘povero cristo’ non è mai un caso. Prendersi delle responsabilità, talvolta più fastidiose di altre, si dice ‘metterci la faccia’. Ora, combinando i fattori, quel povero cristo del ragazzo che dopo innumerevoli e ampiamente motivate note sul registro (per non dire che alcune gli sono state forse risparmiate), deve per forza assumersi tutte le responsabilità che gli si addebitano, ad è pure costretto a metterci la faccia, a esibirsi come imputato davanti al consiglio di classe straordinario che  lo giudicherà (dopo sempre ampio dibattito e confronto con tutte le componenti democraticamente elette a rappresentare genitori e studenti nella scuola) meritevole di una sanzione disciplinare. Quel che non percepirà è lo strano gioco di specchi: il povero cristo-alunno, accompagnato dalla madre crocifissa insieme a lui, si trova davanti a una schiera di altri poveri cristi-docenti che ci mettono la faccia da anni o da mesi e si sentono responsabili della sua educazione, oltre che della sua formazione e della sua istruzione, e che ritengono sia giunto il limite della loro sopportazione. Si usano espressioni e termini come: ‘dobbiamo dare un segnale forte‘, ed ‘è in gioco la nostra credibilità‘. Qualcuno sottolinea l’importanza di soffermarsi sul piano della comprensione (che chiamerei istruttoria), e che non significa ammettere mollemente scorrettezze o praticare sconti (men che meno perdonare o condonare), ma dissodare il terreno, portare alla luce tutti gli elementi di conoscenza per praticare un’analisi adeguata del comportamento dell’alunno, considerato pur sempre simpatico, oltre che intollerabile, alla ricerca delle origini delle distorsioni evidenziate. In una visione aperta a 360° e con un’attitudine e magari anche una preparazione all’empatia. Padre assente. Madre mite e sottomessa. Mancanza di riferimenti. Contesto culturale limitato, che gli offre modelli comunicativi piuttosto rozzi. Intelligenza brillante e capacità espressiva esuberante, fanno di questo ragazzo, di corporatura abbondante, un oggetto esplosivo, anche fisicamente potenzialmente pericoloso. Come aiutarlo a controllare la sua forza, la sua vivacità, la sua esuberanza? Controllare non significa necessariamente contenere, può voler dire, indirizzare, convogliare, orientare. Il volto del ragazzo trasmette una gran voglia di imporre la propria personalità che però non è ancora ben strutturata, di essere preso per quello che è ma non lo ha ancora capito, ha solo imparato e applicato una povera piccola e meschina lezione di sopravvivenza: a cavarsela furbescamente, a non conquistarsi con la fatica, l’applicazione e il rigore, gli obiettivi della vita, proporzionati alla sua età, come quelli scolastici. Se qualcuno gli avvalora questa modalità: sei simpatico, affabile e sorridente e riesci a imbrogliare con qualche scherzetto verbale e qualche semiseria e semivelata minaccia gli altri, il gioco è fatto! Rimarrà un irresponsabile. Un omone immaturo e irresponsabile formato un metro e novanta per centocinque chili. Il suo volto chiede aiuto agli adulti ma si maschera di un sorrisino beffardo. Il suo volto tradisce una necessità di intraprendere un percorso di verità e saggezza, ma una vocina dentro di lui continua a suggerirgli di cavarsela a buon mercato. O per la scorciatoia. Così però troverà merce scadente o il dirupo. (cosa gli si può lanciare?)

POLVERIZZAZIONE DEGLI INTELLETTUALI

ottobre 5, 2011

La prima mi mette meno in imbarazzo dei secondi. Anche se è della prima che ci dobbiamo maggiormente preoccupare. Le citazioni le lascio ad altri, ma qualcuno deve aver detto che CHI E' LIBERO NON SERVE, CHI SERVE NON E' LIBERO. Così l'intellettuale libero non serve, non si associa, rimane in una condizione di isolamento e le risorse intellettive di cui è portatore si perdono in una forma di  solipsismo.

Polverizzare uguale annullare.

Rostagno. Ricordarlo significa dare valore all'azione coraggiosa ancora oggi compiuta da giormalisti autentici. Pochi.

PERETO O PERETA: QUALE BORGO?

settembre 3, 2011

Più di 200 borghi in Italia, certificati. Si contraddistinguono per l’effettiva conservazione degli edifici storici e dell’assetto urbanistico e paesaggistico.

Prendiamo ad esempio Monterado nelle Marche. Ha un castello. Ha un abitato abbastanza omogeneo. Ma, visto dal Giogo, si presenta completamente snaturato …con la fila delle improvvide villette a schiera! Chi le ha volute, non ha considerato il danno reale causato al borgo, che tale non è più!

Pereto in Abruzzo. Un avvocato sensibile e accorto ha salvato il mastio che domina imponente l’abitato. Non solo. Ha posto (fatto porre) un vincolo di rispetto dell’area che lo circonda (dev’essere molto influente questo avvocato…), ancora ricca di vegetazione, che lo fa stagliare nettamente sulla collina. Vabbé: la casa dell’ex sindaco rimane ben nascosta… Ragazzi, non si può pretendere tutto, eh!

BATISTE & CORENTIN

agosto 9, 2011

Sono due gemelli dizigoti. Uno dice di avere sei anni l'altro sette. Sono nati il 28 luglio. La concezione del mondo li differenzia: uno dei due non ha dato grande importanza ai recentissimi festeggiamenti.

Intanto la Donatella e la Paola hanno messo un cancello nuovo alla loro proprietà. Ora i sei cani non corrono incontro agli avventori lungo la strada sterrata ma abbaiano come dei forsennati dall'interno. Matteo le aiuta nell'orto.

La raffinata signora che si massaggia il viso con una crema è la vedova di un segretario del ministro degli Esteri Sforza del governo De Gasperi, che tanto si adoperò per l'Europa in occasione dei trattati fondativi. Quando il lungo tentacolo della medusa mi avvolse il braccio, io lo percepii come un lungo capello, mi urticò blandamente e lei mi offerse la sua pomata antiistaminica.

L'ABBRACCIO MORTALE… DELLA FOCACCINA!

luglio 28, 2011

BLOGGI'
(per il consuntivo di luglio 2011)

1. Le persone (giovanissime) sui mezzi pubblici si siedono vicine ma infilano le cuffiette e non si guardano, nè ovviamente si parlano.

2. Sulla cima del monte che si trova sopra Villa a Calci nei pressi dell'altro più imponente Monte Serra, si arriva per un viottolo su cui ho trovato un acuminatissimo aculeo di istrice con cui in seguito mi sono punta e ho dormito per sette giorni… La cosa assurda è che, oltre la misteriosa casa rossa disabitata e adibita a ricovero attrezzi e deposito olive, si può procedere attraverso dei massi o spuntoni di roccia (pare conglomerato) e, giungendo a una piccola radura, si scopre che qualcuno vi deposita le rimanenze di un forno industriale, ossia panini o focaccine confezionate con la tipica plastichetta sottile e bucherellata con tanto di marchio… Chi si adopera per questa aberrante operazione? A che scopo? Discarica, banale!

3. Un bimbo esuberante e desideroso di comunicare perché forse mediamente nessuno gli offre la possibilità di farlo, nell'entusiasmo incespica nelle parole e racconta di genitoNi e MaZzellette!

4. In un piccolo borgo fantastico lontano dal frastuono della città, abita una strega buona che sembra una biancaneve dei nani deformati (come in uno specchio che li svirgola), scappata dalla favola e rifugiata in una piega del tempo.

5. Dalla casa del polacco ormai derelitta, le nuvole sfloculano rapidamente. Compare un cazzone, un diavolaccio e un angelo annunciatore. Premonizione, premonizione!

6. Catarsi.
 

ODIFREDDI

maggio 15, 2011

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/05/14/news/l_ateo_odifreddi_da_piccolo_fare_il_papa_a_tutti_i_costi-16241165/?ref=HREC1-7

NELL'ASCENSORE 2

maggio 5, 2011

Incrocio l'Uomo della cartelletta con cui avevo discorso nell'attesa che la Secca si sbrigasse, che mi stringe la mano con estrema affabilità. Avanti!, fa la Ines, con piglio deciso. Esco soddisfatta per il risultato nel merito della dichiarazione da integrare e per il clima umano, e percorro le vie del quartiere misterioso verso la stazione di G., soffermandomi sull'architettura, alla scoperta di inserti ottocenteschi o del primo novecento. Sopravvivono alcune piccole officine e ex trattorie. Queste ultime sono già attive. Animate da abili immigrati che hanno sostituito i vecchi proprietari. E sono gli egiziani i leader nel campo della ristorazione. E' mezzogiorno e i muratori delle case in ristrutturazione della zona siedono gambe sotto il tavolo e capelli polverosi: devono pur riempire lo stomaco. Leggo la lavagna del menù. Alici fritte. Entro e ne faccio un assaggio: due pescetti su un letto di insalatina, ot-ti-mi. Raccolgo bigliettini da visita a destra e a manca. Compreso il negozio-museo di sauri, con draghi e camaleonti, serpenti e lucertole… Per darmi una dimostrazione di buon comportamento dei suoi protetti, sotto lampade per il riscaldamento degli ambienti e nei terrari, il negoziante avvicina una locusta alla vista disarticolata e indipendente degli occhi del camaleonte.  E mi racconta l'abilità ineguagliabile dei tedeschi nel produrre efficacemente il cibo di base, fresco e resistente, di questi animali: i grilli. Quattro euro per poche unità. Un investimento. Costano, queste passioni.

Riconosco la stazione centrale sulla sinistra e mi imbarco sul 33 fino alla svolta sul viale in prossimità dell'ospedale. Dovevo approfittarne per fare una sorpresa alla mia amica M., tutto combacia nella vita prima o poi… Ed era arrivato il momento preconizzato. Ma lei è scesa in mensa, la rincorro (la riconoscerò tra i tanti che mangiano sul vassoio standard?), non la trovo, ripasso dal laboratorio, sarà a prendere il caffè al bar, chissà se dentro o fuori dal perimetro dell'ospedale? Torno. Dieci minuti e arriva, mi dice l'operatrice che la chiama per me. Non le dica chi sono! Mi apposto in prossimità dell'ascensore al piano terra, e passa il montacarichi che trasporta una figura umana in completo pantaloni e giacca antracite. Proviene dal seminterrato. Prosegue per il primo piano. La seguo. Anni e anni di distacco non voluto, non programmato si colmano in pochi minuti. Ho di fronte a me un esempio di vita vissuta all'insegna della dedizione al lavoro. Con luci ed ombre, dal suo punto di vista. Abbagliante agli occhi degli altri. Instancabile. Intensa, di una reattività rapidissima. Ipersensibile. Ho ritrovato M., pronta a rimettersi in gioco come professionista. In altro settore. Sono sicura che ne vedremo delle belle.

COPIARE POESIE

aprile 7, 2011

Lui è un amico leccese. Poeta e performer. Mo' s'incazza…

Gli rubo temporaneamente questa e la giro ai miei visitatori occasionali e non.

(ma come funziona il controllo sui diritti d'autore in internet? per autoregolamentazione? così facile rubare?)

Penso ai 309 morti a L'Aquila e alla città stessa, oggi.

Penso ai 15000 migranti periti nella traversata mediterranea negli ultimi 20 anni, e a quelli che ci arrivano con i soli vestiti addosso e ricominciano a vivere.

Penso ai 30000 giapponesi affogati e a tutti quelli che come spugnette assorbono tutte le radiazioni che si stanno sprigionando dalle falle dei reattori danneggiati.

Non è una graduatoria di numeri.

Penso agli italiani umiliati dalla politica. Penso agli ultimi pigmei a cui hanno bruciato le capanne  per vendergli le lamiere.

Stesso cordoglio.

Eccolo (rileggete più volte). Ciao Max, grazie. 

Nel luogo che incontra i corpi, spesso esplodono molliche improvvise…
Nel luogo che incontra, la carta, spesso rotola quasi infurbita…
Nel luogo che incontra, legni sapienti slegarono legni dormienti…
Nel luogo che incontra nasceva linguaggio di virgola…
Il luogo che incontra ospitava l’unico abitante silenzioso…
Il male, nel tempo, abitò stanze ben oltre le nostre chiavi d’accesso…
Ma nessuno, nessuno si accorse di lui…