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INNOCENZO E MAURIZIO

luglio 26, 2010

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Quel fenomeno di bambina, novella Gabanelli, denuncia: Ma lo stabilimento l'anno scorso non ce li aveva gli ombrelloni sotto il faro… il faro era della spiaggia libera, era di tutti!!!

Mia figlia, dice la madre, e' molto attenta: se n'e' accorta subito che gli ombrelloni si erano …allargati!

Cosi' organizziamo, come nella migliore tradizione ecologista, una bella raccolta delle plastiche. Puliamo il  mondo e' un'operazione di tutti i santi giorni, non da vetrinetta, ditelo a legambiente! Chi non da' un contributo alla prevenzione, obbliga gli altri ad occuparsi delle conseguenze, le amministrazioni pubbliche a sopportare costi maggiori, la comunita' a subire il danno e l'insulto del degrado.

Due forze opposte operano sullo stesso ring: una distrugge l'altra ripara, una sporca l'altra pulisce…

L'ultimo tratto di spiaggia a ponente e' sorvegliato da Innocenzo e Maurizio. Il tavolino  verde sembra un presidio militare. O vogliamo dire meglio: un presidio sociosanitario: ti punge una tracina? pronti! la medusa ti ha urticato? eccoli! E rastrellano, e raccolgono la 'monnezza. Gli manca solo la divisa!

Maurizio e' detentore della tecnologia avanzata: ha un telefonino, forse un palmare, con schermo reclinabile, e annota…

Innocenzo e' il guru, il socrate, lo psicoterapeuta sul campo. Si definisce un ragazzo di strada, adattabile ad ogni situazione; una due cento facce per stare bene con tutti, per comunicare con tutto il mondo che passa di li', sfaccettato com'e'.

Quando parla con certa gente ha mille argomentazioni, ma se lo sentissero i rozzi buzziconi, con cui usa il registro della parolaccia e del volgare sberleffo, gli direbbero: ao' che tte sei magnato er vocabolario? Lui, non vuole distinguersi e si mimetizza piuttosto. Pirandelliano e pasolinaino in un sol colpo.

L'acqua e' cristallina. La nuotata e' piacevolissima. Pare che le barriere di scogli artificiali facciano da filtro. Uno fa: ma lo sai che ce sta' 'na bambola incastrata che pare 'na persona vera coi capelli che se movono… e non e' rotta pe' gnente… dipende dalla corente, ora e' coperta ma me so' ppreso un colpo quando l'ho vista… tu non sai che cce sta qua sotto fia mia! Se lo sguardo spazia oltre, al largo, si vedono gli allevamenti di cozze. Squisite.

PAESE REALE

luglio 25, 2010


Il Parco Archeologico

Il paese reale e' anche una bella spiaggia sotto la rupe calcarenitica che a fine giornata rimane imbrattata ferita e offesa dall'immondizia sparsa abbandonata. Croste di plastica, carta e vetri ovunque, a testimoniare il passaggio di umani disumani che hanno consumato il loro tempo estivo e stemperato la calura al mare (e dove senno'), esponendo per di piu' la pelle chiara al sole assassino. Qui non c'e' la schiumetta antropica da eccesso di uso di creme solari. Si risparmia anche su quelle. Ma in molti non rinunciano alla grattachecca nel bicchierino di plastica corredato di cannuccia e cucchiaino (un supporto esagerato per 200 ml di acqua ghiacciata e un goccio di sciroppo colorato); i pochi gelati che girano e i molti panini fatti in casa, lle pizzette del fornaio acquistate scendendo a mare a poco prezzo confermano che l'investimento per la giornata di vacanza, e' ridotto al minimo.

Alle otto di sera la spiaggia e' vuota. Il sole e' una grossa pesca che si appoggia sulla grande torta sbocconcellata delle rovine della villa di Nerone, padrone di Roma dal 54 al 68. Una donna molto magra sui 35 vestita come un mimo tutta in nero, canotta e pantamaglia, accompagna un bassotto nero a scorrazzare sulla sabbia libero ma guardingo e se si ferma ad annusare i rifiuti, lei che non lo perde di vista un attimo, gli da' un colpetto con l'infradito per distoglierlo dall'attraente schifezza (per lui, il canide) in antitesi con la grazie e la levita' del corpo che ci si aspetterebbe: una rabbia malcontenuta traspare. Una bambina di otto anni, poco piu' in la' indica da dove era uscito il topo grigio con la coda lunga e pelosa che correva da un ombrellone all'altro facendo saltare in aria un po' tutti come pop corn…