Posts Tagged ‘atelier’

VOLARE

settembre 13, 2011

Mentre suona la canzone cantata alla maniera italo-americana, le modelle, gli stilisti e qualche comparsa dello staff fanno le prove. La passerella è allestita sul naviglio. Bianca. Non fluttua, è ben zavorrata. Gli uomini della sicurezza si distinguono. C'è fermento. Metto il naso in una bottega. Un omino sposta delle tele. Entra, mi fa. Ma sì. Appoggio la bici al marciapiedi con il pedale. La catena è finalmente al suo posto, me l'ha appena rimontata l'egiziano tabagista di piazza XXIV maggio. E mi ha riposizionato la ruota e stretto i dadi. Va molto meglio. Allora torno a trovarti, gli dico. Ha una potenziale cliente che sta scegliendo un pezzo e preferisco lasciarlo tranquillo: deve concentrarsi sulla vendita, no? Pazzesco, ma si ricordava dove ci eravamo visti la prima volta. Non era a Milano. Sono rimasta di stucco. Una memoria senza esitazione. Stupefacente. Per me è sempre tutto casuale. Di una casualità che scivola nel preordinato. Per ricordarci che…

AFRO

maggio 8, 2010

Afro Basaldella, tavola rotonda, 1966

Una galleria di Milano ha venduto recentemente una sua opera del 1963 per 49.000 euro.
A parte le quotazioni, vorrei  fare la TAC (piuttosto che ai cervelli senili e decadenti che tra l'altro trarrebbero beneficio oltreché dalla visione, dall'esercizio manuale, dai colori!) all'arte contemporanea, e vorrei capire come dei tre Basaldella, Afro abbia avuto più successo. Talento? Capacità di autopromozione e affermazione?
Mirko Dino Afro. Ma non è già nel nome un segno? Dino si è fermato a Udine, e ha pagato la stanzialità. Mirko è stato scultore. Afro, il pittore dei colori. Dal nero luminoso, si dice. Un cubista che si scompone. E penetra.

http://www.villamanin-eventi.it/index.php

LEGNI

marzo 21, 2010


 


 

…raccogliere, selezionare, progettare, cercare, visualizzare, preordinare, disegnare, assemblare, inchiodare, incastrare, avvitare, appoggiare, costruire, raccogliere, selezionare, progettare, cercare, visualizzare, preordinare, disegnare, assemblare, inchiodare, incastrare, avvitare, appoggiare, costruire,
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RONCHEY, valorizziamo?

marzo 9, 2010

Se non mi danno un atelier, emigro a Berlino!

Alberto Ronchey fu ministro per i Beni Culturali dal 28 giugno 1992 al 10 maggio 1994 nei governi Amato e Ciampi. Grazie al suo impegno fu varata la legge n. 3 del 1993 (conosciuta come «legge Ronchey») che ha contribuito a svecchiare la gestione del patrimonio artistico, aprendo all’iniziativa privata. Il provvedimento riguardava la gestione dei servizi aggiuntivi negli istituti d’arte e antichità dello Stato. La legge ha consentito a imprese esterne alla pubblica amministrazione di organizzare servizi di accoglienza e ristoro nei luoghi d’arte, come caffetterie, ristoranti, librerie, biglietterie e guardaroba. Sua anche la scelta di ricorrere alla mobilità del personale per tenere i musei aperti nei giorni festivi o quella degli «sfratti» imposti alla musica rock dall’Arena di Verona, alla lirica da Caracalla ed alle bancarelle dagli Uffizi. Con questi provvedimenti, Ronchey apriva al tema della valorizzazione del patrimonio culturale italiano, uscendo dalla logica della semplice conservazione come derivava dalla legge Bottai in avanti e favorendo da un lato il turismo e dall’altro gli investimenti culturali. All’epoca la legge – oggi ritenuta all’unanimità un caposaldo per innovatività e lungimiranza – fu duramente contestata soprattutto negli ambienti sindacali e si scontrò con un certo ostruzionismo anche nelle commissioni parlamentari. Al punto che Ronchey, nel 1992, dovette minacciare le dimissioni nel caso di bocciatura del decreto legge. Di fatto la legge Ronchey era un tentativo di allineare le nostre istituzioni museali al contesto europeo.