Posts Tagged ‘auto’

AUTO AGONIA

settembre 18, 2012

La Fiat annaspa da anni. L’auto è una merce delicata. Ha una forma, una praticità; è uno status symbol. Non si vende come le noccioline allo stadio. Costa, ingombra, pesa. Incontra gusti ed esigenze. Se non convince, non buca il mercato. Non penetra. Ristagna la produzione. Muore.

Anni fa, quando abitavo in Svizzera, agli incroci ai semafori c’era scritto MOTOR ABSTELLEN, tassativo, per tutta la durata della sosta. Oggi le auto hanno un dispositivo che le spegne senza dover girare la chiave o pigiare bottoni. La riaccensione evidentemente è tale da non dover vanificare il beneficio dello spegnimento. In un incrocio critico senza semaforo, ricordo, vicino ad un cantiere, BAUSTELLE, campeggiava sui muri in prossimità un AUTO, DU STINKSCHT! MOTOR ABSTELLEN, BITTE! lasciato al buon senso dei conducenti, non soggetto a sanzioni se non applicato.

Tutti riconosciamo l’utilità dei mezzi di trasporto privati. Tutti comprendiamo il disastro ambientale che causano, se i motori bruciano carburanti oleosi.

I potenti fino ad oggi hanno deciso di accantonare le tecnologie più pulite in favore del petrolio e della sua lavorazione.

Ora si muove il mercato dell’auto elettrica, fa i primi passi su larga scala. C’è una parola del gergo economico che non è abbastanza frequentata: riconversione. E un altro termine, incentivi, ricorre e poi sparisce. La volontà politica deve riaffermarsi. Se il popolo automunito lo chiede, qualcuno ne interpreterà gli umori. E, dato che la conversione è materia religiosa, diamo l’estrema unzione all’auto a benzina, e via!

IL CORAGGIO LA PAURA E LA TENEREZZA

novembre 19, 2009

Con questa si completa la prima. G, cara, perdonami, la pubblico per i passaggi tenerissimi!

sì, Paola, è …096. Mi spiace aver perso i contatti con te, ma negli ultimi mesi non avevo proprio testa, avevo questo malessere generale, il lavoro andava male e si faceva cassa integrazione a singhiozzo (ed ancora adesso è così) ed io davo sempre colpa al lavoro perché avevo spesso mal di testa e ricorrenti sinusiti, nessuna testa di cavolo di un dottore che ha pensato di farmi fare una TAC! certo che se quei sintomi che ho avuto in Calabria li avessi avuti qui a Torino, la TAC era la prima cosa per qualsiasi dottore. Comunque adesso penso al presente, Paola, solo che a questo dolce far niente non sono proprio abituata, io ero fuori casa tutto il giorno, arrivavo a casa giusto per cucinare, andavo a nuoto due volte la settimana con tutta la famigliola, ero qui solo sabato e domenica, ma spesso si usciva. Insomma mi sento un leone in gabbia anche perchè la macchina di L. era vecchiotta e l’abbiamo venduta, è rimasta la mia Astra familiare (quella che conoscete voi) e la deve usare L., a fine mese quando torna mio papà mi cercherà una macchinina usata (lui è un esperto in queste cose, è sempre indaffarato col commercio di macchine nuove ed usate) e mi potrò muovere di più, non sono abituata ai pullman…. ed anche la mia dottoressa con le influenze che girano adesso, fino a fine dicembre non me li consiglia. E’ vero che con le belle giornate potrei andare a fare una passeggiata ma mi deprimo ad andare in giro da sola, con mia mamma andavamo spesso al mercato che è proprio davanti casa sua (anche se avevo la fasciatura in testa non mi importava, un foulard e via) ma adesso appena torna, visto che abitano vicino, L. la mattina mi può lasciare da lei tanto loro si svegliano sempre presto così mi svago, fra l’altro anche mia sorella abita a due interni da mamma. Per fortuna che ho il computer così mantengo i contatti e ci perdo un po’ di tempo. Con la mia amica ci scriviamo tutti i giorni, domenica infatti viene a mangiare qui da noi.
Per me adesso è come ricominciare una nuova vita, anche nel rapporto con L. ci riscopriamo, all’inizio è stato difficile dopo tanti mesi senza intimità, adesso siamo un po’ timidi come due ragazzini al primo amore, facciamo un passo alla volta, anche perché il mio corpo reagisce fortissimo a certe emozioni, tremo come una foglia. Ci vorrà del tempo ma per fortuna e grazie a Dio ed al CTO di Torino, sono qui a raccontarlo. Anch’io sarei contentissima di vedervi, quando hai un’idea per un incontro parliamone, se non me la sento te lo dico senza problemi. Un bacione.

C'é LETIZIA e Letizia

Mag 26, 2009

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LETIZIA, IL BUON SENSO E IL CONSENSO.

 

Letizia qui non è Noemi, bensì la Moratti. Interrogata sui progetti dell’EXPO, si barcamena sorridendo molto a(ma)bilmente e conduce l’interlocutore dove vuole. Sul suo terreno di gioco. Non solo perché è stata invitata lì apposta. Tiene la palla e non la passa. Dice che Milano ha avuto un riconoscimento a livello internazionale per aver istituito una commissione di vigilanza sul grado di contaminazione mafiosa delle imprese, che il verde promesso ai cittadini milanesi ci sarà, rigoglioso e abbondante (più del Central Park, e di altri parchi urbani celeberrimi) secondo il ridondante e ambizioso progetto LE VIE D’ACQUA che attinge alla visione leonardesca della città. Le sciure degli attici fioriti afflitte in anticipo dalla sindrome da ombra tacciano! Le torri che emergeranno fiere dalla polvere del cantiere saranno abitate da 15000 persone (con 10000 auto al seguito?) e questo dato dovrebbe confortare i milanesi o aspiranti tali perché, diceva l’accompagnatore azzimato della Moratti, l’immissione sul mercato di nuovi alloggi riequilibrerà i prezzi: geniale!

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Su tutte, una grande argomentazione veramente populista e bipartisan: non è giusto e intristisce la Signora parlare così male di Milano! Una città ricca di gente onesta che si alza presto la mattina e va a lavorare, una città che si distingue per le sue iniziative umanitarie e la presenza di un’alta desità di benemerite associazioni di volontariato… una città attiva e creativa! L’immagine che voi (comunisti del servizio televisivo pubblico) ne date è deviante, fuorviante…

Peccato che il giro d’affari dei pochi sparuti malavitosi, sia di gran lunga più consistente rispetto ai quattro spiccioli sudati dagli onesti e diligenti lavoratori, eh eh…


CON O SENZA?

Mag 17, 2009

POST SENZA FOT

Che post è se non c’è fot ?

Ho visto blog pieni di foto  come quelli di certi poeti che introducono i loro versi con le immagini: fiori, paesaggi, icone sacre…

Ora, se io accompagnassi questo post da una serie di scatti del panorama che ho avuto negli occhi ieri e oggi, attirerei l’attenzione di molti di più…

Dunque, non mi resta che narrarvi questa breve storia, cercando di essere il più possibile immaginifica  e invitandovi a linkarvi opportunamente.

Tempo fa avevamo scoperto una struttura agrituristica  appena aperta nei pressi di Arquata Scrivia, che si raggiunge attraversando una passerella sul torrente Spinti, parallelo alla Val Borbera, più conosciuta.

Non trovando posto lì, una volta, siamo stati dirottati a Borghetto, in un’altra di queste, cresciute come funghi anni addietro sull’onda delle agevolazioni fiscali, e spacciandosi per aziende agricole con produzione autonoma di frutta, ortaggi, ecc., cosa quasi mai corrispondente al vero!

La seconda che ho detto era occupata da tristi festanti attorno a una coppia appena sposata e agghindata con pizzi, voiles, fiorellini, papillon, fiocchettini e confettini e la cantante guardava l’orologio aspettando sull’aia che fosse dato il via alle danze con un rutto (…), dopo la discesa dei festanti dalla sala da pranzo.

Peccato, perché lì danno le bici per andare su e giù dalle colline e vedere gli animali liberi e selvaggi, e sul fiume. Ma non si poteva stare visto il pernicioso assembramento, nonostante fosse rimasta una camera.

Torniamo verso l’uscita della Milano-Serravalle non per rientrarci ma per procedere verso Gavi (interessante il Forte) dove evochiamo la nostra amata NIPA portata una volta memorabile a pascolare nei paraggi.

Il collegamento web via telefono ci dà un agriturismo a un km verso Parodi Ligure. Chiamo e il proprietario si dimostra particolarmente cordiale e disponibile alla conversazione: strano! Di solito vanno al sodo e per le spicce…

Arriviamo. La posizione è gradevole, ma… è un CONDOMINIO! E non solo: lo stesso ‘amabile’ personaggio ci ammorba con il racconto penoso dell’origine dell’operazione economica colossale grandemente fallimentare rappresentata da quel mostro in cemento dipinto di rosa dove l’unica attinenza con gli edifici rurali è data dalle persiane verdi (in PVC).

Ci dice, come succede a chi non si controlla, tutto quello che non avrebbe mai dovuto dire per accattivarsi la fiducia dei potenziali clienti, in un accesso di sincerità patologica, spinta all’estremo: …ecco vede, qui è sempre un cantiere (escono operai), stanno facendo la manutenzione di un appartemento in cui pioveva dentro… qui vede hanno fatto le tettoie troppo basse …e laggiù le travi che sorreggono quella terrazza si sono piegate di sette centimetri… sa, questo residence è un cumulo di grane, di beghe legali… ne ho da vendere ih ih..  e  gli spunta una lacrima che ricaccia immediatamente, il disgraziato!

Penso inevitabilmente alla stabilità dell’edificio e sento uno scricchiolio.

No, non mi convince affatto, gli dico. Scusi, ma intanto questa non assomiglia neanche da lontano a una casa di campagna, perché la spaccia per agriturismo?

Ah, è una lunga storia… Io, riprende l’uomo di triste decorino vestito, con una polo azzurra troppo stirata e le pieghe orizzontale e verticali sul petto come una doppia croce, e scendendo, pure il denim giovanilizzante si presenta dolorosamente con pieghe da stiratura insistita (che tragedia: ma chi lo stira quel poveruomo?), avevo pensato di essere d’aiuto ai… SEPARATI che dalla sera alla mattina si trovano fuori di casa e non sanno dove andare a sbattere… qui c’è tutto, anche la lavatrice… non tutti hanno una seconda casa, una tavernetta, una roulotte… Orrore! Ma questo non si contiene proprio! Gli sta bene se perisce tra i debiti! Via, VIA!

Si prosegue per Bosio e, magia, si scopre un’indicazione per il parco naturale di CAPANNE DI MARCAROLO e lì ci fermiamo estasiati, per la bellezza del paesaggio ancestrale, scevro da segni antropici. non una casa, non un traliccio: ma dove siamo capitati? in un buco verde dimenticato? un’illusione ottica?

Troviamo poi da dormire in una casetta piccina con le persiane rosse (di legno) sul cuccuzzolo di un colle piccino e fanno anche da mangiare, c’è la piscina e le poltroncine da regista per l’ultima letturina prima del tramonto.

Camere umide e arredo ibrido con armadio a un’anta specchio della nonna e i comodini autentici, il resto fuffa, ma tollerabile.

Salamino speciale di antipasto, risotto gustoso, coniglio alla senape divertente (…) e torta di fragole a strati con panna tutta casalinga super super slurp!

Mattina prima colazione misurata ma mi sono fatta dare ancora del salamino e un po’ di frutta che col buon pane fatto in casa sono diventati il cestino della merenda su al MONTE TOBBIO.

Dell’ascesa da 480 a 1092 non vi racconto perché…

VI ASPETTO PER OGANIZZARE LA PROSSIMA: chi si aggrega?

 

San Violentino

febbraio 14, 2009

Sta per volgere al termine questa giornata all’insegna dei festeggiamenti   

Si contano intanto le vittime della violenza sessuale, tra cui una ragazzina di 14 o 15 anni a Bologna, stuprata da un tunisino di 33 anni, uscito di galera da un mese.

Contemporaneamente si sono registrati altri casi.

I fidanzatini seviziati: maschi legati e rinchiusi nel bagagliaio, femmine stuprate.

DOMANDA: ma i genitori non possono invitare i ragazzi a starsene in casa comodamente a esercitare il sesso mentre loro se ne escono a mangiare il gelato o per andare a trovare la zia Faustina?

Precisazione: lo stupro non ha giustificazione, ovvio, ma se la prevenzione non è attuata o non è efficace, e il rischio che accada rimane elevato anzi aumenta, come può pensare un genitore che la figlia quindicenne che esce alle dieci di sera da sola non possa essere presa di mira da molestatori violentatori? La responsabilità non è trascurabile. Ma qui le carenze educative, l’incapacità di parlare apertamente ai propri figli non vengono prese in considerazione. E così le colpe sono sempre degli ‘altri’! I rozzi stupratori assassini in primis servono ai politici disonesti per distogliere l’attenzione dalla complessità sostanziale dei problemi e creare il caso, il capro espiatorio, il fenomeno del nemico che dilaga. Ben altre sarebbero le modalità di intervento, oltre alla semplice e troppo spesso fasulla repressione.

FIAT

febbraio 7, 2009

Per rispondere pubblicamente a un amico lettore…

Cambiare l’auto con gli incentivi ha almeno il vantaggio di togliere dalla circolazione le auto usurate e più inquinanti e rimpiazzarle con le nuove più efficienti dal punto di vista energetico e con emissioni più contenute. Altro da dir non ho, se non:

W la bici e chi la pedala!

 

FIAT e armi di distrazione di massa

gennaio 30, 2009

Sono quarant’anni che periodicamente si pone la questione di salvare la FIAT. Come con gli incentivi pubblici a rottamare e acquistare. Bravi! Ma perchè dovremmo continuare a comprare auto?

Su un muro in Svizzera c’era (o c’è?) scritto:

AUTO, DU STINKSCH!

La polizia cantonale aveva provveduto a mettere cartelli che recitavano:

BEIM ROTEN, BITTE MOTOR ABSTELLEN!

e tranne che per qualche italiano, il suggerimento era ed è seguito… vero è che la svizzera non produce auto e cerca di proteggersi dal sovraffollamento di vetture, fa campagna informativa su come ridurre gli inquinamenti o eliminarli, fa una politica di raccolta differenziata efficace fino a separare i vetri dei diversi colori perchè il bianco trasparente vale di più e si riproduce per riciclaggio solo dalla rigorosa separazione del bianco dal verde, dal giallo, dal blu..! si raccoglie talmente tanta carta che poi diventa un problema bruciare i rifiuti che rimangono indifferenziati nei termovalorizzatori… incredibile per noi ma  si vedono plichi di carta ordinata legata con spago (di carta) fuori dai portoni nei giorni indicati dai calendari della raccolta comunale… bidoncini di olio da frittura… oggetti ingombranti… tutto regolato senza equivoci. e fa politica di risparmio energetico a tappeto. non so se produce lavatrici ma usa avere la lavanderia di condominio in condivisione con macchine da lavare di carico utile al numero di famiglie utenti e nessuno si lamenta dell’igiene e dei turni da rispettare, ovvio anche che nessuno ruba i calzini dallo stenditoio comune! Miraggio per noi, siamo molto indietro!!!

Tornando alla politica del salvataggio dell’auto in Italia: non ci serve l’auto privata, deve essere incentivata l’auto in condivisione come la lavatrice! servono parchi-auto di quartiere con agilità di utilizzo, così un’auto può sevire più utenti in tempi diversi. Verrebbe assicurata la manutenzione continua, il ricambio continuo con modelli più efficienti. NON ACCETTIAMO IL RICATTO FIAT!

é allarme zapping. il programma più visto in tv è lo zapping. che vuol dire NIENTE. così non abbiamo il tempo per pensare.