Posts Tagged ‘biologia’

COINCIDENZE, FREEGANS E I ROMANI

novembre 16, 2010

 

C'è un tizio inglese o tedesco, un bel ragazzo determinato… che non mangia altro: immondizia. Non è indigente, è fissato. Da quando, ragazzino, per dare una mano nella fattoria di famiglia, era addetto al porcile e il suo compito consisteva anche nel procacciare il cibo per gli animali, raccogliere gli scarti di cucina ad esempio. Pane vecchio, bucce… roba avanzata. Un giorno ne assaggiò e capì che si poteva tranquillamente consumare. Capì lo spreco.

A Pisa, qualche mese fa, qualcuno aveva lasciato una sportina bianca sul parapetto del lungarno. Non resistetti, mi avvicinai e apersi le vaschette in alluminio con coperchietto di cartoncino. La mia curiosità scientifica fu soddisfatta: cibi cotti, carne e verdure occhieggiavano dai contenitori. Erano cibi fragranti, appena cucinati, dimenticati o lasciati lì apposta in dono. Forse dalle finestre di un palazzo che si affaccia sul fiume, c'era chi osservava la reazione dei passanti.

Non conoscevo la storia del freegan anglosassone sennò mi sarei sentita confortata. Invece mi sconsigliarono. Mi chiedo: ci può essere una sorta di UNABOMBER dei cibi che si diverte a far del male ad affamati o golosoni? Uno scienziato pazzo che inocula pericolosi batteri per sterminare i barboni?

A Roma vedo gettare via una quantità di cibo impressionante. A Milano sarà pure peggio… ma io personalmente ne ho avuto evidenza laggiù. Una guerra tra poveri, o tra 'pseudoricchi' che è la stessa cosa. E gettare via le risorse naturali è altra similare aberrazione: a Castel Porziano ci sono i 7 CANCELLI, stabilimenti balneari, di cui in questa stagione aperti tre. Qui la macchia mediterranea e le dune sposano il mare. A ben guardare, oltre a scarti umani lungo la strada a prostituirsi, molti rifiuti abbandonati sono seminascosti tra la vegetazione. A Santa Marinella, cumuli di immondizia ad ogni angolo: è la mareggiata, fa una. Certo, se gettiamo i rifiuti in mare, prima o poi tornano. Tutto va a finire da qualche parte. Il mar Mediterraneo è chiuso e le plastiche ricircolano sbattendo sulle coste tirreniche a seconda dei venti, su o giù. La Toscana è particolarmente bersagliata. Ma anche il Lazio non scherza. Ci rimangiamo la merda che facciamo. Ormai la plastica è mescolata al suolo e frammentata in mare, entra nella catena alimentare sempre più massicciamente.

Auguri! 

Tra le coincidenze: un tizio dalla voce disperata cantava …accanto a te non ci sto più guardo le nuvole lassù… chi se ne va che male faaaaaaa… i peperoni ripieni di numidio quadrato sono una favola, in una laterale di viale Libia c'è la Sedia del Diavolo, pochi i residenti che la conoscono.. Ma lo scenario è raccapricciante. Edifici ributtanti la circondano. Uno scempio. Chi salverà Roma? Chi salverà l'Italia? Un'illusione. L'Italia non esiste, perciò neanche gli italiani. Un popolo indefinibile. Italici? Italicazzoni! Andate a vedere le coste erose e cementate, le valli sfruttate e ferite dalle autostrade e dai capannoni. Politica di consumo del suolo. Traduzione: alluvioni, frane. Gli affaristi del cemento se la spassano al mare delle isole caraibiche. Nel fango affondi tu. Quale dio hanno pregato?

 (nella foto, cibo 'spazzatura' da non acquistare, nè recuperare… cercate di meglio: frutta, verdura… ancora fresca!)

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INNOCENZO E MAURIZIO

luglio 26, 2010

…continua post precedente


Quel fenomeno di bambina, novella Gabanelli, denuncia: Ma lo stabilimento l'anno scorso non ce li aveva gli ombrelloni sotto il faro… il faro era della spiaggia libera, era di tutti!!!

Mia figlia, dice la madre, e' molto attenta: se n'e' accorta subito che gli ombrelloni si erano …allargati!

Cosi' organizziamo, come nella migliore tradizione ecologista, una bella raccolta delle plastiche. Puliamo il  mondo e' un'operazione di tutti i santi giorni, non da vetrinetta, ditelo a legambiente! Chi non da' un contributo alla prevenzione, obbliga gli altri ad occuparsi delle conseguenze, le amministrazioni pubbliche a sopportare costi maggiori, la comunita' a subire il danno e l'insulto del degrado.

Due forze opposte operano sullo stesso ring: una distrugge l'altra ripara, una sporca l'altra pulisce…

L'ultimo tratto di spiaggia a ponente e' sorvegliato da Innocenzo e Maurizio. Il tavolino  verde sembra un presidio militare. O vogliamo dire meglio: un presidio sociosanitario: ti punge una tracina? pronti! la medusa ti ha urticato? eccoli! E rastrellano, e raccolgono la 'monnezza. Gli manca solo la divisa!

Maurizio e' detentore della tecnologia avanzata: ha un telefonino, forse un palmare, con schermo reclinabile, e annota…

Innocenzo e' il guru, il socrate, lo psicoterapeuta sul campo. Si definisce un ragazzo di strada, adattabile ad ogni situazione; una due cento facce per stare bene con tutti, per comunicare con tutto il mondo che passa di li', sfaccettato com'e'.

Quando parla con certa gente ha mille argomentazioni, ma se lo sentissero i rozzi buzziconi, con cui usa il registro della parolaccia e del volgare sberleffo, gli direbbero: ao' che tte sei magnato er vocabolario? Lui, non vuole distinguersi e si mimetizza piuttosto. Pirandelliano e pasolinaino in un sol colpo.

L'acqua e' cristallina. La nuotata e' piacevolissima. Pare che le barriere di scogli artificiali facciano da filtro. Uno fa: ma lo sai che ce sta' 'na bambola incastrata che pare 'na persona vera coi capelli che se movono… e non e' rotta pe' gnente… dipende dalla corente, ora e' coperta ma me so' ppreso un colpo quando l'ho vista… tu non sai che cce sta qua sotto fia mia! Se lo sguardo spazia oltre, al largo, si vedono gli allevamenti di cozze. Squisite.

VERSO LA LUMINARA

giugno 15, 2010


Le due indicano un'ora di cammino. Il lungo pontile è a metà strada e non si può non fotografare. Il pescatore mi guarda divertito: …e tre, che fan la foto!

A rispondere poi al telefono (era la Torni, la maga bianca, e una mezzora prima l'avevo evocata per un invito ad una sua mostra che avevo trascurato e me ne dolevo!) guardando contemporaneamente il tramonto e raccogliendo un Pluto disperso, ecco profilarsi il campeggio del Puntone, segno che era ora di uscire dalla spiaggia e di immettersi sulla strada per Castiglione, da lì lontano 16/17 km.

Amir, la guida (spirituale) non tarda ad arrivare. Ha tolto il camice di farmacista, e mette la camicia del musicista o il camicione del santone.

L'albergo Pirla (o forse Perla) ci aspetta!

BIODIVERSITA'

giugno 2, 2010


 


Il modo migliore, ovverosia più efficace, per festeggiare l'anno dedicato alla conservazione della BIODIVERSITA' è proprio la dimostrazione di come si possa distruggere in poche settimane. Con lo sversamento di petrolio BP della Luisiana, in aprile, quello di Singapore (marchio?) e dell'Alaska (…), in maggio, stiamo minacciando la scomparsa di molte specie. Gli sforzi che si fanno altrove per proteggere la vita nelle sue varie forme (tra i tanti, il Progetto Adamello… http://www.partecipate.it/esperienze/progetto-trep; http://www.citta-possibili.it/index.php?option=com_content&view=article&id=68%3Aadamello&catid=39%3Aentilocali&Itemid=58) fanno il solletico!

CAMBIO GOMME

maggio 31, 2010


Oggi il mare era inguardabile al mattino e praticabile al pomeriggio col vento di terra. I raccoglitori abusivi di vongole si lamentano che siano sempre più piccole. Se le lasciamo crescere rispettando il fermo biologico, magari…

A Porto Garibaldi, un magnifico pesce fritto. Semplice pesce azzurro.

COPENHAGEN

novembre 16, 2009

IL MONDO CI PREESISTE

E POI
L’ABBIAMO MODIFICATO INQUINATO
RESO MALSANO

CI SIAMO COSTRUITI
UNA PRIGIONE DI MANUFATTI!

SIAMO ANIMALI CHE VIVONO NEL PROPRIO MANUFATTO, PUNTO DI RIFERIMENTO COSTANTE. CI SIAMO ALLONTANATI DALLA NOSTRA RADICE BIOLOGICA.
IL NOSTRO HABITAT MANCA SEMPRE PIU’ DI CONTINUITA’ CON LA NATURA.

KAC

settembre 18, 2009

Unico fine della sua arte è la comunicazione e la costante riflessione sul mondo contemporaneo.

fiori & balconi

settembre 9, 2009

Un’amica ha cambiato  da poco e si lamenta che all’ottavo piano forse per il gran vento che soffia attorno all’edificio sulla piazza, non crescono le piante! Eravamo da me a fare le prime chiacchiere del dopo-vacanze e le ho subito fornito i semi delle mie campanule che hanno fatto fiori abbondanti tutta l’estate (le ha curate un volontario  !) e lo dimostra il fatto che ora pendono centinaia di frutti secchi pieni di semini…

Bello propagare le piante!

(è come diffondere la buona parola)

LA MOSSA DEL CAVALLO e IL GATTAFIN

aprile 14, 2009

1. Senza crudeltà non c’è arte (Nietzsche).

2. Sofferenza + passione = atto creativo.

3. Il creativo vede nel pericolo la salvezza, sperimentando più di altri il lato oscuro della vita umana.

4. La creatività è una facoltà più complessa dell’intelligenza.

5. L’atto creativo è individuale ma la creatività ha rilevante dimensione sociale.

6. Il caso favorisce lo spirito preparato e non c’è innovazione nel vuoto delle conoscenze (Pasteur).

7. La c. non è semplice rimaneggiamento del già dato ma guizzo che conduce dal consueto a qualcosa che va oltre.

8. Produce nuove combinazioni di elementi utili, innovative e originali.

9. Associa qualità per altri trascurabili.

10. Pensa per immagini.

11. L’idea è una visione anche quando non è esprimibile in termini soltanto figurativi. INSIGHT: visione interna. (Kekulé, Michelangelo)

12. Le cose con cui lavora l’artista non hanno di per sé forma, ma l’acquistano nella mente e poi nelle mani.

13. La produzione dell’idea innovativa avviene in un tempo brevissimo: ecco perché si parla di istante, soffio, scintilla, illuminazione, colpo di genio, demone che si impossessa di noi e ci rende capaci di un’associazione anomala, brillante, più o meno estesa o stringente, non banale, non scontata, non automatica, ardita, osé.

14. Il GATTAFIN è una grande idea. Una mossa trasversale dell’arte culinaria, che associa in modo inedito elementi noti.

15. Il bello della scienza è comprendere nessi nascosti.

16. La mente creativa trova la via d’uscita e evade. Si libera e trova una soluzione esistenziale.

17. La scintilla scocca nella corteccia cerebrale prefrontale. Una sorta di cervello nel cervello.

18. Perseveranza, senso critico e concretezza rendono possibile la realizzazione delle idee.

19. Oltre al cervello, sono in gioco: il mondo cognitivo, esperienziale ed emotivo del soggetto creativo insieme a tutto il suo organismo.

20. Si è geni nell’interezza di sé, dalla passione delle prime scelte alla tenacia della ricerca quasi ossessiva della soluzione, al vaglio critico delle possibili soluzioni. Oppure non lo si è.

(quasi tutto tratto da E. Boncinelli: Come nascono le idee, Laterza 2008)

Cosa vi ha colpito di più di questo elenco? E perché.

IL METODO ZAN

novembre 10, 2008

Per festeggiare un mese di aspettativa dal lavoro, a grande richiesta, voglio illustrare il famoso METODO ZAN a partire da un grappolo di parole-chiave, come scaturite da un brain-storming a tema:

LA SCUOLA OGGI, INSEGNAMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA E BIOLOGIA, METODO, STRATEGIE DIDATTICO-EDUCATIVE.

A come… APPUNTI, AMBIENTE, ANTROPOCENTRISMO

B BISOGNI, BONUS, BIODIVERSITA’

C CIRCO, CICLO DEI MATERIALI

D DATI, DOMANDE, DIVAGAZIONI

E EVOLUZIONE, EVIDENZA

F FRIGORIFERO, FENOMENO, FENOTIPO

G GEOMORFOLOGIA, GENETICA, GENOTIPO

H HABITAT

I IPOTESI

J

K KEPLERO

L LUCE

M MENO, MATERIA, MILLER

N NEWTON

O OPARIN

P PIU’, PASTEUR, PASSEGGIATA DI LAETOLI

Q QUALITA’

R RUHE BITTE, RISATE

S SCLERARE, SCIMMIE ANTROPOMORFE

T TEST,TORRICELLI

U UBIQUITA’

V VOLONTA’, VIGORE DEGLI IBRIDI, VELOCITA’

W

X

Y

Z ZOOMORFO

continua/to be continued