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POESIA E PRIMAVERA

marzo 21, 2016

Anniversari, ricorrenze e celebrazioni. Merini testimonia con la sua faccetta spettinata nel doodle di Google che la Poesia è un’essenza forte. Senza dimenticare la pagina 258 del Libro del Giovedì di Augusto, dove l’Alda compare impegnata nella lettura, insieme ad altri autorevoli personaggi come la Quintavalla e una certa Zan… che raccoglie impressioni e dichiarazioni sparse sul tema.

Scrivere una poesia è come piantare un albero.

Il luogo emblematico della P. è una grotta, simbolo del mistero. O un prato, luogo delle erbe spontanee? E’ soggettivo!

La P. incendia la vita, è una passione, e in quanto patimento, vale la pena affrontarla, viverla, leggerla, dedicarle tempo, perché ti ritorna tutto moltiplicato in termini di pace interiore, di benessere.

Con tutti questi slam, è anche un’occasione di incontro, di scambio, complice la rete.

Nasce, sgorga, affiora, e non sai bene perché. Fa cambiare ritmo, è come il respiro.

L’ispirazione a scrivere è in un colpo, un trauma: la morte l’amore e l’abbandono…

La P. fa tremare i polsi.

Spero che Dio mi dia abbastanza giorni per scrivere di Lei. E questo era Dante.

Visione, sogno, viaggio.

Il fatto, l’evento da cui scaturisce, non ti fa parlare come prima. Non puoi usare le stesse parole..

P. è trovare un soprannome al mondo. L’esperienza poetica trafigge. La P. trafigge chi la incontra. I poeti dicono l’incanto del Nome, parlano della realtà soprannominandola.

La P. serve alla salute (igiene e profilassi?) quotidiana; nascosta come le ossessioni, scava. Quale poeta ti ha ridato la salute? Vittorio Sereni, stanzetta cranica, stella variabile…

La P. è contro la noia, chi fa, legge P. è più vivo.

P. è tensione, segreto. Non è truccata.

La P. non lascia l’ultima parola all’orrore. Nudo e misero, trionfi l’Umano!

Fernando Bandini e Clary Celeste. Dall’alto e dal basso? Sempre andata a capo da quando aveva 7 anni: era la P. che premeva dentro di lei. P. è scendere all’inferno, c’è il purgatorio. Il paradiso è quando è finito il testo. Suono, lavoro e revisione. Anche sette mesi di incubazione.

Jacopone da Todi era il migliore per Ungaretti. Poi Dante ha fatto ombra a tutto…

Silenzio e rumori di fondo: cos’è una brutta poesia? Cos’è una bella poesia? Fare silenzio è la premessa per scrivere una bella poesia.

La P. rimette a fuoco la propria vita.

L’oracolo vede e l’autore aggiunge.

Questi sono appunti da cui trarre spunto per una conversazione in occasione della prossima presentazione di POESIA SULL’ACQUA.

 

Segue P. appena deposta:

 

VIA INTERIORE IN ESTERNO NOTTE (forma e progetto)

Strada

anche nel buio

dietro il cerchio dei fari.

Gomme consunte

grattugiate e allisciate

sull’asfalto drenante

sfibrante,

polveri di Rebecca.

Verticale orizzontale, la memoria…

L’apro e premo

Non freno

Fendo

E i vortici bussano ritmati.

Mentre viaggio rinchiusa

sono fuori e dentro di me

senza di me o con me

nel mondo,

con

e

senza

meta.

 

Rebecca Horn ha un’installazione a Berlino in cui uno pneumatico si polverizza ruotando incessantemente sulla superficie di una parete. Oggi, slam. Fermatemiiiii prima che sia troppo tardiiii

😉