Posts Tagged ‘catacombe ideologiche’

MINNIE E SALLY

giugno 4, 2015

Due personaggi femminili famosi. Ma, uno ben più dell’altro. Minnie sbaraglia. Sally è evidentemente per una minoranza più colta. A sostegno della prima, l’apparato Disney nel mondo. Il tratto netto. Le rotondità più marcate e rassicuranti. Il giusto scarto dall’antropomorfismo, o per contro, la giusta aderenza…

Poi, se una come me s’indigna perché chi, ignaro, indossa la maglietta con Sally Brown non sa minimamente che esistono dei fumetti storici noti col nome di Peanuts, disegnati da Schultz (gli addetti direbbero: strisce) e ricchi di contenuti socioantropologici, a chi importa?

Vanità per vanità. Il blog ogni tanto merita una lustratina. Soprattutto quando il risultato delle regionali, là dove mi ritrovo a perdermi (ossimoro? bellooooo…) è opaco. Il forzaleghismo dà segnali di ripresa e Il Fatto Quotidiano trovato al ristoro di un padiglione degli eventi collaterali alla Biennale (UK a S. Pietro) sbeffeggia il PD che perde globalmente un milione di voti rispetto ai tempi di Bersani. Poareti!

In sostanza, temo che per fare una politica decente se non proprio seria e compassata, si debba ripartire dalla pedagogia. Una madre che, vado cauta ma verosimilmente si può definire quanto meno superficiale (poi parleremo anche dei padri) e che porta inconsapevolmente una bella ridente e perfino dirompente Sally sul petto, può trasportare impunemente una bimba di quasi tre anni, per di più tendente a inciccirsi, su un sontuoso passeggino-trono (con maglietta riportante la solita Minnie-icona e a cui si lascia credere di essere una principessa), pensando che da grande diventi autonoma, responsabile, scattante? Poareta.

Nemmeno la ventenne lì vicino (non è il popolo della Biennale ma sconosciuti incrociati sui mezzi pubblici) conosce Sally. Dice che se i proff. non le avessero dato troppi compiti forse avrebbe avuto il tempo per conoscere altri aspetti del mondo della cultura. Quest’altra (poareta) si mette automaticamente in posizione di subordinazione e accenna tristemente a un fantomatico capo che la controlla e le impedirà nel pomeriggio di distrarsi dal lavoro per cercare in internet frammenti di storia dei Peanuts.

Ecco uno spaccato di vita. Ancora una volta, rimandata.

La vera curiosità non aspetta, però!

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ITALO, EATALO E IL BABBO NATALE PER TUTTE LE STAGIONI DI CORSO BUENOS AIRES

maggio 4, 2015

zan piazza po a grano 2010

Il primo è il probabile nome di un italiano ex coloniale nato nel primo ventennio fascista, diciamo attorno al 1926, che negli anni ’60 alla soglia della quarantina, scocciato dal lavoro in divisa, trovava le modalità per andare in pensione anticipatamente: una presunta malattia cronica certificata da medici vari e respinta più volte da commissioni serie in almeno due città di questo sciagurato Paese, accettata dietro opportune manovre lubrificanti (cassetta vini pregiati all’impiegata e dupont al dirigente) in piccolo centro di regione defilata non meglio precisata… Risultato: 50 anni di emolumenti a spese della comunità (oggi Italo ha quasi 90 anni e il dato andrebbe moltiplicato per il numero enorme di furbi che approfittarono delle leggi morbide del passato!). E, con riferimento alla foto di cui sopra (montaggio eseguito per un progetto A-Ortista del 2008 di campo di grano in piazza Po, a Milano), Italo dovrebbe poterci raccontare da testimone oculare, gli Orti di Guerra che furono seminati nelle città per la politica sconsiderata che generò illibertà e fame autarchica.

Il secondo è il simbolo del contenitore di cibo di qualità che pochi si possono permettere: bio, a filiera controllata, sano e gustoso come è nelle pretese. Per pochi. Cresce intanto la fila alle mense dei poveri. Per inciso, al Mercato del Duomo, gli arredi sono fatti con assemblaggi di cassetti di vecchi comò: ecco dove finisce la cultura contadina! Pane a 10-12 euro e più al kg…

zan piazza ambrosoli a grano 2010

Suv e campo agricolo sotto casa: si percepisce qualcosa di stonato?

Il terzo è il nome che io do al barbone che alloggia in fondo a corso Buenos Aires sulla sinistra verso Loreto. Ha il fisico del ruolo (la tastiera non scrive correttamente il francese con gli accenti circonflessi, troppo lunga andarli a cercare nelle sottosezioni dei simboli…). Ha fame. Mangia le patatine con le due salse, gialla e rossa, offerte dai passanti impietositi che ne acquistano un cartoccio al nuovo spaccio insediato a pochi metri? Boh, quando passo di lì per andare… eheh, curiosi! lui dorme e parla nel sonno, ma c’è troppo rumore per sentire quel che rivela.

INGANNI, 6 MARZO: APPUNTAMENTO IN BANLIEUE

febbraio 2, 2015

Oggi mi sentivo francese. Non Charlie, francese, ho detto. Libera. Frère Jacques et soeur Claire. Chaumeurs-pélerins. Le rayon vert. Vive la Banlieue. L’ATM paga questo viaggio. Lingua verde da vampiro. Lalalalalalalalallà. Lo svizzero genovese. Il danese delle ceramiche. Villa Jorn. Angelo e i mandaranci. Gli innesti vincenti. Aggressivooo? La finestra a sesto acuto. Murales. Muppet faccia da nazista. L’open day di Brera. Incroci blabla. Intercity. Alfonso metalli. Fabrizio paella. ADM riunione uno e due. Soddu. Gabbana. Bellini. Domani.

NEIL IBATA E IL SOLITO VECCHIO PAMUK

gennaio 8, 2013

Il ragazzino francese di 15 anni che scopre la distribuzione regolare di galassie nane attorno ad Andromeda, conferma un dato: la mente fresca, non ancora plasmata e imbrigliata da studi accademici, ignorante si può dire, del dilettante, è altamente produttiva. Roba da mettere in imbarazzo i baroni in cattedra.

Pamuk si è rivelato contorto ma convincente. E da pagina 161 non l’ho più mollato un minuto. Vi si legge (non copio fedelmente, come farebbe l’amanuense descritto nel romanzo!) che uno della lista dei lettori del Libro Che Cambia La Vita non verrà ucciso, è il personaggio vincente perché sfugge al Jihad. E che si può cadere in una trappola infernale se si assumono posizioni estreme di intolleranza, di chiusura verso altri orizzonti, altre culture. Più privatamente infatti il nocciolo della questione è l’imbroglio che coinvolge l’io narrante, lo depista dalla realizzazione di sè e lo trasforma in un automa, uno schiavo combattente della causa integralista.

Un dubbio. In Europa si difendono strenuamente i diritti civili, si avversano con slancio e vigore le amputazioni genitali alle bambine… ma il genio emergente è pur sempre un maschietto biondo e azzurro: sarà un caso?

Ah, last minute, c’è poi l’afgano che inventa il pallone antimine che vince il premio per l’alto design (e il doppio significato) al MOMA… Una bizzarria (utile) ancora maschile.

ZUCCHE SPINOSE

settembre 29, 2011

D. è una donna timorata. Di suo marito. Marito-padrone. Lo detesta, ma non lo combatte. Lei 71, lui 75. Tutta la vita le ha ordinato cosa fare o cosa non. Esce dal mare e si toglie con affanno e rabbia la muta, retaggio dei tempi d'oro. Si presenta come un uomo deciso ma inquieto, attentissimo alla propria immagine si pettina subito col pettinino che lei gli porge senza sgarrare sui tempi. La tratta con sufficienza come fosse un attendente, subalterna, per non dire serva. La scena è sempre più sgradevole. Lei macina la sua rabbia. Ma magicamente (consapevolmente) D. ha trovato la sua via di fuga. Si iscrive ai corsi dell'Università del Tempo Libero. Dopo aver sbrigato tutte le faccende domestiche la mattina, naturalmente, va. Forse nessuno si accorge che lei esce. Tanto la tavola è apparecchiata, il cibo pronto in anticipo, per tutto il giorno. Impeccabile, inappuntabile. La scorsa settimana c'era la sottoscrizione al cineforum. Tessera annuale a 5 euro e visione di Habemus Papam gratis. La prossima volta 3 euro ad ogni proiezione con distribuzione di té all'intervallo, più una merendina. Prima lasciavano i vassoi a disposizione ma le sciure più avide o previdenti intascavano le merendine così ora passa una volontaria e controlla cosa acciuffano le manine rugosette.

IL LIBICO, IL PARASSOLE E L'UMIDO

marzo 27, 2011

Telefonata (vera o ipotetica) a Radio Padania.
Sì ciao sono la Mirella
Dimmi Mirella
Ascolta …mica in questi giorni.. sto parlando di un paio d'anni fa… io non avevo mai visto un libico… ero sul treno Genova Milano e dopo che era già partito arriva questo tutto trafelato che si prende l'unico posto libero di fronte a me sai nello scomparto da sei…

Be' questo essere di una maleducazione totale, ben vestito, eh, ma arrogante prepotente allunga le gambe da tutte le parti presuntuoso era agitatissimo si vede che era arrivato in Italia per la prima volta… voleva delle informazioni, pretendeva delle informazioni e parlava pochissimo l'italiano e un po' di più l'inglese ma come si fa… poi aveva due tre telefoni e parlava come un ossesso a voce alta in arabo e quando non parlava scatarrava … sì ti dico tirava su il catarro dal naso in continuazione…
Dài Mirella che ci fa venire il vomito…
Ti dico faceva schifo ma schifo.. allora ti ripeto magari per lui era il massimo dell'eleganza, aveva una giacca di pelle color… come si dice.. senape, tabacco una cosa così e i pantaloni in tinta poi delle scarpe assurde di pelle… mah guarda sembrava un extraterrestre
Allora Mirella abbiamo capito… dicci cosa volevi dire.. di tutto questo, vuoi trarre una conclusione?
Eh, sì ..allora… adesso che vengono su tutti questi profughi clandestini criminali magnapan a tradimento poooorchi
Mireeeella, buona!!
Ma dài bisogna dirlo scusa eh questi sono di una virilità.. esagerata… c'aveva un pacco che non ti dico, e qui cosa fanno? Eh dimmelo le nostre ragazzine che fine fanno?????
Ahahhhahahah Mirella ci fai ridere con il pacco regalo! …però c'è da preoccuparsi c'hai ragione! Mirella grazie, ciaoooooooo
Ciaooo tutti e Buona Padania!

Diego Parassole, visto ieri sera a FA'LACOSAGIUSTA (e anche al Giovedì di Augusto, recentemente), è un comico sensibilissimo. Sta facendo una campagna puntuale a favore dell'acqua pubblica http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5 e delle energie rinnovabili, contro la privatizzazione della prima e contro la scelta nucleare, totalmente irragionevole! Dice: ma se ci si mette dieci anni a costruirle 'ste centrali nucleari, B. dice quattro… allora vuol dire trenta… (con tutte le mafie coinvolte che se si dilatano i tempi rigirano e si gonfiano meglio i quattrini) immaginate che quando l'uranio sarà già esaurito, ci ritroveremo le centrali inutilizzabili! Chiaro.
Con le stesse risorse ci copriamo di impianti solari, eolici… razionali ed efficienti e colmiamo il gap con la Germania, fredda e meno soleggiata ma proiettata nella ricerca volta allo sviluppo delle tecnologie sulle energie rinnovabili e pulite con un movimento popolare fortissimo che ha messo alle strette la Merkel, spaventata dagli eventi giapponesi, e preoccupata di salvare la poltrona!

E l'umido? Le biomasse? Il comune di Milano ha bloccato la raccolta dei rifiuti organici. Con quale criterio?
In vista del nucleare? Tutto si rimescola ora! E nell'attesa, dovremmo scaldarci col carbone? Sì, c'è un progetto operativo che prevede l'acquisto del mefitico ma poco costoso fossile, che chiamano carbone pulito poiché almeno i filtri alle ciminiere saranno di nuova concezione…

Ricordo: TUTTO VA A FINIRE DA QUALCHE PARTE, anche i filtri pieni di polveri tossiche da smaltire, così come gli ingenui imballaggi delle stupide merci che quotidianamente ci assediano (perché noi non sappiamo dire NO in massa), così come le scorie nucleari famose che abbiamo acquisito dall'estero (…) e giacciono qui da noi a Trino Vercellese, in attesa di essere trasferite in Basilicata, e girano girano per il globo come anime in pena, mentre le gallerie sotterranee negli USA si sono rivelate non idonee e noi, gli alleati, non possiamo sottrarci a soccorrerli, i poveretti! Ma, guarda un po', i politici disonesti non vanno mai a finire nel posto giusto, invece! 

Non c'è scampo: convertiamoci! Diventiamo A-Ortisti! Nei chiostri della Fondazione Umanitaria, prossimamente.

DA PISTOLETTO A MARONI

marzo 4, 2011


 

Maroni si presenta come una persona pacata, non alza la voce, vende bene il suo prodotto ministeriale. In contrapposizione a Bossi che, se non fosse per i noti problemi di salute che lo inficiano, urlerebbe dalla mattina alla sera, infatti il braccio utile che gli è rimasto rotea e minaccia sempre.

Non a Bossi, che non rinuncerebbe alle sue efficaci e rozze modalità di espressione propagandistica, bensì a Maroni chiederei di inginocchiarsi di fronte allo specchio dell'installazione di Michelangelo Pistoletto (che da oggi è  in mostra con un grande tavolo in forma di mare mediterraneo http://temi.repubblica.it/casa/2011/03/04/tutti-a-tavola-per-confrontarsi/ che utilizza ancora il materiale specchio, al MAXXI di Roma).

Maroni, rifletti insieme a noi! Sul Federalismo. Sul Risorgimento che sta all'origine di questa sofferta Patria, che in effetti non era tutto unitario. L'Unità è stata un'imposizione, ha prevalso sugli altri orientamenti.
Motivi affaristici, come al solito. Che capirete perfettamente, tanto siete diventati rapidi nel gioco del doppio ruolo politico sul fronte locale e su quello nazionale, che pure il popolo leghista è perplesso!

Allora, contingentemente parlando, dicci dalla posizione inginocchiata di cristiana memoria, che senso ha fomentare gli atti anti-italiani e antirisorgimentali e anti meridionalistici. E non dimenticare di renderci conto della negazione dell'ELECTION DAY, che farebbe risparmiare come i tuoi elettori sanno bene, tanti milioncini! E con quale geniale motivazione sostieni la distinzione dell elezioni? La tradizione! Bugiardo e opportunista. Non eravate ispirati da principi innovativi?

Secondo Pistoletto l'Arte deve interagire con la Società, per un Futuro Ottimistico. Già.

USI E COSTUMI: ADATTAMENTI

gennaio 18, 2011

Nel passato, in tempi di ristrettezze economiche, le famiglie spedivano i figlioli in seminario. Vocazione, vocazione! Uno rimaneva fino al conseguimento dei titoli per assumere la reggenza di una parrocchia, gli altri tornavano a casa dopo essere stati rifocillati e istruiti. Lo stesso dicasi per le figliole in convento (vocazione, vocazione!), salvo l'irreversibilità del processo: spose di dio ab aeternum!

La stessa esponente del clero femminile descritta in un post precedente mi confermava la stretta correlazione tra povertà e 'chiamata', tanto è vero che oggi la carenza di personale negli istituti clericali o religiosi come si usa dire, è ampiamente compensata dall'arrivo di stranieri con una storia di povertà alle spalle.

Grazie alle consistenti prebende assicurate alla chiesa dai governi italiani, il clero continua a prosperare. I vantaggi accumulati sono talmente considerevoli da tenere a bada quel senso di responsabilità civile e di moralità minimi per ammettere che i comportamenti degli esponenti della classe politica che la favorisce in cambio di appoggio elettorale, siano in qualche misura riprovevoli. E solo in queste ore si sta mobilitando qualche buona penna, anima savia repressa, o semplicemente opportunista, dopo anni per non dire decenni di silenzio. Finalmente.

Facendo pulizia, non sarebbe male riprendersi il maltolto. Lo stato italiano, miratamente generoso, ha finaziato scuole e praticato enormi sconti alle attività lucrative mascherate. Che ne ha avuto in cambio la comunità intera?

Mandiamo i figli (par condicio per ragazze e ragazzi) a pascolare un po' sui verdi prati degli istituti religiosi, dove verrebbero iniziati precocemente anche ad attività ludico-sessuali a tutto raggio (testimonianze vive dai seminari!) così ci togliamo pure il pensiero! Ne usciranno pasciuti e rinforzati, pronti alla vita con un fitto strato di pelo sullo stomaco a imperitura protezione!!

C'è da chiedersi attraverso quali agenzie passa l'apprendimento dei valori civici, del comportamento etico dopo o parallelamente alla famiglia (quale?) e la scuola (quale?) che, se pubblica, risulta miseramente deprivata di risorse e vieppiù occupata da soldatini e soldatesse cl che hanno il compito di dirottare l'interesse sulla via dell'istruzione confessionale o di farvi penetrare progetti sempre di marchio confessionale, limitando fortemente la libertà di espressione ossia la democrazia e il pluralismo che ne è, qui come in qualsiasi ambito, il pilastro fondamentale.

FORMAT

marzo 5, 2010

Una donna di trentacinque anni, con un viso delizioso, decide di sottoporsi ad una liposuzione della zona fianchi-cosce e a un ritocco al seno. Vuole cambiare vita. L'operazione sarà gratuita poiché lei, attrice di se stessa, presta la sua storia, veritiera e convincente, alla pay-tv. Paga l'utente-cliente, paga la pubblicità.

Vive nel milanese, ma viene dalla lontana Sicilia o meglio, dalla ancor più remota (in tutti i sensi) Lampedusa, col suo doloroso bagaglio di ricordi (lo testimoniano le lacrime autentiche): ha tre figli, un ex marito, un nuovo compagno affettuoso che la scorta in taxi fino alla clinica-set, dove recitano, con piglio sicuro (talora con eccesso di cortesia) i medici, attori di loro stessi, veritieri e persuasivi.

Alla concitazione dei reality ambientati al pronto soccorso, si contappone qui, la tranquillità di un ambiente asettico e ovattato, a misura di domanda di vera e autentica attenzione alla vicenda umana.

Quando però, dopo aver visto meticolosamente dividere in quarti con il pennarello (atossico, mi auguro!) le carni della coraggiosa donna, si procede alla aspirazione della massa adiposa (due litri!!), energicamente condotta dal medico più (elegantemente) accanito (e sanguinolento!!!) del team, cambio scenario con un rapido click.

E casco dentro un altro FORMAT, dedicato, sulla falsariga, al recupero dignità estetica, ma senza anestesia. Due donne (opposte per problematiche: l'una sciatta, l'altra eccessivamente carica di orpelli), stessa fascia d'età (ottimo target!), si affidano ai sapienti consigli di visagisti, sarti, psicodrammaturghi, ed altre figure professionali assortite, che le aiuteranno a sbocciare, fiori tardivi, incomprese dal mondo selettivamente impietoso.

La competizione sfocia nel trionfo della sciattona, pretty girl per un giorno, che è premiata con la scelta di uno tra i bonhommes della giuria, che l'accompagna fuori dalla scena, lasciando intendere che ora sì, può iniziare per lei, così rigenerata, una vera (gratificante!) nuova vita.

(Ma, chi ha visto la fine della puntata del format psico-truculento?)