Posts Tagged ‘centro storico’

BONTA'

aprile 6, 2010

Agnello sacrificale. Isacco fu risparmiato… Le povere piccole e inermi bestiole, no. Il sapore del sangue del sacrificio rituale non si dimentica. Nel menù c'è scritto: agnello nostrano. Almeno non ha dovuto viaggiare, da vivo o da morto. Un sacrificio a chilometro zero. E c'è da crederci se l'oste è quello lì. OSTE. Un vero oste! Brasato al vino, hanno preso i torinesi, noi l'agnello. E un piatto di raviolini di erbette che spuntavano senza mescolamenti sospetti e devianti, in tutta la loro pienezza di fibre e clorofilla! Tripudio per le mie papille. Uno era anche scoppiato naturalmente per la sottigliezza della sfoglia irregolarmente tirata, rivelando il suo vivo contenuto!

Ci auguriamo che non siano andati a raccogliere le erbette in prossimità del vicino campo da GOLF!!!

CONSIGLI D'USO (e non abuso!) DEL BEL PAESE

febbraio 23, 2010

1. Il BEIGUA in questi giorni offre uno scenario eccezionale con la neve scintillante che risalta sullo sfondo blu dell’atmosfera che si stempera nello smeraldino del mare…
2. L’altura di Varigotti ha una valletta inaspettatamente silenziosa che merita la visita soprattutto se ci si vuole distogliere dal rumore-fragore del mare e da tutte le aberrazioni degli antropismi concentrati sulla costa, lasciando muta ma eloquente la vista sul mare medesimo e la vegetazione (ricostituenda) dopo l’incendio del 2003 http://www.fotostudiolovisolo.com/audiovisivi.asp
3. Un grappolo di artisti rivisiterà l’Italia per proporre una serie di elaborazioni da Gran Tour per il 150° dell’Unità
4. A Prato i Piccioni festeggiano il gemellaggio con i Gabbiani liguri, mangiando la focaccia di GIORDANO
5. A Ferrara si balla al Dancing Diana di S. Martino



P – – –  d’A – – – – –

Se hai letto attentamente, sai risolvere il gioco!

CUMPA'

febbraio 17, 2010

TI LASCIO COSTRUIRE LA VILLETTA-MI ASSETTO SULLA POLTRONA DEL CONSIGLIO COMUNALE-PROVINCIALE-REGIONALE E DA LI’ ASSISTO PIU’ COMODO ALLO SPETTACOLO DEL DISSESTO!

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

DEL BENE E DEL BELLO

maggio 21, 2009

La strada di verità intrapresa all’insegna del bene e del bello, eticamente e esteticamente rilevante, è diventata ormai irrinunciabile!

Mi concedo un fugace, criptico, riferimento alla storia minuta: A CHI ANDRA’ IL MALLOPPO?

Mi sento una pasionaria!

Allargando al mondo , due considerazioni  :

– mi imbatto sempre più spesso in fratelli blog fortemente critici         sulla politica e al tempo stesso ricchi di slancio verso nuove concrete iniziative a livello locale, di cui si può trovare traccia nella lista dei commenti che ho lasciato. Si tratta di realtà virtuose, volute e realizzate da teste brillanti, più dei politici da vetrinetta, che si aggregano con motivazioni forti attorno a progetti reali come la riqualificazione di spazi comuni.

 to be continued

AI CONFINI DELLA REALTA'

aprile 26, 2009

Sbattimenti utili!

Per festeggiare il 25 aprile inizialmente avevamo ipotizzato di recarci al grande appuntamento fissato a ONNA, per ascoltare dal vivo il discorso di pacificazione-ricostruzione del presidente del consiglio (che quando fa le battute, è farina del suo sacco; le smentite e gli interventi istituzionali invece sono studiati dagli esperti di marketing che individuano quel che la maggior parte della gente-elettorato vuole sentirsi dire, così giusto per creare un circolo virtuoso…) ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato molto più originale andare direttamente a Salò.

Volevamo purgarci dagli eccessi della grande kermesse del SALONE DEL MOBILE e del figlio abnorme chiamato fuorisalone e abbiamo selto la purga di Salò.

Così dopo esserci messi in fila per via Tortona e limitrofe per 3 giorni consecutivi, ci siamo infilati, per variare, nella bolgia del lungolago (per onestà devo precisare che il mio personale obiettivo era arrivare a Toscolano Maderno e salire oltre Vigole e Sanico, a Ortello e da lì prendere per Monte Pizzocolo, 1581 m, passando per la Malga Valle. E da lassù vedere il formicaio umano!) ma già prima di Salò la strada era intasata versione bouchon. Uno scatto felino inaspettato del nostro affezionato chauffeur ci porta a risolvere brillantemente la penosa attesa che si stava prospettando in coda tra cipressi e campi verdi (fuori dai finestrini) verso la meta (agognata?). Prende per una stradetta laterale a mezza costa e trasmutiamo in un piccolo paradiso di pace con borghi e prati fioriti, nella luce bianca lattea di sole appena velato da una garza sottile. Superiamo in tal modo tutto il serpentone infernale di auto in pochi minuti di estasi e poi ne usciamo imboccando una discesa ripida trovandoci direttamente a Salò. Da cui si snoda la stessa carovana lenta di auto. Un segnale bianco indica subito lì centro-stadio-cimitero-mercato-spiaggia. Si apre istantaneamente un varco tra le scatolette di lamiera incolonnate quasi ferme che proseguono incanalate verso nord. Noi no. Qui. E non un chilometro di più. Giocoforza.

Non tutto il male vien per nuocere! La materia viva e calda trabocca dal crogiuolo, cade a terra e coagula in mille gocce di realtà inimitabile!

1. Parcheggio allo stadio con sbattimento di sportello sulla fiancata dell’auto a fianco abitata da donna intenta a leggere carte… per fortuna non reattiva.

2. Attraversamento del mercato con degustazione di appetitosi calamari giganti fritti al banco delle signore con divisa crema verde e cappello a spicchi e visierina solo verde, truccate come delle moireorfei, che voglio proprio sapere se nei protocolli HACCP è previsto. Luci intermittenti e musica da circo comprese, naturamente .

3. Acquisto di calzettoni sport souvenir da bancaro produttore trevigiano che spiega come le sue calze siano ben rimagliate a mano.

4. Acquisto di altri beni di consumo al supermercato che pare un monumento, fuori tutto in pietra e austero come un palazzo di giustizia e dentro arredato con colori accattivanti, arancio e nero e luci soffuse (davvero!) come un salotto-cucina di nuova tendenza, in anticipo sul salone del mobile del 2011.

5. Arrivo al lago zona foce e spiaggette.

6. Osservazione di germani con pulcini di età diverse pigolanti e in lite. Un bimbo duenne centra le bestiole con ciotoli e il papà tanto sensibile quanto inefficace gli dice che non gli comprerà più il gelato. Evocazione pubblica di Konrad Lorenz e Maria Montessori.

7. Risalita del fiume lungo il greto alla ricerca di angolino tranquillo in cui… e di piante spontanee di cui riportare trofeo a casa.

8. Sbattimento di lunga pianta di boccadileone con fiori rosso amaranto su teste pelate di passanti, fino al duomo, all’altro capo della città.

9. Fila alla bottega del gelato. Si capisce come la processione sia lì invece che di fronte alla porta accanto (duomo).

10. Riposino bord-du-lac su stuoia e colloquio informale con vigile urbano preoccupato delle condizioni di umidità del suolo.

11. Chiacchiere da spiaggia di lago con famigliola con bimba dalla curiosa plica oculare sviluppata. Moglie acuta, marito ottuso. A distanza madre di piccino in fuga lo riacchiappa dicendogli che stava andando dalla ‘parte sbagliata’ (analogia con discorso di premier) e padre in retrovia che raggiunge binomio fuggiasco-madre, che si inventa una storia nuova: "sta’ attento che adesso arriva il vigile" (ancora?).

12. Tramonto sulle colline. Trattoria dalla Bruna, in campagna.

SETTIMO

aprile 17, 2009

…il collegamento con il post precedente è solo apparente…

SETTIMO: NON RUBARE

Non è questo il Settimo di cui desidero parlare, bensì della trattoria ferrarese tradizionale in cui si mangiano i cappellacci.

Prova!

LEVANTO

aprile 12, 2009

!!!

inaugurato ieri a Levanto il

MUSEO DELLA CULTURA MATERIALE

a cura di www.renzobighetti.com

http://www.comune.levanto.sp.it/ICatalog/KATA_dettaglio.asp?pIdVista=2&pIdSess=1041282&pValoreCampo=1982&tipo_comunicato=2

SIGNORA PAOLAAAA

aprile 11, 2009

Stanotte ho sognato l’uomo (in) nero che mi chiamava:

Signora Paolaaaa, signora Paolaaaaaaaaa

Dica

Sono a pezzi. Questo terremoto mi ha distrutto!

E le sue ville?

No, beh quelle no (sorride tristemente)

Io vedo netti i segnali del ravvedimento. Una premonizione che adempirà se stessa?

ANIMA MIA e FELIX a/da Grottaglie

aprile 5, 2009

1. Dalla casa torre dei F.. in un pomeriggio torrido di qualche anno fa, nel silenzio rotto solamente dallo stridere delle gomme sul lastricato liscio della curva a gomito, ho sentito arrivare le note di ANIMA MIA e la voce di una donna misteriosa che la cantava a squarciagola… La scena mi ritorna in mente perché ho sentito la canzone, nella versione meno intelleggibile forse da un concerto, alla radio.

2. Felix vive in casa nostra da 4 o 5 anni. Viene dalla pesca della madonna del carmine di grottaglie. Un amore! Il tavolone della pesca condotta dalle signore del quartiere e dai bambini che ti dicono come pescare, era vicino alla piazzetta e ad una delle sale della parrocchia. Nella piazzetta si teneva il cinema: THERESE DI LISIEUX, con un commento elegantissimo dell’intellettuale della città. Alla proiezione hanno assistito tutti: vecchi, giovani, bambini, disabili e… ITALIA UNO (che non è la tv bensì il mattacchione della zona).

3. Ho subìto un improvviso attacco domestico (annunciato): avevo tempo fa (non stiro spesso) cercato di togliere il calcare dal ferro da stiro con l’aceto, che probabilmente è rimasto all’interno del ferro e quando l’ho riacceso mi ha investito un vapore caldo all’ACETO CARAMELLATO! L’episodio mi ha fatto ricordare  che l’asse da stiro che uso ormai da 20 anni viene da zurigo: è un trovatello delle notti dedicate alla discarica di mobili e elettrodomestici in strada che passa il camion della raccolta (la città sembra napoli per due-tre ore tra le tre e le sei del mattino e poi tutto sparisce… PUFFF) ha subìto a suo tempo due attacchi dagli umani, maldestri, sciocchi esecutori di faccende domestiche: mia madre ha bruciato la copertina termica a fiorellini marroncino ocra che ben si combinavano con la struttura in legno naturale, perché ‘il suo ferro non brucia’ ed è abituata a lasciarlo con la piastra orizzontale mentre va a fare la pipì…, e mio suocero ‘per aiutarmi’ in un trasloco ha cercato di ripiegarlo per trasportarlo chiuso nel modo sbagliato (ed ha una laurea in ingegneria…), così si è tutto un po’ sbigolato.

4. Ho letto i commenti ai miei media ora. Ma si può? Irriconoscente che non sono altro!

5. Ho scritto troppo in piccolo? (HO RIMEDIATO!)