Posts Tagged ‘cibo’

TROPPO VEGAN, TROPPO SCEMI

luglio 31, 2015

Bimbo di 11 mesi sottoalimentato da genitori fanatici vegani viene portato all’ospedale di … in condizioni di regressione neuromotoria.

ALIMENTAZIONE. CIBO. NUTRIRE IL MONDO, ENERGIA PER LA VITA. Se ne parla e straparla. Ma intanto le aberrazioni proliferano. Intorno a noi, ovunque ci troviamo.

Camminando, o da una comoda postazione di osservazione sulla spiaggia, provate per divertimento (un po’ macabro, per le carni abbrustolite esposte… ma nelle condizioni di nudità in cui ci veniamo a trovare è veritiero e serve per capire meglio) a contare le persone che appartengono alle categorie NP normopeso, SSP sottopeso, SPP sovrappeso stadio 1, 2 e 3, O obese stadio 1, 2 e 3… e a far mente locale sulle diverse fasce di età del vostro campione. Cosa notate?

Poi, passate da FERRARA che non è la città ma il nome della gastronomia storica di … o da MANCINELLI, stessa specialità a … e scoprirete che la scelta degli adulti dei piatti da somministrare ai bimbi è drammatica: lasagne alla besciamella e ragù superunto, patatine fritte a valanghe, tranci larghi come lenzuoli di pizza con improbabili mozzarelle rifuse e incrostate sulla pasta sporca di pomodoro con fiocchi di prosciutto rosato (in Liguria usano lo stracchino, più onesto, ma non ne voglio fare una questione regionale)! In entrambe le situazioni vedo bimbe sui 7-9 anni e comunque prepuberi in attesa di essere rifocillate, decisamente tonde da scoppiare. Una castana con un profilino da diva, l’altra con bellissimi riccioli biondi e occhi di smeraldo mi fissavano perché io, in fila dietro la loro zelante mamma, impunemente, sgranocchiavo una carota e puntavo ai sardoncini e a un contorno misto di verdure (broccoli, fagiolini, erbette…) non condite, sperando di poter cogliere nelle pietanze scelte il gusto autentico dei tradizionali e più poveri prodotti del mare e dell’orto… Una delle bimbe tira un lembo della gonna per attirare l’attenzione della mamma e dirle che ha visto una donna che si nutre di una (semplice) carota! Ma la mamma è impegnata a colmare il vassoio. Le rispondo io, interpretando la sua legittima curiosità, e le spiego che se inizia il pasto con una carotina cruda, mangerà meno della metà delle altre cose che normalmente le vengono proposte per ipernutrirla e che dimagrirà e starà meglio. A quel punto la madre si volta e confronta le mie parole con il cumulo di calorie che pagherà tra l’altro fior di quattrini (spesi male). Sbiancando un po’, benevolmente mi dà ragione ma dice anche che ai bambini bisogna pur dare cibi sostanziosi… e che ci sta provando, ma suo marito, le nonne insistono per quel tipo di alimentazione vecchia e retriva, ma soprattutto troppo abbondante e dannosa! Ecco i nodo: istruire i genitori, fin da quando concepiscono i figlioli. E ai preti che tanto si attivano per catturare i fedeli (i soliti sovrabbondanti cattolici non praticanti delle statistiche) per il corso prematrimoniale obbligatorio, direi: fate anche educazione alimentare!! …non erano il digiuno e la frugalità tra le modalità di recupero spirituale da voi stessi propugnate? Coraggio! Ripigliatevi!! Per i piccoli, si attivino le nostre care maestre fin dalla prima infanzia! Ci possiamo ancora salvare.

ITALO, EATALO E IL BABBO NATALE PER TUTTE LE STAGIONI DI CORSO BUENOS AIRES

maggio 4, 2015

zan piazza po a grano 2010

Il primo è il probabile nome di un italiano ex coloniale nato nel primo ventennio fascista, diciamo attorno al 1926, che negli anni ’60 alla soglia della quarantina, scocciato dal lavoro in divisa, trovava le modalità per andare in pensione anticipatamente: una presunta malattia cronica certificata da medici vari e respinta più volte da commissioni serie in almeno due città di questo sciagurato Paese, accettata dietro opportune manovre lubrificanti (cassetta vini pregiati all’impiegata e dupont al dirigente) in piccolo centro di regione defilata non meglio precisata… Risultato: 50 anni di emolumenti a spese della comunità (oggi Italo ha quasi 90 anni e il dato andrebbe moltiplicato per il numero enorme di furbi che approfittarono delle leggi morbide del passato!). E, con riferimento alla foto di cui sopra (montaggio eseguito per un progetto A-Ortista del 2008 di campo di grano in piazza Po, a Milano), Italo dovrebbe poterci raccontare da testimone oculare, gli Orti di Guerra che furono seminati nelle città per la politica sconsiderata che generò illibertà e fame autarchica.

Il secondo è il simbolo del contenitore di cibo di qualità che pochi si possono permettere: bio, a filiera controllata, sano e gustoso come è nelle pretese. Per pochi. Cresce intanto la fila alle mense dei poveri. Per inciso, al Mercato del Duomo, gli arredi sono fatti con assemblaggi di cassetti di vecchi comò: ecco dove finisce la cultura contadina! Pane a 10-12 euro e più al kg…

zan piazza ambrosoli a grano 2010

Suv e campo agricolo sotto casa: si percepisce qualcosa di stonato?

Il terzo è il nome che io do al barbone che alloggia in fondo a corso Buenos Aires sulla sinistra verso Loreto. Ha il fisico del ruolo (la tastiera non scrive correttamente il francese con gli accenti circonflessi, troppo lunga andarli a cercare nelle sottosezioni dei simboli…). Ha fame. Mangia le patatine con le due salse, gialla e rossa, offerte dai passanti impietositi che ne acquistano un cartoccio al nuovo spaccio insediato a pochi metri? Boh, quando passo di lì per andare… eheh, curiosi! lui dorme e parla nel sonno, ma c’è troppo rumore per sentire quel che rivela.

COSTUME 1: FOTO DI CIBI

settembre 22, 2014

Foto0471

Questa foto è datata. Anni ’80. Campeggia in una struttura recettiva della provincia di Pisa.  Non è la foto di un singolo piatto davanti a noi, ma di una tavola imbandita, pronta all’assalto dei commensali. Un dato collettivo. Motivazione: illustrare l’offerta della casa. Eppure, contiene in nuce il compiacimento dei selfie e delle autocelebrazioni di oggi, più individualisti, presi da vicino, molto vicino alle nostre panze. Di fronte, a pochi millimetri dal piloro.

GASTROCRAZIA

aprile 26, 2013

Fioriscono le esibizioni di cucina. A Bra è insediata l’università del settore. Consumare meno, consumare meglio. Si applica anche all’alimentazione, e per tutti… ma davvero?

NEW YORK, NEW YORK

febbraio 12, 2012

http://www.imafestival.com/it/literature/

con il tuo voto a (S)OGGETTI SMARRITI, volo!

NELL'ASCENSORE 2

maggio 5, 2011

Incrocio l'Uomo della cartelletta con cui avevo discorso nell'attesa che la Secca si sbrigasse, che mi stringe la mano con estrema affabilità. Avanti!, fa la Ines, con piglio deciso. Esco soddisfatta per il risultato nel merito della dichiarazione da integrare e per il clima umano, e percorro le vie del quartiere misterioso verso la stazione di G., soffermandomi sull'architettura, alla scoperta di inserti ottocenteschi o del primo novecento. Sopravvivono alcune piccole officine e ex trattorie. Queste ultime sono già attive. Animate da abili immigrati che hanno sostituito i vecchi proprietari. E sono gli egiziani i leader nel campo della ristorazione. E' mezzogiorno e i muratori delle case in ristrutturazione della zona siedono gambe sotto il tavolo e capelli polverosi: devono pur riempire lo stomaco. Leggo la lavagna del menù. Alici fritte. Entro e ne faccio un assaggio: due pescetti su un letto di insalatina, ot-ti-mi. Raccolgo bigliettini da visita a destra e a manca. Compreso il negozio-museo di sauri, con draghi e camaleonti, serpenti e lucertole… Per darmi una dimostrazione di buon comportamento dei suoi protetti, sotto lampade per il riscaldamento degli ambienti e nei terrari, il negoziante avvicina una locusta alla vista disarticolata e indipendente degli occhi del camaleonte.  E mi racconta l'abilità ineguagliabile dei tedeschi nel produrre efficacemente il cibo di base, fresco e resistente, di questi animali: i grilli. Quattro euro per poche unità. Un investimento. Costano, queste passioni.

Riconosco la stazione centrale sulla sinistra e mi imbarco sul 33 fino alla svolta sul viale in prossimità dell'ospedale. Dovevo approfittarne per fare una sorpresa alla mia amica M., tutto combacia nella vita prima o poi… Ed era arrivato il momento preconizzato. Ma lei è scesa in mensa, la rincorro (la riconoscerò tra i tanti che mangiano sul vassoio standard?), non la trovo, ripasso dal laboratorio, sarà a prendere il caffè al bar, chissà se dentro o fuori dal perimetro dell'ospedale? Torno. Dieci minuti e arriva, mi dice l'operatrice che la chiama per me. Non le dica chi sono! Mi apposto in prossimità dell'ascensore al piano terra, e passa il montacarichi che trasporta una figura umana in completo pantaloni e giacca antracite. Proviene dal seminterrato. Prosegue per il primo piano. La seguo. Anni e anni di distacco non voluto, non programmato si colmano in pochi minuti. Ho di fronte a me un esempio di vita vissuta all'insegna della dedizione al lavoro. Con luci ed ombre, dal suo punto di vista. Abbagliante agli occhi degli altri. Instancabile. Intensa, di una reattività rapidissima. Ipersensibile. Ho ritrovato M., pronta a rimettersi in gioco come professionista. In altro settore. Sono sicura che ne vedremo delle belle.

IRRAZIONALISMI DOMESTICI E NON

dicembre 29, 2010

IRRAZIONALISMI DOMESTICI E NON
 
Un piatto sbeccato non si getta mai via!
Due sorelle che non si trovano il fidanzato quasi apposta per passare sempre le vacanze assieme.
(film consigliato: Che fine ha fatto Baby Jane?)
Il figlio quarantenne scapolo che abita a trecento chilometri torna sempre da mamma e papà.
La cugina emigrata in America porta il culatello in valigia.
Il cugino cinquantenne manda lo stesso sms la mattina a nove potenziali fidanzate.
Tre delle quali si candidano all’amplesso nelle successive dodici ore.
Si candidano.
Belpietro dice dell’attentato preparato e fasullo a Fini.
Intanto ci dà indicazioni sul suo e su quello di B. colpito dal Duomo.
I vasetti delle spezie vecchi di 30 anni e mai svuotati o rinnovati.
I capperi del 1989.
Il ketch-up della discordia.
La maniglia della finestra rotta.
Lo spiffero eterno.
I paralumi che cambiano inaspettatamente.
Le tendine che mutano magicamente.
I materassi sostituiti faticosamente dopo trentacinque anni.
La credenza funzionale sorprendentemente eliminata.
La nuova credenza legno spazzolato effetto cassa da morto senza il posto per le tazze che finiscono in un cassettino in basso.
La mensolina con i piatti cinesi blu simil-qualcosa di Pracchi a 50 centesimi in bella mostra.
Sbeccati.
 
 
(God is in Details)
 
 
 

COINCIDENZE, FREEGANS E I ROMANI

novembre 16, 2010

 

C'è un tizio inglese o tedesco, un bel ragazzo determinato… che non mangia altro: immondizia. Non è indigente, è fissato. Da quando, ragazzino, per dare una mano nella fattoria di famiglia, era addetto al porcile e il suo compito consisteva anche nel procacciare il cibo per gli animali, raccogliere gli scarti di cucina ad esempio. Pane vecchio, bucce… roba avanzata. Un giorno ne assaggiò e capì che si poteva tranquillamente consumare. Capì lo spreco.

A Pisa, qualche mese fa, qualcuno aveva lasciato una sportina bianca sul parapetto del lungarno. Non resistetti, mi avvicinai e apersi le vaschette in alluminio con coperchietto di cartoncino. La mia curiosità scientifica fu soddisfatta: cibi cotti, carne e verdure occhieggiavano dai contenitori. Erano cibi fragranti, appena cucinati, dimenticati o lasciati lì apposta in dono. Forse dalle finestre di un palazzo che si affaccia sul fiume, c'era chi osservava la reazione dei passanti.

Non conoscevo la storia del freegan anglosassone sennò mi sarei sentita confortata. Invece mi sconsigliarono. Mi chiedo: ci può essere una sorta di UNABOMBER dei cibi che si diverte a far del male ad affamati o golosoni? Uno scienziato pazzo che inocula pericolosi batteri per sterminare i barboni?

A Roma vedo gettare via una quantità di cibo impressionante. A Milano sarà pure peggio… ma io personalmente ne ho avuto evidenza laggiù. Una guerra tra poveri, o tra 'pseudoricchi' che è la stessa cosa. E gettare via le risorse naturali è altra similare aberrazione: a Castel Porziano ci sono i 7 CANCELLI, stabilimenti balneari, di cui in questa stagione aperti tre. Qui la macchia mediterranea e le dune sposano il mare. A ben guardare, oltre a scarti umani lungo la strada a prostituirsi, molti rifiuti abbandonati sono seminascosti tra la vegetazione. A Santa Marinella, cumuli di immondizia ad ogni angolo: è la mareggiata, fa una. Certo, se gettiamo i rifiuti in mare, prima o poi tornano. Tutto va a finire da qualche parte. Il mar Mediterraneo è chiuso e le plastiche ricircolano sbattendo sulle coste tirreniche a seconda dei venti, su o giù. La Toscana è particolarmente bersagliata. Ma anche il Lazio non scherza. Ci rimangiamo la merda che facciamo. Ormai la plastica è mescolata al suolo e frammentata in mare, entra nella catena alimentare sempre più massicciamente.

Auguri! 

Tra le coincidenze: un tizio dalla voce disperata cantava …accanto a te non ci sto più guardo le nuvole lassù… chi se ne va che male faaaaaaa… i peperoni ripieni di numidio quadrato sono una favola, in una laterale di viale Libia c'è la Sedia del Diavolo, pochi i residenti che la conoscono.. Ma lo scenario è raccapricciante. Edifici ributtanti la circondano. Uno scempio. Chi salverà Roma? Chi salverà l'Italia? Un'illusione. L'Italia non esiste, perciò neanche gli italiani. Un popolo indefinibile. Italici? Italicazzoni! Andate a vedere le coste erose e cementate, le valli sfruttate e ferite dalle autostrade e dai capannoni. Politica di consumo del suolo. Traduzione: alluvioni, frane. Gli affaristi del cemento se la spassano al mare delle isole caraibiche. Nel fango affondi tu. Quale dio hanno pregato?

 (nella foto, cibo 'spazzatura' da non acquistare, nè recuperare… cercate di meglio: frutta, verdura… ancora fresca!)

XENOBIOTICI

novembre 1, 2010

1. Fanno male solo se se ne prolunga l'assunzione. Ma bisogna conoscerli per evitarli. Sono additivi, pesticidi, aflatossine, metalli pesanti presenti nei cibi e non dichiarati in etichetta perché in tracce.

L'altro ieri aprivo un sacchetto di frutta secca in casa da un anno circa, da quando cioè si consuma il rito della tombola di dicembre con i parenti, i fagioli che rotolano dalle cartelle, i numeri ripetuti per sicurezza e i premi da scartare… Alcune noci erano ammuffite. Ma tanta era la voglia che le ho come spazzolate e mangiate poiché mi sembrava non intaccata la massa edibile, ancora della sua forma, consistenza e del colore e sapore naturali.

Ma ho certamente ingerito una microquantità di aflatossine. Mi sarò mitridatizzata?

2. Mentre pensavo alle sorelline operatrici nel campo dell'intrattenimento finalizzato alla stimolazione erotica, come le brave danzatrici di lap-dance, mi dolevo del fatto che la carta fidaty del supermercato non è retroattiva, mentre il lodo alfano sì.
(B. e Putin: compagni di sollazzi. Merkel non ha ancora invitato minorenni a ballare per lei?) 

S.P.Q.L.

settembre 27, 2010

Sono Porci Questi Leghisti

Lo dice anche un autentico pedemontano varesotto: andate a leggere i tabelloni del Percorso Vita del Forte di Orino al Campo dei Fiori.