Posts Tagged ‘collezionismo’

LEGGERE TABUCCHI

aprile 18, 2011

Conforta. Il pensiero si specchia. Viaggio e altri viaggi si insinua delicatamente in una giornata pigra e dà stimolo e ristoro al tempo stesso. Bogliasco era lì a due passi, anzi uno, da Nervi. Rifiutato e negletto. Tante volte mi aveva detto il M. del B.S. di andarci ché meritava… Niente! Cocciuti. Solo ieri finalmente ho realizzato un piccolo epocale spostamento. La Liguria è come un macchina da maglieria. Con tutti gli aghi in parallelo. Ognuno è un paesino, una località infinitesima a ridosso di un torrentello, prima o dopo un promontorio, una frazione nei pressi della città rivierasca ben nota, col suo lungomare, la passeggiata, la terrazza a picco sulle onde. La magliaia del destino mi invita e spinge a spostare di un ago il cammino e un nuovo tassello, anzi una maglia in più si aggiunge all'intreccio! A Bogliasco un mare di smeraldo in mattinata ci ammicca e ci invita a tornare il più presto possibile: va be' fate la passeggiata a Pieve Alta per la mulattiera, perché questo era l'obiettivo di copertura, si potrebbe dire… ma poi giù che c'è la festa del tricolore in piazzetta! Lì alla spiaggiola troverai la Gloria con le ragazze che si immergono nell'acqua che è un gelo. E alla fine porterai a casa una testimonianza di vita raccolta in un volumetto azzurro che è in prestito così si crea il pretesto di un successivo incontro, capito? Sono arrivata a metà e ti scrivo qui, lettore passeggero, la piccola storia di Bogliasco, con le tartine verdi di fave, bianche di formaggino sardo e rosse di salamino, tutto tritato dallo chef, sotto la tenda. La cucina dà spettacolo alla piazza lì raccolta in festa. A Milano ho portato rami fogliati di freschi limoni bogliaschini e una comica piantina di basilico dal profumo struggente, incellophanata, e col marchio da esportazione di un'azienda di Albenga! Omaggi di Liguria.

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VERMICINO DOCET

ottobre 8, 2010

interessante dibattito su VIBRISSE bollettino a proposito di TV della sofferenza:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/10/07/una-scomparsa-che-ha-sempre-fatto-il-pieno-di-audience-in-tv/

VERSO LA LUMINARA

giugno 15, 2010


Le due indicano un'ora di cammino. Il lungo pontile è a metà strada e non si può non fotografare. Il pescatore mi guarda divertito: …e tre, che fan la foto!

A rispondere poi al telefono (era la Torni, la maga bianca, e una mezzora prima l'avevo evocata per un invito ad una sua mostra che avevo trascurato e me ne dolevo!) guardando contemporaneamente il tramonto e raccogliendo un Pluto disperso, ecco profilarsi il campeggio del Puntone, segno che era ora di uscire dalla spiaggia e di immettersi sulla strada per Castiglione, da lì lontano 16/17 km.

Amir, la guida (spirituale) non tarda ad arrivare. Ha tolto il camice di farmacista, e mette la camicia del musicista o il camicione del santone.

L'albergo Pirla (o forse Perla) ci aspetta!

SVOLTA

aprile 25, 2010

1
 

Svoltato il capitolo delle FOCACCE, che per quanto sontuosamente preparate con ingredienti (i pochi) selezionati, sempre misere rimangono, mi sono rivolta con rinnovata curiosità e fiducia al pianeta delle TORTE VERDI.

Oggi, cioè ieri, alla bottega di Pasta Fresca del carrugio la proposta è alla borragine e fagiolini. Il proprietario, egocentrico e burlone ha affisso foto che lo ritraggono e foglietti stampati con pensieri filosofici attualizzati, in cui compaiono saggi riferimenti a nuovi eroi mitologici come le escort…

Il laboratorio è a vista e una luce bianca invade il negozio. Attraente. Tutti (lui, la moglie e la commessa occhialuta) parlano in continuazione e la vendita è lenta ma inesorabile. DIN DIN DIN…


2

 

C'è una che assomiglia sputata alla…  Non resisto e glielo dico. Come spesso accade in questi casi, la bersagliata (non dagli sputi, dalla meraviglia!) vuole sapere se la persona che mi ricorda richiama anche simpatia. No no, le rispondo, sicuramente sei molto più simpatica tu! Mi racconta che lavora in una associazione che si rivolge alle donne maltrattate e abusate, e ai loro bambini, sovvenzionata dal comune di Genova. A parte qualche rara donazione, le donne che ricevono il servizio non versano un soldo. Mi chiedo, a fronte della grande motivazione che anima questa giovane pedagogista impegnata e le sue colleghe, e della reale necessità che si riconferma ogni giorno di più, della loro presenza e del loro operato, come si possa tenere sul filo della sopravvivenza tali fondamentali servizi. Sentivo di un'inchesta sulle assistenti sessuali ai disabili in Svizzera. Triplo salto mortale. Per l'Italia, fantascienza. Se sono risicate le risorse per le donne violate, figuriamoci il resto. Un lusso per la collettività. Il 'privato', il 'sommerso', la 'libera iniziativa' interverranno proficuamente! Servizi sociali? Centri di consulenza? Sostegno psicologico? Macché! Farmacie come supermercati: questa è una risposta… avanzata!

(e guarda il caso, proprio quest'anno ho donato il 5 per mille a http://www.casadonne.it/comecitrovi/ricerca/browseass.php3?record=114 COOPERATIVA CERCHI D-ACQUA – Gruppo abuso sessuale 1 *, Milano, Abuso, violenza e maltrattamento Affidaci il tuo cinque per mille! C.F. 97223550159)

BONTA'

aprile 6, 2010

Agnello sacrificale. Isacco fu risparmiato… Le povere piccole e inermi bestiole, no. Il sapore del sangue del sacrificio rituale non si dimentica. Nel menù c'è scritto: agnello nostrano. Almeno non ha dovuto viaggiare, da vivo o da morto. Un sacrificio a chilometro zero. E c'è da crederci se l'oste è quello lì. OSTE. Un vero oste! Brasato al vino, hanno preso i torinesi, noi l'agnello. E un piatto di raviolini di erbette che spuntavano senza mescolamenti sospetti e devianti, in tutta la loro pienezza di fibre e clorofilla! Tripudio per le mie papille. Uno era anche scoppiato naturalmente per la sottigliezza della sfoglia irregolarmente tirata, rivelando il suo vivo contenuto!

Ci auguriamo che non siano andati a raccogliere le erbette in prossimità del vicino campo da GOLF!!!

FRASE DELLA SETTIMANA

febbraio 8, 2010

La frase della settimana l’ho sentita venerdì scorso. Sul momento ci ho pure scherzato sopra ma a ripensarci ha un che di agghiacciante.

BASTA CON LE RELAZIONI, fa la mia amica P. mentre raccoglie la sua piccola dal pavimento. EH BBBASTA, MOLLIAMOLE, DISTACCHIAMOCI, rincaro io, pensando non all’isolamento bensì alla selezione! Sacrosanta!

Eppure si rimane invischiati, ci si trascina in storie di amicizia o per meglio dire di IPOTESI DI AMICIZIA, fasulle, insignificanti, illusorie, inutili, per non dire fuorvianti, deleterie, degradanti e perfino umilianti!

Se da un lato i rapporti esterni alla famiglia si percepiscono di grande valore e di vitale importanza, alle volte veramente alternativi o sostitutivi di quelli interni, talvolta si trasformano in vere bombe deflagranti con caratteristiche addirittura peggiori di quelle rilevate tra i famigliari stessi. E credo che ciò dipenda dalla nostra deformazione che ci porta a trasferire i traumi e le paure all’esterno inglobandolo negli schemi interni, vanificando i vantaggi e i piaceri della libertà delle relazioni esterne che vorremmo ma che non siamo sempre in grado di condurre. Una risorsa sprecata, insomma! Dico in generale. Perché io mi sento così intollerante e selettiva che non arrivo mai per mia stessa volontà all’esasperazione delle relazioni. Non ritengo necessario lo strappo. Applico la sincerità, i metodi dell’osservazione scientifica e al primo sentore di fuffa, di slealtà e di incoerenza, mi oriento. Parlo o faccio capire chiaramente. Se si vuole sviscerare, lo si fa, con semplicità possibilmente.

Però che delusione alle volte! Basterebbe un pizzico di autoconsapevolezza in più, un esercizio interessante, vivificante e addirittura liberatorio, fonte di autorinnovamento, da svolgere e applicare proprio quando le relazioni si alterano e diventano insoddisfacenti. O come prevenzione, prima che lo diventino… Sennò, niente vieta che tutto si consumi e si getti via. O se preferiamo, si metta nell’archivio della vita. Nel bagaglio dell’esistenza, in saccoccia! Con dignità. Il punto è che nonostante il dato oggettivo, molti soggetti si rivelano oltre che incapaci di aprirsi e di autoanalizzarsi, affetti da una deleteria forma di possessività. E si infilano in un loop negativo. A cui, per sgombrare il campo da dubbi, io non intendo partecipare. A Aramengo, diceva quello!

VOYERISMO ESISTENZIALE

gennaio 30, 2010

…c’è un articolo su un magazine oggi che ne parla con tanto di foto indicative esplicative evocative rappresentative. Ci pensavo qualche giorno fa, sollecitata da qualche spunto radiofonico probabilmente… ebbene, quando ancora abitavamo in via B. al numero 2, su al 5° piano, la facciata di fronte si illuminava la sera dopo il breve intervallo tra la chiusura degli uffici dei primi piani e il rientro dei residenti. A suo modo rappresentava uno spettacolo, e personaggini da film cominciavano ad agitarsi nel quadro di quelle finestre, proprio come nel perimetro di uno schermo da proiezione. Con le luci calde di lampade a stelo angolari. Tutto era splendidamente nitido.
Di uno che dormiva sono riuscita a fare una foto. Una decisone fulminea. E con una vecchia Zenith, per giunta un po’ disassemblata, a cui aggiustare in fretta tempi e apertura di diaframma. Con la luce naturale che rimaneva. Un caso rimasto unico. Ma ciò che più mi ha inquietato è stato:

L’INVITO A PRANZO

(continua)

gran slam tennis e altre facce

novembre 19, 2009

1. Il tecnico di famiglia porta in casa sempre le ultime novità in fatto di elettronica e si capisce perché il settore non è in crisi e a natale vende più degli altri. Siamo dotati di wii da quasi un anno e arrivano continuamente nuovi accessori come pulsantiere spade pistole ecc. Vedevo ora passandoci davanti il tennista rappresentato sullo schermo che naturalmente (artificialmente) ti puoi costruire con connotati il più possibile simili ai tuoi castano nasino occhietti quel che l’è ma quando vince fa un gesto insopportabile con l’avambraccio e il pugno di chi ha battuto l’altro meschino… e quando perde ciondola deluso. Ci si può sfidare via internet con altri tennisti e tutti hanno quelle facce preconfezionate e giù con quei gesti standardizzati! buuuhhuuhuahhhaahahahh

2. L’ing. mancato (per il titolo mai acquisito) ma realizzato sul campo per averne fatto le funzioni anche senza (titolo) in azienda specializzata nella costruzione di attrezzature di nicchia sorride sempre anche mentre racconta storie atroci di separazione dalla moglie vogliosa (di altri).

3. Il, chiamarlo come?, giornalista pentito di aver cambiato città, non sorride mai. Dice chissenefrega di situazioni sgradevoli che lo riguardano ma fa una smorfia con la bocca che lo contraddice.

4. La quarantenne bionda acquaesapone ecosensibile non ha il lavoro. Dice di sè: vivo in ristrettezze ma compro le uova bio. Determinata.

5. Il pittore ex insegnante sa troppo di fumo.

6. Alla Scighera ieri sera c’era un comico, figlio artistico di paolorossi. Ma più sobrio, meno gigione. Ha  allungato il brodo, ma in certi passaggi è stato esilarante.

TRITTICO

novembre 7, 2009

MARRAZZO, SAN GENNARO e ALDA MERINI

1. I marrazzi io li sentivo mio malgrado quattordici anni fa dilà dal muro. Quando belavano nel registratore della segreteria telefonica. I miei vicini, viados brasiliani, rientravano dalla nottata di lavoro verso le sei. Andavano a dormire e con calma io mi alzavo. Che vita. Istruttiva però. Allora, spiego. Quella zona di milano era, qualcuno diceva, infestata di omosessuali a prestazione. Lavoravano negli appartamenti oppure uscivano per locali o per i viali. In tre o quattro anni accumulavano un gruzzolo così consistente, che si lasciavano sgonfiare le tette e le labbra e tornavano in brasile per sistemare mamma e fratelli. In realtà lì all’epoca era ancora il quartiere delle botteghe artigiane: c’erano argentieri, corniciai, restauratori, tappezzieri, vetrai. Oggi dimezzati. Più che dimezzati, quasi totalmente spariti. Era bello vivere lì in un ambiente misto, vivo, biodiverso. Insomma, dopo aver riposato, verso le cinque di pomeriggio i trans, in jeans e maglietta, rasati senza la parrucca, struccati anche se con le sopracciglia ritoccate (i più femminilizzati avevano i loro bei capelli di media lunghezza e biondi e continuavano a indossare vestiti da donna), uscivano a comprare qualcosa da mangiare al super, rientravano chiacchieravano e ricominciava la
kermesse. Quando li incrociavo era una festa. Gentilissimi. Di spessore umano notevole. PPAAAOULLLA, CIAOU! E mi raccontavano le loro preoccupazioni, la loro saudade. Il telefono in loro assenza suonava e risuonava e scattava la segreteria. Erano lamenti di cummenda, direttori di banca, imprenditori, farmacisti, politici, avvocati che li volevano e chiedevano un appuntamento se no mo-ri-vano, non ce la fa-ce-vano. Uno in particolare, dall’accento lombardo spiccatissimo, direi bergamasco, era il più assiduo dei postulanti: piangeva, e come piangeva!

1 bis. Un giorno W. F. , uomo molto in vista di cui non posso dire di più, mi chiese se potevo seguirlo in missione. Golden Eye ed Eva Kant (non fanno una coppia!) in azione in un locale equivoco in una laterale di corso Sempione, devono raccogliere info, il proprietario è un informatore, arrivano in anticipo, c’è una festa di compleanno privata, è il giorno di chiusura del locale. Non vi dico che ho visto.

2. Informatevi prima sulla vera storia di San Gennaro poi ci risentiamo.

3. Alda Merini e il fumo. Ma è vero che fumare potenzia e acutizza le facoltà creative?