Posts Tagged ‘comunicazione’

LAVORATORI DISOCCUPATI

luglio 8, 2016

Un teorico indiano di questi tempi preconizza il seguente scenario: tutti lavoreremo a tratti, sulla base di continui aggiornamenti, corsi, tirocini, autoformazione. Lo studio che prepara alla professione lungo 10 o 15 anni non avrà più senso.

Zombie anche nel mercato del lavoro, dunque. Free-lancing diffuso. Vincono la furbizia e la flessibilità, intese nel senso di intelligenza pronta e capacità di adattamento, in un quadro di relazioni totalmente nuovo.

Taglio e acconcio i capelli, cucio stoffe di recupero che diventano borse, trousse, indumenti, canto storie e ballo, intrattengo con la poesia, organizzo forme di aggregazione attorno al prodotto artistico con tutti i linguaggi, mi impegno in azioni ambientaliste pianificate coordinate ed estemporanee, ammaestro animali con predilezione per gli invertebrati marini, do buoni consigli e infondo fiducia.

Troppo, o troppo poco?

Lavoratrice disoccupata volontaria offresi. Aderisco a me medesima. Ma troverò adepti, lo sento!

OSTIA E VITINIA

giugno 27, 2016

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VERDI IN ITALIA, IL LAVORO E LA SUPERSTIZIONE

maggio 23, 2016

1.

Mentre in Austria Alexander ci prova seriamente, in Italia una figura leader verde non germoglia.

L’ultima che ho sentito da uno scettico disfattista è la seguente. I verdi? Gli ambientalisti? Fasulli! (a memoria non era esattamente questo il termine…) Sai cos’hanno fatto? Una porcata! C’era  …come si chiama? Puliamo il mondo, sì, quella storia (iniziativa, si direbbe, n.d.r.) di Legambiente… E, per far vedere che avevano raccolto i rifiuti ne hanno portati col camion! Sì, ti dico, è arrivato un camion pieno di pneumatici vecchi, che avranno preso da un gommista di periferia… che sono stati scaricati sulla riva della roggia e poi hanno fatto le foto coi volontari il cappellino giallo e la pettorina… ‘sti scemi, sul cumulo! Una montatura, ecco cos’era!

Ragioniamo. Ipotizziamo che quegli pneumatici venissero da più parti della città ripulita davvero da Legambiente, allora va anche bene l’idea di convogliarli a Chiaravalle, dove la campagna è più bella e lo scenario si presta a fare da sfondo, per il netto contrasto coi rifiuti abbandonati. Le foto così architettate, seppure con lo spreco discutibile di mezzi e risorse, comunicano più efficacemente, forse, l’emergenza del problema e la sua autentica gravità. Se invece avesse ragione lo scettico disfattista, ci sarebbe da vergognarsi.

Il paradosso è che si chiede al movimento ambientalista, al partito dei Verdi (o altre declinazioni) di rispettare un’etica che altri non applicano MAI. E molti si compiacciono di piccole furbizie e grossi trucchi con risvolti economici e finanziari di rilievo per chi riesce a ritagliarsi il vantaggio, alla faccia dell’etica. Perciò il nostro scettico disfattista potrà anche aver messo un dito sulla piaga (non è inverosimile) ma si guarda bene dal farlo ‘in casa sua’.

E ora, contingentemente:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_van_der_bellen_scheda-140370105/?ref=search

2.

G. aveva un capannone. Nel 2008 lo vendette per un milione e mezzo. Aveva 47 anni (e una bella intuizione, un minuto prima dello sfacelo!). La schiena già mezza spezzata e i calli alle mani, poteva starsene tranquillo e sereno nella sua baita in Val V. a pescare le trotelle e curare il giardino! Ci aveva persino meditato su qualche giorno… e qualche notte. Ma l’attaccamento al lavoro ha prevalso, lo ha strattonato e messo in riga. O dovremmo dire l’imprinting, la tradizione, il condizionamento? La fregatura è sempre dietro l’angolo. Reinvestì in un’attività simile in altra regione per lui più ridente e amena, ricominciando la sua nuova (?) ma sempre dura vita cadenzata dal rumore delle macchine, senza però sentirsi così isolato e senza prospettive di apertura sociale, come quando era lassù tra i monti.

Fatale fu l’errore. Affidò la sua ricchezza a un criminale nazionale in combutta con una bella moldava che sculettava presso l’uno e l’altro indifferentemente, con una precisa missione.

Lavorare, lavorare, lavorare… preferisco il rumore del mare, diceva con la sua installazione, Nespolo, dai versi di Campana.

 

 

3.

Chi crede davvero che mettere i vestiti di un’altra persona (fuggita in fretta e furia in un altro continente perché braccata, sciagurata anche per sua stessa negligenza o attanagliata dalla sventura..) e portare in casa un oggetto appartenuto ad un altro di cui non si sappia bene come sia vissuto o perito… possa trasmettere negatività?

Io no.

https://www.cicap.org/n/index.php

 

ECOVISIONE DI MARZO

marzo 8, 2016

Appare fiero e ispirato come un Savonarola, Alfonso Martella, l’amico fabbro che ha nel nome un programma di vita, e mi aiuta a smontare ULTIMO IGLOO, (per cui sarebbe più opportuno, in questa fase, chiamarsi Tagliente, come certi conoscenti pugliesi!).

Rottami è il nome che Montale diede alla prima stesura di Ossi di Seppia, un secolo fa. La Poesia e Ultimo Igloo rimarranno per sempre uniti da un chiaro filo d’acqua.

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Eclissi, invece, è il titolo dell’installazione temporanea costituita dai due scudi (donati da  CO.RI.MA. e  O.L.L.), fino al 10 marzo in DepurartLab Gallery (Milano Nosedo), in cui è evidente, in uno, la colatura di ruggine che pone in movimento l’oggetto come fosse corpo celeste lanciato in un viaggio cosmico, e nell’altro la punteggiatura, come di frasi inedite…

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Si scorge sullo sfondo un’Arca, naufragata qui, forse, dopo una tempesta… Potesse raccontare la sua Storia!

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Canaline della Valcamonica e ritagli di lavorazione di alluminio a spina di pesce o circolari si intrecciano magicamente a terra, in un amplesso di forme e cromatismi: daranno vita a nuove architetture!

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Il cumulo degli ornamenti di ULTIMO IGLOO vibra…

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Alfonso, per l’occasione, indossa un elegante camice mimetico, offerto da un famoso stilista, o per meglio dire un famosissimo marchio, sulla bocca di tutti… che non ha bisogno di essere nominato per dare lustro all’intera operazione!

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Pesca, la lunga proboscide del pachiderma, simbolo di Memoria! Esso è venuto ad abbeverarsi qui, per l’ultima volta, al Tabernacolo per l’Acqua, conservato nel cuore di Ultimo Igloo.

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L’Eclissi è in Movimento e Libera.

ACQUA PIEGATA, SCHIENA DRITTA

febbraio 27, 2016

ap 13

Villa Fabrizia, Bertonico (LO), 30 gennaio 2016

RACCOLTA DIFFERENZIATA SIEMPRE (e prevenzione, quando?)

settembre 4, 2014

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…un’operazione del genere impatta certamente a livello di comunicazione e può influire sulle abitudini, ma come si smaltisce il bidone poi?

DONNE E UOMINI DI BUONA VOLONTA’

febbraio 10, 2014
nero su bianco/bianco su nero

ecco che significa comunicazione raffinata

LA VOCAZIONE DI PAPA FRANCESCO, EX AUTORITARIO

settembre 20, 2013

La non ingerenza della chiesa nei temi di sessualità, aborto, contraccezione. Alleluia.

Grande comunicatore dalla vena populista, ha detto quel che doveva dire. Grande operazione di re-styling. Gadget da vetrinetta, è il sospetto.

Per essere simpatico ai più. Per svecchiare la dottrina. Per uscire dalle parrocchie polverose e stantie. Per riacchiappare fedeli.

Al grappolo di richieste che vertono sull’abolizione del battesimo alla nascita e del celibato dei preti, sull’apertura alle donne officianti già posto da frange stesse della grande comunità cattolica, la risposta sarà concretamente rivoluzionaria?

CAROSELLO E LA QUESTIONE DI GENERE

aprile 28, 2013

Pioveva e ci siamo rifugiati in una chiesa. E’ sempre di fatto interessante scoprire le architetture e le opere d’arte mobiliare che si conservano all’interno di tali edifici e entrarci pare sempre comunque e quantunque un atto di devozione profonda alla bellezza e alle multiformi espressioni dell’arte, dello spirito e dell’intelletto umano. Sorpresa. Un prete nei suoi paramenti stava officiando il rito della messa, in un’ora del giorno che non ci si pensa… Una cinquantina, i presenti seduti in vibrante silenzio e intenti ad ascoltare la predica. Tranne uno che, prima della conclusione, distratto dal rito ma attento a tutte le altre variazioni ambientali, in attesa trepidante del momento opportuno, si sarebbe poi strategicamente appostato all’uscita per tendere la mano e raccogliere le elemosine: un barbuto scuro dallo sguardo vivo. Barbuto ma opalino, seppure non vecchio, era anche l’officiante. Stava dando un occhio agli appunti che aveva evidentemente costruito con estrema diligenza allo scopo di elaborare per i suoi fedeli un discorso ben fatto: meritorio. Ma pare strano che colui a cui si attribuisce grande dimestichezza con le sacre scritture e tutti i commenti e le obiezioni che in corso di monologo possono anche auto-sorgere, perché no?, debba seguire una traccia così fitta e rigida! Gesticolava in una maniera studiata. Puntava il dito minaccioso un po’ tremante… Agitava in alto le mani sporgenti dalle ampie maniche bianche bordate d’oro. A osservare i visi degli astanti si scorgeva una blanda fascinazione piuttosto intristita anche dalle battute non riuscite con cui l’essere incaricato della predica intendeva infarcire il suo discorso per stemperare la pesantezza del monito che stava trasmettendo. Bocciato. Bocciato per l’inefficacia della comunicazione. Rimane da rilevare che il contenuto sarebbe stato anche apprezzabile e condivisibile, in due parole: il tema della Solidarietà, della Cooperazione e dell’uscire da Sè e donarsi agli Altri, al Bene Comune. Fantastico, caro padre! Ma la conclusione, nonostante gli appunti, non si configurava agilmente… Ti stavi perdendo nel tuo stesso bichier d’acqua… Alla fine, con un debole colpo di reni, hai scelto una chiusura. Che da predicatore quale vorresti essere, con tutto quell’agitarsi di braccia -chiusette, ad onor del vero, verso i gomiti (ah, il corpo parla!!)- avrebbe dovuto quasi strappare aleno un applauso, e invece no. Sei caduto quando hai usato una sola, e cruciale, delle seguenti parole: in questo modo… bla bla ..solidarietà.. bla bla ..diventiamo uomini! UOMINI?? Oggi non possiamo più far passare la parola per comprensiva del genere femminile, le DONNE (queste sconosciute?), adducendo che si intendeva qui parlare di UMANITA’. No. Se tu avessi completato il tuo pensierino aggiungendo ..e DONNE (estrema interpretazione ma illusoria: l’egoismo è più tipico dei maschi mentre alle donne non bisogna suggerire di essere generose perché già si sfiancano… mah!), avresti dato un segnale importante che poteva anche umanizzare, empatizzare e meglio far presa sul pubblico, cosa che ti affannava assai! La scelta dei termini è importante. Può fare la differenza tra un faticoso arzigogolato predicozzo e una vera brillante predica. Un esercizio retorico mancato!

CARLO MARX E RENZO PIANO

luglio 6, 2012

Guardo Londra da lontano. Cosa vedo? Renzo Piano! 310 m è la torre, la più alta del continente (continente incontinente?), e all’ottantesimo c’è la meditation room. Chissà se un giorno per autocelebrarsi chiamerà Piano Renzo il top roof della prossima svettante torre…

Contemporaneamente, giovedì sempre a Londra apriva il festival del marxismo: possiamo o dobbiamo combattere il capitalismo? con che mezzi? la rivoluzione? Piano, ne sono sicura, ha la risposta. Anzi, risposte a grappolo. Come torri luminose pagate dagli scicchi.

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/piano-piano-verso-il-cielo-inaugurata-a-londra-la-shard-tower-di-renzo-piano-41121.htm