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USI E COSTUMI: ADATTAMENTI

gennaio 18, 2011

Nel passato, in tempi di ristrettezze economiche, le famiglie spedivano i figlioli in seminario. Vocazione, vocazione! Uno rimaneva fino al conseguimento dei titoli per assumere la reggenza di una parrocchia, gli altri tornavano a casa dopo essere stati rifocillati e istruiti. Lo stesso dicasi per le figliole in convento (vocazione, vocazione!), salvo l'irreversibilità del processo: spose di dio ab aeternum!

La stessa esponente del clero femminile descritta in un post precedente mi confermava la stretta correlazione tra povertà e 'chiamata', tanto è vero che oggi la carenza di personale negli istituti clericali o religiosi come si usa dire, è ampiamente compensata dall'arrivo di stranieri con una storia di povertà alle spalle.

Grazie alle consistenti prebende assicurate alla chiesa dai governi italiani, il clero continua a prosperare. I vantaggi accumulati sono talmente considerevoli da tenere a bada quel senso di responsabilità civile e di moralità minimi per ammettere che i comportamenti degli esponenti della classe politica che la favorisce in cambio di appoggio elettorale, siano in qualche misura riprovevoli. E solo in queste ore si sta mobilitando qualche buona penna, anima savia repressa, o semplicemente opportunista, dopo anni per non dire decenni di silenzio. Finalmente.

Facendo pulizia, non sarebbe male riprendersi il maltolto. Lo stato italiano, miratamente generoso, ha finaziato scuole e praticato enormi sconti alle attività lucrative mascherate. Che ne ha avuto in cambio la comunità intera?

Mandiamo i figli (par condicio per ragazze e ragazzi) a pascolare un po' sui verdi prati degli istituti religiosi, dove verrebbero iniziati precocemente anche ad attività ludico-sessuali a tutto raggio (testimonianze vive dai seminari!) così ci togliamo pure il pensiero! Ne usciranno pasciuti e rinforzati, pronti alla vita con un fitto strato di pelo sullo stomaco a imperitura protezione!!

C'è da chiedersi attraverso quali agenzie passa l'apprendimento dei valori civici, del comportamento etico dopo o parallelamente alla famiglia (quale?) e la scuola (quale?) che, se pubblica, risulta miseramente deprivata di risorse e vieppiù occupata da soldatini e soldatesse cl che hanno il compito di dirottare l'interesse sulla via dell'istruzione confessionale o di farvi penetrare progetti sempre di marchio confessionale, limitando fortemente la libertà di espressione ossia la democrazia e il pluralismo che ne è, qui come in qualsiasi ambito, il pilastro fondamentale.

UOMINI CHE SCRIVONO (O PARLANO) DI DONNE

novembre 5, 2010

Umberto Veronesi e Marco Bellocchio. Uno in forma di saggio sulla sua esperienza di medico oncologo che ha trattato migliaia di casi di tumori al seno e altro ancora in materia di salute della donna, l'altro per aver ideato una sceneggiatura sulle sorelle, spunto per indagare ll'intero mondo femminile di sofferenze, rinunce e restrizioni in fatto di realizzazione di sè. Uomini pietosi. Uomini sensibili a tematiche così brucianti e diffuse da essere paradossalmente trascurate.

Tra i sensibili 'di corsa' nel senso di 'frettolosi', e anche  'in corsa' perché candidato alle primarie a Milano, annovererei Stefano Boeri, che in una sua presentazione ieri sera al Giovedì di Augusto, ha fatto riferimento all'importante contributo di lavoro volontario delle donne al miglioramento della coesione sociale. Mi suonava un po' come una rapida sviolinata, roba da strappare qualche consenso a costo zero. Si sa: le donne generose che in silenzio offrono la loro opera non sono abituate a grandi manifestazioni di gratificazione!