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AL BEM VIVER DI CORSICO

giugno 4, 2014

COMUNICATO STAMPA

 

Mostra: collettiva

Titolo: Giochinsieme 

Luogo: Bem Viver. Via Monti 5. Corsico ( Milano)

Inaugurazione: Giovedì 5 giugno 2014 alle ore 19,15

Letture di:  Simona Cattoni, Gabriella Dugoni,  Marta Villa

Buffet:  per chi lo desidera,alle ore 20, a 7 euro, bevande escluse

Durata: sino a  settembre 2014

Orari: da Mar a Gio 8.00 – 00.30 – Ven e Sab 8.30 – 1.30 – Domenica 8.30 -20.00

Curatrice: Antonella Prota Giurleo

 

Ogni gioco prevede la definizione di regole e la relazione tra persone, almeno due.

Tutte, tutti abbiamo giocato durante l’infanzia; molte, molti continuano a giocare in età adulta.

Il Bem Viver, bar equosolidale del Sud Ovest milanese, ha aderito alla campagna per la regolamentazione del gioco d’azzardo, gioco che, non prevedendo  regole e giocandosi  in solitudine, può diventare pericoloso.

Abbiamo chiesto a mailartiste e mailartisti di tutto il mondo di inviarci un’opera sul tema del gioco; tutte le opere pervenute da diversi paesi saranno esposte e ci permetteranno di ragionare sulla necessità del gioco per divertirsi e per apprendere regole.

Durante la serata,  nella consapevolezza che se si vuole vincere davvero, occorre farlo seguendo le regole, reciteremo conte e  giocheremo, in una festa d’augurio di buon’estate.

 

Mailartiste e mailartisti:

ARGENTINA: Hilda Paz, Marco T. Penaluna

BELGIO: Luc Fierens

BRASILE: Lucia Alves, Miria Abeid, Karla Kolberg Lipp e Ramiro Barcelos

CILE: Alexandra Espinosa

FINLANDIA: Pirjo Heino, Tapio Holopainen, Anja Mattila Tolvanen, Paul Tiilila

GIAPPONE: Ryosuke Cohen

INDIA: Renuka Kesaramadu

ITALIA: Stefano Azzena, Giuliana Bellini, Cecilia Bossi, Franca Bozzetti, Giuseppe Cafagna, Angela Caporaso, Ornella Garbin, Silvana Gatta, Claudio Grandinetti, Mimmo Di Caterino e Barbara Ardau, Marilde Magni, Nadia Magnabosco, Gianmario Masala, Veronica Menni,  Antonio Niro, Antonella Prota Giurleo, Ina Ripari, Gianfranco Rossi, Soraica Ruberti, Domenico Severino, Raffaella Simone, Antonio Sormani, Stefania Veronese, Rosanna Veronesi, Paola Zan

Classe quarta C scuola via Salma Corsico

Gruppo bambine e bambini del Giardino dai mille colori di Scampia

NORVEGIA: Jaromir Svozilik

POLONIA: Dana Sikorska

ROMANIA: Cristina Valcelean

SPAGNA: Paco Ariza, Pedro Bericat, Isabel Jover, Beltràn Laguna, Cesar Reglero Campos, Diego Segura

TURCHIA: Sinasi Gunes

VITA A QUADRETTI O A RIGHE?

ottobre 3, 2009

Qui bisogna intendersi.

Se la vita la si vuole vivere a righe o a quadretti.

Allora, dato che mi sta prendendo l’affezione del blog (se dico virus si può fraintendere con quelli informatici e poi ormai anche quelli biologici si sono sputtanati con la storia patetica della pandemia suina…), son saltata in piedi stamattina presto, un po’ perché c’è l’influenza che ha colpito in casa (an vedi la nemesi… ahahahah!!) e ho fatto un sopralluogo in corsia come la caposala di turno, un po’ perché mi saltava in mente la scena di ieri, che non posso esimermi dal descrivere. Fisiologico.

Avviso che apparirà scialba, proprio insignificante, magari, ma nella sua eterea compiutezza dell’effimero, nella sua superlativa nullità, rappresenta un piccolo modello.

Tornavo da un salutare giro in bici, quello che chiamo ZIP o per meglio dire, evocando un altro quadretto, un autentico ZAP CITY. Trattasi di una rapida andata e ritorno, un SO’& ZO’ sulla ciclovia Darsena-Abbiategrasso, fin dove le gambette possono, o finché la finestra di tempo a disposizione consente: una cerniera aperta e chiusa quasi per caso, come si fa per noia, giocherellando un po’…

Le tappe varie ed eventuali sono:

– il magazzino del rigattiere vicino alla Canottieri;
– la casetta dell’acqua di Corsico o di Trezzano;
– la fabbrica dei lampadari di Gravina e figli;
Pappalardo e il cagnolino al guinzaglio;
Bachisio che fa la passeggiata in abbigliamento da corsa;
– Zemi, il quasi-assessur, con la radiocuffietta;
– un gelato all’Hollywood;
– una pausa-lettura sul cavalcavia graffitato del Parco Pozzi all’ultimo raggio di sole.

Insomma, ieri tornavo dallo ZIP con Lupo dell’ATM, ciclista esperto, tutto bardato. All’angolo con San Cristoforo ci salutiamo (ah, avevamo incrociato l’amico di MariOtto, detto affettuosamente il fossile, che correva – caspita ci ha cinquant’anni suonati ma è bello tonico…) scambiandoci un bacino affettuoso (notare: ho detto bacino, e lo sottolineo), sulla guancia. Lì nello slargo, c’è un piccolo parcheggio, davanti alla bottega di restauro di un certo Paolo (…) mezzo intrigato con la Svizzera, che vende anche aquiloni, e un cancello in ferro alto e possente, sproporzionato. Ebbene, mi volto per prendere il sottopasso della ferrovia, mentre Lupo carica la bici in spalla per attraversare il Naviglio sul ponticello, e mi trovo, come in una fotografia ricordo di un incontro tra ex compagni di scuola, quindici persone che mi osservano sorridendo. Di solito mi soffermo sulla facciata asimmetrica della chiesa, come ultima immagine che chiude la ZIP, ma stavolta, scorrendo verso l’oscurità del sottopasso, mi sono voltata fino all’ultimo verso la bizzarra comitiva. Loro hanno fotografato noi, me… Io ho fotografato loro. Uno scambio. Gandhianamente, uno scambio di sorrisi. In un giorno qualsiasi. Per un’istantanea.

Ma ora… stacco il turno e via, al mare!

RIENTRO 2

agosto 24, 2009
  1. che bello il ballo al castello! c’è il liscio!
  2. che buono il gelato all’hollywood di corsico! c’è la pera-cannella, il mango e il cioccolato nero all’arancia!

…soddisfazioni di fine agosto!

(tanto domani riparto! uh uh)

LA LAMPADA DI UGO

aprile 16, 2009

La foglia di vetro degli anni trenta che copriva a muro una lampadina nel salotto di via C… è ritornata a diffondere luce su uno stelo alto un metro e cinquanta su una base di piantana rossa anni sessanta riassemblata da angelo gravina di corsico che ha osservato strettamente le mie indicazioni. Ottone, deve essere saldata su una placchetta di ottone e la placchetta si innesta sul fusto cavo di ferro arrugginito con un’anima che contiene il filo elettrico che continua fino alla spina con l’interrurrore a pedale. Confesso che dato che la lampadina per magia è funzionante pur essendo ancora quella di venticinque anni fa quando l’applique fu staccata dal suo posto, non l’accendo spesso, anzi si può dire per niente: è a incandescenza 20 W, con molta dissipazione di calore e poca resa.  Sarà sostituita. Con calma. Ora la contemplo sullo sfondo della tenda rossa, a fianco della frau nera. Con grande e diffusa calma. A luce spenta.

MA DOVE FINISCE BUCCINASCO E INIZIA CORSICO?

marzo 22, 2009

…anni fa pensavo che tra milano e corsico ci fosse una grande distanza percorribile solo con i mezzi a motore, pubblici o privati… vedevo l’autobus 325 da romolo… ero stata accompagnata in auto, passando da via lorenteggio e mi sembrava un gran giro!

  

non so come e non so quando, ho preso la bici (da arzdora e non da ciclista!) e mi sono infilata in quella via serpentina che porta da piazza napoli (grosso modo) a san cristoforo sul naviglio: lì inizia il territorio delle due canottieri milano e olona, e oltre percorrendo sempre la strada sul naviglio verso fuori, con a sinistra il lungo perimetro della vecchia richard ginori, in parte rivitalizzata da attività commerciali legate alla moda con la storia degli show room che imperversa(va?)…, si arriva al famoso

PARCO POZZI

dove oggi si svolge la manifestazione 

INSIEME PER LA LEGALITA’

si va lì in bici per le 16.30 e si degustano i prodotti di LIBERA TERRA coltivati su terreni confiscati alla mafia.

Ma prima di condividere il momento di riflessione gastro-politico-sociale, torno al mio giardinetto: dicevo che non ero abituata all’idea di vivere l’hinterland con agilità fisica e mentale. Prima di svilupparne l’attitudine, ancora oggi solo in embrione, arrivata con una gradualità micrometrica e tempi da era geologica, ricordo come rimasi spaventata (non è vero… forse scossa, ma neanche… meravigliata, nella mia spontanea curiosità urbanistica!) dalla vista di piazza Tirana che, dieci anni fa, era un capolinea di tram, dove ero approdata per errore cercando un supermercato …chiuso di lunedì mattina, quando il riposo settimanale era un’istituzione rispettata e ora guarda dove siamo finiti con l’assedio continuo della mer…ce!

Insomma arrivo al punto: lungo la ciclabile del naviglio che puzza a tratti di fogna ma molti ci corrono a piedi o in bici e ci passeggiano imperterriti anche perchè non abbiamo alternative così vicine e accessibili e che si prestino allo scopo…si arriva dopo aver superato un avanzo di ferrovia verde arrugginita sopraelevata, a un’altra area appartenente alla vecchia fabbrica delle ceramiche e porcellane POZZI GINORI: lì fanno sgomberi di clandestini che si nascondono tra i muri fatiscenti, dove crescono ailantus… Il parco ha una tensostruttura al centro e giochini per piccini, devastati dai ragazzacci. C’è anche un cavalcavia ciclabil-pedonale che porta alla fabbrica di ANGELO GRAVINA, nel senso che porta dalla parte opposta del naviglio dove sorgono edifici di tutte le dimensioni e forme architettoniche in una stratificazione storica di un secolo e mezzo, con tutte le attività artigianali che contraddistingu..(evano) la zona.

Venghino a vedere con i suoi occhi!!!

(MA DOVE FINISCE BUCCINASCO E INIZIA CORSICO?)