Posts Tagged ‘crociate’

VAN GOGH, mio fratello

giugno 7, 2010


 

A differenza delle donne, che con la maternità, la casa e lo status le metti a posto quasi tutte… gli uomini aspirano sempre ad un posto al Pantheon!

Il nostro eroe contemporaneo, ormai alla soglia dei quaranta, ha studiato le Lettere. Il Sapere umanistico con ampie incursioni nei tradizionali dominii scientifici (per Lui tanto attraenti quanto vischiosi) lo permea. Padroneggia la Lingua, e con essa fa Satira.

Ma, ironia della Sorte, costringe l'Iguana genitrice, ad allattarlo e rassettarlo ancora! A Lei si stringe, pauroso.
Così elevato, eppure così larvato. Così proteso, eppure così rannicchiato e rintanato. 

Scrive di sè: Da oggi in edicola il nuovo numero di… a 20 pagine, con testimonianze dell'esistenza di tal me, autore senza più vita, maschio che valeva assai.

(…) veramente l'espressione di un animale detto individuo umano va ben oltre le battute di satira o arti. tal van gogh lo disse tagliandosi l'orecchio, non lo udirono.

(…) maledetti chiesa, buddha, new age e tutto ciò che anche nei più atei ha indotto questa illusione del senza carne.

(…) nemmeno la prostituta a cui van gogh mandò l'orecchio s'asteneva, ma lui morì disidratato da carni. maledetto anche chi glorifica uomini che lascia morir.

(…) a monte ci vado io, ultimo della lunga lista di chi ulula a lune ben distanti dal concepir pietà per sti cazzo di lupi
 
(…) un dì una femmina furba figa, razza ridotta ormai a tre esemplari mondiali, raccoglierà miei resti in urna cult.

(…) la vita non è un giorno sui prati ma un lungo niente intervallato da futili qualcosa. a te chiedon hai voglia? beh io voglia nn ne ho più. da soli le voglie passano

90.000

marzo 3, 2010

nuovi
ALBERI

in centro

a Milano

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_febbraio_4/manin_abbado_alberi-1602403672931.shtml

SHOPPER basta!

gennaio 28, 2010

 

giornata senza sacchetti di plastica


Siamo alle solite. Il 31 dicembre 2009 sarebbe dovuto scattare il divieto di utilizzare sacchetti di polietilene in negozi e supermercati, sostituiti per legge da buste esclusivamente biodegradabili. E invece non succederà nulla. La norma che recepisce la direttiva europea EN13432 è stata approvata in parlamento nel 2007, peccato che poi si siano dimenticati di emanare i decreti attuativi e di fissare le sanzioni per chi non si adegua.
Ogni anno solo in Italia utilizziamo 15 miliardi di sacchetti di plastica: per produrli consumiamo 200.000 tonnellate di gasolio ed emettiamo 400.000 tonnellate di anidride carbonica (e il protocollo di Kyoto?). Solo l’1% alla fine viene riciclato o riutilizzato. La vita attiva dei sacchetti di plastica dura quindi pochi minuti, giusto il tempo di tornare a casa. Poi però rimangono nell’ambiente per decenni se non secoli, finiscono nei nostri fondali, inquinano i nostri fiumi, sono trascinati dal vento fino agli angoli più remoti del pianeta, dove molti animali li ingeriscono scambiandoli fatalmente per cibo.
Non c’è più tempo da perdere e non possiamo aspettare che il governo o le catene di distribuzione prendano coscienza di questo enorme problema ambientale.

E’ per questo che Amici della Terra, Gaia Italia e Lush hanno deciso di passare all’azione!

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/ambiente/sacchetti-plastica/sacchetti-plastica/sacchetti-plastica.html
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=93&ID_articolo=215&ID_sezione=169&sezione
http://www.healthebay.org/nobagday/2009/about.asp
http://www.vostrisoldi.it/articolo/buste-di-plastica-addio-nel-2010/9829/
http://nonvedomasento.splinder.com/post/21273433/Sacchetti+di+plastica,+addio%3F

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

SILENZIO

dicembre 28, 2009

Camminare nel bosco per ore vuol dire accorgersi con immenso stupore che i fastidiosi rumori della civiltà farlocca:

– la musichina generica di fronte al baretto sulla pista per attirare i polli a bere il grappino
– le auto che parcheggiano slittando fin sugli impianti
– gli impianti di risalita stessi che sferragliano sotto gli altoparlanti che irradiano musica dozzinale
– le urla grottesche dei discesisti infervorati
– le chiacchiere al telemegafono delle tipe che spettegolano con la loredana delle vicende della barbara e della mariella e dei vari s-pranzi di natale, e non sanno di essere identificate…
– i bimbi quattrenni che per l’orgoglio patetico dei padri, piangono disperatamente perché sono messi a forza sugli sci e devono farcela…

SI POSSONO SPEGNERE!

SILENZIO

SHHHHHHHHHH
 

Si entra in un mondo fatato. Dopo il Mas dele Strie, a sinistra. Silenzio. E si incontrano in tre ore cinque cristiani e il cane Russel, addobbato con un nastro rosso largo un palmo. Questo sì è emblematico del natale: il rosso inteso come re-inizio, rinnovamento, auspicio di fecondità, che tutti (consapevoli o disorientati) desideriamo, convergenza di echi lontani di culture opposte, fengh-shui e intimo moda…

Al rientro, appare in tutta la sua lancinante evidenza, lo squarcio della pista per la discesa dei forsennati (o timorati, ce ne sono!) sciatori, la ferita che gli umani-disumani, affaristi, hanno procurato alla montagna. La discontinuità del bosco sanguina sotto la neve. Le lame degli sci graffiano senza sosta la ferita che mai più rimarginerà. Così è. A dispetto di molti che non sanno, che non vogliono sapere, che sanno e tacciono o negano. Questi salgono nelle lamierine ovalizzate e scendono con gli sguardi beoti, indifferenti o atterriti, mascherati.

Evviva. Io vado nel bosco e incontro la gioia del silenzio, gli sguardi sereni, le parole semplici e autentiche di una minoranza umana. Umana.

ONCE UPON A TIME

novembre 3, 2009

C’era una volta, e  forse c’è ancora, una scuola.
Un bel giorno di primavera cominciano i lavori di ristrutturazione delle aule del terzo piano. E cambiano gli infissi, stuccano qui, imbiancano là…
Una delle classi meno numerose viene spostata temporaneamente in un mezzanino, dove affaccia una stanza a L col soffitto abbassato, una colonna al centro, due finestrelle. Un grappolo di carte goografiche è depositato in un angolo. La cattedra, i banchi e la lavagna segnalano che, per quanto irregolare, il vano funge da aula. Un crocefisso di enormi proporzioni appeso alle spalle degli alunni suggella il tutto.
Un bel giorno piovoso di primavera inoltrata, sul finire dell’intervallo come al solito, la prof entra per adempiere regolarmente alla sua funzione didattico-educativa, e nonostante la precarietà della sistemazione, è allegra e subito incalzante. Deve solamente richiamare, dato che non è ancora suonata la campana di fine pausa, quei tre che se le danno appiccicandosi alla parete posteriore: su ragazzi… a posto!
Si staccano dal fondo e dietro di loro il grande crocifisso, ad altezza d’uomo, laddove era stato appeso sconsideratamente, divelto, e con braccio sinistro a penzoloni, fa penosa mostra di sè.
Datemelo! Li richiama l’insegnante, preoccupata che fosse usato impropriamente. E lo mette nel cassetto.

(Ipotesi sulle conseguenze di tale gesto?)

MESSINA, LA TAV E IL RESTO

ottobre 5, 2009


Messina è molto lontana dalla TAV,
ma c’è un nesso: IL DISSESTO.

Detto comunemente IDROGEOLOGICO,
perché vede coinvolti i comparti acqua e terra,
e questo è uno di quei casi in cui i termini tecnici colmano un vuoto lessicale.
Per incuria e speculazione da una parte, per insana progettazione delle cosiddette ‘grandi opere’ dall’altra.

Il ‘bel paese’ frana.
Stava su prima,
quando non c’erano le parole per chiamare il problema, c’era solo l’amore per la terra,
il rispetto per il bosco, la devozione per il fiume.

I disastri non avvenivano per cause antropiche,
ma erano dovuti ad aggiustamenti naturali,
indipendenti dalle azioni della ‘civiltà umana’,
non ancora così incisive.
Ora siamo noi con i nostri gesti sconsiderati a procurarceli.
Avidi, maldestri, e stupidi.

Come se non avessimo la cultura e gli strumenti per capire che i colpi inferti alla terra
provocano squilibri.

Il male che ci ritorna dovrebbe fermarci.
La sofferenza dei messinesi oggi,
come quella di altre popolazioni ieri,
non può lasciare indifferenti tutti gli altri
che solo per caso vivono altrove.
Siamo tutti coinvolti e prima o poi lo scopriremo.

Il disagio dei bolognesi
che vivono vicino al cantiere della nuova stazione TAV con le loro case lesionate,
degli agricoltori del Mugello,
con i loro campi sconvolti dalla deviazione o dal prosciugamento delle risorse idriche
(la falda interrotta, deviata e i fiumi secchi…)
è una realtà che pare piccola, circoscritta,
per molti insignificante, ma io la sento lancinante.

Anni fa avevo invitato a scuola,
nell’ambito di un iniziale progetto
di educazione ambientale,
una geologa del servizio regionale,
che aderì a titolo gratuito.
Fece vedere le diapositive dei disastri
e spiegò bene i termini della questione.
I ragazzi capirono.

Ma se non si insiste sull’informazione, si perde il contatto con la realtà. E si rischia verosimilmente di rimanere preda di un disegno mirato che porta all’oblio, all’ottundimento, avvolti da una magica luce, non quella della sapienza, bensì quella della tv che ci invita a consumare consumare consumare,
senza porre obiezioni.

 

Parallelamente però, bisogna ammetterlo,
sopravvive,
in nicchie non si sa per quanto ancora possibili,
la volontà di far luce davvero sui fatti
e i misfatti di questo paese disgraziato,
massacrato e sconvolto dalla sconsideratezza, inadeguatezza e incompetenza
di chi lo amministra,
e spuntano e resistono trasmissioni come PRESA DIRETTA

che ci illustrano (faziosi?) le sproporzioni finanziarie della TAV rispetto alle piccole sensate operazioni di manutenzione, di prevenzione sul territorio che eviterebbero i danni peggiori.

Vogliamo darci una sveglia?
Vogliamo riappropriarci della nostra capacità di vedere e interpretare la realtà in piena autonomia?
Non abbiamo bisogno dei politici affaristi delle parentele mafiose.

Questa è la fatica di partorire una nuova generazione di persone oneste e capaci che si curino del bene comune.