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VAN GOGH, mio fratello

giugno 7, 2010


 

A differenza delle donne, che con la maternità, la casa e lo status le metti a posto quasi tutte… gli uomini aspirano sempre ad un posto al Pantheon!

Il nostro eroe contemporaneo, ormai alla soglia dei quaranta, ha studiato le Lettere. Il Sapere umanistico con ampie incursioni nei tradizionali dominii scientifici (per Lui tanto attraenti quanto vischiosi) lo permea. Padroneggia la Lingua, e con essa fa Satira.

Ma, ironia della Sorte, costringe l'Iguana genitrice, ad allattarlo e rassettarlo ancora! A Lei si stringe, pauroso.
Così elevato, eppure così larvato. Così proteso, eppure così rannicchiato e rintanato. 

Scrive di sè: Da oggi in edicola il nuovo numero di… a 20 pagine, con testimonianze dell'esistenza di tal me, autore senza più vita, maschio che valeva assai.

(…) veramente l'espressione di un animale detto individuo umano va ben oltre le battute di satira o arti. tal van gogh lo disse tagliandosi l'orecchio, non lo udirono.

(…) maledetti chiesa, buddha, new age e tutto ciò che anche nei più atei ha indotto questa illusione del senza carne.

(…) nemmeno la prostituta a cui van gogh mandò l'orecchio s'asteneva, ma lui morì disidratato da carni. maledetto anche chi glorifica uomini che lascia morir.

(…) a monte ci vado io, ultimo della lunga lista di chi ulula a lune ben distanti dal concepir pietà per sti cazzo di lupi
 
(…) un dì una femmina furba figa, razza ridotta ormai a tre esemplari mondiali, raccoglierà miei resti in urna cult.

(…) la vita non è un giorno sui prati ma un lungo niente intervallato da futili qualcosa. a te chiedon hai voglia? beh io voglia nn ne ho più. da soli le voglie passano

BONTA'

aprile 6, 2010

Agnello sacrificale. Isacco fu risparmiato… Le povere piccole e inermi bestiole, no. Il sapore del sangue del sacrificio rituale non si dimentica. Nel menù c'è scritto: agnello nostrano. Almeno non ha dovuto viaggiare, da vivo o da morto. Un sacrificio a chilometro zero. E c'è da crederci se l'oste è quello lì. OSTE. Un vero oste! Brasato al vino, hanno preso i torinesi, noi l'agnello. E un piatto di raviolini di erbette che spuntavano senza mescolamenti sospetti e devianti, in tutta la loro pienezza di fibre e clorofilla! Tripudio per le mie papille. Uno era anche scoppiato naturalmente per la sottigliezza della sfoglia irregolarmente tirata, rivelando il suo vivo contenuto!

Ci auguriamo che non siano andati a raccogliere le erbette in prossimità del vicino campo da GOLF!!!

ONCE UPON A TIME

novembre 3, 2009

C’era una volta, e  forse c’è ancora, una scuola.
Un bel giorno di primavera cominciano i lavori di ristrutturazione delle aule del terzo piano. E cambiano gli infissi, stuccano qui, imbiancano là…
Una delle classi meno numerose viene spostata temporaneamente in un mezzanino, dove affaccia una stanza a L col soffitto abbassato, una colonna al centro, due finestrelle. Un grappolo di carte goografiche è depositato in un angolo. La cattedra, i banchi e la lavagna segnalano che, per quanto irregolare, il vano funge da aula. Un crocefisso di enormi proporzioni appeso alle spalle degli alunni suggella il tutto.
Un bel giorno piovoso di primavera inoltrata, sul finire dell’intervallo come al solito, la prof entra per adempiere regolarmente alla sua funzione didattico-educativa, e nonostante la precarietà della sistemazione, è allegra e subito incalzante. Deve solamente richiamare, dato che non è ancora suonata la campana di fine pausa, quei tre che se le danno appiccicandosi alla parete posteriore: su ragazzi… a posto!
Si staccano dal fondo e dietro di loro il grande crocifisso, ad altezza d’uomo, laddove era stato appeso sconsideratamente, divelto, e con braccio sinistro a penzoloni, fa penosa mostra di sè.
Datemelo! Li richiama l’insegnante, preoccupata che fosse usato impropriamente. E lo mette nel cassetto.

(Ipotesi sulle conseguenze di tale gesto?)