Posts Tagged ‘dio’

IL TRASCENDENTE SECONDO RINO

giugno 29, 2013

Non darò le coordinate per individuare la collocazione del Rino in questione sulla faccia di questa Terra. Ma, Rino, garantisco, c’è. Dio, non so. Rino, per fortuna, sì!

Una pubblicità dell’UAAR recita: DIO (con una X sulla D, perciò si legge IO), sto bene così! Senza D.

Era quello che cercavo di spiegare a Rino. Anzi, che raccontavo a Rino. La pubblicità dell’UAAR mi interessa relativamente, la tiro in ballo perché mi è capitata sott’occhio recentemente. Ma il succo è lo stesso. Uno stato mentale senza DIO. O meglio, una consapevolezza dell’importanza storico-antropologico-filosofica del concetto di DIO, percepito serenamente come retaggio culturale, rende la vita densa quanto basta, nella misura più naturale possibile. Il resto è artifizio. Adesione con valore sociale anche irrinunciabile, è comprensibile, ma artifizio.

Estraggo dal testo IL CONCETTO DI DIO DOPO AUSCHWITZ di Hans Jonas, regalatomi da Rino, un dato che mi pare cruciale:

Dio non sarebbe più concepibile come ONNIPOTENTE. Fallisce se gli si chiede di sollevarci dal MALE, dalla sofferenza, perciò non è nelle sue facoltà evitarlo. Il suo POTERE si scontra con un LIMITE, sennò nemmeno di potere potremmo parlare, così come la LIBERTA’ si scontra con la NECESSITA’.

Mentre leggevo, sentivo lo stridere dell’attrito sulle superfici lisce come il lento cedimento delle unghie sugli specchi, in quanto l’aggrapparvicisi risulta inefficace.

Lo ammetto, devo ancora finire di leggere il libro, sottile ma richiedente concentrazione, e mille sono le distrazioni…

In attesa di compiere la mia mansione, e ben volentieri, vista la fiducia che Rino ed io ci siamo testimoniati, desideravo cristallizzare questo primo pensiero, impulsivo ma non troppo. Potrebbe persino accadere che si ribaltino le posizioni!

Mi balla ancora una D. Quella tolta dai creativi in forze all’UAAR. Se immaginiamo di giocare alla sostituzione o alla trasmigrazione delle consonanti, la D tolta a DIO per farlo ritornare IO, al suo stato naturale, si può ben trasformare in T e la si può altrettanto agilmente attribuire a RINO facendolo diventare TRINO, come DIO, secondo una certa tradizione. E il cerchio si chiude!

Annunci

L'amico incatramato 3

aprile 20, 2010

Allora, Natoli, cos'è il credente? Uno che ha qualcosa in più o in meno? Un privilegiato che ha raggiunto un alto grado di conoscenza o un ingenuo immaturo credulone e superstizioso?

Il credente si pone innanzi a un TU-DIO con una richiesta di giustizia, con una ammissione di difficoltà del vivere in un quadro di enigmaticità. Vuole sapere chi è e fuggire da sè. Vuole sapere chi sono i suoi genitori e lo chiede al TU-DIO. Ma se non Ti fai trovare all'appuntamento non sei DIO, non sei il DIO della PROMESSA.

La forza dell'uomo virtuoso e morale è l'attitudine di risolvere senza risolvere: resta lo sfondo misterioso alla ricerca di senso. E passare attreverso una contraddizione non significa superarla.

Ecco, i maschi in crisi incarnano la delusione di non trovare DIO all'appuntamento. L'amico che sfugge che tradisce è DIO che manca alla PROMESSA. Sono maschi che diventano vittime della stessa ingiustizia che per secoli hanno prodotto e che ora subiscono. Perciò annaspano nella ricerca di senso, problematizzano in maniera lancinante, talvolta vuota, e non si ritrovano nella simbolizzazione dell'esperienza, si sentono scoperti dal mito, e dalla sua produzione, poiché hanno perso l'abilità a raccontare e di conseguenza a mettersi in relazione, con il tramonto delle certezze e la crisi della speranza.

Perché tratto di uomini e non di donne? Perché le donne sono un altro mondo…

AFFRANTA

novembre 18, 2009


Ci ho pensato su e ho concluso che questa lettera intima è troppo bella e emozionante per rimanere chiusa. Poi forse la toglierò, non so…

Sì, Paola, sono proprio io! la foto è di maggio, la comunione di M. Dopo di allora mi è successo di tutto, già da maggio non stavo tanto bene e non si riusciva a capire cosa avessi, ad agosto sono andata in Calabria dove i miei hanno affittato un appartamentino al mare ed avevano già portato giù i miei figli, e quello è stato il clou della situazione prima mi hanno curato per depressione da stress lavorativo, poi per epilessia, per fare una TAC ci volevano mesi, per una risonanza non se ne parlava assolutamente perché non ero "URGENTE"…io peggioravo a vista d’occhio e non riuscivo più a camminare senza appoggio ed inciampavo sui miei stessi piedi, L. è partito con i bambini perché doveva tornare al lavoro, dopo pochi giorni io sono partita con i miei e qui a Torino dormivo a casa loro perché non ero autosufficiente, io di quel periodo non ricordo molto, so solo che un giorno ho avuto tre crisi di tremore una dietro l’altra e mio papà ha chiamato d’urgenza un’ambulanza, mi hanno portato all’ospedale di competenza e mi hanno fatto immediatamente la TAC e l’hanno scoperto, un tumore al cervello, per fortuna mia e grazie a Dio benigno, un meningioma che mi aveva preso tutta la parte sinistra del cervello che avevo già da anni ed era arrivato ormai a comprimere così tanto da scatenare tutto quello che stavo passando, l’ospedale mi ha portato a fare la risonanza ed a fare una visita presso l’ospedale CTO che è assolutamente il migliore di Torino, poi mi ci hanno riportato dopo qualche giorno perché aspettavano che si liberasse un letto nel reparto di neurochirurgia che era saturo, ma ero così urgente che alla fine mi hanno riportata  al CTO il 28 settembre che mi ha messo in un piano dove c’era un posto libero, il 29 mi hanno fatto l’angiografia (mamma quanto ho sofferto, il tumore era così avanti che mi hanno cauterizzato un’arteria in modo da non farlo camminare e questo senza anestesia perché era necessario che fossi cosciente), hanno avvisato subito la neurochirurgia che dovevo essere operata la mattina dopo e così è stato, la prima del mattino dopo, rispetto all’angiografia per me l’operazione è stata un dolce dormire. Riaprire gli occhi e vederci di nuovo bene e riuscire a leggere di nuovo per me è stato come rinascere… di solito il tempo di ricovero è 10 giorni, dopo 5 giorni io ero così autosufficiente che mi hanno chiesto se volevo andare a casa perché erano pieni di richieste di ricovero urgenti, figurati se non accettavo, non vedevo l’ora anche se in ospedale si stava benissimo. Sicuramente il recupero è stato veloce anche perché il miglior chirurgo ha fatto un’operazione magistrale. Il problema è che per un po’ ti danno come cura dosi massicce di cortisone ed ognuno ha la sua reazione, io di giorno mi controllavo anche se ero molto ansiosa ma di notte non riuscivo a dormire e quel poco che dormivo erano incubi, mi svegliavo non sapendo dove fossi…. sono stata 5 giorni a casa mia ma io e L. eravamo disperati al punto che mia mamma mi ha portato a casa sua, a dormire nel lettone con lei , mio papà si è trasferito in salotto, per 5 notti ho fatto impazzire anche loro, ma appena finito il cortisone ho ricominciato subito a dormire. Sono stata con i miei un mesetto finché non mi sono sentita in grado di farcela da sola (anche perché avevo del liquido in testa e praticamente una volta a settimana i miei mi accompagnavano dal chirurgo per aspirarlo), e finché la nostalgia di casa non si è fatta sentire, la mia famigliola la vedevo quasi tutti i giorni e la domenica stavo sempre a casa mia ma vivere con loro è diverso. Certo che L. è un uomo meraviglioso, da fine agosto si è occupato lui della casa e dei ragazzi….
io di salute sto bene, sono un po’ anemica ma la mia dottoressa mi riempie di medicine che mi tirano su e ogni due settimane faccio l’emocromo per controllare la situazione che man mano migliora; l’unico problemino è che sono in menopausa precoce, come mia nonna e mia mamma, ma il 24 vado dall’endocrinologo con l’ultimo esame che mi ha prescritto e dovrebbero darmi una terapia sostitutiva per farmi continuare ancora per un po’ di anni perché sono troppo giovane, comunque sintomi ancora non ne ho. Come umore adesso patisco, i miei sono andati per un po’ di giorni in Calabria e puoi capire come mi mancano anche se li ho spinti a prendersi una pausa tanto a fine mese rientrano, ma soprattutto  io non sono abituata a stare a casa, avere tempo libero mi fa troppo pensare e questo ogni tanto mi crea qualche magone, qualche piantino etc., comunque il 30 ho il colloquio al centro di igiene mentale perché vogliono valutare se ho bisogno di uno specialista, sicuramente adesso ho bisogno almeno di uno psicologo.
Mamma, Paola, scusa se ti ho fatto un sermone sulla mia vita! Pensa che è la primissima  volta che dico a qualcuno che ho avuto un "tumore", dico sempre "una cosa brutta" od un "meningioma", è una parola che non riesco a tirar fuori. Chi mi vede non si rende conto di niente, la parrucchiera mi ha fatto un bel caschetto corto che nasconde la zona della cicatrice e vedersi "carina" per me è importantissimo.
Dobbiamo comunque vederci in qualche modo, i ragazzini sarebbero felicissimi di rivedere U., digli che su Facebook c’è anche I., M. non possiamo ancora aprirgli una pagina ma può scrivergli su quella del fratello.
Meno male che ho il computer a casa, per me è un ottimo diversivo, ma adesso proprio devo andare a rifare i letti!!!
Un bacione grande! G.

COLPE?

maggio 5, 2009
Sono anni che vado predicando che è molto meglio parlare di responsabilità piuttosto che di colpe!

delle colpe ci si scarica (una preghierina, un salve regina), delle responsabilità no!

Dionigi Tettamanzi

gennaio 21, 2009

…ha parlato di sobrietà dei consumi, invitando più che i fedeli, tutti i cittadini (ho percepito il suo intendimento in senso allargato, nello spirito del vero ecumenismo, ed è ciò che mi aspettavo perchè c’è da tempo nell’aria una forte richiesta di guida al buon senso e di conforto su temi del confronto materiale, etico e spirituale) a riflettere sulle scelte economiche. COMPRO DUNQUE SONO è un assioma in ribasso, certamente in termini quantitativi; consumare poco e meglio si impone come scelta e regola, nel rispetto di sè, dell’ambiente, della comunità.

Bravo Dio-nigi! Hai già suscitato polemiche: la voce che si leva allarmata dai diveri settori dell’economia infatti sembra avere segno opposto, consumare, acquistare, far girare il denaro… Ebbene, non è così che si innesca un circolo virtuoso, perché l’approvvigionamento energetico non è una quisquilia ma un problema di fatto prioritario di tutte le politiche economiche presenti e future e volutamente relegato a una mera questione da dibattere tra specialisti, pensati come avulsi dal mondo rutilante delle merci che riempiono i supermercati tutto l’anno senza più rispetto delle stagionalità, nell’angoscioso tentativo di passare per onnipotenti!

Ora ci aspettiamo che Tettamanzi si esprima sulla convivenza dei tre monoteismi a Milano, vista la polemica destata dalla preghiera vis-à-vis del dòmm, e le conseguenti restrizioni di Maroni.

In fondo, se DIO non esiste, solo il bisogno di aggrapparsi a qualcosa (un tutore-contenitore-protettore-castigatore) purtroppo rimane vero!