Posts Tagged ‘disabilità’

TUTTI I NOMI (E I NUMERI)

giugno 29, 2012

1. dei bocciati di Pontremoli e degli insegnanti bocciatori. I nomi per parlare dei fatti, delle motivazioni, dei fondamenti pedagogici. L’altroieri un amico mi chiedeva come funziona una classe quando è inserito un disabile come un autistico ad esempio. Ricordo I. e M., uno molto agitato e a tratti aggressivo, l’altro ripetitivo fino all’esasperazione, ma ci sono anche i tristoni, i cupi silenziosi, i lenti… che fanno di una classe senza, una classe con e tutti si devono regolare di conseguenza: il lavoro d’insieme ne risulta sì modificato, ma non sarà centrale la presenza del diverso, non sarà quella a modificare l’assetto della classe. Ognuno contribuisce a determinare il quadro. Enfatizzare la disabilità o il ritado di apprendimento di taluni e marginalizzarli o respingerli non servirà a ‘ripulire’ l’ambiente, che immaginiamo sia l’obiettivo dei bocciatori. Dove vanno i rifiuti speciali di prima elementare? A inquinare la prima elementaare del prossimo anno?
2. dell’energia, dell’affaire del solare fotovoltaico che supera l’eolico ora in Italia. Dell’investimento nella ricerca scientifica che è un terzo di quello dei paesi più attenti al roprio futuro.
3. degli antropologi originali che interpretano il gesto del mago Balotelli come tribale.
4. dei raccomandati, che non conquistano il posto di lavoro ma lo ottengono per conoscenze strategiche privilegiate e senza merito.
5. di coloro che rubano, prosperano e fanno arricchire parenti e amici pretendendo di far politica, di occuparsi della cosa pubblica.

PAOLO ROSSI E MIRKO

gennaio 16, 2012

I due temi di oggi di Radio3 Scienza http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-c7c8dc1d-b7cf-45a8-8b76-515612b2d34e.html sono:

1. Il ricordo di Paolo Rossi, evocato da Giulio Giorello. Bacone come suo eroe; il sapere come patrimonio di tutti, pubblico e ricontrollabile. Si augurava di vivere 104 anni, come la madre; se n’è andato a 88. Vedeva la vecchiaia come inverno della vita, faticosa, ma ricca di doni.

2. Il papà di Moreno è docente di sociologia e pubblica un libro sulla disabilità del figlio. Il papà di Mirco non lo ha ancora fatto, ma ne avrebbe tanto quanto. Il primo lo intitola Zigulì, che richiama il nome di una caramella. Il secondo potrebbe chiamarlo TIC-TAC, perché passeggiando al Parco delle Cave, a un certo punto tira fuori l’astuccetto di plastica, lo fa risuonare dei confettini che rotolano e gliene offre uno, come gesto meccanico, quasi per calmarlo o gratificarlo, anche se non se ne presenta alcuna necessità. Come quei bambini che sono curiosi e non hanno reticenze, solo che loro lo fanno del tutto spontaneamente, io da adulta un filo meno, gli rivolgo un saluto: è autistico, mi informa immediatamente e ci mettiamo a parlare della vita da disabile, da padre di disabile della sua forza e della sua voglia di uscire a ballare, e della madre morta di cancro qualche anno fa… Accanto alla pura curiosità, c’è la consapevolezza della atroce solitudine che vivono questi genitori. Lo sguardo di Mirco era sfuggente, certo, ma non troppo… anche a lui gli si è accesa per un attimo la lucina della curiosità. Una parola dolce fa bene e conforta più delle caramelle, forse…