Posts Tagged ‘discriminazione’

TUTTI I NOMI (E I NUMERI)

giugno 29, 2012

1. dei bocciati di Pontremoli e degli insegnanti bocciatori. I nomi per parlare dei fatti, delle motivazioni, dei fondamenti pedagogici. L’altroieri un amico mi chiedeva come funziona una classe quando è inserito un disabile come un autistico ad esempio. Ricordo I. e M., uno molto agitato e a tratti aggressivo, l’altro ripetitivo fino all’esasperazione, ma ci sono anche i tristoni, i cupi silenziosi, i lenti… che fanno di una classe senza, una classe con e tutti si devono regolare di conseguenza: il lavoro d’insieme ne risulta sì modificato, ma non sarà centrale la presenza del diverso, non sarà quella a modificare l’assetto della classe. Ognuno contribuisce a determinare il quadro. Enfatizzare la disabilità o il ritado di apprendimento di taluni e marginalizzarli o respingerli non servirà a ‘ripulire’ l’ambiente, che immaginiamo sia l’obiettivo dei bocciatori. Dove vanno i rifiuti speciali di prima elementare? A inquinare la prima elementaare del prossimo anno?
2. dell’energia, dell’affaire del solare fotovoltaico che supera l’eolico ora in Italia. Dell’investimento nella ricerca scientifica che è un terzo di quello dei paesi più attenti al roprio futuro.
3. degli antropologi originali che interpretano il gesto del mago Balotelli come tribale.
4. dei raccomandati, che non conquistano il posto di lavoro ma lo ottengono per conoscenze strategiche privilegiate e senza merito.
5. di coloro che rubano, prosperano e fanno arricchire parenti e amici pretendendo di far politica, di occuparsi della cosa pubblica.

SCHIAVISMI

gennaio 14, 2010

ELOGIO DELLOltre a quello che salta all’occhio dei braccianti agricoli delle arance come dei pomodori, ve ne sono (è ovvio) di molto ma molto più sottili.

In famiglia, ma dài… Nel lavoro intellettivo, ops…
Nella scuola, ma davvero…

Propongo un sondaggio preventivo, o brain-storming, se si preferisce.

Come si esprimerà mai lo schiavismo nella scuola? Vediamo un po’…

Ah, a latere, ricordate il bidello-chef? (con tag chef a domicilio del 15 settembre 2009)

Ebbene, a suo carico ci sarebbero forti indizi di furto ripetuto ai danni degli alunni… Il bidello-chef gioca ai cavalli e perde… 

LAST DAYS RANDOM

settembre 24, 2009

1. ”Questo non è un negozio di fotografia!” disse il tecnico di radiologia dell’ASL agli utenti infuriati che aspettavano di ritirare la busta con gli esiti, l’addetta assente, che lasciando l’ambulatorio si prestava ad una funzione non sua…

2. Ma che dobbiamo fare se chiudendo una finestra ci imbattiamo in una scena pseudoerotica nel condominio di fronte?

3. In fondo alla passeggiata Anita Garibaldi c’è una deliziosa spiaggiola. Una nuotatina (anzi due) nell’acqua color smeraldo (freddina, tonificante!) e la raccolta delle plastiche abbandonate sono d’obbligo…

www.legambiente.it
operazione
PULIAMO IL MONDO

(non si fa solo nei giorni stabiliti!)

4. PIETRO è un bambino pallido all’ombra della casa in Capolungo e con gli occhi cerchiati di rosso legge un libro mentre il fratellino e gli altri amici giocano in spiaggia schiamazzando. Bianca Pitzorno gli tiene compagnia. Lo avvicino e gli chiedo se gli piacerebbe vedere la faccia dell’autrice. Non sa che di solito una foto si trova in copertina… rimane stupito e affascinato. Mi dice che anche lui abitava a Milano e da un anno vive lì al mare. Ma non gli piace stare al sole…

5. In un racconto della serie distribuita in metrò o alle fermate del vaporetto, SUBWAY (intesa anche come via sott’acqua…), Buia è una bambina abusata dal padre, maltrattata anche dalla maestra che non la tutela e non la difende dalle angherie dei compagni… Ha solo un amico che viene discriminato come lei per starle vicino.

6. ”Buona sera signora!” esclama con un sorriso aperto il barbone seduto sulla panchina con il suo gigantesco zaino. Davanti a sè ha un cartello e un barattolo.
VOLETE MIGLIORARE IL VOSTRO INGLESE?

LEZIONI IMMEDIATE

C'é LETIZIA e Letizia

maggio 26, 2009

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LETIZIA, IL BUON SENSO E IL CONSENSO.

 

Letizia qui non è Noemi, bensì la Moratti. Interrogata sui progetti dell’EXPO, si barcamena sorridendo molto a(ma)bilmente e conduce l’interlocutore dove vuole. Sul suo terreno di gioco. Non solo perché è stata invitata lì apposta. Tiene la palla e non la passa. Dice che Milano ha avuto un riconoscimento a livello internazionale per aver istituito una commissione di vigilanza sul grado di contaminazione mafiosa delle imprese, che il verde promesso ai cittadini milanesi ci sarà, rigoglioso e abbondante (più del Central Park, e di altri parchi urbani celeberrimi) secondo il ridondante e ambizioso progetto LE VIE D’ACQUA che attinge alla visione leonardesca della città. Le sciure degli attici fioriti afflitte in anticipo dalla sindrome da ombra tacciano! Le torri che emergeranno fiere dalla polvere del cantiere saranno abitate da 15000 persone (con 10000 auto al seguito?) e questo dato dovrebbe confortare i milanesi o aspiranti tali perché, diceva l’accompagnatore azzimato della Moratti, l’immissione sul mercato di nuovi alloggi riequilibrerà i prezzi: geniale!

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Su tutte, una grande argomentazione veramente populista e bipartisan: non è giusto e intristisce la Signora parlare così male di Milano! Una città ricca di gente onesta che si alza presto la mattina e va a lavorare, una città che si distingue per le sue iniziative umanitarie e la presenza di un’alta desità di benemerite associazioni di volontariato… una città attiva e creativa! L’immagine che voi (comunisti del servizio televisivo pubblico) ne date è deviante, fuorviante…

Peccato che il giro d’affari dei pochi sparuti malavitosi, sia di gran lunga più consistente rispetto ai quattro spiccioli sudati dagli onesti e diligenti lavoratori, eh eh…


IL RIDICOLO DELLA NOTA

maggio 15, 2009

IL RIDICOLO DELLA NOTA 1

 

Nonostante i ripetuti richiami, KQ disturba continuamente la lezione, mangia, canta, si alza senza permesso e rutta in faccia all’insegnante. Firma.

 

La docente lesa, si reca con il registro e l’alunno incriminato dal preside per chiedere supporto. Il preside sospira, guarda in faccia con un sorrisino sprezzante l’alunno. Parte la convocazione del consiglio di classe per motivi disciplinari e per decidere l’entità della sanzione da comminare. Dopo aver sentito ripetere la parola RUTTO sessantatre volte in un’ora e quarantadue minuti, il CdC di cui faccio parte, delibera che il ragazzo venga sospeso dalla frequenza delle lezioni per cinque giorni. Con la motivazione che ha mancato di rispetto all’insegnante, procurando un danno all’immagine dell’istituzione e a se stesso per aver rifiutato di partecipare responsabilmente al dialogo didattico-educativo. La macchia della sanzione influirà sul giudizio finale. Ma l’eco del rutto accompagnerà l’insegnante per il resto della sua onorevole carriera.

 

IL RIDICOLO DELLA NOTA 2

 

Nonostante i reiterati avvertimenti, l’alunna HW ride incurante in faccia al professore che richiamato dai rumori che giungono fin nei corridoi e nelle aule vicine (mentre l’insegnante era impegnata a scrivere una nota per il ritardo di altri quattro alunni),  accorre dall’esterno per sedare la classe.

 

L’alunna accusata di atteggiamento irrispettoso, viene trascinata in vice-presidenza e minacciata di sospensione. Non varranno a migliorare la sua posizione tutte le spiegazioni che la ragazza, dimostrando una buona dose di capacità di autodifesa, produrrà. Il prof si irrigidisce vieppiù e ribollendo di rabbia, a mandibola protratta e paonazzo le ingiunge sibilando di tacere, scusarsi e tacere. L’estrema conclusione viene evitata per intercessione di due insegnanti che trovano il modo per minimizzare e riportare la vicenda sui binari della ragione della pacatezza e del buon senso. La ragazza che merita di essere valorizzata, trattata ingiustamente, era stata condotta attraverso meccanismi relazionali perversi, a reagire in maniera esasperata e ciò fa comodo a chi conosce solo il linguaggio della repressione. Ma quale dialogo didattico-educativo?

NERO BIANCO

maggio 15, 2009

Un africano ad un europeo:

<< Lava, lava… ma non riuscirai a diventare nero!>>

(dal Salone Internazionale del Libro di Torino, 15 maggio 2009)