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FRASE DELLA SETTIMANA

febbraio 8, 2010

La frase della settimana l’ho sentita venerdì scorso. Sul momento ci ho pure scherzato sopra ma a ripensarci ha un che di agghiacciante.

BASTA CON LE RELAZIONI, fa la mia amica P. mentre raccoglie la sua piccola dal pavimento. EH BBBASTA, MOLLIAMOLE, DISTACCHIAMOCI, rincaro io, pensando non all’isolamento bensì alla selezione! Sacrosanta!

Eppure si rimane invischiati, ci si trascina in storie di amicizia o per meglio dire di IPOTESI DI AMICIZIA, fasulle, insignificanti, illusorie, inutili, per non dire fuorvianti, deleterie, degradanti e perfino umilianti!

Se da un lato i rapporti esterni alla famiglia si percepiscono di grande valore e di vitale importanza, alle volte veramente alternativi o sostitutivi di quelli interni, talvolta si trasformano in vere bombe deflagranti con caratteristiche addirittura peggiori di quelle rilevate tra i famigliari stessi. E credo che ciò dipenda dalla nostra deformazione che ci porta a trasferire i traumi e le paure all’esterno inglobandolo negli schemi interni, vanificando i vantaggi e i piaceri della libertà delle relazioni esterne che vorremmo ma che non siamo sempre in grado di condurre. Una risorsa sprecata, insomma! Dico in generale. Perché io mi sento così intollerante e selettiva che non arrivo mai per mia stessa volontà all’esasperazione delle relazioni. Non ritengo necessario lo strappo. Applico la sincerità, i metodi dell’osservazione scientifica e al primo sentore di fuffa, di slealtà e di incoerenza, mi oriento. Parlo o faccio capire chiaramente. Se si vuole sviscerare, lo si fa, con semplicità possibilmente.

Però che delusione alle volte! Basterebbe un pizzico di autoconsapevolezza in più, un esercizio interessante, vivificante e addirittura liberatorio, fonte di autorinnovamento, da svolgere e applicare proprio quando le relazioni si alterano e diventano insoddisfacenti. O come prevenzione, prima che lo diventino… Sennò, niente vieta che tutto si consumi e si getti via. O se preferiamo, si metta nell’archivio della vita. Nel bagaglio dell’esistenza, in saccoccia! Con dignità. Il punto è che nonostante il dato oggettivo, molti soggetti si rivelano oltre che incapaci di aprirsi e di autoanalizzarsi, affetti da una deleteria forma di possessività. E si infilano in un loop negativo. A cui, per sgombrare il campo da dubbi, io non intendo partecipare. A Aramengo, diceva quello!

il metalmeccanico

ottobre 26, 2009

Che il lavoro si traduca in pagnotta è semplicistico. L’operaio di passaggio al parco P (in attesa che aprisse il supermercato dei farmaci di fronte), fa una dichiarazione importante: avrebbe messo la sua esperienza a disposizione dei nuovi arrivati prima della pensione, ma l’azienda non glielo ha permesso. Desiderava tramandare i trucchi tecnici del lavoro, l’etica del lavoro forse anche. Gli è mancato moltissimo non poterlo fare. E si è sentito incompiuto, amputato, nullo. Forse quelli avevano paura che fosse animato ancora dallo spirito delle vecchie cellule! Pericoloso, dunque. Eversivo. Così ha agito la destra. Ha disintegrato l’unità e la solidarietà dei lavoratori.