Posts Tagged ‘ecologia’

ECOVISIONI

ottobre 27, 2013

ECOVISIONI AL DEPURATORE DI MILANO di Paola Zan

1. Premetto che sono un’ecoscossa. Chi mi conosce lo sa bene. Chi non mi conosce è avvertito. Sono una che vede Acque limpide (anche quelle che il depuratore di Nosedo contribuisce a produrre dai reflui!), Aria salubre e tutt’intorno, Verde. Verde prato. Verde verticale. Verde sempre, ovunque, comunque, in un contesto antropizzato in cui le architetture possono coesistere in maniera equilibrata e tranquillamente stratificarsi, respirando, possibilmente, tra superfici di suolo vivo e non ricoperto da asfalto e cemento. E, nella prospettiva, vede un’Economia Verde, dove la Ricchezza, intesa come mezzo per realizzare un autentico Benessere, è ottenuta dalla Tutela o dalla Bonifica, sempre più diffusamente necessaria, dell’Ambiente. Economia ed Ecologia hanno la stessa matrice e devono procedere assieme, come gemelli inseparabili. Non rimane che individuare le categorie interessate da/a questo processo. Facile dire Tutti, il Consesso Umano, la Comunità Sociale! Constatiamo ogni giorno come i politici-politicanti-affaristi disattendano qualsiasi aspettativa formulata da cittadini onesti e di buon senso. Quanti progetti di recupero di aree industriali dismesse, ad esempio, potevano riconsiderare la Centralità del Verde Pubblico in maniera diretta e sostanziale ed invece hanno dato (o daranno molto presto!) spazio e corpo all’ennesima cementificazione e colata di asfalto dove il Verde, se va bene, è solo accessorio, di contorno, di abbellimento? Una contraddizione evidentissima va sanata: se la Vera Politica è Gestione delle Risorse Comuni, non può essere esercitata a vantaggio di pochi e a danno dei più. Non può depauperare, svilire, consumare il Suolo e tutte le Risorse che estraiamo dalla Natura per vivere. Anche perché alle conseguenze più catastrofiche, nemmeno i più furbi potranno sfuggire! Le Associazioni ispirate a un’Etica socio-ambientale, premono alla porta delle Istituzioni. ARTEDAMANGIARE è una di queste. Io professo la mia fede in un’Associazione che si impegna in tal senso. Ed è una grande soddisfazione.
2. Alla riunione di oggi, domenica 27 ottobre 2013, tra i tanti punti sensibili toccati, ve n’è uno che mi stuzzica particolarmente: l’Intenzionalità dell’Arte. Antefatto: le opere realizzate dagli artisti per il 26 maggio, hanno mostrato il loro lato debole, la loro deperibilità e hanno subìto nel corso di questi mesi, danni più o meno gravi dovuti alla pioggia e al vento o causati dalla siccità, nonché dalle… lame delle falciatrici! Ciò che risulta dal danneggiamento può essere valutato secondo due prospettive. Una è la via della sostituzione. L’altra è la via del recupero dell’oggetto danneggiato in cui il danno rientra a buon diritto a far parte dell’opera, ed è così ben accolto che risulta integrabile nell’opera, a giudizio insindacabile dell’artista. Per fare un primo esempio, una struttura metallica cede e collassa. La novità risulta così sorprendentemente interessante che si decide di tenere l’opera deformata o semi-demolita perché ne rappresenta una sua evoluzione naturale. Oppure, se la si giudica non più idonea o non particolarmente efficace, la si elimina. Si svilupperà al suo posto un progetto che porti avanti l’obiettivo originario, o un suo derivato, con materiali diversi. Le parti in vinile (veri dischi musicali incisi!) di un’altra opera sono crepate a causa degli shock termici. L’artista decide di rinforzarle verniciandole, in un processo di trasformazione restaurativo-funzionale, con l’obiettivo di ricordare e rispettare l’antica idea fondativa che beneficia così di un’operazione di re-styling, di una suggestione nuova. E che dire delle due giovanissime piantine di gelso messe a dimora, sempre il 26 maggio, con tutto il carico di rischio di siccità incombente a ridosso dell’estate, a corredo biologico di un’opera in polimetilmetacrilato? Una è stata impunemente falciata. E la seconda era così deperita da portare alla decisione di una totale immediata sostituzione con piante della stessa specie, cresciute altrove e più rigogliose. Ma intanto, opere in tubolare già installate generano idee che si traducono in oggetti di altri materiali, come tubi giganti in polimeri resistenti. E i vessilli in plexiglas multicolore, divelti dal vento e sferzati dalla pioggia, verranno riordinati a comporre una nuova forma, mentre saranno eliminati i frammenti di quelli amputati per errore dalla solita distratta falciatrice onde evitare che un sol pezzetto di quel materiale estraneo alla Natura, anche se ottenuto da materia prima, naturale per forza, vada ad inquinare il Suolo già segnato da una serie interminabile di offese (ad onore del punto 1.!). Insomma, l’arte è per definizione sempre intenzionale, e non casuale. Ma se casualmente, fattori estranei alla volontà dell’artista interferiscono con l’opera, la sua stessa intenzione dovrà riaffermarsi, nel nuovo contesto e alla luce dei fatti intercorsi. Allo stesso modo, sappiamo bene quanto ci divertiamo a raccogliere resti sulla spiaggia dopo una mareggiata, a scegliere una tela stropicciata, una porcellana frantumata … ma sarà la nostra intuizione a dare un senso ad un evento casuale! Una foglia, nella sua magica simmetria, risultato di Caso e Necessità Funzionale, può diventare modulo da riprodurre, secondo la sensibilità dell’artista. Se lo vuole l’artista. Al nostro amato gatto, per estremizzare un po’, possiamo intenzionalmente infliggere il supplizio di intingergli le zampe nella tempera e farlo camminare su un foglio, e quella passeggiata per noi sarà Arte solo perché la casualità delle orme stampate è, sempre per noi, evocativa, ci stimola, ci appassiona, ci diverte e ci sorprende! Nella roccia, nelle macchie sulle pareti, nei legni scorticati, vediamo profili al limite della pareidolìa… dove il Caso raggiunge il suo apice, e non ci rimane che ammettere che noi, Animali Umani, abbiamo una caratteristica peculiare: non possiamo astenerci né esimerci dal razionalizzare tutto, ma proprio Tutto!
3. Arte e Aziende: altro punto caldo. Uno scontro di culture. Me la sbrigo velocemente, per non cadere su un terreno insidioso. Ma è un tema nodale che bisognerà sviluppare con calma. Come persuadere della bontà di un progetto artistico? Come ottenere supporto? Come iniziare proficuamente un’azione sinergica che esalti le reciproche volontà e aspettative, nel campo dell’Arte e della Produzione Industriale o del Commercio, che tradizionalmente coltivano e perseguono finalità di profitto? Come convergere? Troveremo Nuovi Mecenati? Intanto siamo riusciti a individuare tra noi artisti aderenti chi ha le abilità da spendere nell’autopromozione collettiva e nella mediazione con le Aziende, e ad intenderci: agire compatti nel nome dell’Associazione e a beneficio di Tutti. E non è poco!

WANGARI

settembre 26, 2011

In difesa della democrazia della partecipazione delle donne alla vita politica, alle decisioni della comunità, della biodiversità, della salvaguardia della casa di tutti: l'ambiente.

IL LIBICO, IL PARASSOLE E L'UMIDO

marzo 27, 2011

Telefonata (vera o ipotetica) a Radio Padania.
Sì ciao sono la Mirella
Dimmi Mirella
Ascolta …mica in questi giorni.. sto parlando di un paio d'anni fa… io non avevo mai visto un libico… ero sul treno Genova Milano e dopo che era già partito arriva questo tutto trafelato che si prende l'unico posto libero di fronte a me sai nello scomparto da sei…

Be' questo essere di una maleducazione totale, ben vestito, eh, ma arrogante prepotente allunga le gambe da tutte le parti presuntuoso era agitatissimo si vede che era arrivato in Italia per la prima volta… voleva delle informazioni, pretendeva delle informazioni e parlava pochissimo l'italiano e un po' di più l'inglese ma come si fa… poi aveva due tre telefoni e parlava come un ossesso a voce alta in arabo e quando non parlava scatarrava … sì ti dico tirava su il catarro dal naso in continuazione…
Dài Mirella che ci fa venire il vomito…
Ti dico faceva schifo ma schifo.. allora ti ripeto magari per lui era il massimo dell'eleganza, aveva una giacca di pelle color… come si dice.. senape, tabacco una cosa così e i pantaloni in tinta poi delle scarpe assurde di pelle… mah guarda sembrava un extraterrestre
Allora Mirella abbiamo capito… dicci cosa volevi dire.. di tutto questo, vuoi trarre una conclusione?
Eh, sì ..allora… adesso che vengono su tutti questi profughi clandestini criminali magnapan a tradimento poooorchi
Mireeeella, buona!!
Ma dài bisogna dirlo scusa eh questi sono di una virilità.. esagerata… c'aveva un pacco che non ti dico, e qui cosa fanno? Eh dimmelo le nostre ragazzine che fine fanno?????
Ahahhhahahah Mirella ci fai ridere con il pacco regalo! …però c'è da preoccuparsi c'hai ragione! Mirella grazie, ciaoooooooo
Ciaooo tutti e Buona Padania!

Diego Parassole, visto ieri sera a FA'LACOSAGIUSTA (e anche al Giovedì di Augusto, recentemente), è un comico sensibilissimo. Sta facendo una campagna puntuale a favore dell'acqua pubblica http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5 e delle energie rinnovabili, contro la privatizzazione della prima e contro la scelta nucleare, totalmente irragionevole! Dice: ma se ci si mette dieci anni a costruirle 'ste centrali nucleari, B. dice quattro… allora vuol dire trenta… (con tutte le mafie coinvolte che se si dilatano i tempi rigirano e si gonfiano meglio i quattrini) immaginate che quando l'uranio sarà già esaurito, ci ritroveremo le centrali inutilizzabili! Chiaro.
Con le stesse risorse ci copriamo di impianti solari, eolici… razionali ed efficienti e colmiamo il gap con la Germania, fredda e meno soleggiata ma proiettata nella ricerca volta allo sviluppo delle tecnologie sulle energie rinnovabili e pulite con un movimento popolare fortissimo che ha messo alle strette la Merkel, spaventata dagli eventi giapponesi, e preoccupata di salvare la poltrona!

E l'umido? Le biomasse? Il comune di Milano ha bloccato la raccolta dei rifiuti organici. Con quale criterio?
In vista del nucleare? Tutto si rimescola ora! E nell'attesa, dovremmo scaldarci col carbone? Sì, c'è un progetto operativo che prevede l'acquisto del mefitico ma poco costoso fossile, che chiamano carbone pulito poiché almeno i filtri alle ciminiere saranno di nuova concezione…

Ricordo: TUTTO VA A FINIRE DA QUALCHE PARTE, anche i filtri pieni di polveri tossiche da smaltire, così come gli ingenui imballaggi delle stupide merci che quotidianamente ci assediano (perché noi non sappiamo dire NO in massa), così come le scorie nucleari famose che abbiamo acquisito dall'estero (…) e giacciono qui da noi a Trino Vercellese, in attesa di essere trasferite in Basilicata, e girano girano per il globo come anime in pena, mentre le gallerie sotterranee negli USA si sono rivelate non idonee e noi, gli alleati, non possiamo sottrarci a soccorrerli, i poveretti! Ma, guarda un po', i politici disonesti non vanno mai a finire nel posto giusto, invece! 

Non c'è scampo: convertiamoci! Diventiamo A-Ortisti! Nei chiostri della Fondazione Umanitaria, prossimamente.

ENERGIA SOSTENIBILE

marzo 26, 2010


Si chiude la settimana europea dell'energia sostenibile

http://ec.europa.eu/news/energy/100322_it.htm

parole chiave

biomasse

metano non fossile
(biocombustibile)

elettrificazione auto
(in attesa, ibride)

oggi

subito

SOFFOCHIAMO

febbraio 11, 2010
…nel traffico veicolare commerciale con furgoni vecchi che sbuffano nuvole nere e privato inutile!
bici, bici, bici! trasporto pubblico elettrico o a emissioni controllate! convertiamoci!
le polveri sottili che vanno direttamente nel sangue e si depositano nelle arterie come le placche di colesterolo,
ci faranno vivere almeno 36 mesi di meno… roba da ridere! ahahahhahhhhhahhaah
è sempre una questione di qualità, infatti. 

SHOPPER basta!

gennaio 28, 2010

 

giornata senza sacchetti di plastica


Siamo alle solite. Il 31 dicembre 2009 sarebbe dovuto scattare il divieto di utilizzare sacchetti di polietilene in negozi e supermercati, sostituiti per legge da buste esclusivamente biodegradabili. E invece non succederà nulla. La norma che recepisce la direttiva europea EN13432 è stata approvata in parlamento nel 2007, peccato che poi si siano dimenticati di emanare i decreti attuativi e di fissare le sanzioni per chi non si adegua.
Ogni anno solo in Italia utilizziamo 15 miliardi di sacchetti di plastica: per produrli consumiamo 200.000 tonnellate di gasolio ed emettiamo 400.000 tonnellate di anidride carbonica (e il protocollo di Kyoto?). Solo l’1% alla fine viene riciclato o riutilizzato. La vita attiva dei sacchetti di plastica dura quindi pochi minuti, giusto il tempo di tornare a casa. Poi però rimangono nell’ambiente per decenni se non secoli, finiscono nei nostri fondali, inquinano i nostri fiumi, sono trascinati dal vento fino agli angoli più remoti del pianeta, dove molti animali li ingeriscono scambiandoli fatalmente per cibo.
Non c’è più tempo da perdere e non possiamo aspettare che il governo o le catene di distribuzione prendano coscienza di questo enorme problema ambientale.

E’ per questo che Amici della Terra, Gaia Italia e Lush hanno deciso di passare all’azione!

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/ambiente/sacchetti-plastica/sacchetti-plastica/sacchetti-plastica.html
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=93&ID_articolo=215&ID_sezione=169&sezione
http://www.healthebay.org/nobagday/2009/about.asp
http://www.vostrisoldi.it/articolo/buste-di-plastica-addio-nel-2010/9829/
http://nonvedomasento.splinder.com/post/21273433/Sacchetti+di+plastica,+addio%3F

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

GESTO SIMBOLICO

dicembre 8, 2009

LIGURIA LIBERA

Ogni terra merita la sua autonomia, ma la libertà di peggiorare uno dei suoi prodotti più sacri e rappresentativi non si può ammettere! Dalle ultime focacce transitate per le mie fauci, dovrei proprio smettere di prendere in considerazione la categoria come alimento e ancor di più come fonte di piacere .

BIANCA di Varigotti 6+
ROSSA di Varigotti 5
BIANCA di Varazze 5
ROSSA di Varazze 6-

(borsino dell’ultima settimana – TOP FIVE: Nervi al primo posto con BIANCA: 8/9)

Tendenzialmente unte le bianche, pomodoro dubbio e olive nere denocciolate scadenti sulla rossa di Varigotti, forse taggiasche sulla rossa di Varazze ma troppo salata. Verdetto: STOP. Fine delle focacce e delle pizze. Le arance al naturale che tengo di scorta insieme alle noci di Morfasso (raccolte da noi), sono state la salvezza! Al panificio, mentre torme di vacanzieri assaltano il bancone delle teglie ben esposte (alto valore aggiunto), chiedo un neutrale panino a pasta dura, arricciato, che mangerò con le noci: pan e nus magnar da spus! Se sul terreno gastronomico, seppur popolare (comunque emblematico di un declino generalizzato), entrambe le località sono in netta discesa, il raffronto sul piano della pulizia della spiaggia è a vantaggio di Varigotti, che si distingue anche dal punto di vista naturalistico. Sarà perché il territorio è più aspro e l’isolamento obbligato.
PULIAMO IL MONDO è un’iniziativa annuale (o ‘bi’) di LEGAMBIENTE, ma per me è sempre in vigore: raccolgo rifiuti di plastica innanzitutto. Anche se verosimilmente il problema è irreversibile dal momento che frammenti di plastica ormai sono irrecuperabili e possiamo solo pensare di alleggerire il carico delle plastiche mescolate agli ecosistemi se togliamo di mezzo flaconi e oggetti vari interi o grosse porzioni di essi prima che si frammentino ulteriormente… Una lotta impari! I legni li ho ben vagliati per la prossima scultura di A-Ortista. I metalli mi attraggono come una gazza e la pentola di alluminio deformata dalle mareggiate troverà giusta collocazione! La ciclabile Varazze-Cogoleto interrotta da una frana è popolata di carrozzine e minicicli di pargoli sciamanti, di anziani col loro sacchetto giallo …ehm, quello col marchio del panificio e l’odore di unto!
Rifiuti ulteriori si accumuleranno nei cestini e fuori dai cestini lungo la romantica passeggiata. Continuiamo pur far finta che la faccenda sia sotto controllo… Prima ancora che il mare sommerga le Maldive, Venezia e New York, soffocheremo tra le montagne di rifiuti umidi o fumanti che siano.
Lo scorso capodanno, in Alto Adige, poco prima dei festeggiamenti, un amico disse: dovremmo mangiar radici invece che tutto quello che stasera troveremo o ci faremo trovare sulla tavola. E mentre saggiamente osserva ciò, fuma dalla disperazione. Forse per non sapere dire BASTA. Ecco, la considerazione che mi viene istantanea è che chi fuma in continuazione e non riesce a smettere, è perché cerca una svolta… Pur intravvedendone una, pur configurandola nella propria mente, pur sapendola descrivere, questa sfugge come le volute di fumo… Scatenerò le ire degli amici fumatori, che già sanno come la penso. Mi chiedo se l’equivalente del fumo per me non sia una forma di dromomanìa: domani, lavorativo, ad esempio so che andrò in bici lungo il Naviglio, fin oltre Corsico, con i pretesti già descritti qui. Ah sì, or che mi sovviene, annovero diverse conoscenze tra sportivomaniaci altrettanto sistematicamente fanatici che annegano le frustrazioni nella fatica muscolare… Salutisti, dromomani: che fauna umana (sempre meglio che tabagisti, en tout cas… persevero!)!!
E allora, ricapitolando: mentre mangiamo frutta e boicottiamo le focacce unte, riduciamo sensibilmente i rifiuti e diamoci una mano a rimettere ordine in queste nostre spiagge della mente!
A Copenaghen fanno vetrina di buoni propositi?
Noi in silenzio, possiamo orientare meglio i nostri consumi. GRAZIE

MESSINA, LA TAV E IL RESTO

ottobre 5, 2009


Messina è molto lontana dalla TAV,
ma c’è un nesso: IL DISSESTO.

Detto comunemente IDROGEOLOGICO,
perché vede coinvolti i comparti acqua e terra,
e questo è uno di quei casi in cui i termini tecnici colmano un vuoto lessicale.
Per incuria e speculazione da una parte, per insana progettazione delle cosiddette ‘grandi opere’ dall’altra.

Il ‘bel paese’ frana.
Stava su prima,
quando non c’erano le parole per chiamare il problema, c’era solo l’amore per la terra,
il rispetto per il bosco, la devozione per il fiume.

I disastri non avvenivano per cause antropiche,
ma erano dovuti ad aggiustamenti naturali,
indipendenti dalle azioni della ‘civiltà umana’,
non ancora così incisive.
Ora siamo noi con i nostri gesti sconsiderati a procurarceli.
Avidi, maldestri, e stupidi.

Come se non avessimo la cultura e gli strumenti per capire che i colpi inferti alla terra
provocano squilibri.

Il male che ci ritorna dovrebbe fermarci.
La sofferenza dei messinesi oggi,
come quella di altre popolazioni ieri,
non può lasciare indifferenti tutti gli altri
che solo per caso vivono altrove.
Siamo tutti coinvolti e prima o poi lo scopriremo.

Il disagio dei bolognesi
che vivono vicino al cantiere della nuova stazione TAV con le loro case lesionate,
degli agricoltori del Mugello,
con i loro campi sconvolti dalla deviazione o dal prosciugamento delle risorse idriche
(la falda interrotta, deviata e i fiumi secchi…)
è una realtà che pare piccola, circoscritta,
per molti insignificante, ma io la sento lancinante.

Anni fa avevo invitato a scuola,
nell’ambito di un iniziale progetto
di educazione ambientale,
una geologa del servizio regionale,
che aderì a titolo gratuito.
Fece vedere le diapositive dei disastri
e spiegò bene i termini della questione.
I ragazzi capirono.

Ma se non si insiste sull’informazione, si perde il contatto con la realtà. E si rischia verosimilmente di rimanere preda di un disegno mirato che porta all’oblio, all’ottundimento, avvolti da una magica luce, non quella della sapienza, bensì quella della tv che ci invita a consumare consumare consumare,
senza porre obiezioni.

 

Parallelamente però, bisogna ammetterlo,
sopravvive,
in nicchie non si sa per quanto ancora possibili,
la volontà di far luce davvero sui fatti
e i misfatti di questo paese disgraziato,
massacrato e sconvolto dalla sconsideratezza, inadeguatezza e incompetenza
di chi lo amministra,
e spuntano e resistono trasmissioni come PRESA DIRETTA

che ci illustrano (faziosi?) le sproporzioni finanziarie della TAV rispetto alle piccole sensate operazioni di manutenzione, di prevenzione sul territorio che eviterebbero i danni peggiori.

Vogliamo darci una sveglia?
Vogliamo riappropriarci della nostra capacità di vedere e interpretare la realtà in piena autonomia?
Non abbiamo bisogno dei politici affaristi delle parentele mafiose.

Questa è la fatica di partorire una nuova generazione di persone oneste e capaci che si curino del bene comune. 

ALIMENTAZIONE, ARTE e NATURA

ottobre 2, 2009

Paola Zan TESTA DI SEME

DOMANI… all’UMANITARIA di via S. BARNABA 38,

Tavola rotonda sul tema “Conseguire la“Piatto d’artista” con Cuochi diLaboratorio/natura per bambini … educazione

Mostra

ore 17.00 Saluto del Presidente della Società Umanitaria Dott. Amos

Nannini e del Presidente di Arte da mangiare Ing. Mario Bedussi

ore 17.30 chiostro dei pesci

I presenti, saranno invitati a portare dei semi e partecipare al “Gesto della

Semina”

ore 18.00

ore 19.00

: “Vedere oltre” dell’artista Renato Meneghetti – Sala FacchinettiPerformance collettiva nel Chiostro dei Pesci:Performance: “Finis terrae” dell’artista Eliana FrontiniDegustazione bio a cura di Ecomarket

progetto di Ornella Piluso

Mostra:

Bartolini, Donatella Baruzzi, Giuliana Bellini, Narciso Bresciani, Marilù

Cattaneo, Davide Ferraris, Cristina Fiore, Salvatore Fiori, Antonezio Frau,

Claudio Gasparini, Ruggero Maggi, Giovanni Mattio, Andrea Penzo, Barbara

Pietrasanta, Tiziana Priori, Luigi Profeta, Vito Romanazzi, Eugenia Scaglioni,

Stefano Soddu, Silvia Spinetta, Micaela Tornaghi, topylabrys, Alice

Tettamanzi, Franco Vertovez, Gianni Villa e Paola Zan.

Cosa è un SEME per un Artista? Tra gli artisti Presenti: Clara

4 ottobre:

Ore 12.00 Maratona Fotografica organizzata da Fnac, i partecipanti saranno

ospiti dei magici chiostri dell’Umanitaria. La Mostra: “Cosa è un SEME per

un Artista” sarà anche fonte di ispirazione per i partecipanti alla Maratona

Fotografica.

Laboratorio/natura per bambini … educazione e sensibilizzazione

all’agricoltura naturale in collaborazione con Alda

Con il patrocinio d i:

In collaborazione con :

ArtiLab, aMAZElab, D’Ars, Galleria Scoglio di Quarto, Galleria Quinto Cortile,

Il giardino degli Aromi, Milan Art Center

 

3 ottobre:

ore 10.30 Sala Facchinetti

sicurezza alimentare in tempi di crisi” e

Lombardia a cura di AsA, AA, Amamont. A cura Dott. Enzo Lo Scalzo

ore 14.30 Sala Facchinetti

e sensibilizzazione all’agricoltura naturale in collaborazione con Alda