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UN VULCANO IN EREZIONE

ottobre 21, 2013

Cronaca di una visita al cimitero monumentale di un’opulenta città del nord-nord-est. In lieve anticipo sul 2 novembre, un luogo vale l’altro per una riflessione sul tema della vita, passeggiando tra le lapidi.

Saramago, nel suo TUTTI I NOMI, fa addirittura scambiare le iscrizioni per promuovere una distribuzione più equa dei fiori… Così, un omaggio a sconosciute sepolture fa sentire più giusti e generosi, per non dire ecumenici. Anche un po’ curiosi veramente, di scoprire analogie e difformità nelle architetture, nella cura del verde, nelle peculiarità locali dei cognomi e dei tratti somatici desunti dalle fotografie non ancora sbiadite… nelle morti precoci o tardive di rari ultracentenari. Statisticamente le donne della generazione passata risulta che siano sopravvissute ai mariti di quarant’anni.

Chi rimane dedica abbondanti risorse economiche e tempo alle tombe, non v’è dubbio; solo una in mezzo a una miriade di lapidi, cippi, edicole e cappelle, ha un assetto atipico con un vago disegno sulla terra nuda che ricorda un cuore, realizzato con semplici ciottoli di fiume messi uno in fila all’altro, e la tumulazione non era affatto recente da poter giustificarne l’apparente precarietà! Tra tanto sfoggio di ricchezza con conglomerati, marmi e graniti di tutte le dimensioni e fogge, questa doveva essere volutamente povera.

Qualcuno intanto mi aveva raggelato con racconti di loschi figuri che armeggiano con bare e urne, pare, chiedendo il pizzo, impietosi, a tutte le latitudini…

Passa un funerale col suo grigio corteo. Alcune persone di mezza età portano silenziose mazzi di fiori recisi avvolti in velina bianca e li sistemano per bene nei vasi. Una signora allampanata e molto molto elegante nel suo cappottino nero, accompagna un vecchietto piegato a gancio con l’impermeabile verde acqua, lentamente, tra i vialetti.

Ma tutto ciò in fondo è banale.

La discontinuità arriva improvvisa, come un fulmine, a lacerare un quadro uniforme. Spuntano due donne che parlano fra loro in modo animato, quasi concitato. Hanno un contegno niente affatto adeguato al posto in cui sono calate. Ridono sguaiatamente e quella che ha le cosce così grasse da strusciare sonoramente la stoffa che le avvolge, parla di una persona descrivendola all’altra come molto esuberante, incontenibile, un vero vulcano …in erezione! Strabiliante! Avrà volutamente scambiato le vocali? Un lapsus? O scelta di termine in assonanza, per ignoranza?

Qualcuno ad alcune centinaia di km da lì, invece, ha scambiato ben più di due vocali!

F.F. è un famoso…, separato plurimo, ha dimestichezza con la materia femminile, ma ultimamente è un po’ distratto. Gli presentano una bionda che in capo a pochi giorni gli avanza una proposta di incontro in una stazione minore. Lui arriva puntuale e trova la donna bionda che gli viene incontro sorridente. Nella sua testolina spunta l’idea che il gelato concordato potrebbe preludere ad una conoscenza più approfondita. Passeggiano radiosi pregustando il seguito. Ad un certo punto, una voce trafelata lo incalza da dietro: F… F… eccomi! Era la bionda effettiva con cui aveva fissato l’appuntamento. L’altra, allora? Era lì ad aspettare un ex compagno di scuola che non vedeva da più di vent’anni. C’è da credere che tutti questi personaggi intrecciati fossero almeno un po’ somiglianti, i veri e i presunti, i capitati e gli attesi: non si scambiano magri altissimi con tarchiati o bionde lisce con corvine ricce!

F., esterrefatto, confronta all’istante le fisionomie delle due bionde, e l’unico dubbio che gli era sorto sulla sparizione di un neo che riscordava sul viso della bionda n. 1, si confermava come robusto indizio sullo scambio di persona. L’avevo pensato, io! Ma come potevo esprimerlo?!? Scusa, cara, non avevi un neo qui, l’altroieri??
E lei, la bionda n. 2, non aveva osato esprimere il suo dubbio, per la soddisfazione di aver trovato un ex compagno di scuola invecchiato sì, ma cambiato in meglio!

La bionda n. 1, dobbiamo ammetterlo, ha rovinato tutto, riportando la storia sul binario della triste regolarità.

Ora F. si cruccia di non avere avuto la prontezza di allungare un bigliettino da visita alla bionda senza neo.

La bionda col neo meritava proprio solo una passeggiatina con un gelato in mano, il minimo.

Sennò, chissà che eruzione si sarebbe scatenata!

IL VEGGENTE DI PAPINIANO

ottobre 27, 2010

Il martedì al Mercato dei Mercati si compra che è una delizia, e uno spettacolo. E io compio il rito in due tempi. Dalle 10.50 alle 11.35, dalle 13.05 alle 13.20, quando i bancari se non hanno già chiuso e sbaraccato, stanno per farlo. Prima il pesce gli ortaggi le mele, poi i deperibili che arrivano a fine giornata e non possono essere venduti il giorno dopo. Le quotazioni si riducono fino a dimezzarsi. 3 ananassi dole 2 euro, un vassoio di cachi romagna 1.50. Mentre la donna dei cachi incassa mesta pensando al mancato guadagno, l'uomo degli ananassi, imponente ma scanzonato, ha un pensiero laterale forte. Succede qualcosa di grosso, mi fa. Che? (non capisco…) Un terremoto, il vulcano esplode. Ma dove? In Cina o giù di là… E quando, scusi? (gli dò corda, mi affascina) Prestissimo. Lo guardo divertita e per interrompere quella conversazione visionaria, mi allontano dicendo: ne parliamo, eh… 

Infatti.