Posts Tagged ‘fratelli’

AUGURI E ADDII

dicembre 17, 2010

ALGIOVEDìDIAUGUSTOAGLIAMICICINQUANTENNICHEDIVENTANONONNIPRECOCIDIFIGLI POCOPIùCHEVENTENNIALL'UICDIBRESCIAAITECNICIDELLIBROPARLATOALL'IMBARCADERODIISEO
ALLAGARZONADIFARMACIAALL'ANTIQUARIORIGATTIEREDEGLISPECCHIMOLATIAPESCHIERADIMONTISOLA
ALLOSCULTOREDICERVENOAISUOIFRATELLIEAISUOIRICCIOLIDIFERROCONLESFERETTEINCIMA
ALL'INSEGNANTEDISIRACUSAAPASPARDOALLAZIAEALLANIPOTEINGITAALL'IMPIEGATAGIOVANESORRIDENTE
DELICATAECORTESECHETRAFEBBRAIOEMARZODEPERISCEVISIBILMENTESIASSENTADALLAVOROALLO
STREMODELLEFORZEAFINEMAGGIOEMUOREDEVASTATADALCANCROAOTTOBRE 

(è sempre una questione di numeri estratti!)

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IL LATO…

febbraio 24, 2010

Nelle famiglie si suole nascondere:

la malattia, la morte, gli abusi, i tracolli finanziari, i tradimenti, i figli non riconosciuti, i conflitti sull’eredità, gli imbrogli sull’eredità, i ricatti, le vessazioni, la sparizione di qualcuno…

C’è chi prospera e chi ne fa le spese per tutti!

Eh, sì.

Volemose bene!

IL LATO FRIVOLO…

febbraio 23, 2010

Vale la pena intraprendere un viaggio nel costume dell’istituzione alla base della società che conosciamo. Troppe sono le testimonianze che mi giungono da più parti. Stavo per scriverne… Ma mi son distratta. Questa baracca in effetti è perennemente accesa in assenza o presenza della mano umana. Macina, macina… Un vero collegamento col mondo! Un messaggio costante come una lucina nella nebbia che lampeggia e segnala: ci sono! E se ci si vede, vuol dire che stiamo percorrendo lo stesso tratto di strada!

Dedicato a tutte le famiglie che conservano il segreto su episodi che potremmo chiamare ‘disgrazie innominabili’.

Per non entrare nel merito subito (che gusto ci sarebbe?), comincerò col descrivere ciò che di solito risulta più visibile: qualcuno nel clan si incarica di essere sempre molto sorridente, ciarliero, perfino ridanciano…

http://ioleilaltra.altervista.org/images/news/comiche_risata_massaia_animata_01.gif

Per depistare. Per distogliere l’attenzione dal vero problema. Dal nocciolo. Dal nodo. Dal groviglio delle responsabilità.

Per dare a bere che TUTTO VA BEN! E intanto continua la serie delle bugie che si aggiungono e si stratificano sperando che nessuno metta mai mano ai cassetti delle vecchie carte… 

Ebbene, così come dopo il Big Bang e l’espansione di questo Universo, come di quelli che lo hanno preceduto, avviene il Big Crunch, all’occultamento della verità che parrebbe uno stato infinito, ne segue per collasso il suo disvelamento…

Si troverà un nuovo equilibrio. Un assetto finalmente senza tabù. Pulito.

SCHIAVISMI

gennaio 14, 2010

ELOGIO DELLOltre a quello che salta all’occhio dei braccianti agricoli delle arance come dei pomodori, ve ne sono (è ovvio) di molto ma molto più sottili.

In famiglia, ma dài… Nel lavoro intellettivo, ops…
Nella scuola, ma davvero…

Propongo un sondaggio preventivo, o brain-storming, se si preferisce.

Come si esprimerà mai lo schiavismo nella scuola? Vediamo un po’…

Ah, a latere, ricordate il bidello-chef? (con tag chef a domicilio del 15 settembre 2009)

Ebbene, a suo carico ci sarebbero forti indizi di furto ripetuto ai danni degli alunni… Il bidello-chef gioca ai cavalli e perde… 

SEDUTA AL MERCATO

ottobre 20, 2009

Cosa c’è di meglio di una corsa al mercato un’ora prima della chiusura per acciuffare quel che manca in casa a prezzi stracciati?
Attenzione, l’affare è doppio se i venditori hanno tenuto le cassette della merce migliore fino all’ultimo come ‘mostra’ e se per liberarsi di quelle poche rimaste abbassano pure la quotazione… due chili al prezzo di uno, tre ananas al prezzo di due… sennò, ragioniamo, dovendole riportare a casa e vendere il giorno dopo, non può che essere la roba più fresca! (controllare bene che non siano invece avanzi o marciume!!!) No no, ma poi i trucchi del mercato li conosciamo…

Insomma, vado per e chi ti incontro? La Antoniella (trattasi di nome derivato da un tradizionale Antonietta rifiutato e mescolato con un più banale ma accettato come aggiornato Antonella), una figura di ottantaquattrenne che fa il paio con la Cecilia dei monti piacentini. Ma, a parità di brillantezza mentale, questa inurbata ha i denti o la protesi a misura. Ne dico solo una piccola serie per non entrare troppo nel merito: abbiamo passato un’ora a parlare, tra gli effluvi della polleria-rosticceria, gli spintoni di chi doveva passare con le borse, l’ondata dei ragazzi usciti da scuola, come in UNA BOLLA. Elegante nel suo cappotto di panno scozzese dai toni blu e verde scuro, coi bottoni ricoperti di stoffa blu e incorniciati d’oro, appena visibile. Una cartella sottobraccio e una sportina verde. Gli occhiali à jour e un’onda libera di capelli bianchi. Sbarra gli occhi di stupore e sorride affettuosa. Stringe le mani guantate (entrambe le sue in biancolana e entrambe le mie di pelle marron) e comunica umanità da tutti i pori, anche se ben vestiti! Si passano in rassegna i fatti e i misfatti degli ultimi sei mesi: i vivi, i morti che camminano, i morti-morti, i malati consapevoli e inconsapevoli, i sani consapevoli o inconsapevoli. Quando fa per dirmi che in certi casi non vale nemmeno più essere giusti, per rappresentarmi l’idea mi racconta di una sua disavventura: LA TRUFFA.

Un giorno, per strada mi avvicina una signora: Ti ricordi? Sono N… Ma come? Un pizzico di diffidenza iniziale lascia il campo alla curiosità e alla disponibilità ad ascoltare le vicissitudini che la tizia comincia a raccontare (1° – intontire la vittima di bla bla). Ti accompagnamo a casa, sai ti devo parlare… Io veramente non ricordavo proprio di conoscerla ma temevo di offenderla… lei mi rivela allora: all’ospedale, ci siamo conosciute in ospedale io sono l’infermiera… aahhh ecco, infatti ero stata operata proprio qualche mese prima (2° – far riferimento a malattie o altre disgrazie recenti, tanto ce ne sono sempre, soprattutto se uno è anziano) … sai, ho dei lavori in casa e non so dove mettere questi gioielli… ah ti aiuterei ma anni fa ho avuto un furto e non so se qui da me sono sicuri…
conclusione: si convince della buona azione che può facilmente compiere, mostra alla donna accompagnata da un uomo e un bambino (3° – lasciare la creatura in macchina per avere la scusa per scappare in fretta) dove si trovano gli ori che i figli le avevano regalato per rimpolpare l’ammanco precedente e prepara il caffé. l’uomo chiede di andare in bagno e spazzola via tutto. la donna si ricorda del bambino e dice che è meglio andare a vedere come sta, non si sa mai. l’uomo uscito dal bagno dove ha potuto nascondere bene tra la maglietta e la camicia il bottino, racconta l’ultima storia patetica all’anziana (4° – dare di sè una buona impressione fino alla fine) che gli dà un bacio di conforto, tutta commossa.

Prego per il loro ravvedimento, mi ha detto l’Antoniella.

Il male fa male a chi lo fa, mi ha ripetuto, raggiante.

Alla fine, ho portato a casa tre finocchi per un chilo, due chili e mezzo di pomodorini, sei carote, mezzo chilo. Il pesce era finito e sbaraccava.
 
Oggi, digiuno! Riflettiamo sul presente.

PILLOLE

agosto 11, 2009

Ieri all’Asinara, sulla navetta che collega Cala Reale a Fornelli, c’era una famigliola. Tre bimbi piccolissimi, dai cinque anni in giù. La baby sitter teneva la più piccina. La bimba si dimenava sul sedile e a un certo punto va a dare una capocciata al vetro. Non grave. Ma comincia a piangere e a chiamare la mamma che, con espressione forzatamente indulgente, da quattro posti avanti passa il ciuccio, di mano in mano come i secchi d’acqua per spegnere il fuoco. Alla fermata del carcere, il gruppetto scende e noto che la donna, quarantenne, ha un benefico rigonfiamento ventrale che denota lo stato di gravidanza: la quarta. CHE EROINA, esclamo, e mio figlio dodicenne: …CHE DEVE PRENDERE TUTTI I GIORNI!

DEL BENE E DEL BELLO

maggio 21, 2009

La strada di verità intrapresa all’insegna del bene e del bello, eticamente e esteticamente rilevante, è diventata ormai irrinunciabile!

Mi concedo un fugace, criptico, riferimento alla storia minuta: A CHI ANDRA’ IL MALLOPPO?

Mi sento una pasionaria!

Allargando al mondo , due considerazioni  :

– mi imbatto sempre più spesso in fratelli blog fortemente critici         sulla politica e al tempo stesso ricchi di slancio verso nuove concrete iniziative a livello locale, di cui si può trovare traccia nella lista dei commenti che ho lasciato. Si tratta di realtà virtuose, volute e realizzate da teste brillanti, più dei politici da vetrinetta, che si aggregano con motivazioni forti attorno a progetti reali come la riqualificazione di spazi comuni.

 to be continued

RADIO3 – w la radio e chi l'ascolta –

febbraio 8, 2009

Leggo sregolatamente i quotidiani… ma la radio l’ascolto! Ce matin, si parlava della crisi della famiglia, dell’esperienza di Carola Susani, che ha vissuto dal 1968, quando aveva quattro anni, in una comune nella valle del Belice ideata da Danilo Dolci e chiusa qualche anno dopo lasciando i bambini ‘orfani’, deprivati della loro grande famiglia…

Perché si interruppe così bruscamente quell’assetto? Famiglia tradizionale NO, comune NO: io un’idea ce l’avrei…

…ora devo scappare, vado in bici, ma riprenderò il tema!

LA SORELLA PERFIDA DI BABY JANE (epilogo)

gennaio 19, 2009

Riprendiamo Baby Jane da quando a undici anni, lascia traumaticamente la casa dell’infanzia data in dote alla sorella. Passano gli anni e anche lei si sposa, accompagnata dal timore di non essere fertile (la maledizione della sorella…) ma prestissimo scopre che è produttiva! La sorella che in anni di addestramento in fatto di gelosia morbosa aveva potenziato le sue armi offensive, mette in atto la strategia più sottile: svalutare tutto quello che appartiene al mondo della minore, marito e figli compresi.

Baby Jane, distratta dai due piccoli, ubriaca di latte e pannolini, firma una carta notarile  con cui rinuncia in favore del bambolotto  (il fratellino) alla metà dell’azienda di famiglia  che le spetta, dopo che fu stabilito che la maggiore, l’avida antesignana, si poteva ritenere gratificata per l’attribuzione anticipata della casa . Azienda di là, casa di qua: ma cosa rimane alla povera Baby Jane? Le briciole!  E sempre la speranza…

A Baby Jane c’è qualcuno che racconta per blandirla che lei è buona, mite, remissiva e comprensiva, e che un giorno la sua bontà sarà ricompensata… Le viene anche strappata la promessa che, quando la sorella sarà vecchia e sola perchè senza figli (ma col patrimonio), lei la sosterrà, la sevirà, secondo le sue precise richieste.

Baby Jane non si sottrae al suo amaro destino di rinunce e di negazione di sè. Il suo comportamento muta, nel senso che si fa estremo, mite, sottomesso, umile e servile in una maniera estenuante, che mette la sorella in una sorta di quasi inverosimile impensabile imbarazzo, venato, forse, di un barlume di senso di colpa…

E il bambolotto  sta in campana..

Un giorno, infatti, si disvelerà tutta la verità!