Posts Tagged ‘fronte’

SCHIAVISMI

gennaio 14, 2010

ELOGIO DELLOltre a quello che salta all’occhio dei braccianti agricoli delle arance come dei pomodori, ve ne sono (è ovvio) di molto ma molto più sottili.

In famiglia, ma dài… Nel lavoro intellettivo, ops…
Nella scuola, ma davvero…

Propongo un sondaggio preventivo, o brain-storming, se si preferisce.

Come si esprimerà mai lo schiavismo nella scuola? Vediamo un po’…

Ah, a latere, ricordate il bidello-chef? (con tag chef a domicilio del 15 settembre 2009)

Ebbene, a suo carico ci sarebbero forti indizi di furto ripetuto ai danni degli alunni… Il bidello-chef gioca ai cavalli e perde… 

ARTECNO

novembre 8, 2009

L’ARTE RISUCCHIERA’ LA TECNOLOGIA

CORSO NUOVO per FARE PRESENTE

Mag 28, 2009


CORSO NUOVO è un progetto
per FARE PRESENTE nella SCUOLA.
E’ necessario ripensare le relazioni tra docenti e alunni e introdurre i CORSI,
in sostituzione dell’impostazione sulla base delle classi. I CORSI conferiscono dignità e responsabilità agli insegnanti, valorizzando le propensioni individuali nella gestione della didattica.
L’aula dedicata alla materia di insegnamento è LABORATORIO-BIBLIO-VIDEO-MEDIA-INFO-TECA
e contiene tutti i materiali necessari per favorire l’apprendimento.
L’entrata nello spazio di lavoro diventa sacrale.
Gli alunni rispondono all’insegnante attraverso opportune verifiche sulla loro preparazione:
passano al livello successivo o ripetono il corso.
Oggi gli alunni sono giudicati dal consiglio di classe
che li può ritenere globalmente in grado o meno di frequentare la classe successiva, inducendo forti disparità: fino a tre materie con carenze oggi si passa con il recupero e gli esami di riparazione, ma sappiamo che l’efficacia delle operazioni di soccorso degli alunni in difficoltà, le strategie di persuasione verso gli alunni che a vari gradi rifiutano il dialogo didattico-educativo e non ne comprendono l’importanza, il rigore e l’uniformità dei criteri di giudizio non sono garantiti, e il risultato è un’ampia collezione di vistose storture.
I CORSI permettono agli alunni di seguire con successo gli insegnamenti singoli e di soffermarsi qualora si rendesse necessario sulle materie verso le quali presentano difficoltà di apprendimento, senza vivere l’umiliazione e la dispersione della ripetizione della programmazione dell’intero anno scolastico…
So bene che si potrebbe porre obiezioni sulla propedeuticità e sull’opportunità di comporre team di insegnati che progettano le linee essenziali di un piano didattico comune nello stesso istituto, fatte salve tutte le condizioni di libertà didattica e le garanzie di democrazia e pluralismo:
il potenziamento dell’azione didattico-pedagogica che deriverebbe dall’istituzione dei CORSI, per ciascuno di essi, non esime dal tener conto di tutte connessioni tra discipline in senso logico e temporale. 

C'é LETIZIA e Letizia

Mag 26, 2009

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LETIZIA, IL BUON SENSO E IL CONSENSO.

 

Letizia qui non è Noemi, bensì la Moratti. Interrogata sui progetti dell’EXPO, si barcamena sorridendo molto a(ma)bilmente e conduce l’interlocutore dove vuole. Sul suo terreno di gioco. Non solo perché è stata invitata lì apposta. Tiene la palla e non la passa. Dice che Milano ha avuto un riconoscimento a livello internazionale per aver istituito una commissione di vigilanza sul grado di contaminazione mafiosa delle imprese, che il verde promesso ai cittadini milanesi ci sarà, rigoglioso e abbondante (più del Central Park, e di altri parchi urbani celeberrimi) secondo il ridondante e ambizioso progetto LE VIE D’ACQUA che attinge alla visione leonardesca della città. Le sciure degli attici fioriti afflitte in anticipo dalla sindrome da ombra tacciano! Le torri che emergeranno fiere dalla polvere del cantiere saranno abitate da 15000 persone (con 10000 auto al seguito?) e questo dato dovrebbe confortare i milanesi o aspiranti tali perché, diceva l’accompagnatore azzimato della Moratti, l’immissione sul mercato di nuovi alloggi riequilibrerà i prezzi: geniale!

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Su tutte, una grande argomentazione veramente populista e bipartisan: non è giusto e intristisce la Signora parlare così male di Milano! Una città ricca di gente onesta che si alza presto la mattina e va a lavorare, una città che si distingue per le sue iniziative umanitarie e la presenza di un’alta desità di benemerite associazioni di volontariato… una città attiva e creativa! L’immagine che voi (comunisti del servizio televisivo pubblico) ne date è deviante, fuorviante…

Peccato che il giro d’affari dei pochi sparuti malavitosi, sia di gran lunga più consistente rispetto ai quattro spiccioli sudati dagli onesti e diligenti lavoratori, eh eh…


STIVALI E CALANCHI

aprile 4, 2009

Se dalla Torre del Marino prendete a sud est vi trovate a salire su per un colle che a un certo punto porta un segnale di divieto di accesso gigante e un cartello sotto che precisa: ECCETTO FRONTISTI.

Il fronte è un confine, un limite. E i frontisti ? Saranno quelli che camminano sul fronte, lo segnano, lo controllano. I frontalieri  lo attraversano ma i frontisti… NO! Vabbé, il paesaggio era così placido e… che di fronte a una salita ripida (ma davvero ripida come una pista di sci…), nella prospettiva di raggiungere un punto di osservazione ancora più interessante, non ho avuto dubbi. Ho oltrepassato il cerchione rosso e bianco che pensavo in fondo rivolto alle rare automobili che si avventurano lassù, pittosto che a un pedone, e inzaccherandomi per bene gli stivali, sono arrivata in cima.

Lì ho capito di botto cos’è il FRONTE: il cosiddetto fronte della frana in movimento! Era diligentemente segnato da paletti intinti nella pittura rossa a distanza di circa dieci metri l’uno dall’altro e evidentemente monitorato dai FRONTISTI!!! …geometri del comune, ricercatori, geologi: valenti addetti al FRONTE! (no, mi chiedo cos’è questa fregola per la parola fronte, che certo rievoca la guerra, in particolare la grande guerra con le trincee scavate nella roccia o nel tenero suolo e magari evocative anche di figure femminili di rottura col modello femminile più convenzionale, figure di transizione come le infermiere, le crocerossine, più emancipate e vicine al mondo crudo degli uomini – non che quello tradizionale non lo sia… ma certamente viene mooolto edulcorato… – mah!)

Insomma, l’erta e la zolla che si ispessiva sotto la suola erano tali da tenermi impegnata e avviluppata al suolo, da non lasciarmi lo spazio per volgermi intorno… Ma intanto il colle si assottigliava paurosamente, restringendosi fino ad avere la larghezza dello stradello. Come se fosse stato un cumulo di sabbia da cui un’escavatrice avesse tolto materiale, una torta morbida che il ghiottone avesse attaccato con un grosso cucchiaio, indisturbato… Ne ero talmente inconsapevole che la sorpresa fu assoluta. E  improvvisamente mi trovai in uno scenario duplice, speculare. La luce diffusa da un grosso cumulo di passaggio favoriva l’effetto della simmetria. L’erbetta che delimita la carreggiata a destra e a sinistra, pittosto fitta, non permetteva di scorgerne il bordo, limite, il confine, il fronte. Infatti il colle qui non scende in un dolce pendio bensì, in un tipico dirupo a costole: il calanco. Mi pareva di essere salita su una scala da imbianchino a dipingere un soffitto d’aria, a lambire il cielo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Calanco

http://www.parks.it/parco.gessi.bolognesi/

http://www.icalanchidicivitacampomarano.it/