Posts Tagged ‘gaffes’

SDENTATI

ottobre 18, 2009

I 2 fratelli Pini e la Cecilia hanno 173 anni in tre (che non è una gran cifra) e respirano l’aria di Teruzzi di Morfasso tutto l’anno. Non sarà per questo che contano in totale 5 denti!

BENE/BELLO 2

Mag 22, 2009

…continua post DEL BENE E DEL BELLO

Penso ai conducatores politici che circolano in Italia. E mi viene da vomitare.

(non è la stessa sensazione che ho provato ieri sera al Giovedì di Augusto, ascoltando i candidati alla provincia di Milano e alle Europee: parole ricche di slancio ideale autentico!)

Torno alla vetrina nazionale: ne ho visto uno (Franceschini) che secondo altri (Cacciari, etc.) non ha i titoli per essere al posto in cui si trova (merito o convenienza opportunistica?), e che ti combina questo? pensando forse di tradurre in pratica un’idea geniale si è messo a scimmiottare proprio il MOSTRO TRUCCATO, colui che si è proiettato in politica supportato dai sondaggi e dalle analisi di mercato e ha raccolto il suo consenso presso le fasce popolari con le gag da teatrino del trasformista (il presidente-operaio, il presidente-casalingo…), e emulo d’eccezione, si presenta pescator dell’onda e ferroviere ciuf-ciuf!!! Penoso e indecente.

Illusione: riconquistare la classe operaia (ma cosa sto dicendo? …insomma ci siamo capiti!). Diceva Daniela Benelli ieri sera quanto questo rappresenti un rovello per il PD. Ma come? Cosa partoriranno gli analisti del PD? Populismo distillato, barzellette, canti in coro e disco-dance: sono queste le strategie e i metodi operativi? Scoutismo bonario alla Franceschini?

All’imprenditur incipriato, le rivelazioni della moglie, i processi ai corrotti, le sentenze, non fanno un emerito baffo. No-o, non è ancora caduto in disgrazia, e stiamo tutti a guardare l’insetto che annaspa quando è rigirato e crediamo che perirà… e invece hop-là si rigira e riprende a correre come una scheggia!

Il MOSTRO MASCHERATO E IMBELLETTATO sta per sferrare l’ultimo decisivo colpo: evocare e sollevare il fanatismo a suo favore. Il popolo, ben addestrato in questi anni di propaganda sottile, ma mica poi tanto (ma incessante, sicuro, basta accendere la tv) è pronto a difendere il suo idolo dagli attacchi dei magistrati, comunisti!

La classe ‘alta’ e ‘colta’ dei servi del regime però non è ancora giunta al termine della formazione (corsi brevi e intensivi!) fatta di slogan e addestramento ad esercitare il discredito terroristico, questa è la ricetta: maschere ben rappresentate da ANTONIO ALBANESE con il suo MINISTRO DELLA PAURA.

http://www.youtube.com/watch?v=9k-s3SAlSMM

E tra Maschera e Smaschera: chi vincerà? Il Grande Partito Pallone delle Grandi Bugie? Il Mediocre Partito Palletta delle Mediocri Bugie? O i Piccoli Orticelli coltivati da fratelli e sorelle di Verità?

Reiterare. Istigare. Forzare. Alla menzogna. Alla costruzione di impalcature di mistificazioni. (Ma che bella festa di compleanno, signori!!!) In cambio di favori. Denaro. Gioielli. Patacche. Appartamenti. Status.

Per fortuna che c’è frate Nichi! Che sia amministratore di regione, popolare, amato e stimato ci fa solo piacere e ci conforta. Slancio ideale e retorico (una critica ce vò) dice Bianca Pitzorno che si candida alle Europee seguendo la sua linea. Una cosa è certa: i trevestimenti non sono più il passatempo dei trans.

CON O SENZA?

Mag 17, 2009

POST SENZA FOT

Che post è se non c’è fot ?

Ho visto blog pieni di foto  come quelli di certi poeti che introducono i loro versi con le immagini: fiori, paesaggi, icone sacre…

Ora, se io accompagnassi questo post da una serie di scatti del panorama che ho avuto negli occhi ieri e oggi, attirerei l’attenzione di molti di più…

Dunque, non mi resta che narrarvi questa breve storia, cercando di essere il più possibile immaginifica  e invitandovi a linkarvi opportunamente.

Tempo fa avevamo scoperto una struttura agrituristica  appena aperta nei pressi di Arquata Scrivia, che si raggiunge attraversando una passerella sul torrente Spinti, parallelo alla Val Borbera, più conosciuta.

Non trovando posto lì, una volta, siamo stati dirottati a Borghetto, in un’altra di queste, cresciute come funghi anni addietro sull’onda delle agevolazioni fiscali, e spacciandosi per aziende agricole con produzione autonoma di frutta, ortaggi, ecc., cosa quasi mai corrispondente al vero!

La seconda che ho detto era occupata da tristi festanti attorno a una coppia appena sposata e agghindata con pizzi, voiles, fiorellini, papillon, fiocchettini e confettini e la cantante guardava l’orologio aspettando sull’aia che fosse dato il via alle danze con un rutto (…), dopo la discesa dei festanti dalla sala da pranzo.

Peccato, perché lì danno le bici per andare su e giù dalle colline e vedere gli animali liberi e selvaggi, e sul fiume. Ma non si poteva stare visto il pernicioso assembramento, nonostante fosse rimasta una camera.

Torniamo verso l’uscita della Milano-Serravalle non per rientrarci ma per procedere verso Gavi (interessante il Forte) dove evochiamo la nostra amata NIPA portata una volta memorabile a pascolare nei paraggi.

Il collegamento web via telefono ci dà un agriturismo a un km verso Parodi Ligure. Chiamo e il proprietario si dimostra particolarmente cordiale e disponibile alla conversazione: strano! Di solito vanno al sodo e per le spicce…

Arriviamo. La posizione è gradevole, ma… è un CONDOMINIO! E non solo: lo stesso ‘amabile’ personaggio ci ammorba con il racconto penoso dell’origine dell’operazione economica colossale grandemente fallimentare rappresentata da quel mostro in cemento dipinto di rosa dove l’unica attinenza con gli edifici rurali è data dalle persiane verdi (in PVC).

Ci dice, come succede a chi non si controlla, tutto quello che non avrebbe mai dovuto dire per accattivarsi la fiducia dei potenziali clienti, in un accesso di sincerità patologica, spinta all’estremo: …ecco vede, qui è sempre un cantiere (escono operai), stanno facendo la manutenzione di un appartemento in cui pioveva dentro… qui vede hanno fatto le tettoie troppo basse …e laggiù le travi che sorreggono quella terrazza si sono piegate di sette centimetri… sa, questo residence è un cumulo di grane, di beghe legali… ne ho da vendere ih ih..  e  gli spunta una lacrima che ricaccia immediatamente, il disgraziato!

Penso inevitabilmente alla stabilità dell’edificio e sento uno scricchiolio.

No, non mi convince affatto, gli dico. Scusi, ma intanto questa non assomiglia neanche da lontano a una casa di campagna, perché la spaccia per agriturismo?

Ah, è una lunga storia… Io, riprende l’uomo di triste decorino vestito, con una polo azzurra troppo stirata e le pieghe orizzontale e verticali sul petto come una doppia croce, e scendendo, pure il denim giovanilizzante si presenta dolorosamente con pieghe da stiratura insistita (che tragedia: ma chi lo stira quel poveruomo?), avevo pensato di essere d’aiuto ai… SEPARATI che dalla sera alla mattina si trovano fuori di casa e non sanno dove andare a sbattere… qui c’è tutto, anche la lavatrice… non tutti hanno una seconda casa, una tavernetta, una roulotte… Orrore! Ma questo non si contiene proprio! Gli sta bene se perisce tra i debiti! Via, VIA!

Si prosegue per Bosio e, magia, si scopre un’indicazione per il parco naturale di CAPANNE DI MARCAROLO e lì ci fermiamo estasiati, per la bellezza del paesaggio ancestrale, scevro da segni antropici. non una casa, non un traliccio: ma dove siamo capitati? in un buco verde dimenticato? un’illusione ottica?

Troviamo poi da dormire in una casetta piccina con le persiane rosse (di legno) sul cuccuzzolo di un colle piccino e fanno anche da mangiare, c’è la piscina e le poltroncine da regista per l’ultima letturina prima del tramonto.

Camere umide e arredo ibrido con armadio a un’anta specchio della nonna e i comodini autentici, il resto fuffa, ma tollerabile.

Salamino speciale di antipasto, risotto gustoso, coniglio alla senape divertente (…) e torta di fragole a strati con panna tutta casalinga super super slurp!

Mattina prima colazione misurata ma mi sono fatta dare ancora del salamino e un po’ di frutta che col buon pane fatto in casa sono diventati il cestino della merenda su al MONTE TOBBIO.

Dell’ascesa da 480 a 1092 non vi racconto perché…

VI ASPETTO PER OGANIZZARE LA PROSSIMA: chi si aggrega?

 

SIGNORA PAOLAAAA

aprile 11, 2009

Stanotte ho sognato l’uomo (in) nero che mi chiamava:

Signora Paolaaaa, signora Paolaaaaaaaaa

Dica

Sono a pezzi. Questo terremoto mi ha distrutto!

E le sue ville?

No, beh quelle no (sorride tristemente)

Io vedo netti i segnali del ravvedimento. Una premonizione che adempirà se stessa?

gaffes? la zingara e l'ebreo

novembre 7, 2008

Ero alla cassa di un noto supermercato, in una via dedicata ad un antico presidente degli statiunitidamerica, e i miei acquisti passavano al lettore ottico del codice a barre (momento magico, catartico e persino ipnotico!), quando il mio sguardo si protendeva, forse proprio per sfuggire al magnetismo dell’operazione in corso, verso le uscite attraverso l’ampio e luminoso atrio, lasciato, nella più recente concezione dell’architettura d’interni di cotali edifici, libero da intralci, sempre lindo, lucido e evocativo di lussi possibili e piaceri paradisiaci a portata di portafogli. Ma questo è un altro discorso.

Entra una zingara di mezza età, col suo fazzoletto in testa e le ciocche spettinate che scappano da sotto. Porta anche una curiosa giacca di tuta sportiva coi coloribrasiliani, ma per il resto è vestita tradizionalmente e cammina portando avanti la panza, sicura di spendere bene tutti gli spiccioli che ha racimolato o fatto racimolare sulla strada. Ora, mi chiedo verso che tipo di curiosa merce si sarà orientata e se possiede la carta dei punti che la annovera tra i fedeli clienti e se è distinguibile il suo stile di consumatrice.Vabbè.

Guarda la zingarona, esclamo (tutto vero!) rivolgendomi al mio accompagnatore, e non esattamente bisbigliando. Bella, con tutti quei colori, tra gli altri intorno grigiobeige, mi esalta l’immagine, davvero suggestiva, di rottura vera, e ci vuole! Il mio pensiero non trattenuto ed espresso ad alta voce, vuole sottolinearlo. Ma, rifletto ed invito a riflettere: che percentuale di predisposizione all’accattonaggio, al nomadismo, alla precarietà, al rifiuto del triste decorino diffuso… c’è in noi, esseri più o meno omologati? Il risultato visibile è che gli sconosciuti attorno a me alzano gli occhi e vedono, indotti dal mio richiamo, la stessa scena. Quel che ne traggano non mi è dato sapere.

Passano pochi secondi, altre due o tre confezioni al lettore ottico, bip bip, e scorre sullo sfondo delle vetrate, un altro personaggio caratteristico e via: guarda l’ebreone, ripropongo. Questo è riconoscibile dal tradizionale copricapo. Se uno lo porta, è perchè vuole testimoniare la sua appartenenza, vuole connotarsi in maniera inequivocabile, chiaro. Qui però qualcuno se ne è risentito. Anch’io sono ebrea, fa la donna che mi precede. E allora? Voglio semplicemente dire in proposito e non per giustificarmi, anzi!, che, sulla base delle mie particolari personali amicizie, ho motivo di apprezzare molte persone tra cui ebrei, che di solito, è un dato di fatto, in quanto tali, hanno l’orgoglio di distinguersi, assumendosene, spero, tutte le responsabilità. La mia libertà di espressione rimane un principio altrettanto saldo. Magari ieri sera ero solo un po’ più ispirata e desiderosa di comunicare, annotando in questo crogiuolo di etnie united colours che è Milano, la gioiosa varietà, mi auguro, che ci permea e ci arricchisce, complicandoci amabilmente la vita.

Ebreone, come Zingarona, sono termini evidentemente e profondamente affettuosi. Chi vuole, può sempre avventurarsi sul terreno della polemica, poco edificante in questo caso, sostenendo che nascondano o rivelino quel razzismo strisciante di cui tanto si parla in queste ore.

Ah, giusto oggi, per compilare una scheda sanitaria, mi è stata chiesta l’età: ho risposto che sono bella, giovane e abbronzata. Emozionante essere della stessa annata del novello mito, che poi, a ben considerare l’apporto genetico al suo fenotipo, non è un nerone completo!