Posts Tagged ‘genitori’

VERMICINO DOCET

ottobre 8, 2010

interessante dibattito su VIBRISSE bollettino a proposito di TV della sofferenza:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/10/07/una-scomparsa-che-ha-sempre-fatto-il-pieno-di-audience-in-tv/

NEONATI

Mag 2, 2010

QUI RADIO CAPODISTRIA…

Auguri a:

Nonna José e Nonno Angelo per l'attesa del piccolo/della piccola del loro Tommaso.

Monica e Ferruccio per il primo anno di maternità e paternità adottiva del piccolo Mikhail di otto anni.

AFFINITA'

aprile 21, 2010



 


Il benefattore di Brescia e il papà della ragazzina morta in gita scolastica a Ventotene mi sembrano della stessa pasta.

Di un potenziale deflagrante. Che vorrebbe scuotere dal sonno questa comunità intorpidita.

 

IL LATO…

febbraio 24, 2010

Nelle famiglie si suole nascondere:

la malattia, la morte, gli abusi, i tracolli finanziari, i tradimenti, i figli non riconosciuti, i conflitti sull’eredità, gli imbrogli sull’eredità, i ricatti, le vessazioni, la sparizione di qualcuno…

C’è chi prospera e chi ne fa le spese per tutti!

Eh, sì.

Volemose bene!

SCHIAVISMI

gennaio 14, 2010

ELOGIO DELLOltre a quello che salta all’occhio dei braccianti agricoli delle arance come dei pomodori, ve ne sono (è ovvio) di molto ma molto più sottili.

In famiglia, ma dài… Nel lavoro intellettivo, ops…
Nella scuola, ma davvero…

Propongo un sondaggio preventivo, o brain-storming, se si preferisce.

Come si esprimerà mai lo schiavismo nella scuola? Vediamo un po’…

Ah, a latere, ricordate il bidello-chef? (con tag chef a domicilio del 15 settembre 2009)

Ebbene, a suo carico ci sarebbero forti indizi di furto ripetuto ai danni degli alunni… Il bidello-chef gioca ai cavalli e perde… 

INTELLIGENZA EMOTIVA PER UN FIGLIO

novembre 29, 2009

Sono allergica alla manualistica ma, per dare compiutezza al dibattito vorrei suggerire un’incursione in:

http://www.ciao.it/Intelligenza_emotiva_per_un_figlio_John_Gottman__Opinione_705367

e ‘giocare’ a scoprire se noi stessi siamo, o intorno a noi ci sono o ci sono stati, CENSORI, LASSISTI, NONCURANTI o auspicabili buoni ALLENATORI EMOTIVI, anche in forma di combinazioni delle componenti con una dominante negativa, di solito.

Ma proprio ieri su IO DONNA, compariva un’interessante (e allarmante) classificazione dei 5 peggiori tipi di genitori:

– BRAGGER PARENT (quello che si vanta);
– WHINER PARENT (che si lagna);
– COOL PARENT (il fico, strafà, si dà un tono);
– OBSESSED PARENT (spammatore di foto video dei piccoli);
– ZEN PARENT (incarna la gioia di essere genitore naturale…).

Per completare il quadro, in Italia in particolare, si dovrebbe aggiungere il CATASTROFISTA.

Se il genitore-padrone nel nostro paese è tramontato cinquant’anni fa, con la guida di Spock, esaltata e vituperata a fasi alterne, ora riemergono dubbi, si moltiplicano i dubbi.

Qui se ne coglie en passant, lo zeitgeist!

Auguri.

DUE PICCOLI GIOVANNI

novembre 22, 2009

Si tratta di due bambini: stesso nome, stessa età (sui sette).

Uno bellissimo (chissà se gli pesa), l’altro dalla testa un po’ schiacciata e asimmetrica, gli occhialini di metallo tristi appoggiati sulle orecchie a sventola, sguardo tonto (ma nell’ambito dell’intelligenza normale), boccuccia schiusa in un’espressione perennemente tristemente stupita, di corporatura tozza (chissà se gli pesa).

Il primo pare più autoconsapevole. Quel che dà da riflettere è che si ritrovi tagliato addosso un ruolo: il seduttore. Così sarà indotto ad esserlo oppure a non esserlo per reazione. Penso a quanto si possa essere condizionati da chi ci sta intorno, con altre peculiarità (tra cui magari non una spiccata bellezza) e che insiste sull’evidenza della differenza cercando di manipolarla a suo vantaggio, in quanto svantaggiato (es. riscossione di simpatia…). Dipenderà dal carattere del bambino, così come da altri fattori ambientali, non farsi rigirare (o raggirare) troppo.

La faccia da piccolo allocco (sputato!) non vivrà questi inconvenienti. Ma vicino a lui c’è una figura di mamma allarmante. Lo tiene per mano in un passaggio stretto sulla scogliera e lo incita dài Giovanni! con delicatezza appena sufficiente. E ha una faccia terribile. Che smentisce quella parvenza sonora. Trasmette innanzitutto assenza di orgoglio materno. Poi ho anche pensato: sarà mica delusa perché il suo bimbo non è bello? Saranno mica sette anni che è delusa mentre gli dà da mangiare lo veste lo lava lo accompagna a scuola lo accudisce in tutto? Non ha quel sorriso tenero che ci si può aspettare, ecco cosa stona! Io sono stata richiamata dal nome pronunciato con rassegnazione, ora capisco, dalla donna. A distanza di poche ore dalla vista della bellezza dell’altro piccolo G., non ho potuto fare a meno di associarli.
Ma come si fa a non essere dolci con un bimbo, bello o bruttino che sia (aspettiamo che stagioni, magari cambia)?

Insorgo. La mancanza di fierezza mi disturba quasi più della, chiamiamola così, non ostentazione di dolcezza, che posso giustificare.

Questa non lo sarà di sicuro, ma automaticamente ricollego a figure di altre madri aberranti, madri assassine. Fra tutte una molto mediatica che non cito per orrore, che ce l’aveva con il testone del suo povero figliolo.

Inglobiamo. Inglobiamo qualsiasi forma di realtà. Accennata, occultata, conclamata.

Non ci sono corsi di formazione per diventare buoni genitori. Andiamo per imitazione, mimesi, o per reazione.

Oppure.

Non ci sono buoni genitori in assoluto, ma si può essere genitori migliori di altri.

Intanto, osservo.

AFFRANTA

novembre 18, 2009


Ci ho pensato su e ho concluso che questa lettera intima è troppo bella e emozionante per rimanere chiusa. Poi forse la toglierò, non so…

Sì, Paola, sono proprio io! la foto è di maggio, la comunione di M. Dopo di allora mi è successo di tutto, già da maggio non stavo tanto bene e non si riusciva a capire cosa avessi, ad agosto sono andata in Calabria dove i miei hanno affittato un appartamentino al mare ed avevano già portato giù i miei figli, e quello è stato il clou della situazione prima mi hanno curato per depressione da stress lavorativo, poi per epilessia, per fare una TAC ci volevano mesi, per una risonanza non se ne parlava assolutamente perché non ero "URGENTE"…io peggioravo a vista d’occhio e non riuscivo più a camminare senza appoggio ed inciampavo sui miei stessi piedi, L. è partito con i bambini perché doveva tornare al lavoro, dopo pochi giorni io sono partita con i miei e qui a Torino dormivo a casa loro perché non ero autosufficiente, io di quel periodo non ricordo molto, so solo che un giorno ho avuto tre crisi di tremore una dietro l’altra e mio papà ha chiamato d’urgenza un’ambulanza, mi hanno portato all’ospedale di competenza e mi hanno fatto immediatamente la TAC e l’hanno scoperto, un tumore al cervello, per fortuna mia e grazie a Dio benigno, un meningioma che mi aveva preso tutta la parte sinistra del cervello che avevo già da anni ed era arrivato ormai a comprimere così tanto da scatenare tutto quello che stavo passando, l’ospedale mi ha portato a fare la risonanza ed a fare una visita presso l’ospedale CTO che è assolutamente il migliore di Torino, poi mi ci hanno riportato dopo qualche giorno perché aspettavano che si liberasse un letto nel reparto di neurochirurgia che era saturo, ma ero così urgente che alla fine mi hanno riportata  al CTO il 28 settembre che mi ha messo in un piano dove c’era un posto libero, il 29 mi hanno fatto l’angiografia (mamma quanto ho sofferto, il tumore era così avanti che mi hanno cauterizzato un’arteria in modo da non farlo camminare e questo senza anestesia perché era necessario che fossi cosciente), hanno avvisato subito la neurochirurgia che dovevo essere operata la mattina dopo e così è stato, la prima del mattino dopo, rispetto all’angiografia per me l’operazione è stata un dolce dormire. Riaprire gli occhi e vederci di nuovo bene e riuscire a leggere di nuovo per me è stato come rinascere… di solito il tempo di ricovero è 10 giorni, dopo 5 giorni io ero così autosufficiente che mi hanno chiesto se volevo andare a casa perché erano pieni di richieste di ricovero urgenti, figurati se non accettavo, non vedevo l’ora anche se in ospedale si stava benissimo. Sicuramente il recupero è stato veloce anche perché il miglior chirurgo ha fatto un’operazione magistrale. Il problema è che per un po’ ti danno come cura dosi massicce di cortisone ed ognuno ha la sua reazione, io di giorno mi controllavo anche se ero molto ansiosa ma di notte non riuscivo a dormire e quel poco che dormivo erano incubi, mi svegliavo non sapendo dove fossi…. sono stata 5 giorni a casa mia ma io e L. eravamo disperati al punto che mia mamma mi ha portato a casa sua, a dormire nel lettone con lei , mio papà si è trasferito in salotto, per 5 notti ho fatto impazzire anche loro, ma appena finito il cortisone ho ricominciato subito a dormire. Sono stata con i miei un mesetto finché non mi sono sentita in grado di farcela da sola (anche perché avevo del liquido in testa e praticamente una volta a settimana i miei mi accompagnavano dal chirurgo per aspirarlo), e finché la nostalgia di casa non si è fatta sentire, la mia famigliola la vedevo quasi tutti i giorni e la domenica stavo sempre a casa mia ma vivere con loro è diverso. Certo che L. è un uomo meraviglioso, da fine agosto si è occupato lui della casa e dei ragazzi….
io di salute sto bene, sono un po’ anemica ma la mia dottoressa mi riempie di medicine che mi tirano su e ogni due settimane faccio l’emocromo per controllare la situazione che man mano migliora; l’unico problemino è che sono in menopausa precoce, come mia nonna e mia mamma, ma il 24 vado dall’endocrinologo con l’ultimo esame che mi ha prescritto e dovrebbero darmi una terapia sostitutiva per farmi continuare ancora per un po’ di anni perché sono troppo giovane, comunque sintomi ancora non ne ho. Come umore adesso patisco, i miei sono andati per un po’ di giorni in Calabria e puoi capire come mi mancano anche se li ho spinti a prendersi una pausa tanto a fine mese rientrano, ma soprattutto  io non sono abituata a stare a casa, avere tempo libero mi fa troppo pensare e questo ogni tanto mi crea qualche magone, qualche piantino etc., comunque il 30 ho il colloquio al centro di igiene mentale perché vogliono valutare se ho bisogno di uno specialista, sicuramente adesso ho bisogno almeno di uno psicologo.
Mamma, Paola, scusa se ti ho fatto un sermone sulla mia vita! Pensa che è la primissima  volta che dico a qualcuno che ho avuto un "tumore", dico sempre "una cosa brutta" od un "meningioma", è una parola che non riesco a tirar fuori. Chi mi vede non si rende conto di niente, la parrucchiera mi ha fatto un bel caschetto corto che nasconde la zona della cicatrice e vedersi "carina" per me è importantissimo.
Dobbiamo comunque vederci in qualche modo, i ragazzini sarebbero felicissimi di rivedere U., digli che su Facebook c’è anche I., M. non possiamo ancora aprirgli una pagina ma può scrivergli su quella del fratello.
Meno male che ho il computer a casa, per me è un ottimo diversivo, ma adesso proprio devo andare a rifare i letti!!!
Un bacione grande! G.

SEDUTA AL MERCATO

ottobre 20, 2009

Cosa c’è di meglio di una corsa al mercato un’ora prima della chiusura per acciuffare quel che manca in casa a prezzi stracciati?
Attenzione, l’affare è doppio se i venditori hanno tenuto le cassette della merce migliore fino all’ultimo come ‘mostra’ e se per liberarsi di quelle poche rimaste abbassano pure la quotazione… due chili al prezzo di uno, tre ananas al prezzo di due… sennò, ragioniamo, dovendole riportare a casa e vendere il giorno dopo, non può che essere la roba più fresca! (controllare bene che non siano invece avanzi o marciume!!!) No no, ma poi i trucchi del mercato li conosciamo…

Insomma, vado per e chi ti incontro? La Antoniella (trattasi di nome derivato da un tradizionale Antonietta rifiutato e mescolato con un più banale ma accettato come aggiornato Antonella), una figura di ottantaquattrenne che fa il paio con la Cecilia dei monti piacentini. Ma, a parità di brillantezza mentale, questa inurbata ha i denti o la protesi a misura. Ne dico solo una piccola serie per non entrare troppo nel merito: abbiamo passato un’ora a parlare, tra gli effluvi della polleria-rosticceria, gli spintoni di chi doveva passare con le borse, l’ondata dei ragazzi usciti da scuola, come in UNA BOLLA. Elegante nel suo cappotto di panno scozzese dai toni blu e verde scuro, coi bottoni ricoperti di stoffa blu e incorniciati d’oro, appena visibile. Una cartella sottobraccio e una sportina verde. Gli occhiali à jour e un’onda libera di capelli bianchi. Sbarra gli occhi di stupore e sorride affettuosa. Stringe le mani guantate (entrambe le sue in biancolana e entrambe le mie di pelle marron) e comunica umanità da tutti i pori, anche se ben vestiti! Si passano in rassegna i fatti e i misfatti degli ultimi sei mesi: i vivi, i morti che camminano, i morti-morti, i malati consapevoli e inconsapevoli, i sani consapevoli o inconsapevoli. Quando fa per dirmi che in certi casi non vale nemmeno più essere giusti, per rappresentarmi l’idea mi racconta di una sua disavventura: LA TRUFFA.

Un giorno, per strada mi avvicina una signora: Ti ricordi? Sono N… Ma come? Un pizzico di diffidenza iniziale lascia il campo alla curiosità e alla disponibilità ad ascoltare le vicissitudini che la tizia comincia a raccontare (1° – intontire la vittima di bla bla). Ti accompagnamo a casa, sai ti devo parlare… Io veramente non ricordavo proprio di conoscerla ma temevo di offenderla… lei mi rivela allora: all’ospedale, ci siamo conosciute in ospedale io sono l’infermiera… aahhh ecco, infatti ero stata operata proprio qualche mese prima (2° – far riferimento a malattie o altre disgrazie recenti, tanto ce ne sono sempre, soprattutto se uno è anziano) … sai, ho dei lavori in casa e non so dove mettere questi gioielli… ah ti aiuterei ma anni fa ho avuto un furto e non so se qui da me sono sicuri…
conclusione: si convince della buona azione che può facilmente compiere, mostra alla donna accompagnata da un uomo e un bambino (3° – lasciare la creatura in macchina per avere la scusa per scappare in fretta) dove si trovano gli ori che i figli le avevano regalato per rimpolpare l’ammanco precedente e prepara il caffé. l’uomo chiede di andare in bagno e spazzola via tutto. la donna si ricorda del bambino e dice che è meglio andare a vedere come sta, non si sa mai. l’uomo uscito dal bagno dove ha potuto nascondere bene tra la maglietta e la camicia il bottino, racconta l’ultima storia patetica all’anziana (4° – dare di sè una buona impressione fino alla fine) che gli dà un bacio di conforto, tutta commossa.

Prego per il loro ravvedimento, mi ha detto l’Antoniella.

Il male fa male a chi lo fa, mi ha ripetuto, raggiante.

Alla fine, ho portato a casa tre finocchi per un chilo, due chili e mezzo di pomodorini, sei carote, mezzo chilo. Il pesce era finito e sbaraccava.
 
Oggi, digiuno! Riflettiamo sul presente.

LAST DAYS RANDOM

settembre 24, 2009

1. ”Questo non è un negozio di fotografia!” disse il tecnico di radiologia dell’ASL agli utenti infuriati che aspettavano di ritirare la busta con gli esiti, l’addetta assente, che lasciando l’ambulatorio si prestava ad una funzione non sua…

2. Ma che dobbiamo fare se chiudendo una finestra ci imbattiamo in una scena pseudoerotica nel condominio di fronte?

3. In fondo alla passeggiata Anita Garibaldi c’è una deliziosa spiaggiola. Una nuotatina (anzi due) nell’acqua color smeraldo (freddina, tonificante!) e la raccolta delle plastiche abbandonate sono d’obbligo…

www.legambiente.it
operazione
PULIAMO IL MONDO

(non si fa solo nei giorni stabiliti!)

4. PIETRO è un bambino pallido all’ombra della casa in Capolungo e con gli occhi cerchiati di rosso legge un libro mentre il fratellino e gli altri amici giocano in spiaggia schiamazzando. Bianca Pitzorno gli tiene compagnia. Lo avvicino e gli chiedo se gli piacerebbe vedere la faccia dell’autrice. Non sa che di solito una foto si trova in copertina… rimane stupito e affascinato. Mi dice che anche lui abitava a Milano e da un anno vive lì al mare. Ma non gli piace stare al sole…

5. In un racconto della serie distribuita in metrò o alle fermate del vaporetto, SUBWAY (intesa anche come via sott’acqua…), Buia è una bambina abusata dal padre, maltrattata anche dalla maestra che non la tutela e non la difende dalle angherie dei compagni… Ha solo un amico che viene discriminato come lei per starle vicino.

6. ”Buona sera signora!” esclama con un sorriso aperto il barbone seduto sulla panchina con il suo gigantesco zaino. Davanti a sè ha un cartello e un barattolo.
VOLETE MIGLIORARE IL VOSTRO INGLESE?

LEZIONI IMMEDIATE