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PELLEGRINAGGIO AL LARIO

Mag 6, 2009

Cara Veronica,
non so se il tuo pseudonimo venga da questo magnifico lago prealpino (dovrei fare qualche ricerca in proposito) ma non sapendo bene con quale modalità appoggiare la tua campagna (elettorale) di autodeterminazione ed emancipazione, ti ho dedicato un pellegrinaggio.
Innanzitutto, dato che sei (sei stata e sei ancora nonostante i ritocchi) bella come una madonna, sto raccogliendo adesioni per intitolarti un santuario. L’idea più elevata è, in tempi di cemento avariato e scosse telluriche inaspettate, quella di progettare un santuario ipogeo (sai cosa vuol dire, vero? semmai da’ una controllatina in internet) in un luogo simbolico, che so, macherio, nel parco della villa, perché tu te la fai assegnare vero? e lì tac, senza scompigliare l’architettura e tutto l’assetto dei viali e dei laghetti, ci viene un grande open con colonne di presa di luce naturale ad altissima diffusione. Tutto ricoperto di terra e erba, in piena armonia con l’esistente!
E io Veronica che sono nel ramo del turismo culturale, ti porto bella gente, educata ed ecosensibile, che ti sarà profondamente devota!
Facciamo un bel programmino di incontri tematici sull’ecocompatibilità, il risparmio energetico, il car-sharing, il riuso, il riciclaggio dei rifiuti e ti dirò di più, ci mettiamo in rete con associazioni no profit, realtà imprenditoriali con spiccata propensione per il sociale, cooperative, gruppi solidali di consumo; ti presento Jacopo Fo che tanti anni fa ha intrapreso in Umbria un’attività agro-turistica-pedagogica ispirata al benessere psico-fisico, che implica il ritorno alla lentezza, ai ritmi natirali, alla natura. Invitiamo filosofi, scrittori, artisti, coreografi…
Ci sarà ad esempio una bella vasca idromassaggio per una fantastica abluzione profumata all’entrata del santuario, una sorta di quick wellness-confessionale, per prepararsi meglio ad accostarsi a te, candidi, rinnovati e pronti a ricevere la tua luce!
Ora, come dicevo, non so se sei Lario per via di questo posto che oggi ho visitato in tuo onore, da Lecco a Varenna in ginocchio! E su a piedi al castello di Varzio con i suoi merli quadrati e i rapaci in mostra (falchi, poiana, gufo reale, barbagianni…), e giù fino alla fonte del fiume Latte, che subito sfocia in te, nel Lario, accogliente, a pochi metri, essendo il fiume più corto del nostro Bel Paese.
Io Veronica, nel mio piccolo, sono con te, e ti scrivo pubblicamente su questa prestigiosa testata per farti arrivare il mio abbraccio solidale, il mio intento propiziatorio, la mia volontà premonitoria e tu sai quanto sia importante visualizzare un futuro prossimo per renderlo possibile, anzi reale, già segnato! Riappropriati della Casa e della Libertà insieme a tutto il tuo Popolo, Veronica! Il Popolo ti acclama adorante!

FORZA VERONICA!

Master e il nonno del Gabibbo

gennaio 25, 2009

Mentre nevicava nel nord-ovest, dall’Appennino alla Val d’Aosta, noi eravamo in canotta padana lungo una passeggiata della Riviera, battuta da un’energica mareggiata. Onde violente abbinate a un irraggiamento solare intensissimo per la stagione: fenomeni estremi che ci dovremmo aspettare sempre più frequenti, e che stanno cambiando il volto della costa ligure, ma mica solo di quella, ovviamente!

In realtà non è delle mie considerazioni sui mutamenti climatici che voglio trattare: …la fauna è ciò che mi interessa di più.

Sono almeno dieci anni che come cani sciolti, alterniamo le nostre discese a mare tra ponente e levante, senza praticamente trascurare un solo centimetro lineare. Ma i nostri riferimenti principali rimangono:

Levanto, con passeggiata a Monterosso (e ritorno in treno);

Sestri Levante, con escursione a Riva Trigoso passando per Punta Manara, e nell’arrivare, sosta gastronomica a Chiavari;

Nervi;

Celle Ligure, le Stelle… e il Parco del Beigua;

– tutto l’Imperiese.

Soffermiamoci a metà. Passeggiando sull’Anita Garibaldi, scoprirete un personaggio, che ben rappresenta l’ambiente marinaro: Master. Doppiopetto blu, bottoni dorati, cappello con visiera ornata da un cordoncino, foulard ben aggiustato al collo. Non è una caricatura, è se stesso, al naturale. Elegante e sorridente, ironico, pacifico e generoso. Fatevi riconoscere. Dite che avete sentito parlare di lui, dalmata importato, di come pesca abilmente e con stile: vi sarà riconoscente!

Per il resto, la fauna del loco comprende: i venditori di ombrelli, borse, cinture e cappellini; la gradisca-venditrice di granite che ha fatto il voto, per propiziare la salute di un parente, di non mangiarle; lo scrittore accanito di post-it, che dissemina lungo la passeggiata a fianco degli escrementi di tutte le misure, dei cani che di lì transitano ogni giorno. Il POST-ITatore ha sempre un gran daffare, vuole segnalare con vigore le fatte ai passanti ed esprimere tutta la rabbia ed esecrazione verso i conduttori dei quadrupedi che lasciano sporco! Una grande coscienza civica. Inoltre troverete Mario, attentissimo ai suoi due cani, pulitissimi,che tiene legati ad un guinzaglio improvvisato (una fune qualunque): non è un poveraccio sprovveduto economicamente, ma lo è forse affettivamente e ha l’aria di vivere una vita approssimativa. Alla spiaggiola, sosta la prof di liceo, ex-bella, sola, raffinata e balenga. Un caso umano, da manuale. Si dispone con il suo costume nero classico un po’ consumato sugli scogli in posizioni scomode per scelta ideologica, con il baricentro fuori dal supporto e dato che non è una patella, pur assumendo una rigidità che pare sviluppare uncini o artigli, sembra sempre sul punto di rotolare. Scambia qualche parola con gli habitué della spiaggia ma parlano poi sempre gli altri e lei a labbra strette annuisce o scuote la testa rossa. La voce è sottile, lo sguardo atterrito, le spalle curve e l’incedere un po’ incerto. Eppure si butta in acqua anche d’inverno, ma non oggi con la mareggiata. Troppo pericoloso. Anche per una border-line coraggiosa.

Un capitolo a parte si merita il Gabibbo. Anzi, per raggiunti limiti d’età, recentemente è passato alla categoria Nonno del Gabibbo. Porta un cappellino americano da golfista, una borsa a tracolla e mangia i formaggini e i creckerini del discount sulla panchina. Anche in piena estate, a 30°, è vestito di tutto punto, perchè ha paura degli spifferi. Racconta sempre a tutti una quantità industriale di aneddoti, è incontenibile, ma cade immancabilmente nel ragionamento sul caro-vita: per questo tutti sanno che a furia di comparare i prezzi, finisce col riempirsi di junk-food, e il suo colorito lo dimostra. Arguto, ma da prendere a piccole dosi. Da quando so che è stato truffato e vive in un appartamento asfittico con vista su un contrafforte della sopraelevata, inondato di immondizia e di rumore, vorrei avere la bacchetta magica come la fata di cenerentola.