Posts Tagged ‘impiegati’

AUGURI E ADDII

dicembre 17, 2010

ALGIOVEDìDIAUGUSTOAGLIAMICICINQUANTENNICHEDIVENTANONONNIPRECOCIDIFIGLI POCOPIùCHEVENTENNIALL'UICDIBRESCIAAITECNICIDELLIBROPARLATOALL'IMBARCADERODIISEO
ALLAGARZONADIFARMACIAALL'ANTIQUARIORIGATTIEREDEGLISPECCHIMOLATIAPESCHIERADIMONTISOLA
ALLOSCULTOREDICERVENOAISUOIFRATELLIEAISUOIRICCIOLIDIFERROCONLESFERETTEINCIMA
ALL'INSEGNANTEDISIRACUSAAPASPARDOALLAZIAEALLANIPOTEINGITAALL'IMPIEGATAGIOVANESORRIDENTE
DELICATAECORTESECHETRAFEBBRAIOEMARZODEPERISCEVISIBILMENTESIASSENTADALLAVOROALLO
STREMODELLEFORZEAFINEMAGGIOEMUOREDEVASTATADALCANCROAOTTOBRE 

(è sempre una questione di numeri estratti!)

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SCHIAVISMI

gennaio 14, 2010

ELOGIO DELLOltre a quello che salta all’occhio dei braccianti agricoli delle arance come dei pomodori, ve ne sono (è ovvio) di molto ma molto più sottili.

In famiglia, ma dài… Nel lavoro intellettivo, ops…
Nella scuola, ma davvero…

Propongo un sondaggio preventivo, o brain-storming, se si preferisce.

Come si esprimerà mai lo schiavismo nella scuola? Vediamo un po’…

Ah, a latere, ricordate il bidello-chef? (con tag chef a domicilio del 15 settembre 2009)

Ebbene, a suo carico ci sarebbero forti indizi di furto ripetuto ai danni degli alunni… Il bidello-chef gioca ai cavalli e perde… 

CORSO NUOVO per FARE PRESENTE

maggio 28, 2009


CORSO NUOVO è un progetto
per FARE PRESENTE nella SCUOLA.
E’ necessario ripensare le relazioni tra docenti e alunni e introdurre i CORSI,
in sostituzione dell’impostazione sulla base delle classi. I CORSI conferiscono dignità e responsabilità agli insegnanti, valorizzando le propensioni individuali nella gestione della didattica.
L’aula dedicata alla materia di insegnamento è LABORATORIO-BIBLIO-VIDEO-MEDIA-INFO-TECA
e contiene tutti i materiali necessari per favorire l’apprendimento.
L’entrata nello spazio di lavoro diventa sacrale.
Gli alunni rispondono all’insegnante attraverso opportune verifiche sulla loro preparazione:
passano al livello successivo o ripetono il corso.
Oggi gli alunni sono giudicati dal consiglio di classe
che li può ritenere globalmente in grado o meno di frequentare la classe successiva, inducendo forti disparità: fino a tre materie con carenze oggi si passa con il recupero e gli esami di riparazione, ma sappiamo che l’efficacia delle operazioni di soccorso degli alunni in difficoltà, le strategie di persuasione verso gli alunni che a vari gradi rifiutano il dialogo didattico-educativo e non ne comprendono l’importanza, il rigore e l’uniformità dei criteri di giudizio non sono garantiti, e il risultato è un’ampia collezione di vistose storture.
I CORSI permettono agli alunni di seguire con successo gli insegnamenti singoli e di soffermarsi qualora si rendesse necessario sulle materie verso le quali presentano difficoltà di apprendimento, senza vivere l’umiliazione e la dispersione della ripetizione della programmazione dell’intero anno scolastico…
So bene che si potrebbe porre obiezioni sulla propedeuticità e sull’opportunità di comporre team di insegnati che progettano le linee essenziali di un piano didattico comune nello stesso istituto, fatte salve tutte le condizioni di libertà didattica e le garanzie di democrazia e pluralismo:
il potenziamento dell’azione didattico-pedagogica che deriverebbe dall’istituzione dei CORSI, per ciascuno di essi, non esime dal tener conto di tutte connessioni tra discipline in senso logico e temporale. 

C'é LETIZIA e Letizia

maggio 26, 2009

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LETIZIA, IL BUON SENSO E IL CONSENSO.

 

Letizia qui non è Noemi, bensì la Moratti. Interrogata sui progetti dell’EXPO, si barcamena sorridendo molto a(ma)bilmente e conduce l’interlocutore dove vuole. Sul suo terreno di gioco. Non solo perché è stata invitata lì apposta. Tiene la palla e non la passa. Dice che Milano ha avuto un riconoscimento a livello internazionale per aver istituito una commissione di vigilanza sul grado di contaminazione mafiosa delle imprese, che il verde promesso ai cittadini milanesi ci sarà, rigoglioso e abbondante (più del Central Park, e di altri parchi urbani celeberrimi) secondo il ridondante e ambizioso progetto LE VIE D’ACQUA che attinge alla visione leonardesca della città. Le sciure degli attici fioriti afflitte in anticipo dalla sindrome da ombra tacciano! Le torri che emergeranno fiere dalla polvere del cantiere saranno abitate da 15000 persone (con 10000 auto al seguito?) e questo dato dovrebbe confortare i milanesi o aspiranti tali perché, diceva l’accompagnatore azzimato della Moratti, l’immissione sul mercato di nuovi alloggi riequilibrerà i prezzi: geniale!

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Su tutte, una grande argomentazione veramente populista e bipartisan: non è giusto e intristisce la Signora parlare così male di Milano! Una città ricca di gente onesta che si alza presto la mattina e va a lavorare, una città che si distingue per le sue iniziative umanitarie e la presenza di un’alta desità di benemerite associazioni di volontariato… una città attiva e creativa! L’immagine che voi (comunisti del servizio televisivo pubblico) ne date è deviante, fuorviante…

Peccato che il giro d’affari dei pochi sparuti malavitosi, sia di gran lunga più consistente rispetto ai quattro spiccioli sudati dagli onesti e diligenti lavoratori, eh eh…


SUPER-PACCO

aprile 1, 2009

Vado in Posta (quell’ufficio con la banda gialla e azzurra che lo rende riconoscibile su tutto il territorio nazionale dai tempi in cui l’isola di torre pelosa di stintino ne veicolava la pubblicità …) per spedire un grosso pacco. Mi sento come se in quel pacco fossero contenute cose vive. Tra l’altro non riuscendo a caricarlo sulla bici, e non trovando interessante l’idea di tenerlo in equilibrio per un chilometro e mezzo su una spalla e reggendolo con il braccio a pinza, prendo il vecchio passeggino che si trova abbandonato in cantina da anni, tutto impolverato e lo riassetto con un colpo secco come quando con il bambino in braccio facevo tutto con una mano. Adagio il pacco per il lato lungo al posto del pupo e parto. Quando arrivo davanti alla Posta, vedo la portina dello spazio di controllo metal detector aperta e volo dentro col passeggino a razzo, per approfittare del passaggio. L’utente già inserito si spaventa  ancora di più quando guardando nel passeggino vede il parallelepipedo avvolto in carta pacco e scotch lucido, formato bambino gigante impacchettato. Non appena dentro, mi fiondo a prendere il bigliettino col numero per la fila agli sportelli di invio pacchi, e contemporaneamente spingo a sinistra il passeggino che prosegue da solo la sua corsa fino a scontrarsi contro il bancone-bilancia. Passa un’impiegata proprio mentre torno al passeggino brandendo il numerello. Mi guarda interrogativa da sopra le lenti da presbite e sorride: …ma cosa nasconde lì dentro? Un bambino imbalsamato, le rispondo, e fa una faccia con la bocca tirata e gli occhi spalancati, sparendo nel retro. Tocca a me. Mi dicono che certamente il pacco pesa meno di 30 kg e mettono un peso indicativo sul documento che lo accompagna nel viaggio. Dico: sarà 4 chili… Ma sì, mi dice l’impiegata, mettiamo 8. Così… senza neanche utilizzare il bancone-bilancia che tanto mi piacerebbe avere in casa, è stato messo un valore casuale di peso. Cosa che mi ha un po’ disturbato. Ma l’impiegata era particolarmente buffa, aveva capelli color tiziano ben acconciati, un simpatico muso puntuto e… mi ha fatto entrare nel retro! Sennò l’indignazione avrebbe preso il sopravvento… Ho sollevato il bambino incartato e l’ho accompagnato fino al cestone che sarebbe salito sul furgone dello spedizioniere. Sono uscita col passeggino leggero e sono andata a mangiare una piadina alle verdure al parco solari. Come Cattelan.