Posts Tagged ‘liguria libera’

ANTROPIZZAZIONE

ottobre 5, 2014
biodiversità su mare calmo

scena di bonaccia autunnale

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TRA LE 77 ERBE DELLE STREGHE

giugno 30, 2014

parietaria epibbio gramigna vitalba chenopodio bianco fumaria papavero rosso pimpinella sanguisorba biancospino ortica rovo acetosella valeriana rossa tarassacocomedrio piantaggine finocchio borragine erifimo lunaria cardamina prezzemolo crescione camomilla campanula verbena inula crepide cicerbita crespigni genziana minore picride centauria

PUNTA MANARA

aprile 27, 2014
eleganza e simmetria

flora

NINFOMANIA E DERIVA PAVLOVIANA

gennaio 26, 2014

Riflessioni di genere sullo scoglio senza ombrellone fuori stagione (ma quando non piove lì è sempre stagione!). A un passo dalla frana, di cui si vede il fango che ancora cola in mare e si mescola al turchese dell’acqua limpida, un attempato conoscente passa e scambia due battute di gusto discutibile con le signore: ”Non temete, non vi salto addosso!”. Loro lo guardano sbigottite e una ribatte che una scena del genere non se l’era manco lontanamente figurata! Ma perché gli uomini sopra una certa età credono di essere divertenti facendo riferimento al loro tradizionale ruolo di predatori? Questo, vistosela grama, rincara con l’effetto di peggiorare la situazione: ”Ah, ma allora non siete delle nonfomani!”  Erano trent’anni che non sentivo quella parola che ha evocato un tempo lontanissimo in cui padri,  zii, conoscenti o vicini di casa maschi avevano l’autorizzazione a usare i termini ‘equivoci’ con particolare riferimento al sesso, mentre le donne no. Le timorate autentiche erano sempre in imbarazzo, tacevano, arrossivano o emettevano dei risolini e le altre, magari dotate di un linguaggio più sciolto, si contenevano comprendendo l’opportunità di non esporsi al giudizio popolare che avrebbe stigmatizzato il loro comportamento come volgare o sfrontato, per non dire tutta una sfilza di comuni epiteti. Il tipo non demorde e comincia a raccontare quella barzelletta che invece che ridere dovrebbe far singhiozzare: ”La sapete, no? Un bambino chiede alla mamma cosa vuol dire ninfomane. Una malata di sesso, risponde lei. Ah, fa il bimbo pensieroso, e un uomo che ha la stessa malattia come si dice? Uomo! ahahahahahahahhhaah”. Non ci si può credere ma esistono, e sono ancora in circolazione. Le donne, prese da uno slancio pedagogico, lo fanno ragionare sulla parola che di per sè indica fondamentalmente una mania e che forse questa mania riguarda(va) più i maschi della sua generazione, ma lui insiste a vederla come esclusiva: le ninfe sono donne, dunque la ninfomania riguarda solo le donne. E il corrispondente maschile? Sessuomane? Sì, forse, ma non è altrettanto forte. E sicuramente, meno riprovevole. Uno spaccato antropologico lì, pronto da analizzare.

Un cane si avvicina sbavando a tutti i sacchetti di plastica che sente stropicciare: una rivisitazione del riflesso condizionato pavloviano, in tempi di supermercati!

IL TIMO PER I ROMANI

dicembre 15, 2013

Si sa dell’usanza dei soldati dell’Antica Roma di cospargersi prima di una battaglia di acqua e timo: il vocabolo con il quale si identifica questa pianta è lo stesso che nella lingua greca assume il significato di coraggio o forza.

Nel Medioevo, i rametti di questa pianta erano tenuti sotto il cuscino per allontanare gli incubi notturni. Allo scopo di allontanare il male e garantire un buon auspicio il timo era disegnato dalle dame sugli scudi dei propri amati per assicurarne il ritorno a casa.

Le sue proprietà antisettiche sono conosciute sin dall’antichità e nell’”Herbario novo”, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l’asma e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo.

Contiene timolo e vitamina C.

Numero di specie di timo: 300 ca. tra cui Thymos vulgaris e T. serpillus, cedrato.

 

(scopiazzato per amore del timo! ne mastico le foglioline secche raccolte al Forte…)

SAN FRANCESCO FA DANNI

luglio 25, 2013

Tre uomini e una statua. Imballata con le millebolle. Non ci sta sul camion, però! La terracotta dipinta su base lignea e con accessori, si scontra col tettuccio e la croce si piega. Bisogna rimuoverla. Le millebolle sono tenute insieme da nastro adesivo e senza un taglierino i tre cominciano a strappare e a dar colpi a destra e a manca con le chiavi e altri arnesi di fortuna. Uno si ferisce. Il dolore lo paralizza. A bocca spalancata. Trastevere, ieri.

Non ho mai sentito bestemmiare tanto come in Liguria. Una violenza verbale che ancora si compie prevalentemente sulle donne. Risuona nella valle da un versante all’altro e prelude a qualcosa di peggio.

Bestemmie zero all’ombra di Castel Sant’Angelo e bici contate, nonostante la ciclabile lungotevere.

In un ospizio della famiglia Doria Pamphilii si tiene anche un corso in inglese. Nell’aranceto si fanno interviste di feed-back. But, the main question is: what is the royal baby’s name?

LE PESCHE DI MORETTI

luglio 15, 2013

Lui in realtà ha sposato una Moretti, ed è uno di quei casi in cui è il marito a pregiarsi del nome della moglie, ben consolidato e anche temuto in paese. Siciliano, si è accasato in Liguria con una possidente. I suoi terreni sono circondati da mura merlate e dominati da un possente maniero. Un vicolo del borgo lambisce il frutteto e le fronde, superandone il perimetro, mostrano i propri frutti ai passanti. Pam! Una pesca matura mi cade sul naso. La colgo e la odoro. Bianca e rossa, con la polpa punteggiata, è un miele… Un omino col cane risale lentamente. Lo intervisto subito. Mi informo se suonando il campanello visto pochi metri sotto, a fianco di una grande targa in maiolica, un po’ chiassosa a dire il vero, il signor Moretti è il tipo da dare udienza e elargire qualche frutto del suo giardino così ricco… Ah, non credo! Storce il naso e scuote la testa. Anche pagando… No, non danno niente a nessuno. E il muro è troppo alto!

Ipotesi su come va a finire?

I DUE CON L’ANFIOSSO

giugno 7, 2013

Veramente l’anfiosso non c’era. Era a casa. In una vasca insieme ai suoi simili in attesa del momento della riproduzione che implica pochi giorni di sviluppo dalla fecondazione… Insomma, i due si prodigavano per raccogliere litri e litri di acqua marina pulita (?) in taniche e bottiglioni a due manici. Avendoli sollevati con la stessa mano e camminando in avanti avrebbero girato intorno come una ventola!! Vederli è stato uno spasso. Lo dico molto bonariamente, considerando che il loro lavoro è prezioso (studiano le correlazioni tra DNA e esiti dello sviluppo embrionale), e che lavorare per la ricerca scientifica significa sporcarsi le mani, fare fatica e… bagnarsi le mutande! Biochimici e naturalisti di tutto il mondo, unitevi!

CONTROLLO INCROCIATO

giugno 3, 2013

1. Un cretino risponde al quiz in TV. Telefona e tenta la sorte. Non vince, tanti complimenti per la trasmissione, frizzi e lazzi. Peccato che non avesse pagato il canone. Due agenti della finanza gli si palesano in casa tre giorni dopo: la telefonata proveniva dalla sua utenza. Se non hai la tv, amico, come puoi seguire la trasmissione in diretta e partecipare al gioco a premi?

2. La Berlinguer è una lottizzatrice e Rai3 fa inchieste sulle storture della politica e dell’amministrazione delle aziende pubbliche? Indecente.

3. Costruire un falso storico è un gioco da ragazzi. Docufiction. Così Eratostene risponde ad Archimede.

4. Concussione e prostituzione anche di minori. Quando fa comodo non si fa sapere di chi è parente uno/a implicato/a in una storiaccia. Là invece si sbandierava la parentela con Mubarak. Che classe!

5. Due donne sodali si sono sostenute reciprocamente in momenti speculari di necessità, poi sono andate in vacanza assieme… e il paese mormora.

6. Due turisti tedeschi sono rimasti a piedi a Genova mentre erano in viaggio per la Toscana. Sosta forzata. Scoprono la spiaggiola di Capolungo e la sua fauna.

7. Ti saluta la contessa da lontano? Questa è Nervi che ti prende per la mano…

CAP LONG BEACH

aprile 24, 2013

Oggi lo spettacolo del mare era supremo. L’imperfetto del verbo essere stona e stride, ma rende ancora più evidente, forse, la precarietà della bellezza a cui si allude.