Posts Tagged ‘lovely places’

ROMA IN COMA

settembre 22, 2016

Come si può pretendere di farla correre?

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SPIAGGIA E BACI AL CONGIUNTIVO

luglio 15, 2016

Una bambina sugli 8-9 anni un po’ esitante chiede al padre sotto l’ombrellone mangiando una pizza rossa piegata in due e concentrata sul pomodoro che strabordava, dopo che lui le aveva comprato dal pachistano un ciondolino di plastica madreperlacea:

… ma se… tipo… in Italia… c’è un bambino che… tipo… non è italiano … e si chiama ANO, anche in Italia lo chiamano ANO?

sì amore…

(ma che padre è?)

Dopo pochi minuti:

…ma papà… saresti felice se…

se..?

ehm… se… (la bimba guarda dalla mia parte e si accorge che sto prendendo appunti… ma il padre la incalza…) ah sì… saresti felice se… se ti do 100 mila baci?

 

e come no?  (fa lui, senza correggerla) …ma li devi contà tutti però!

(… i congiuntivi mancanti?)

OSTIA E VITINIA

giugno 27, 2016

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IL MAESTRO E MARGHERITA, CRISTINA E IL TRUCE PERUVIANO

marzo 15, 2016

La realtà supera l’immaginazione? Le due sono strettamente correlate e si alimentano l’una dell’altra. Anche inconsapevolmente. Per alcuni l’immaginazione è l’unica realtà. Indistinguibili, alla fine.  Bulgakov arma la mano di Margherita-Strega Volante con un martello, e lei, la sua creatura, frantuma la casa del critico Latunskij che aveva rovinato il Maestro…

Cristina, lavoratrice straniera in Italia, con una storia di povertà, figli da mantenere lasciati nel paese di origine e illusioni, ha passato otto anni con E. di 15 anni più vecchio, insensibile e dispotico, che la sfrutta e alla fine si allontana. In preda al furore, Cristina gli spacca a martellate (nella camera che in teoria condividono ancora) armadio, specchio e mensola di vetro spesso. Ribalta tutto, letto compreso. Il materasso è di traverso. Vedi cosa io l’ho fatto,  dice orgogliosa e mi mostra le foto dall’Iphone. Poi, inedito, dà fuoco alle sue mutande. Erano nuove, e racconta la scena ancora  fremente per la trovata originale e la rabbia che l’aveva fatta accanire su un indumento quanto meno carico di simbolismi: le aveva appena comperate!

E io ho in mano il libro… col dito infilato a pagina 296, esattamente.

(nella sala d’attesa leggo ad alta voce, tanto non c’è nessun altro, e le chiedo di fermarmi se non capisce qualche parola)

Realtà scassata? Lettura beata.

 

ECOVISIONE DI MARZO

marzo 8, 2016

Appare fiero e ispirato come un Savonarola, Alfonso Martella, l’amico fabbro che ha nel nome un programma di vita, e mi aiuta a smontare ULTIMO IGLOO, (per cui sarebbe più opportuno, in questa fase, chiamarsi Tagliente, come certi conoscenti pugliesi!).

Rottami è il nome che Montale diede alla prima stesura di Ossi di Seppia, un secolo fa. La Poesia e Ultimo Igloo rimarranno per sempre uniti da un chiaro filo d’acqua.

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Eclissi, invece, è il titolo dell’installazione temporanea costituita dai due scudi (donati da  CO.RI.MA. e  O.L.L.), fino al 10 marzo in DepurartLab Gallery (Milano Nosedo), in cui è evidente, in uno, la colatura di ruggine che pone in movimento l’oggetto come fosse corpo celeste lanciato in un viaggio cosmico, e nell’altro la punteggiatura, come di frasi inedite…

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Si scorge sullo sfondo un’Arca, naufragata qui, forse, dopo una tempesta… Potesse raccontare la sua Storia!

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Canaline della Valcamonica e ritagli di lavorazione di alluminio a spina di pesce o circolari si intrecciano magicamente a terra, in un amplesso di forme e cromatismi: daranno vita a nuove architetture!

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Il cumulo degli ornamenti di ULTIMO IGLOO vibra…

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Alfonso, per l’occasione, indossa un elegante camice mimetico, offerto da un famoso stilista, o per meglio dire un famosissimo marchio, sulla bocca di tutti… che non ha bisogno di essere nominato per dare lustro all’intera operazione!

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Pesca, la lunga proboscide del pachiderma, simbolo di Memoria! Esso è venuto ad abbeverarsi qui, per l’ultima volta, al Tabernacolo per l’Acqua, conservato nel cuore di Ultimo Igloo.

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L’Eclissi è in Movimento e Libera.

DENTIERA E LIMONI

febbraio 29, 2016

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Cosa ci regalano in BELLEZZA, questi anonimi (o quasi, perché riconoscibili da sigle) WRITERS? Un mondo: la dentiera a destra, più viva e mordente che mai, emette un fascio di luce scomposta che investe una mano verde, in qualche modo imbrigliata… da pastoie forse  che le impediscono di esprimersi liberamente, ma si fa rappresentativa di corpo che cammina, come spesso succede per gioco, quando indice e medio sono le gambe… e la dentiera è illuminata a sua volta da esseri nastriformi portatori di lampadine accese di un’intelligenza primigenia… EVOCATIVA!

Un attento camaleonte staziona su un ramo che è nastro stradale asfaltato, dotato di linea di mezzeria ben segnata e non erosa dal traffico inesistente o sospeso, mentre afferra con la sua lingua vischiosa un convoglio stilizzato in forma estrema, sublimazione del mezzo treno, in fondo fatto di tanti parallelepipedi agganciati, da trainare con forza nella realtà della mobilità sostenibile, sorvolati da un curiosissimo pallone aereostatico con cestello… un drone giocattolo? il tutto corredato di collinette-croissants morbide, forse barriere fonoassorbenti, edifici-domino che presto o tardi collasseranno l’uno sull’altro, e un tipico sole-mezz’arancia al tramonto che invita a bere un liquidino artificiale di quel colore!

Non manca lo spaccato di vita privata esibito in pubblico: una coppia in viaggio, oppure due individui, maschio e femmina, singolarmente viaggianti e casualmente vicini sui sedili del treno, in cui i ruoli sono lasciati intendere come fossero ancora strettamente legati ad uno stereotipo: lui, stile business, con immancabile valigetta, si proietta con sorriso omodonte famelico su di lei, piriforme, compita, animale braccato, dotata di collana a perle regolamentare e borsetta copri-pudenda a cui aggrapparsi.

Il nostro writer, eroe, donatore di immagini colorate nelle grigie stazioni metropolitane, ci ha voluto raccontare forse la storia di un’omologazione ancora diffusa da rivoluzionare, da superare davvero?

L’ha incorniciata. Intendeva metterla nell’album dei ricordi.

Etico. Sublime!

ACQUA PIEGATA, SCHIENA DRITTA

febbraio 27, 2016

ap 13

Villa Fabrizia, Bertonico (LO), 30 gennaio 2016

MR WRIGHT IN VENICE

giugno 8, 2015
sento l'odore della laguna

more in the middle, it couldn’t be!

AMBRA JOVINELLI

giugno 24, 2012

Finalmente. Che fosse attorno a Termini, era chiaro, ma i sensi di marcia possono imbrogliare. A piedi è meglio. Poi idealmente devo smaltire tutti i panini che Bluto si è mangiato sul treno! Non servirà a lui, ma a me che ho quasi digiunato, la pajata scivolerà giù meglio! Il parco degli acquedotti al Quadraro è rovente eppure sotto il leccio si vive in una bolla di aria frescolina che ricircola e porta gli aromi delle erbe intorno. Un ciclista arrampicatore raccoglie i capperi dal muro e in lontananza le grosse rotoballe del campo attiguo richiamano i ritmi di pigre attività produttive. In serata qualcosa va a fuoco proprio in zona e si è temuto per la nuova casa in ristrutturazione di E. e G., gli amici di madreteresa, la viaggiatrice-lumaca… quella casa, che delizia, in mezzo a un villaggio concepito negli anni ’50, nella pineta! ma che urbanistica, isole di urbanità ideali, poi il macello in questa roma stratificata, aggrovigliata, ripiegata in pliche sotterranee infinite… e la cui imbrogliata periferia riserva le sorprese semplici e magari anche genuine (perché escluderlo?) della gastronomia locale (intramontabile) all’angolo della strada, insuperabili! le verdure ripassate (aijio oijio e peperoncino) a regola d’arte si possono mangiare solo qui!! roma generosa, forse torno a breve per i tuoi BIMBI BELLI sullo schermo. Da qui a Vitorchiano non è immediato, ma vale il fischio arrivarci per la notte rosa, cominciata con un pomeriggio rosa-arancio brillante in mezzo ai preparativi di tutti gli artisti coinvolti esposti per le vie, nei palazzetti e fin su nella torre del comune, con splendide fotografie… e i supplì della mamma della Federica! Gli artisti visitatori sono anche accorsi in buon numero e mescolati ai vitorchianesi sparsi nel lazio che non perdono l’occasione di tornare al paese per far provvista delle ciambelle di san giacomo e per vedere animarsi le viette di solito piuttosto desolate. affacciarsi al dirupo è inebriante. e spaesante il brulicar di vita nei vicoli per la realizzazione della festa, con un tripudio di fiocchi rosa e un curioso omaggio alle donne all’entrata del borgo, subito dopo la porta. una viaggiatrice lumaca non può perdersi un”opportunità così succulenta e multipla! un grazie a tutti, compresi beniamini (un plurale per la personalità complessa) e benefattori, non ultimo il sosia di baglioni che si tiene i capelli rasati per non essere confuso!!!

PHILOSOPHY ON THE ROAD

maggio 20, 2012

3. Un’Ape istoriata ferma in un piccolo parcheggio a Cavandone, il paese dei raccontatori e del tasso millenario, attira l’attenzione dei rari passanti. Ape, non bestiola ronzante! Bensì piccolo mezzo a motore con tre ruote, amato dai contadini e piccoli artigiani o commercianti di poche pretese… Il grigio rosato della carrozzeria fa da sfondo ad una serie di disegni pseudonaif: casette, cime di montagne, il sole, le nubi… sulle portierine.  E, sulle fiancate del piccolo cassone posteriore, campeggia l’opera concettuale: la frase scritta con grafia elementare ma con qualche spigolo sospetto, che richiama le asprezze della vita, che non è prati fini di seta e gigli, bensì dura roccia!
Sull’Ape, due casse di acqua, il business del nostro trasportatore-artista-filosofo. Dura la vita di chi è così sensibile e propenso al bene e al bello, che per sopravvivere deve consegnare acqua, bene comune e gratuitamente disponibile, nell’inutile e dispendioso packaging, anche in montagna!!

4. Il vile attacco terroristico alla popolazione indifesa della scuola spegne la Notte Bianca dei Musei. La reazione che si aspettano gli architetti del terrore è proprio questa, con un obiettivo: impedire l’aggregazione sana dei portatori di pace, attraverso la cultura.

5. I guai arrivano a grappolo? Pare di sì. Gli operai del turno di notte ne hanno fatto le spese. I palazzi storici che ospitano i musei, le istituzioni, le scuole, le chiese, sono da stanotte inagibili.