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DA PISTOLETTO A MARONI

marzo 4, 2011


 

Maroni si presenta come una persona pacata, non alza la voce, vende bene il suo prodotto ministeriale. In contrapposizione a Bossi che, se non fosse per i noti problemi di salute che lo inficiano, urlerebbe dalla mattina alla sera, infatti il braccio utile che gli è rimasto rotea e minaccia sempre.

Non a Bossi, che non rinuncerebbe alle sue efficaci e rozze modalità di espressione propagandistica, bensì a Maroni chiederei di inginocchiarsi di fronte allo specchio dell'installazione di Michelangelo Pistoletto (che da oggi è  in mostra con un grande tavolo in forma di mare mediterraneo http://temi.repubblica.it/casa/2011/03/04/tutti-a-tavola-per-confrontarsi/ che utilizza ancora il materiale specchio, al MAXXI di Roma).

Maroni, rifletti insieme a noi! Sul Federalismo. Sul Risorgimento che sta all'origine di questa sofferta Patria, che in effetti non era tutto unitario. L'Unità è stata un'imposizione, ha prevalso sugli altri orientamenti.
Motivi affaristici, come al solito. Che capirete perfettamente, tanto siete diventati rapidi nel gioco del doppio ruolo politico sul fronte locale e su quello nazionale, che pure il popolo leghista è perplesso!

Allora, contingentemente parlando, dicci dalla posizione inginocchiata di cristiana memoria, che senso ha fomentare gli atti anti-italiani e antirisorgimentali e anti meridionalistici. E non dimenticare di renderci conto della negazione dell'ELECTION DAY, che farebbe risparmiare come i tuoi elettori sanno bene, tanti milioncini! E con quale geniale motivazione sostieni la distinzione dell elezioni? La tradizione! Bugiardo e opportunista. Non eravate ispirati da principi innovativi?

Secondo Pistoletto l'Arte deve interagire con la Società, per un Futuro Ottimistico. Già.

Dionigi Tettamanzi

gennaio 21, 2009

…ha parlato di sobrietà dei consumi, invitando più che i fedeli, tutti i cittadini (ho percepito il suo intendimento in senso allargato, nello spirito del vero ecumenismo, ed è ciò che mi aspettavo perchè c’è da tempo nell’aria una forte richiesta di guida al buon senso e di conforto su temi del confronto materiale, etico e spirituale) a riflettere sulle scelte economiche. COMPRO DUNQUE SONO è un assioma in ribasso, certamente in termini quantitativi; consumare poco e meglio si impone come scelta e regola, nel rispetto di sè, dell’ambiente, della comunità.

Bravo Dio-nigi! Hai già suscitato polemiche: la voce che si leva allarmata dai diveri settori dell’economia infatti sembra avere segno opposto, consumare, acquistare, far girare il denaro… Ebbene, non è così che si innesca un circolo virtuoso, perché l’approvvigionamento energetico non è una quisquilia ma un problema di fatto prioritario di tutte le politiche economiche presenti e future e volutamente relegato a una mera questione da dibattere tra specialisti, pensati come avulsi dal mondo rutilante delle merci che riempiono i supermercati tutto l’anno senza più rispetto delle stagionalità, nell’angoscioso tentativo di passare per onnipotenti!

Ora ci aspettiamo che Tettamanzi si esprima sulla convivenza dei tre monoteismi a Milano, vista la polemica destata dalla preghiera vis-à-vis del dòmm, e le conseguenti restrizioni di Maroni.

In fondo, se DIO non esiste, solo il bisogno di aggrapparsi a qualcosa (un tutore-contenitore-protettore-castigatore) purtroppo rimane vero!