Posts Tagged ‘mobilità lenta e sostenibile’

SAN FRANCESCO FA DANNI

luglio 25, 2013

Tre uomini e una statua. Imballata con le millebolle. Non ci sta sul camion, però! La terracotta dipinta su base lignea e con accessori, si scontra col tettuccio e la croce si piega. Bisogna rimuoverla. Le millebolle sono tenute insieme da nastro adesivo e senza un taglierino i tre cominciano a strappare e a dar colpi a destra e a manca con le chiavi e altri arnesi di fortuna. Uno si ferisce. Il dolore lo paralizza. A bocca spalancata. Trastevere, ieri.

Non ho mai sentito bestemmiare tanto come in Liguria. Una violenza verbale che ancora si compie prevalentemente sulle donne. Risuona nella valle da un versante all’altro e prelude a qualcosa di peggio.

Bestemmie zero all’ombra di Castel Sant’Angelo e bici contate, nonostante la ciclabile lungotevere.

In un ospizio della famiglia Doria Pamphilii si tiene anche un corso in inglese. Nell’aranceto si fanno interviste di feed-back. But, the main question is: what is the royal baby’s name?

SPLINDER INDOTTO ALLA PARALISI

novembre 16, 2011

Ma che bel giochino deve essere questo per qualcuno! Spargere la voce che tutto finisca pufff volatilizzato in un ultimo amaro ma ineluttabile ronzio, esalazione estrema di pc, avvalorata dal fatto che splinder respinge da mesi nuove iscrizioni, vieppiù confermata dalla lentezza con cui girano i programmi, segno inconfondibile di irreparabile agonia… e gettare nel panico specialmente i blogger di lungo corso che hanno affidato con calore e passione alla memoria di questa piattaforma le loro più viscerali confidenze, è un tutt'uno! Chi si ricorda la canzone di Jannacci in cui in un siparietto si racconta dello zoo comunale e dei perversi bontemponi che gridano aiuto aiuto è scappato il leone… per vedere di nascosto l'effetto che fa! (vengo anch'io-no tu no!)?

Ad ipotizzare la macchina dell'ansia da abbandono della piattaforma si fa peccato ma forse ci si azzecca. E il divertimento massimo consiste, per i perversi bontemponi del web, nell'assistere al triste e malinconico, a tratti rabbioso, esodo verso la nuova zattera di salvataggio, accogliente come …una zia! Una zia che si pavoneggia per le visite dei nipotini… e cosa ci guadagna questa vezzosa zia? I servigi dei nipotini devoti che potano e dissodano l'orticello!
Alla zia nel frattempo, dei signori ben vestiti, dall'aria gioviale e rassicurante, hanno chiesto di poter piantare tanti cartelloni pubblicitari colorati sul tetto della casetta e sulla recinzione dell'orticello…

La mia vicenda è breve: tre anni di blog, con esitazioni iniziali sia di contenuto che di forma (il font era ballerino e i post, esili come timidi suggerimenti) ma poi ho familiarizzato con la tecnologia e mi sono sentita sempre più slanciata e libera di esprimermi, con un ritorno a stretto giro di posta di soddisfazione personale, fino a ottenere un riscontro in termini di visite e di affettuosa e gioiosa (quasi mai bassa e volgare!) partecipazione che mi ha gratificato non poco. L'inaspettata supposta patologia di splinder mi ha colto nel pieno della mia espansione, del mio idillio.

Non tutto il male vien per nuocere: così ci si consola! Pensai subito che la routine avvolgente che si era creata con l'alimentazione del blog pressoché quotidiana, doveva attenuarsi, modificarsi, pena la dipendenza psicologica che già sentivo insinuarsi nel midollo, e che il materiale raccolto poteva essere tempo di cristallizzarlo o rielaborarlo. Ho trascurato di ripristinare il template per due lunghi giorni ma poi mi sono convinta che meritasse di essere riattivato per rendere leggibile il glorioso blog che pareva congelato, fino a… Eccoci, la fine di splinder è sventata oppure solo rimandata. Catastrofe rimandata? Benvenuta catastrofe!, direbbe Dario Fo. L'allarme rientra. La beffa (istruttiva beffa) è compiuta!

DIRITTI E DOVERI DEL VIAGGIATORE

ottobre 25, 2011

Sono una viaggiatrice lumaca dunque ho l'occasione di osservare con calma placida il mondo degli spostamenti e dei trasferimenti lenti, e prediligo il treno agli altri mezzi di locomozione.

Tre amici salgono a Pavia e cercano posto. Appare chiaro che vogliono stare vicini. Una signora occupa ben tre sedili, uno con la borsa, uno col sedere e il terzo con i piedi rigorosamente appoggiati su uno spesso giornale. Del quartetto ne rimane uno libero ma non basta.

I tre avrebbero ben potuto accomodarsi lì se non avessero trovato l'invadente spalmata al massimo della sua espansione. Una obietta passandole accanto: ma perché non chiediamo?, rivolta agli amici.  La donna era così soddisfatta della sua posizione, che l'unico maschio del trio, sensibile al senso di benessere emanato da quella, invita le amiche a passare oltre ed  evitare di far polemiche. Capì e fu benevolo, il ragazzo. Rimane vero che il dovere dell'una di lasciare fruibili i posti è stato accantonato, abbuonato, e il diritto dei tre ad occupare posti teoricamente liberi, calpestato. Sono state applicate le regole non scritte del buon senso e del fair-play. La flessibilità ha vinto sulla rigidità. Non era necessario perturbare un equilibrio, un assetto: su tre soggetti coinvolti, uno in particolare ha madiato, un secondo era predisposto al combattimento e probabilmente il terzo si sarebbe detto neutro, indifferente. Sono le tre tipiche modalità di azione-non azione umane. Ma, chissà se i tre hanno trovato i sedili vicini più avanti?

La temperatura interna al vagone era calda al punto tale da conciliare il sonnellino. La fermata a Pavia mi aveva scossa leggermente e svegliata. Così dopo la ri-partenza prima di ri-cadere nel torpore favorito dal rollio costante ebbi una visione crepuscolare: mi si aprì improvvisamente lo scenario di una campagna autunnale finalmente umida e un volo di aironi bianchi si spiegò verso est. Pareva la scomposizione della nave partita in crociera da Savona il giorno prima, ancora impressa nella mia mente, compatta, e per centinaia di metri, in una lenta sequenza che faceva percepire il moto della nave solo con riferimento allo scostamento dal promontorio, parallela alla costa di fronte a Varazze prima di virare veso sud, nel profondo del Mediterraneo.