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ORTENSIE E ZUCCHINE

giugno 11, 2012

Sono un mare. Nei vasi, ma tutte vicine fanno un tappeto fluttuante. Violarosalillabianco. Qui c’era un convento. Prendo appunti sul mio portatilino. Si pone sempre il solito problema: fidarsi o non fidarsi della fonte delle informazioni? Questa è parziale ma attendibile. Dovremmo comporre un mosaico di versioni per averne un’idea più precisa. Il cesto dei limoni è quello di due settimane fa e sotto il sole si sono cotti! L’altra volta mi sono aggiudicata l’ultima arancia mangiabile. Quella gemella, che è ancora tra i limoni, è rinsecchita. La scelta è rinsecchire o ammuffire, nella vita! Torno a casa con una pianta di zucchina. Diventerà una zucchina milanese. Ogni riferimento a zucchine o zucchini realmente esistiti e citati anche in contesti atipici, è puramente casuale!

Sono ormai un numero rilevante gli orti in Milano. Quelli di Leonardo sono un giardino segreto, ma accessibile al pubblico. Lo sa anche la Maria Marinoni che l’orto è vincente! E ti propone il pane color carota, peperone, verde se non spinacio, zucchina, rosa a pois per le rape rosse mescolate alla farina… un’idea eccellente! La presentazione giovedì scorso ha coinvolto molti curiosi e i soliti A-Ortisti della Piluso, una banda di scalmanati e visionari che mentre mangiano, pensano a come trasformare, traslare, tradurre il concetto di cibo cibante le cellule, in alimento per lo spirito. Artedamangiare docet.

Gran soddisfazione per la chiusura dell’anno scolastico: un bouquet di relazioni, un gran concerto e domattina le ultime sorprese… non si può sempre prevedere tutto! Un margine di libertà è gradito…

L'ORTO DELLA TAMARO E DELLA DANDINI

Mag 15, 2011

 


Basta giarrettiere! Voglio diventare vecchia senza che mi si imponga di giocare alla seduzione tutta la vita! Lo dice la Dandini alla Fiera del Libro di Torino. Emily Dickinson, 'la pazza dell'attico' come i suoi vicini la definivano, non scriveva poesie tutto il giorno, ma metteva le mani nella terra, nei vasi del suo terrazzo.
La Tamaro in una visione da eremita, trova rifugio in campagna tra piante e animali, dopo le amarezze e le disillusioni della vita.

C'è chi si fa progettare il terrazzo dall'architetto che poi invia gli esperti giardinieri a realizzare l'arredo verde, c'è chi mette vasi di terra sguarniti e aspetta che il vento porti suggestioni. La Zan, dopo aver arredato la terrazza di Col Moschin (con il supporto tecnico di esperti vivaisti (altri tempi!)) con ligustri, magnolie crociate, oleandri, ma anche lavande e garofanini di complemento, ha iniziato ad apprezzare la delicata pianta che fornisce i pomi d'oro, a grappolo e con l'aiuto della vicina (la Maria, migrata a Milano negli anni cinquanta dalla alta provincia pavese) che saliva a innaffiare, papille di diversi soggetti ne poterono gustare il prezioso licopene! In tempi recenti, sui balconi sta sperimentanto la crescita spontanea di piante i cui semi arrivano come suggestioni dal vento. Le fragoline fragranti che ammiccano davanti alla porta finestra della cucina, sono il risultato più eclatante: la testimonianza che lasciare esprimere la natura residuale che ancora si insinua in città, dà buoni frutti. Per non dire della morella, discreta, che non dà un apporto trascurabile di vitamine e minerali con la sua dolce uva! E della bocca di leone che non disturba tra le piastrelle sul cornicione: è di un rosa aranciato commovente! Infestanti di ogni tipo popolano i vasi e convivono rigogliose con le altre piante, titolari del piccolo appezzamento.

La Tamaro e la Dandini alla Fiera del Libro di Torino (che poi si dice Salone Internazionale del Libro!) hanno fatto (una strana) coppia, sorelle d'Italia, nel segno dell'anticonsumismo (che a differenza di altri -ismi è sano!) che nella differenza delle impostazioni ideologiche originarie, le unisce irrimediabilmente. La pittura e la letteratura si connettono alla cura dei giardini, vi si intersecano.
A-ortiste di tutto il mondo unitevi!