Posts Tagged ‘palinuro’

ROMA E'…

aprile 11, 2011

villa torlonia che in origine era dei francesi torlonias con gli obelischi piantati nel parco in omaggio alle donne di casa ma che dico alle principesse e la casina delle civette e suoi vetri piombati sui resti dell'antico chalet svizzero il parco sempre allo stato di cantiere e le panchine scassate il centro scout in piazza dello scoutismo che i navigatori non conoscono ancora il napolo-romano che elogia le virtù della cremazione cos'è quel verde laggiù ah il posto dove tutti andremo a stare il verano ma non proprio quello che è già preso dai ricchi frin frin con le dita meglio una scaldatina e via piazza bologna snodo 62 attesa per torre argentina e giù a trastevere dai bucatini e nei vicoli che c'è trastevere e trastevere e si passa dal nuovo sacher da ermanno poi vedi un cinefilo giapponese che sa tutto della commedia e snocciola nomi di registi e attori scola castellani e raccoglie cimeli come foto degli anni sessanta di attori sul set vedi quello è capolicchio e lavora ancora porta in braccio il regalo di un amico regista che dipinge in giallo e verde una figura antropomorfa ma anche un po' marziana ancora pittura fresca e che si spatascia sulla giacca umiliandosi e mortificandosi per la colpevole disattenzione come può essere così negligente dice a se stesso che figura grama e barbina ma risulta di una simpatia irresistiibile nonostante i suoi tic da solerte giapponese pozzo di sapienza e emerito propagatore della cultura cinematografica italiana meriterebbe un riconoscimento ufficiale! sorella enza da barile devota madre e sorella all'aranceto dell'aventino con giorgino e il buco della serratura ma che sorpresa il coro di palo alto a santa sabina ospite dell'omologo di casa eleganti con drappeggio bianco le coriste in formazione totale 110 elementi di una decina di nazionalità diverse accomunate dal sacro canto in contrapposizione totale alla rissa uno alla stazione di san paolo alla piramide per ostia che le due ragazze si davano calci e pugni e si tiravano i capelli e si sono divise un gruppo al mare che l'aizzava e l'altra con due amiche superstiti che rinuncia e sgombra dall'atrio mesta per non dire della rissa due al campetto di tiburtina dove amici di squadra si pestano interrompendo a più riprese il primo tempo rimasto unico forse con l'occhio in mano…

continua

settimana della cultura molto conveniente entrare al foro imperiale al colosseo al vittoriano a castel sant'angelo a palazzo venezia con la targhetta calamitata calamitosa alla mostra di fotografia dei '50 e '60 e le passeggiate romane sul divano nella saletta della proiezione insieme ad altri avventori rivedi i mocciosi e il pescatore pugliese con i solchi nella faccia di altri tempi e alla faccia ci facciamo un panino alla porchetta di ariccia oggi sul muro si legge più frati meno preti e finanziamenti all'istruzione pubblica e non ai cacciabombardieri vedere l'impunità dei politici affaristi dal centro del paese è più lancinante ma i musicanti slavi nella piazza di santa maria in trastevere cantano un po' romano e un po' francese e i bucatini di testaccio sono mejo e alla pajata non si rinuncia anche il carciofo va giù liscio liscio baccalà alla griglia con patate compreso stratificano sotto il gelato di violarosso concatenandosi sempre in sequenza più che logica a tutt'il resto! ostia dimenticavo ostia!! che compleanno!!!

BORSA LIGURE E MADRE TERESA

settembre 9, 2010


Tutto nasce da uno scampolo di stoffa a rigoni azzurro e bianco, di quelle tipiche da materassi, stile ebreo errante. Morbida e resistente al tempo stesso di uno spessore bello e di una tramatura che non lo irrigidisce. Ebbene, una sarta dei vicoli di Genova senza anagrafe, cuce borse e le fa piccole o grandi a seconda della stoffa che le rimane; aggiunge passamanerie, bottoni e fiocchetti. Tendono ad essere perfette. Ma si distrae sempre in un dettaglio: l'errore le rende uniche e quella è la sua firma.

Ad esempio, la mia ha una fodera. Si sa che la fodera deve essere uguale alla borsa, solo più piccola di mezzo centimetro per starci dentro. Be', questa fodera è sfasata. Nell'imbastitura che non è stata rimossa dopo la cucitura definitiva, si vede che era posizionata altrove. Solo se ci metti la testa dentro si vede però! Come nelle fauci del leone. E quando la borsa è vuota.

Con quella borsa delle dimensioni ideali per raccogliere le cose da mare, me ne vo' per la penisola.

Anni fa per avere le mani libere e bilanciare il peso, mi sono messa la larga fascia della tracolla sulla testa ed ecco comparire MADRE TERESA DI CALCUTTA. Giorgino e la sua mamma erano con noi sulla spiaggia di Palinuro o Camerota, non ricordo, e per loro sono rimasta per sempre MADRE TERESA!

Proprio in questi giorni a Roma gli autobus portano la mia/sua… NOSTRA! immagine che pubblicizza un evento in corso.

Borsa magica.

Una figura di donna su cui riflettere.

Ci vuole stoffa, come sempre, nella vita!