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PAURA

agosto 1, 2013

Una giovane donna cingalese con i capelli lunghissimi (fino alle caviglie quattro anni fa, poi solo fino alle ginocchia: motivo di orgoglio, ecco perché gli uomini per punire le donne se la prendono coi capelli…) non parla italiano e si esprime con un inglese funzionale. Tiene serrati in mano 20 euro, pronta a pagare il bigletto che non era riuscita a fare (?). Se il controllore non passa li risparmierà. Ma le consiglio di cercarlo per informarlo. Così pagherà solo cinque euro in più, e non cinquanta. Per tutto il viaggio ha sussurrato una parola: PAURA. In italiano. Una delle poche che sa.

GEMELLAGGI, TESTIMONE LA CARPA!

ottobre 9, 2011

Con l'avvio dell'autunno, ritorna bello e comodo poter contare su uno spazio verde a portatata di bici: il grande parco delle cave, già celebrato in questo blog… Non avrei voluto raccogliere un ulteriore spunto di questo tipo per scriverne ma, impossibile rimanere indifferenti! L'area galleggia tra Milano e Baggio, e l'impegno a mantenerla pulita si tocca con mano. Ciononostante le signore si dispongono sul prato a prendere il sole tutte insieme. Preferiscono stare vicine per costituire barriera e fare baluardo allo scopo di proteggersi dai ma-lin-ten-zio-na-ti.

L. arriva e trova già le amiche: ero incerta, chissà se ci sono le altre, ho pensato, ma poi mi sono convinta che uscire fosse un'idea migliore che restare a casa a pensare alla cucina e a rassettare… Si rievoca l'episodio della bambina urlante di qualche settimana prima. Non ha colpito solo me. Fa riflettere quella mamma incapace, che la sgidava violentemente per nulla, forse credendo di dare di sè l'immagine di una donna decisa e risoluta nella sua presunta autorità materna… Patetica e pericolosa, è stato il giudizio unanime.

L. ripensa ad un caso di abuso. Sapete, quindici anni fa, ero in montagna e presi una di quelle seggiovie da 4. A fianco, un uomo e una bambina. Non si poteva capire se quello fosse il padre, ma presto si svelò l'arcano. Lui alla discesa bacia la bambina sulla bocca. Lei turbata si pulisce col dorso della manina e dice: zio smettila, te l'ho già detto che non voglio che mi baci sulla bocca.

L. rimane scossa e pensa di seguirli. Se avessero raggiunto i genitori della bimba lei avrebbe potuto avvisarli del pericolo… ma immaginò una reazione tremenda: questa è pazza… cosa si inventa? oppure, si faccia gli affari suoi impicciona! o peggio ancora… Così non agì. Ci pensa spesso a quella bambina. Che sorte avrà avuto?

Oggi la vicenda del parco, sebbene non sia legata ad un episodio di abuso della stessa natura, ripropone il dilemma: INTERVENIRE, O NO?

Mentre il gruppetto ragiona, i ragazzi della panchina pescano una carpa di almeno 5 kg., un mostro! Sempre quella, pescata e ributtata. Tanto chi se la mangia? Quella grufola nell'invaso della cava in parte colmato con macerie ma anche rifiuti tossici stipati in fusti stagni (…) sepolti sul fondo. Ebbene, la carpa è come questa storia di abusi sui bambini: la guardi, la ributti e torna sempre uguale. Storia vecchia che riaffiora e non trova soluzione.

AFFINITA'

aprile 21, 2010



 


Il benefattore di Brescia e il papà della ragazzina morta in gita scolastica a Ventotene mi sembrano della stessa pasta.

Di un potenziale deflagrante. Che vorrebbe scuotere dal sonno questa comunità intorpidita.

 

SINTESI SPARSA

marzo 22, 2010



 

1. Bisogna amazzonizzare il mondo, e non internazionalizzare l'Amazzonia, per depredarne le risorse.
2. Della Foresta il 15% è perso, il 30% intatto, il 55% danneggiato.
3. http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/08/password/plinio-leite-da-encarna%C3%A7%C3%A3o-l-amazzonia-e-anche-vostra.aspx racconta chi è Plinio Leite da Encarnaçao.
4. I piccoli imprenditori veneti (de noantri) si autosopprimono per eccesso di senso civico, di responsabilità verso i dipendenti, per la vergogna e l'umiliazione dello sfascio economico. Domanda: non era così bianco il Veneto per via del radicamento capillare della Chiesa e dei suoi preti (sostentati dallo Stato)? Che ci stanno a fare questi se non sono capaci di sostenere moralmente gli individui in difficoltà (pecorelle smarrite o ferite…), che rappresentano un fenomeno così diffuso? Di che si occupano veramente i preti? E continuiamo a pagarli, anche?
5. Paura. Tema delicato. A vedere Angelo Izzo in tivvù, si può pensare che rappresenti, che incarni a buon titolo il concetto di mostro. Dà l'impressione di aver perfino scelto la carriera del mostro assassino, deliberatamente, scientemente. Gli piace aver assunto questo ruolo. Almeno così pare. Pare anche che, l'indicazione di aver paura di certi loschi figuri, pur conclamati, serva a coprire il terrore sottile che certi altri figuri, socialmente protetti e garantiti, emanano costantemente e impunemente. A dispetto del suo nome, Izzo non è un angioletto, certamente. Cinico e spietato, si è applicato sistematicamente nei settori del male, ha torturato e ucciso. Ma io non voglio e non posso credere ai cattivi istituzionali, solamente.