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ECOVISIONI

ottobre 27, 2013

ECOVISIONI AL DEPURATORE DI MILANO di Paola Zan

1. Premetto che sono un’ecoscossa. Chi mi conosce lo sa bene. Chi non mi conosce è avvertito. Sono una che vede Acque limpide (anche quelle che il depuratore di Nosedo contribuisce a produrre dai reflui!), Aria salubre e tutt’intorno, Verde. Verde prato. Verde verticale. Verde sempre, ovunque, comunque, in un contesto antropizzato in cui le architetture possono coesistere in maniera equilibrata e tranquillamente stratificarsi, respirando, possibilmente, tra superfici di suolo vivo e non ricoperto da asfalto e cemento. E, nella prospettiva, vede un’Economia Verde, dove la Ricchezza, intesa come mezzo per realizzare un autentico Benessere, è ottenuta dalla Tutela o dalla Bonifica, sempre più diffusamente necessaria, dell’Ambiente. Economia ed Ecologia hanno la stessa matrice e devono procedere assieme, come gemelli inseparabili. Non rimane che individuare le categorie interessate da/a questo processo. Facile dire Tutti, il Consesso Umano, la Comunità Sociale! Constatiamo ogni giorno come i politici-politicanti-affaristi disattendano qualsiasi aspettativa formulata da cittadini onesti e di buon senso. Quanti progetti di recupero di aree industriali dismesse, ad esempio, potevano riconsiderare la Centralità del Verde Pubblico in maniera diretta e sostanziale ed invece hanno dato (o daranno molto presto!) spazio e corpo all’ennesima cementificazione e colata di asfalto dove il Verde, se va bene, è solo accessorio, di contorno, di abbellimento? Una contraddizione evidentissima va sanata: se la Vera Politica è Gestione delle Risorse Comuni, non può essere esercitata a vantaggio di pochi e a danno dei più. Non può depauperare, svilire, consumare il Suolo e tutte le Risorse che estraiamo dalla Natura per vivere. Anche perché alle conseguenze più catastrofiche, nemmeno i più furbi potranno sfuggire! Le Associazioni ispirate a un’Etica socio-ambientale, premono alla porta delle Istituzioni. ARTEDAMANGIARE è una di queste. Io professo la mia fede in un’Associazione che si impegna in tal senso. Ed è una grande soddisfazione.
2. Alla riunione di oggi, domenica 27 ottobre 2013, tra i tanti punti sensibili toccati, ve n’è uno che mi stuzzica particolarmente: l’Intenzionalità dell’Arte. Antefatto: le opere realizzate dagli artisti per il 26 maggio, hanno mostrato il loro lato debole, la loro deperibilità e hanno subìto nel corso di questi mesi, danni più o meno gravi dovuti alla pioggia e al vento o causati dalla siccità, nonché dalle… lame delle falciatrici! Ciò che risulta dal danneggiamento può essere valutato secondo due prospettive. Una è la via della sostituzione. L’altra è la via del recupero dell’oggetto danneggiato in cui il danno rientra a buon diritto a far parte dell’opera, ed è così ben accolto che risulta integrabile nell’opera, a giudizio insindacabile dell’artista. Per fare un primo esempio, una struttura metallica cede e collassa. La novità risulta così sorprendentemente interessante che si decide di tenere l’opera deformata o semi-demolita perché ne rappresenta una sua evoluzione naturale. Oppure, se la si giudica non più idonea o non particolarmente efficace, la si elimina. Si svilupperà al suo posto un progetto che porti avanti l’obiettivo originario, o un suo derivato, con materiali diversi. Le parti in vinile (veri dischi musicali incisi!) di un’altra opera sono crepate a causa degli shock termici. L’artista decide di rinforzarle verniciandole, in un processo di trasformazione restaurativo-funzionale, con l’obiettivo di ricordare e rispettare l’antica idea fondativa che beneficia così di un’operazione di re-styling, di una suggestione nuova. E che dire delle due giovanissime piantine di gelso messe a dimora, sempre il 26 maggio, con tutto il carico di rischio di siccità incombente a ridosso dell’estate, a corredo biologico di un’opera in polimetilmetacrilato? Una è stata impunemente falciata. E la seconda era così deperita da portare alla decisione di una totale immediata sostituzione con piante della stessa specie, cresciute altrove e più rigogliose. Ma intanto, opere in tubolare già installate generano idee che si traducono in oggetti di altri materiali, come tubi giganti in polimeri resistenti. E i vessilli in plexiglas multicolore, divelti dal vento e sferzati dalla pioggia, verranno riordinati a comporre una nuova forma, mentre saranno eliminati i frammenti di quelli amputati per errore dalla solita distratta falciatrice onde evitare che un sol pezzetto di quel materiale estraneo alla Natura, anche se ottenuto da materia prima, naturale per forza, vada ad inquinare il Suolo già segnato da una serie interminabile di offese (ad onore del punto 1.!). Insomma, l’arte è per definizione sempre intenzionale, e non casuale. Ma se casualmente, fattori estranei alla volontà dell’artista interferiscono con l’opera, la sua stessa intenzione dovrà riaffermarsi, nel nuovo contesto e alla luce dei fatti intercorsi. Allo stesso modo, sappiamo bene quanto ci divertiamo a raccogliere resti sulla spiaggia dopo una mareggiata, a scegliere una tela stropicciata, una porcellana frantumata … ma sarà la nostra intuizione a dare un senso ad un evento casuale! Una foglia, nella sua magica simmetria, risultato di Caso e Necessità Funzionale, può diventare modulo da riprodurre, secondo la sensibilità dell’artista. Se lo vuole l’artista. Al nostro amato gatto, per estremizzare un po’, possiamo intenzionalmente infliggere il supplizio di intingergli le zampe nella tempera e farlo camminare su un foglio, e quella passeggiata per noi sarà Arte solo perché la casualità delle orme stampate è, sempre per noi, evocativa, ci stimola, ci appassiona, ci diverte e ci sorprende! Nella roccia, nelle macchie sulle pareti, nei legni scorticati, vediamo profili al limite della pareidolìa… dove il Caso raggiunge il suo apice, e non ci rimane che ammettere che noi, Animali Umani, abbiamo una caratteristica peculiare: non possiamo astenerci né esimerci dal razionalizzare tutto, ma proprio Tutto!
3. Arte e Aziende: altro punto caldo. Uno scontro di culture. Me la sbrigo velocemente, per non cadere su un terreno insidioso. Ma è un tema nodale che bisognerà sviluppare con calma. Come persuadere della bontà di un progetto artistico? Come ottenere supporto? Come iniziare proficuamente un’azione sinergica che esalti le reciproche volontà e aspettative, nel campo dell’Arte e della Produzione Industriale o del Commercio, che tradizionalmente coltivano e perseguono finalità di profitto? Come convergere? Troveremo Nuovi Mecenati? Intanto siamo riusciti a individuare tra noi artisti aderenti chi ha le abilità da spendere nell’autopromozione collettiva e nella mediazione con le Aziende, e ad intenderci: agire compatti nel nome dell’Associazione e a beneficio di Tutti. E non è poco!

ECOCIDIO E DETECTIVE AMBIENTALE

settembre 30, 2013

Daniela Spera lavora a Taranto in una farmacia, è chimica e vuole scoprire la verità su inquinamento ambientale e salute (persa!). Per aiutare a prevenire danni peggiori.

La sua storia è raccontata nel libro VELENO di Cristina Zagaria, per Sperling&Kupfer.

Rosi Battaglia di www.cittadinireattivi.it sta compilando una mappatura dal basso della reattività civica: quanti cittadini italiani si stanno impegnando nella individuazione dei siti da bonificare, nella diffusione di informazioni geolocalizzate? Sono 15.000 i siti di interesse nazionale, secondo l’Istituto Ambientale di Ispra, sentite anche A.R.P.A. e A.S.L., afflitti da traffici illeciti di rifiuti anche molto pericolosi.
L’obiettivo è la trasparenza dell’informazione.

Considerazione a margine, ma non troppo. Tre donne, tra le tante nell’ombra, dimostrano col loro impegno che la casa è …fuori casa!

Ed è di tutti.

SACRO GRA E ACQUA PUBBLICA

settembre 9, 2013

Se in tempi di democrazia erosa, il referendum sulla difesa dell’acqua pubblica è stato ignorato, e vince a Venezia un film-documento a sfondo socio-storico-paesistico, si può nutrire qualche speranza di diffusione della BUONA PAROLA e di risollevamento civile?

OBIETTIVI MINIMI

settembre 4, 2013

Oggi, prima di bocciare un alunno, ci si chiede: ha raggiunto gli obiettivi minimi previsti dai singoli programmi didattici? Ha partecipato con interesse al dialogo didattico-educativo? E poi: sarà in grado di frequentare con profitto la classe successiva? Con quali strumenti e motivazioni, determinazione e impegno?

Il pasticcio sorge a causa del fatto che a prendere le decisioni è un consiglio di classe in cui, se è presente il dirigente allo scrutinio (che a malapena conosce le situazioni reali), il voto a favore o contro la promozione può dipendere dalla politica della scuola, dal numero degli iscritti e altro ancora…

In ogni caso il risultato di una discussione sul destino di un allievo è collegiale e può prescindere dalle effettive competenze raggiunte nelle singole discipline, valutando le cause del mancato pieno raggiungimento degli obiettivi, valutando le conseguenze di una bocciatura o di una promozione, calcolando il rischio di dispersione, e stimando le capacità di recupero, con o senza l’aiuto della scuola stessa.

I corsi al posto delle classi responsabilizzerebbero meglio tutti, alunni e docenti! Si potrebbe ripetere un corso senza ‘perdere l’anno’, no?

RIVELAZIONI

agosto 26, 2013

Per radio, si possono avere delle visioni, delle autentiche illuminazioni!

Il conduttore di Prima Pagina di questa settimana ha una voce gradevole, un ritmo incalzante senza essere concitato, pacato insomma ma non noioso…

Ad un certo punto riporta il contenuto di un sms inviato da un ascoltatore che fa riferminto al fatto che la morte pare non cogliere mai l’evergreen ex presidente del consiglio (con un piede in galera ma sempre in pista e con una folta crescita di capelli tardiva). Be’, il giornalista è incappato in un lapsus divertente: al posto di morte ha detto MOGLIE!

Una ascoltatrice interviene e dà degli incapaci senza cervello e senza spirito critico agli elettori di centrodestra. Un ascoltatore interviene e si dichiara elettore di destra in quanto individualista e per la libertà e non gli frega niente dei comportamenti privati moralmente discutibili del leader incontrastato della sua parte politica.

Un altro ascoltatore interviene e pone l’accento sul dramma del consumo delle risorse della Terra e della facile previsione di catastrofe globale con fame e carestie, migrazioni e sconvolgimenti climatici…

Have a look here!

http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/gfn/page/earth_overshoot_day/

Il grullo di destra offeso e risentito infatti dichiara anche da buon individualista che lui detesta autobus e centri sociali e mai li prenderà o li frequenterà! Che la sinistra ha il pessimo complesso di voler istruire il popolo e di voler ‘raddrizzare il legno storto’ e lui non si considera tale, ovvio.

La grulla di sinistra era stata poco accorta, come quando la Guzzanti dà della palla di grasso a Ferrara, ma tant’è.

Il punto:  non so se l’interlocutore che vaticina di allarme ambientale sia di destra o di sinistra, ma all’elettore di destra non può passare inosservato che il suo capo non solo ha esercitato il suo diritto a compiere atti discutibili in privato assumendo ragazze che, in fila o a grappoli sui divanetti di velluto, lo baciassero e vezzeggiassero, o lap dancer consigliere regionali vestite da infermiere, ma ha anche tenuto un comportamento pubblico squallido o ridicolo (v. corna nelle foto o barzellette ai convegni) e soprattutto si è fatto promotore di una politica fallimentare per l’economia, la finanza, il lavoro, l’ambiente, i servizi di questo dannato Paese! Questo, gli elettori di destra non lo vedono perchè sono vittime di una propaganda populistica, altro che rispetto delle individualità e delle libertà!! Svegliaaaaa!!!

E il rifiuto del mezzo pubblico di trasporto indica solo una misera intelligenza e nulla consapevolezza dei veri problemi che attanagliano le nostre città. Poveretto!

Poveretti noi che, da persone con autentici ideali di libertà di pensiero, facciamo molta fatica a trovare interlocutori saggi a destra (e piange pure la sinistra!), con cui sviluppare cooperativamente (che parolaccia!) a livello locale e oltre, progetti di gestione delle risorse comuni (aahhgh!) per la stringente sopravvivenza, e ce ne accorgeremo: abbiamo bastonato la gallina dalle uova d’oro e tra non molto non ce ne sarà per nessuno!

Una bella benda sugli occhi, o meglio, gli occhi ben spalancati e puntati sugli schermi televisivi e sulla stampa pseudo-moderata, e il giochetto della persuasione occulta è fatto! Le bugie ripetute diventano verità. Le premonizioni insistite si adempiono. I manipolati non sanno di esserlo. Altro che individualismo! La libertà di ruttare e di evadere il fisco vanno a braccetto. Parassitismo e sistema clientelare sono il vero nodo che i cittadini ammaestrati di questo povero Paese, burattini del teatrino che mette in scena zecchini d’oro che sono patacche ovverosia un vero imbroglio ideologico, non aiuteranno mai a risolvere! 

Spicciatevi a trovare un nuovo leader (se è questo il vero problema)!

FOTTERE

agosto 7, 2013

Era così composta, la frase scritta sul muro. Delizia per antropologi dilettanti e non. Fotti il sistema…studia! Irritazione per il verbo FOTTERE, che ammicca al target designato. Un concetto sublime, svilito. Allora, si pensava a un eufemismo, come FA’ VALERE I TUOI DIRITTI, STUDIA! o DIFENDITI, STUDIA!

PALUS PUTREDINIS

giugno 8, 2013

Cito volentieri la Mirta Vason, che a sua volta nelle sue lezioni di letteratura e storia citava Edoardo Sanguineti come esempio di intellettuale poliedrico http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/giugno/PRIMO_PIANO/5_inmortem.htm
allo scopo di individuare elementi interessanti per favorire una autentica analisi dei tempi correnti come esito del decadentismo borghese, già trattato da Pasolini, quel ‘nemico imprescindibile’ ma anche ‘parte negata di se stesso’.

Sto mettendo insieme alcune idee per un regalo ad una persona molto speciale e mi sto orientando verso un pacco composto da un testo che apre la via alla conoscenza delle opere di Spinoza e qualcosa di rappresentativo di Sanguineti, dalla poesia all’ultima sua produzione prima della morte avvenuta tre anni fa per aneurisma intestinale a Sampierdarena (e le ipotesi sulle cattive cure sono espresse nel link sopra): un RAP!

URGENTE: CLONARE ERCOLINI ALLE PIRAMIDI

Mag 20, 2013

Le Piramidi sono uno stabilimento balneare sciuretto, tra due serie di dune, mica come gli altri plebei uno in fila all’altro! Nell’isolamento dorato, i ferraresi sciuretti pranzano nei piattoni bianchi (ma la C. sostiene che ci sia della ruzna atavica in quel ristorante!) con moderate porzioni perché il resto è foglia di lattuga e spruzzi di balsamico… ma non si può nemmeno dire che per 25 euro a cranio non ti diano le linguine all’astice!! Bene. Osservo la scena. Le cameriere romene affacendate, corrono su e giù. Aspetto spaparanzata sul lettino giallo (ruzno?) la mia grigliata di pesce azzurro (‘ZZurro a Ponza, che flash!!): arriva con lattuga e due fettine di polenta arrostita, come si usa a Comacchio. Ce lo siamo detti anche ieri sera tornando, davanti agli gnocchetti di melanzane (dove sono? impallidisce il ricordo della precedente tornata…): noi si spazzola tutto, ma quanti avanzi sui piatti che tornano in cucina, ovunque! Stessa scena venerdì allo Sgnadùr e a Milano al Royal. Ragù scuro sospetto per i caplàzzz di là. Tortino di cioccolato bruciato respinto di qua. Ristoratori furbastri o pasticcioni. Giuro la prossima volta andiamo al Diana di S. Martino. Almeno incassa mio cugino!

Ercolini meticoloso e instancabile studia con la lente di ingrandimento il 30% dei rifiuti che la comunità manda in discarica per sapere cosa finisce nel sacco indifferenziato, distrattamente o in preda al dubbio. Un orologio, i tetrabrick, stracci… metalli… plastiche… Porta l’esaminato all’Università e cerca la soluzione con sistematicità e determinazione. Lui non si arrende. Ed è un amministratore pubblico. Io, in privato, neanche. Tanti piccoli gesti… costruiranno una sana Piramide Alimentare per tutti?

IL NIPOTE DI SUO ZIO

Mag 15, 2013

Digito, seppure con due dita di una mano sola, dunque sono.
A part ça, non mi basta pubblicare le foto del baluardo dei resistenti nascondendo la mano dai legamenti saccagnati e a malapena dissimulando la sofferenza: mi rigira in testa questa storia del neopresidente del consiglio offeso.
Digito lentamente. Ieri mi si è cacellato il post. Non demordo. Sarà anche irrilevante, chissenefrega. Dirò di più. Aggiungerò una lista di eventi estremamente irrilevanti, en suite.
Ora, Letta ritiene che sia un insulto l’esser definito nipote di suo zio. Appunto. Che però lui sia anche il nipote di quello zio in particolare, non implica di fatto alcuna responsabilità da parte sua, a meno che i due non siano consorziati e associati per delinquere. Gli zii si subiscono, non si scelgono. E non rappresentano necessariamente dei modelli positivi. Non ci rimane che essere attenti e vigili per intercettare ogni possibile aberrazione della politica. Utopia? Letta sembrerà il pediatra di famiglia, competente e rassicurante, ma non possiamo permettere che il camice bianco che idealmente indossa come paramento, lo autorizzi a fare il gioco delle multinazionali farmaceutiche, propinandoci il ritalin per sedare i bambinoni scomposti che siamo diventati. Afasici e impotenti di fronte alle tragedie sociali. Grillini compresi.

VINCE SEMPRE IL CROUPIER DELLA POLITICA

Mag 3, 2013

Aveva sparato alto: 50 tra viceministri e sottosegretari. Sono solo 40. Lottizzati, come sempre. E spunta una Biancofiore all’occhiello del croupier!