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AFFINITA'

aprile 21, 2010



 


Il benefattore di Brescia e il papà della ragazzina morta in gita scolastica a Ventotene mi sembrano della stessa pasta.

Di un potenziale deflagrante. Che vorrebbe scuotere dal sonno questa comunità intorpidita.

 

TA-TA-TA-TAN

marzo 17, 2010

…sentivo riflessioni radiofoniche sull'emergenza cocaina, le atrocità sui contadini colombiani per strappare loro (oltre che gli occhi per azione dimostrativa!!) le terre, la capillarità dell'andrangheta… la diffusione crescente nei giovani 15-34… che degrado, che scempio!

…e del caso di umano di genere neutro?  (forse questa è una buona notizia!) ma, non lo aveva anticipato il buon david bowie?

… riusciremo a costruire il grande (850.000 mq) parco fotovoltaico (SUNEDISON) di Rovigo?

VOYERISMO ESISTENZIALE 2

febbraio 8, 2010
L’INVITO A PRANZO

La dirimpettaia si era dedicata a lungo all’apparecchiatura della tavola.
Di lei non erano mai visibili i connotati, ma solo un braccio teso o un fianco.
Il viso coperto dalla capigliatura arricciata di media lunghezza.
Aveva sistemato una decina di coperti.
I piatti e i bicchieri erano tutti diversi, così come i tovaglioli.
Raffinatissima combinazione di forme e di colori.
Peccato che il giorno dopo la tavola fosse ancora intonsa.
Nessuno si sedette a quella tavola.
Forse lei stessa, giorno dopo giorno, sottraeva un piatto,
un elemento del set.
La tavola apparecchiata per un pranzo che non fu, gradualmente scomparve. 
Ciak, non si gira!

RAPPEL

giugno 15, 2009

5° Cortile, Col di Lana 8, Milano,

dalle 17.30 alle 21,

jazz, poetry & vision art,

lunedì 15 e martedi 16.

L'UOMO VITRUVIANO

maggio 25, 2009

L’Uomo Vitruviano si distese sul letto quadrato iscritto nel cerchio di una stanza ideale, che invece era piuttosto angusta, dal perimetro irregolare, buia e asfittica. 

Lo trovai in quella posa: aveva già dormito ma teneva gli occhi chiusi.

Non entrai subito. Volevo che mi percepisse da fuori, guardando dalla finestra.

Me ne stetti in silenzio, nel cortile di cemento con i vasi in coccio di foggia semplice e le piante grasse per nulla esigenti, ramificate e pendule.

Un’idea di presenza di gatto mi attraversò. Mi voltai appena per scorgerlo.

L’Uomo Vitruviano è come immerso in aria gelatinosa. Non si muove.

La luce rimandata dalle pareti è verde pallido.

Il rettangolo della finestra bassa attraverso cui osservo l’interno della stanza al piano terra, liquido e fermo, ricorda le proporzioni di uno schermo cinematografico. Il film che passa è dominato da una musica lieve e lontana di calura fuori stagione che batte sul cemento di ovatta e rimbalza nella mia mente visionaria che non si stanca di provocare.

NERO BIANCO

maggio 15, 2009

Un africano ad un europeo:

<< Lava, lava… ma non riuscirai a diventare nero!>>

(dal Salone Internazionale del Libro di Torino, 15 maggio 2009)

spot e nichi

marzo 26, 2009

…ho notato che se scrivo un post-spot i commenti sono più fitti: evidentemente ai visitatori non va di leggere post che si dilungano!

ORA, vorrei tanto scrivere le mie impressioni sull’intervista di ritanna armeni a www. nichivendola.it ieri per www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/facciaafaccia/ 

ma… devo trovare la formula per sintetizzare il più possibile sennò ne viene fuori un trattatello barboso che si rischia di non far circolare!

circolare, circolare!!

(il traffico, le idee, l’aria…)

Master e il nonno del Gabibbo

gennaio 25, 2009

Mentre nevicava nel nord-ovest, dall’Appennino alla Val d’Aosta, noi eravamo in canotta padana lungo una passeggiata della Riviera, battuta da un’energica mareggiata. Onde violente abbinate a un irraggiamento solare intensissimo per la stagione: fenomeni estremi che ci dovremmo aspettare sempre più frequenti, e che stanno cambiando il volto della costa ligure, ma mica solo di quella, ovviamente!

In realtà non è delle mie considerazioni sui mutamenti climatici che voglio trattare: …la fauna è ciò che mi interessa di più.

Sono almeno dieci anni che come cani sciolti, alterniamo le nostre discese a mare tra ponente e levante, senza praticamente trascurare un solo centimetro lineare. Ma i nostri riferimenti principali rimangono:

Levanto, con passeggiata a Monterosso (e ritorno in treno);

Sestri Levante, con escursione a Riva Trigoso passando per Punta Manara, e nell’arrivare, sosta gastronomica a Chiavari;

Nervi;

Celle Ligure, le Stelle… e il Parco del Beigua;

– tutto l’Imperiese.

Soffermiamoci a metà. Passeggiando sull’Anita Garibaldi, scoprirete un personaggio, che ben rappresenta l’ambiente marinaro: Master. Doppiopetto blu, bottoni dorati, cappello con visiera ornata da un cordoncino, foulard ben aggiustato al collo. Non è una caricatura, è se stesso, al naturale. Elegante e sorridente, ironico, pacifico e generoso. Fatevi riconoscere. Dite che avete sentito parlare di lui, dalmata importato, di come pesca abilmente e con stile: vi sarà riconoscente!

Per il resto, la fauna del loco comprende: i venditori di ombrelli, borse, cinture e cappellini; la gradisca-venditrice di granite che ha fatto il voto, per propiziare la salute di un parente, di non mangiarle; lo scrittore accanito di post-it, che dissemina lungo la passeggiata a fianco degli escrementi di tutte le misure, dei cani che di lì transitano ogni giorno. Il POST-ITatore ha sempre un gran daffare, vuole segnalare con vigore le fatte ai passanti ed esprimere tutta la rabbia ed esecrazione verso i conduttori dei quadrupedi che lasciano sporco! Una grande coscienza civica. Inoltre troverete Mario, attentissimo ai suoi due cani, pulitissimi,che tiene legati ad un guinzaglio improvvisato (una fune qualunque): non è un poveraccio sprovveduto economicamente, ma lo è forse affettivamente e ha l’aria di vivere una vita approssimativa. Alla spiaggiola, sosta la prof di liceo, ex-bella, sola, raffinata e balenga. Un caso umano, da manuale. Si dispone con il suo costume nero classico un po’ consumato sugli scogli in posizioni scomode per scelta ideologica, con il baricentro fuori dal supporto e dato che non è una patella, pur assumendo una rigidità che pare sviluppare uncini o artigli, sembra sempre sul punto di rotolare. Scambia qualche parola con gli habitué della spiaggia ma parlano poi sempre gli altri e lei a labbra strette annuisce o scuote la testa rossa. La voce è sottile, lo sguardo atterrito, le spalle curve e l’incedere un po’ incerto. Eppure si butta in acqua anche d’inverno, ma non oggi con la mareggiata. Troppo pericoloso. Anche per una border-line coraggiosa.

Un capitolo a parte si merita il Gabibbo. Anzi, per raggiunti limiti d’età, recentemente è passato alla categoria Nonno del Gabibbo. Porta un cappellino americano da golfista, una borsa a tracolla e mangia i formaggini e i creckerini del discount sulla panchina. Anche in piena estate, a 30°, è vestito di tutto punto, perchè ha paura degli spifferi. Racconta sempre a tutti una quantità industriale di aneddoti, è incontenibile, ma cade immancabilmente nel ragionamento sul caro-vita: per questo tutti sanno che a furia di comparare i prezzi, finisce col riempirsi di junk-food, e il suo colorito lo dimostra. Arguto, ma da prendere a piccole dosi. Da quando so che è stato truffato e vive in un appartamento asfittico con vista su un contrafforte della sopraelevata, inondato di immondizia e di rumore, vorrei avere la bacchetta magica come la fata di cenerentola.