Posts Tagged ‘povertà’

IL NIPOTE DI SUO ZIO

Mag 15, 2013

Digito, seppure con due dita di una mano sola, dunque sono.
A part ça, non mi basta pubblicare le foto del baluardo dei resistenti nascondendo la mano dai legamenti saccagnati e a malapena dissimulando la sofferenza: mi rigira in testa questa storia del neopresidente del consiglio offeso.
Digito lentamente. Ieri mi si è cacellato il post. Non demordo. Sarà anche irrilevante, chissenefrega. Dirò di più. Aggiungerò una lista di eventi estremamente irrilevanti, en suite.
Ora, Letta ritiene che sia un insulto l’esser definito nipote di suo zio. Appunto. Che però lui sia anche il nipote di quello zio in particolare, non implica di fatto alcuna responsabilità da parte sua, a meno che i due non siano consorziati e associati per delinquere. Gli zii si subiscono, non si scelgono. E non rappresentano necessariamente dei modelli positivi. Non ci rimane che essere attenti e vigili per intercettare ogni possibile aberrazione della politica. Utopia? Letta sembrerà il pediatra di famiglia, competente e rassicurante, ma non possiamo permettere che il camice bianco che idealmente indossa come paramento, lo autorizzi a fare il gioco delle multinazionali farmaceutiche, propinandoci il ritalin per sedare i bambinoni scomposti che siamo diventati. Afasici e impotenti di fronte alle tragedie sociali. Grillini compresi.

VINCE SEMPRE IL CROUPIER DELLA POLITICA

Mag 3, 2013

Aveva sparato alto: 50 tra viceministri e sottosegretari. Sono solo 40. Lottizzati, come sempre. E spunta una Biancofiore all’occhiello del croupier!

UTOPIA

aprile 8, 2013

C’è un divario tra le idee e la prassi. Di questo sarebbe malata la politica italiana secondo Marcello Veneziani. Aggiungo: sono malate anche certe idee.

E si propone come novità l’adozione del disoccupato. Cosa avevo detto?

https://paolazan.wordpress.com/2012/09/26/politico-pentito-e-contrito-cercasi/

Ho come l’impressione che i saggi onidati lucidati compassati strapagati rimarranno nella storia come un branco di scemi azzimati.

PANE E TULIPANI

aprile 6, 2013

O crisantemi. Per i morti di povertà che del pane contavano amaramente da mesi le briciole. Per la morte della politica, per la fine della consapevolezza degli elettori, incapaci di scegliere i propri rappresentanti. Davanti a una prospettiva di nuovo governo per questo Paese, i Renzi e i Franceschini non trovano niente di meglio che proporre accordi con la destra, quella destra il cui apparato è implicato fortemente nello sfacelo economico e sociale che è sotto gli occhi di tutti.
I nuovi arrivati in parlamento intanto vanno in gita in campagna col pullman. Ad ascoltare le istruzioni del Grillo parlante. Che favorirà le larghe intese a destra per godersi dal terrazzo sopra Genova lo spettacolo dei bastoni. Ma un disobbediente Corrà, leggermente critico, non aderisce proprio mentre, ingrati, un allineato desideroso di abbeverarsi alla fonte di verità, viene dimenticato all’autogrill, nella consueta sosta!

PENNASFERA

febbraio 27, 2012

Il piccolo mercante scalzo unto e spettinato poteva vendermi una penna, ne ero sicura, se solo fossi passata di là.

Posillipo, pomeriggio. Signò, signò, aglio fresco… Ma ce l’hai una penna? E, come no? Estrae da una borsa una scatola stropicciata. Dentro ci sono delle penne molto datate. Ne estrae una. Ah, ma funziona? Fammela provare! Signò, se voi la provate e poi non la comprate io questa non la posso vendere più… E perché? Perché… uno s’accorge che …l’avete provata… E come? Ehhh …si vede dalla punta… Ma io non la posso comprare se non sono sicura che vada… Non mi vorrai mica dare la fregatura? No, signò chedddite, funziona, ma… se la provate la dovete comprare… la comprate?

Ascolta… io ho bisogno di una penna che scriva, non di una plastichetta da buttare… Mi suscita una simpatia ‘sto bambino, che quasi mi irrita, ma soprattutto mi preoccupa… ha forse sei anni e lo sguardo corrucciato perché si impegna molto ad assumere il comportamento dell’adulto che ti vuole convincere della sua serietà, con tutte le sue pose. Allora lo tedio un po’. Facciamo così… dato che IO non la posso provare, la provi TU. Se funziona la compro. Esita e prima che apra bocca per fiatare, lo incalzo: scusa, no, tu hai detto poco fa, giusto?, che IO NON LA POSSO PROVARE, sottolineando IO, TU invece sì, che la puoi provare! No… comincia a obiettare, ma non riesce a formulare un TU collettivo, un NESSUNO come soggetto. Allora, facciamo così, gli propongo, senza dargli tregua, come ti chiami? Salvatore… SAL-VA-TO-RE, scandisco, e come ti piace essere chiamato? Sal? Vato? O, Re? Lo sto proprio stuzzicando: pare divertito e si stanno allentando gradualmente le difese. Il gioco lo trascina. Mmmmh… Sal… non tanto… Vato, proprio no. Re mi piace di più ma … è corto. Re Sal? Sì, ma facciamo Re Salvo.

Ok, Re Salvo. Io sono Paola Maria Cristina. Paola… hai detto, non può provare la penna. Re Salvo, sì! Con una voce ancestrale, Re Salvo emette la sua sentenza, finalmente. NESSUNO può provare le penne. Era esausto ma trionfante quando la penna gliela comprai lo stesso, senza provarla naturalmente. E’ cara gli dissi ma ne ho bisogno, speriamo che vada davvero eh… Poi sembra proprio vecchia. Non è vecchia signò, è… qualità antica! Prima che raccogliesse tutta la sua roba e scappasse via, mi viene un’idea. Re Salvo, dammele tutte, va’. E gli dò altri soldini. Ma sì, quelle penne erano una sciagura.. liberiamocene!, deve aver pensato, e dopo aver valutato quanto gli potevano rendere ancora, cede. Poi scappa davvero.