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GATTI IMPAGLIATI

aprile 7, 2012

Lei non lo sa, ma ha gli occhi di un animale che dopo la morte è stato sottoposto, per amore s’intende, a tassidermia.  Si era avvicinata per sparecchiare e notammo subito qualcosa di innaturale: una luce gialloverdeturcheseviolalillascreziatooro oltre a uno spessore, come dire, una strana prominenza dell’iride vitrea, anzi, plasticata, caratterizzava il suo sguardo. Dopo esserci accertati del suo vezzo a negare ad oltranza persino l’evidenza, avemmo la conferma che indossava effettivamente delle lenti speciali, cosmetiche, che, considerando  l’appartenenza comprovata alla specie umana, le danno quanto meno un’aria aliena. Il suo sorriso a tutta dentiera, inoltre, pareva leggermente in contrasto con lo sguardo corrucciato, immaginiamo per la durezza dell’esistenza. Esso si innesta su un viso con zigomi alti e guance scavate dalla fatica del lavoro, ma  in generale si può dire che la persona emana una certa fierezza, abbinata a una schietta e dignitosa generosità. E che un’intelligenza, seppure non molto coltivata, insieme ad un’apertura e una discreta curiosità verso il prossimo, la rendono spigliata e diretta senza essere sfrontata. La spettinatura permanente di una chioma ridotta, fortemente compromessa e indurita da trattamenti chimici di tutti i colori con stirature su tinture, completa l’opera e, infine, per non assimilarla a creature strane e non classificate, ci basti un’immagine: quella della gatta impagliata è perfetta, perché è così bella che sembra viva, anzi è viva!

Neanche un figlio è un animale impagliato da mettere su una credenza. Un figlio è lì apposta per  rammentarti vivacemente che quando gli adulti parlano tra loro di temi non adatti all’ascolto dei bambini, loro sentono benissimo, se lo ricordano e te lo ricordano prontamente e puntualmente a partire grossomodo dai quattordici anni. Ripescano nell’archivio vivo della memoria qualsiasi episodio di abuso del linguaggio e dei contenuti dalle conversazioni degli adulti in presenza dei figli, e ti rinfacciano di aver capito benissimo di quando parlavi delle abitudini sessuali di B., ad esempio, che è l’ambiguo papà di una sua compagnuccia… Siamo pertanto costretti a ragionare. Il dubbio è: quando gli adulti sparlano o nella migliore delle ipotesi analizzano e discutono amabilmente tra loro per scambiare informazioni e opinioni su fatti reali, lo fanno in presenza dei figli che credono distratti o tonti o sordi, oppure perché in fondo pensano di trasmettere loro una sorta di rapido rozzo ma  utile insegnamento? O, semplicemente, riproducono involontariamente un vecchio cliché, inutile se non dannoso,  difficile da abbandonare?

Occhio al gatto, dunque!

…e a proposito di animali impagliati, che di solito sono quelli che si vogliono esporre come trofei, qui proliferano cinghiali e daini, che eludendo la sorveglianza delle guardie del parco, si possono osservare soprattutto al tramonto. L’altroieri, dopo aver avvvistato il primo grosso cinghiale che poi dal bosco ha lanciato un verso inequivocabile di minacciosa paura, si è visto prima un bel daino di almeno quattro anni con grossi palchi a pala e diverse spine, che brucava lento e tranquillo poi un gruppo di giovani, tra cui due femmine. In ottobre i maschi combattono e si rompono le corna per aggiudicarsi le migliori condizioni riproduttive, mentre in primavera le perdono dopo essersi grattati la testa sugli alberi e in terra tra i rovi. Un palco raccolto dalla coordinatrice del censimento dei daini, aveva ancora tracce di sangue all’innesto e una rottura ormai annerita. Al tatto si percepisce un leggero vellutino di copertura della massa cheratinosa. Chirotteri, volpi, e nutrie nei pressi del fiume, insieme ai tipici pennuti della zona, non impressionano come i grandi mammiferi. Qui gli umani con spirito più sensibile e attento, preservano la natura già fortemente addomesticata nella sua varietà, intervenendo con attività di sfruttamento relativamente meno invasive. Altrove, invece, quale realtà prevale? Quella degli impagliatori di teste! Milioni di leghisti impagliati lo dimostrano… Milioni di italiani anestetizzati! Non mi passa dalla mente: i figli crescono con un acuto spirito critico che poi si spegne, si formatta in qualche modo, ma mi sa che abbiano capito una cosa, che per sopravvivere convenga far finta di essere impagliati, per dare una zampatina al momento giusto!

L'UOMO VITRUVIANO

maggio 25, 2009

L’Uomo Vitruviano si distese sul letto quadrato iscritto nel cerchio di una stanza ideale, che invece era piuttosto angusta, dal perimetro irregolare, buia e asfittica. 

Lo trovai in quella posa: aveva già dormito ma teneva gli occhi chiusi.

Non entrai subito. Volevo che mi percepisse da fuori, guardando dalla finestra.

Me ne stetti in silenzio, nel cortile di cemento con i vasi in coccio di foggia semplice e le piante grasse per nulla esigenti, ramificate e pendule.

Un’idea di presenza di gatto mi attraversò. Mi voltai appena per scorgerlo.

L’Uomo Vitruviano è come immerso in aria gelatinosa. Non si muove.

La luce rimandata dalle pareti è verde pallido.

Il rettangolo della finestra bassa attraverso cui osservo l’interno della stanza al piano terra, liquido e fermo, ricorda le proporzioni di uno schermo cinematografico. Il film che passa è dominato da una musica lieve e lontana di calura fuori stagione che batte sul cemento di ovatta e rimbalza nella mia mente visionaria che non si stanca di provocare.

Corti d'animazione – Fantasmi

gennaio 28, 2009

www.dervio.org

Quattro gatti.

Poco reattivi ieri sera alla proiezione dei corti

d’animazione vincitori al Festival Internazionale

di Dervio, 2008.

Che fa la Provincia di Milano?

Produce e non promuove?

http://www.provincia.milano.it/cultura/manifestazioni/oberdan/