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LETIZIA, I TONI SBAGLIATI e I SORRISI FORZATI

Mag 18, 2011

Moratti e Pisapia

Leti, ma sei diventata pazza?? Ma come ti è venuto in mente di farti manovrare così?? Avevi il potere in mano, una tua immagine quasi di mamma diffusa, perché si sa il popolo ha sempre bisogno di riferimenti… il papa, la mamma, la maestra, papi, il prete, il tabaccaio… E' vero che l'elettorato milanese si è svegliato, ma hai contribuito tu con le tue parole velenose, insufflate nel tuo aggraziato corpo dal perfido burattinaio, a dargli una scossa, mentre potevi verosimilmente sfruttare un certo torpore residuo e passarla liscia… Ma l'elettorato sonnacchioso che sosteneva la destra è stato buttato giù dal letto bruscamente, e invece che correre a votare, è ancora lì che sta cercando di riaversi, è disgustato e ha perso tutto lo slancio. Sgonfio, ancora in pigiama, non sa più chi è. Può il popolo milanese continuare a riconoscersi in una compagine politica di affaristi collusi pasticcioni? NO.

Mi hanno detto che hai pure ballato ad un comizio sulle note di quella canzoncina di Bennato, W la mamma… con le gonne un po' lunghe… trallallà trallallà…  tip e titap.. Ma tu non sei quella dei sorrisi forzati, dì la verità, sii onesta!

Che figurina misera! Da vero burattino, quando potevi riaffermarti prendendo le distanze dalla rappresentazione verbosa e smaccatamente evocativa di tempi in cui dominavano manganelli e olio di ricino. Pentita, eh?

GAUDEAMUS

marzo 21, 2011

Mi risulta che le categorie femminili più rappresentate nella popolazione umana siano ancora: a) le iguanucce sacrificate e indotte ai compiti domestici b) le timorate che rinunciano a esporsi c) le preservate che si illudono di conservare uno stato di purezza d) le randagie che perdono i riferimenti e diventano ancora più marginali e) le macellate vittime di violenza f) varie ed eventuali non contemplate sopra, che risentono delle fluttuazioni del mercato (es. escort).

Come chiamereste le poche esemplari che non vi ricadono? Le autodeterminate, le autonome, le emancipate, le compiute, le realizzate, le vive, le autentiche, le sopravvissute? O ancora, le libere, le sfacciate, le sfrontate, le superbe?

Capite che non è solo questione di mettere in atto precisi comportamenti: è una questione di TERMINOLOGIA!

Che manca. Infatti una roba che non ha nome non esiste. Nemmeno nel pensiero. Nemmeno in teoria. L'eccezione desta pur sempre curiosità se non sospetto.
E soprattutto conferma la regola. Inamovibile.