Posts Tagged ‘roma’

ESTRADATO IN ASCENSORE

aprile 14, 2014

La cena sta per cominciare e un sacco di gente si incrocia nella hall del grande e lussuoso albergo di Roma. Una donna sui trentacinque-quarant’anni corre verso uno degli ascensori che si sta chiudendo e su cui è appena salito un uomo di mezza età, piuttosto panciuto. Ha forse dimenticato una cosa in camera. Le porte si chiudono dietro di lei. Ora i due sono intrappolati. Si scambiano un’occhiata e un remoto cenno del capo. Lei pensa: dove l’ho già visto? Lo osserva: ha un abito  gessato grigio, doppiopetto sbottonato e una camicia bianca a righine azzurre perfetta. Lei è leggermente concitata, in abito lungo nero. Lui la guarda da dietro le lenti di una montatura leggera. Senza distogliere lo sguardo da lei, porta la mano al panciotto e estrae un orologio da taschino, che guarda appena, sbadatamente, senza nemmeno vedere l’ora si direbbe… ma il gesto dell’apertura e soprattutto della chiusura dello sportellino della preziosa cipolla è nervoso. Le palpebre si stringono quasi impercettibilmente ancora mirando dritto al viso di lei. Un sobbalzo coglie i due impreparati…

Non ricordo chi scese per primo, ma quello era Marcello Dell’Utri.

MITATE 8

aprile 8, 2014
buono per sfondo

alle terme di diocleziano

TELEPASS

gennaio 11, 2014
così malati?

così malati?

Si possono vedere, questi bimbi (sopiti o malati?), fino al 31 gennaio nella galleria in piazza S. Bartolomeo all’Isola, scendendo le scale in quello che Benedetta ci raccontava essere un cantinone sempre allagato e pieno di fango da rimuovere, fino a poco tempo fa… Una mostra nel suo insieme è come quell’opera di P. Zan intitolata SETTE TESTE che ne conteneva di fatto sei, e quando qualcuno esclamava senza pensare che forse una era caduta dal ripiano, gli si doveva rammentare che la settima era la sua! Una mostra è compiuta nel momento in cui si mobilitano i suoi stessi visitatori, la percorrono e la vivono rendendola tale. Così ieri sera all’Isola Gallery di Roma tutto il pubblico, costretto a star fuori e solo a piccoli contingenti autoregolamentati, ha animato lo spazio insieme e parallelamente alle installazioni. Una bambina tenuta a manina dal papà era attonita di fronte a questi same size che le stavano di fronte. Scopo dell’operazione: una riflessione sul valore sociale della tv, la sua storia (iniziata ufficialmente in Italia il 3 gennaio 1954), le attese, le disillusioni e la sua fine decretata da Internet…

Ah, il mio cellulare, appena ritrovato, ha avuto l’onore di essere ricaricato, poiché davvero esausto dopo l’avventura, vicino alle installazioni.

Si ringrazia Giampaolo Atzeni per aver inviato a questa redazione il sapiente scatto così celermente. E… bis dat qui cito dat!

BIDONE CON ASSEGNO

luglio 26, 2013

Rinuncio con un lieve dis-piacere ad un BLABLA serale in favore della FRECCIA per essere a Milano prima. La commutazione logistica mi torna più conveniente, in effetti, e per un grappolo di motivi che non starò a specificare, uno dei quali è legato all’assetto del …frigorifero.

La doppia porta automatica della LOUNGE del Club Freccia mi si spalanca di fronte, grazie ad un passeggero che si accredita regolarmente, ed io entro nella scia. Posso lasciare un attimo i bagagli? Ce l’ho, ce l’ho la carta, non si preoccupi, lo so che non sembra, visto lo zaino e la tenuta balneare… (in effetti possiedo una Carta Freccia con accumulo punti, ma senza… club!) E l’addetto fa: no, no… anzi! ANZI??

Esco dalla cella fredda della lounge e mi dirigo a comprare un bilino per mio figlio. Una vaga ispirazione mi porta in uno dei negozi della catena di casual wear più conosciuta e diffusa al mondo. Trovo la cosa che mi aveva richiesto, di un colore diverso e mi divertirò a studiare la sua reazione.

Un uomo in camicia azzurra, un po’ caporale, appoggiato a un bidone grigio ferro, scrive su un blocchetto di assegni. Una donna dimessa ma dall’aria intelligente aspetta sorridendo con attenzione e pacata moderazione. Lo piega e si allontanano nel verso opposto, come dileguandosi.

Si è compiuto il rito. Per la quarta edizione consecutiva. Gli ultimi tre BIMBI BELLI con premiazione sono passati anche stavolta, in compagnia di O., R., e, ultimo aggregato, R. Un film denuncia (sul SISTEMA) e un film manifesto (sugli STILI DI VITA, la FRUGALITA’, il RITORNO ALLA TERRA) hanno segnato l’evento. Il cinema (l’arte) anticipa e preconizza.. Altro tema forte rappresentato: l’ADOLESCENZA, che ben si intreccia, e sempre con stupore, su tutti gli sfondi. Gli attori-non attori esordienti Francesca Riso, Alessio Gallo e Marco D’Agostin si sono distinti e hanno avuto molti voti dalla giuria.

A Ostia l’altro ieri il mare era trasparente come a Sperlonga nelle migliori occasioni. E un passaggio da Ferrara, la gastronomia, è un must.

Non ci resta che realizzare la nostra …OPERA PRIMA!

MULTIPLE CHOICE.

SAN FRANCESCO FA DANNI

luglio 25, 2013

Tre uomini e una statua. Imballata con le millebolle. Non ci sta sul camion, però! La terracotta dipinta su base lignea e con accessori, si scontra col tettuccio e la croce si piega. Bisogna rimuoverla. Le millebolle sono tenute insieme da nastro adesivo e senza un taglierino i tre cominciano a strappare e a dar colpi a destra e a manca con le chiavi e altri arnesi di fortuna. Uno si ferisce. Il dolore lo paralizza. A bocca spalancata. Trastevere, ieri.

Non ho mai sentito bestemmiare tanto come in Liguria. Una violenza verbale che ancora si compie prevalentemente sulle donne. Risuona nella valle da un versante all’altro e prelude a qualcosa di peggio.

Bestemmie zero all’ombra di Castel Sant’Angelo e bici contate, nonostante la ciclabile lungotevere.

In un ospizio della famiglia Doria Pamphilii si tiene anche un corso in inglese. Nell’aranceto si fanno interviste di feed-back. But, the main question is: what is the royal baby’s name?

AMBRA JOVINELLI

giugno 24, 2012

Finalmente. Che fosse attorno a Termini, era chiaro, ma i sensi di marcia possono imbrogliare. A piedi è meglio. Poi idealmente devo smaltire tutti i panini che Bluto si è mangiato sul treno! Non servirà a lui, ma a me che ho quasi digiunato, la pajata scivolerà giù meglio! Il parco degli acquedotti al Quadraro è rovente eppure sotto il leccio si vive in una bolla di aria frescolina che ricircola e porta gli aromi delle erbe intorno. Un ciclista arrampicatore raccoglie i capperi dal muro e in lontananza le grosse rotoballe del campo attiguo richiamano i ritmi di pigre attività produttive. In serata qualcosa va a fuoco proprio in zona e si è temuto per la nuova casa in ristrutturazione di E. e G., gli amici di madreteresa, la viaggiatrice-lumaca… quella casa, che delizia, in mezzo a un villaggio concepito negli anni ’50, nella pineta! ma che urbanistica, isole di urbanità ideali, poi il macello in questa roma stratificata, aggrovigliata, ripiegata in pliche sotterranee infinite… e la cui imbrogliata periferia riserva le sorprese semplici e magari anche genuine (perché escluderlo?) della gastronomia locale (intramontabile) all’angolo della strada, insuperabili! le verdure ripassate (aijio oijio e peperoncino) a regola d’arte si possono mangiare solo qui!! roma generosa, forse torno a breve per i tuoi BIMBI BELLI sullo schermo. Da qui a Vitorchiano non è immediato, ma vale il fischio arrivarci per la notte rosa, cominciata con un pomeriggio rosa-arancio brillante in mezzo ai preparativi di tutti gli artisti coinvolti esposti per le vie, nei palazzetti e fin su nella torre del comune, con splendide fotografie… e i supplì della mamma della Federica! Gli artisti visitatori sono anche accorsi in buon numero e mescolati ai vitorchianesi sparsi nel lazio che non perdono l’occasione di tornare al paese per far provvista delle ciambelle di san giacomo e per vedere animarsi le viette di solito piuttosto desolate. affacciarsi al dirupo è inebriante. e spaesante il brulicar di vita nei vicoli per la realizzazione della festa, con un tripudio di fiocchi rosa e un curioso omaggio alle donne all’entrata del borgo, subito dopo la porta. una viaggiatrice lumaca non può perdersi un”opportunità così succulenta e multipla! un grazie a tutti, compresi beniamini (un plurale per la personalità complessa) e benefattori, non ultimo il sosia di baglioni che si tiene i capelli rasati per non essere confuso!!!

ROMA E'…

aprile 11, 2011

villa torlonia che in origine era dei francesi torlonias con gli obelischi piantati nel parco in omaggio alle donne di casa ma che dico alle principesse e la casina delle civette e suoi vetri piombati sui resti dell'antico chalet svizzero il parco sempre allo stato di cantiere e le panchine scassate il centro scout in piazza dello scoutismo che i navigatori non conoscono ancora il napolo-romano che elogia le virtù della cremazione cos'è quel verde laggiù ah il posto dove tutti andremo a stare il verano ma non proprio quello che è già preso dai ricchi frin frin con le dita meglio una scaldatina e via piazza bologna snodo 62 attesa per torre argentina e giù a trastevere dai bucatini e nei vicoli che c'è trastevere e trastevere e si passa dal nuovo sacher da ermanno poi vedi un cinefilo giapponese che sa tutto della commedia e snocciola nomi di registi e attori scola castellani e raccoglie cimeli come foto degli anni sessanta di attori sul set vedi quello è capolicchio e lavora ancora porta in braccio il regalo di un amico regista che dipinge in giallo e verde una figura antropomorfa ma anche un po' marziana ancora pittura fresca e che si spatascia sulla giacca umiliandosi e mortificandosi per la colpevole disattenzione come può essere così negligente dice a se stesso che figura grama e barbina ma risulta di una simpatia irresistiibile nonostante i suoi tic da solerte giapponese pozzo di sapienza e emerito propagatore della cultura cinematografica italiana meriterebbe un riconoscimento ufficiale! sorella enza da barile devota madre e sorella all'aranceto dell'aventino con giorgino e il buco della serratura ma che sorpresa il coro di palo alto a santa sabina ospite dell'omologo di casa eleganti con drappeggio bianco le coriste in formazione totale 110 elementi di una decina di nazionalità diverse accomunate dal sacro canto in contrapposizione totale alla rissa uno alla stazione di san paolo alla piramide per ostia che le due ragazze si davano calci e pugni e si tiravano i capelli e si sono divise un gruppo al mare che l'aizzava e l'altra con due amiche superstiti che rinuncia e sgombra dall'atrio mesta per non dire della rissa due al campetto di tiburtina dove amici di squadra si pestano interrompendo a più riprese il primo tempo rimasto unico forse con l'occhio in mano…

continua

settimana della cultura molto conveniente entrare al foro imperiale al colosseo al vittoriano a castel sant'angelo a palazzo venezia con la targhetta calamitata calamitosa alla mostra di fotografia dei '50 e '60 e le passeggiate romane sul divano nella saletta della proiezione insieme ad altri avventori rivedi i mocciosi e il pescatore pugliese con i solchi nella faccia di altri tempi e alla faccia ci facciamo un panino alla porchetta di ariccia oggi sul muro si legge più frati meno preti e finanziamenti all'istruzione pubblica e non ai cacciabombardieri vedere l'impunità dei politici affaristi dal centro del paese è più lancinante ma i musicanti slavi nella piazza di santa maria in trastevere cantano un po' romano e un po' francese e i bucatini di testaccio sono mejo e alla pajata non si rinuncia anche il carciofo va giù liscio liscio baccalà alla griglia con patate compreso stratificano sotto il gelato di violarosso concatenandosi sempre in sequenza più che logica a tutt'il resto! ostia dimenticavo ostia!! che compleanno!!!

LO ZIO DI ROMA

dicembre 30, 2010

LO ZIO DI ROMA
 
Precisazione. La lista del post precedente non ha grandi pretese di per sé. Sembrerà disarticolata. Ma vuole essere una testimonianza di presenza, come un’impronta di piede sulla sabbia, ben consapevole della sua effimera consistenza.
Non è un consuntivo. Non è un inventario.
Bensì una piccola serie di rigurgiti della memoria, in relazione alle immagini presenti. Concatenate.
Come nel film della vita, nella sua unicità, seppur banale.
Sono quadretti incorniciati.
A proposito, vedi quanto calata nella realtà tangibile sono, ho il fermo proposito
di cambiare la cornice alla tavoletta coi fiori ad olio della zia, per valorizzarli meglio, perché sono splendidi e si meritano un contorno unico e non in serie realizzato da mani esperte di artigiano, come il mio di via Cerano.
E la cambierò.
 
Non passano inosservate certe notizie.
Ho come l’impressione che se non seguo, non accada nulla. Poi quando decido di accendere la radio, ecco che l’informazione è servita.
O la telenovela è così solerte che ti riassume sempre i fatti. Perciò non ti puoi perdere alcunché.
La notizia ti assomiglia, ti vuole, e diventa tua.
Questa. In Giappone, una fiorente azienda con un migliaio di dipendenti, propone servizi specializzati
di abili guastatori.
Assoldi l’attore e questo ti fa fuori moralmente la persona da eliminare.
Vuoi licenziare un dipendente scomodo che però è produttivo e irreprensibile?
Bene. Il guastatore di professione gli verrà affiancato, lo provocherà e lo esaspererà fino ad ottenere
l’effetto desiderato.
Vuoi divorziare? Bene. Il guastatore-amante insidierà tua moglie e ti porterà le prove dell’adulterio.
Del committente nessuno farà parola, garantito.
Il Giappone è sempre più avanti, anche in prossimità del baratro. Il paese della forma e dell’onorabilità ossessiva.
Un paese profondamente infelice, lo tratteggia senza incertezze la penna di Amelie Nothomb.
 
Qualche riflessione anche su di noi, in questo paese (ex) giardino d’europa, così è definito tuttora nei sussidiari in lingua araba.
In un articolo di oggi Galli della Loggia riferisce di un paese anestetizzato, intristito, fermo,
psicologicamente bloccato, inerte. Quale giardino?
Non è nè verde né fiorito, né prolifico di idee.
Un pantano a rischio di frana. Una conurbazione unica di centri commerciali e capannoni inutilizzati.
Fermassimo il consumo di suolo, la cementificazione, ritroveremmo un angolo di pace in cui coltivarci.
 
In Nigeria c’è stato un grave sversamento di materiali radioattivi nei pressi di una miniera di uranio.
Il fatto è stato praticamente taciuto.
Altre sono le armi di distrazione di massa.
Per uccidere la storia.
 
Che c’entra lo zio di Roma?
Era un tizio pagato dai parenti degli sposi che compariva ai matrimoni di Napoli.
Per dare lustro all’evento.
Blanda mistificazione. Ma il principio non è salvo.
Siamo tutti nipoti di quello zio.
E nessuno denuncia l’imbroglio.
 Nella patetica illusione di ottenere un giorno un pezzo di improbabile eredità.
 

BORSA LIGURE E MADRE TERESA

settembre 9, 2010


Tutto nasce da uno scampolo di stoffa a rigoni azzurro e bianco, di quelle tipiche da materassi, stile ebreo errante. Morbida e resistente al tempo stesso di uno spessore bello e di una tramatura che non lo irrigidisce. Ebbene, una sarta dei vicoli di Genova senza anagrafe, cuce borse e le fa piccole o grandi a seconda della stoffa che le rimane; aggiunge passamanerie, bottoni e fiocchetti. Tendono ad essere perfette. Ma si distrae sempre in un dettaglio: l'errore le rende uniche e quella è la sua firma.

Ad esempio, la mia ha una fodera. Si sa che la fodera deve essere uguale alla borsa, solo più piccola di mezzo centimetro per starci dentro. Be', questa fodera è sfasata. Nell'imbastitura che non è stata rimossa dopo la cucitura definitiva, si vede che era posizionata altrove. Solo se ci metti la testa dentro si vede però! Come nelle fauci del leone. E quando la borsa è vuota.

Con quella borsa delle dimensioni ideali per raccogliere le cose da mare, me ne vo' per la penisola.

Anni fa per avere le mani libere e bilanciare il peso, mi sono messa la larga fascia della tracolla sulla testa ed ecco comparire MADRE TERESA DI CALCUTTA. Giorgino e la sua mamma erano con noi sulla spiaggia di Palinuro o Camerota, non ricordo, e per loro sono rimasta per sempre MADRE TERESA!

Proprio in questi giorni a Roma gli autobus portano la mia/sua… NOSTRA! immagine che pubblicizza un evento in corso.

Borsa magica.

Una figura di donna su cui riflettere.

Ci vuole stoffa, come sempre, nella vita!

CARTOONS FESTIVAL

marzo 28, 2009

UNI 3 TEATRO PALLADIUM ROMA

fino a domani 29 marzo

chi ci va?