Posts Tagged ‘san gennaro’

CICAP

novembre 12, 2009

…è stato il mio cavallo di battaglia per anni:

La TISSOTROPIA e il cosiddetto miracolo di San Gennaro.

Era il 19 settembre 1995. Mettevo per la prima volta piede (quando si dice cominciare con il piede giusto...) nella scuola a Milano. In orario, la seconda A. Passo all’edicola di fronte e acquisto La Stampa. Di mercoledì contiene le pagine di TUTTOSCIENZE. Una buona idea per esordire: prendere spunto da un quotidiano per trattare le tematiche di attualità, lasciarsi sorprendere dall’offerta contenuta in quelle pagine, mostrare ai ragazzi un giornale, tradurlo, selezionare, dare un esempio di lettura impegnata che è anche una forma intelligente di intrattenimento, il massimo! In taglio basso, un titoletto gustoso:

Non è sangue bensì sostanza tissotropica.

Il metodo scientifico applicato ad un evento ritenuto da molti o da alcuni miracoloso. Ci si può accontentare di vedere una massa rosso scuro-marrone che si trova allo stato apparentemente solido inizialmente e poi gocciola in un punto, senza sapere di che si tratta veramente? Se non fosse che pure la Chiesa lo ha temporaneamente declassato a evento mirabolante, si potrebbe dire che è tutto architettato da quei guastafeste degli scettici agnostici atei razionalisti! Gennaro era vissuto tra il terzo e quarto secolo. Solo dopo mille anni si cominciò a parlare delle ampolle…. Ipotesi, verifica, analisi dei risultati. Dal mescolamento di terre facilmente reperibili all’epoca si possono ottenere miscugli tissotropici, solidi se lasciati a riposo, fluidi se sottoposti a sollecitazioni meccaniche, e molto simili al sangue, appena preparati.

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100062

La lezione sulla TISSOTROPIA mi valse un encomio pubblico, un riconoscimento di nicchia, e una marea di GRANE della serie minacciosissima LASCIA STARE I SANTI, PRENDITELA COI FANTI!!! Gli alunni percepirono la sottigliezza degli argomenti in gioco. E parteciparono alla attestazione di libertà di insegnamento, espressione di democrazia e pluralismo. Bene così. Ne è certamente valsa la pena.
 

TRITTICO

novembre 7, 2009

MARRAZZO, SAN GENNARO e ALDA MERINI

1. I marrazzi io li sentivo mio malgrado quattordici anni fa dilà dal muro. Quando belavano nel registratore della segreteria telefonica. I miei vicini, viados brasiliani, rientravano dalla nottata di lavoro verso le sei. Andavano a dormire e con calma io mi alzavo. Che vita. Istruttiva però. Allora, spiego. Quella zona di milano era, qualcuno diceva, infestata di omosessuali a prestazione. Lavoravano negli appartamenti oppure uscivano per locali o per i viali. In tre o quattro anni accumulavano un gruzzolo così consistente, che si lasciavano sgonfiare le tette e le labbra e tornavano in brasile per sistemare mamma e fratelli. In realtà lì all’epoca era ancora il quartiere delle botteghe artigiane: c’erano argentieri, corniciai, restauratori, tappezzieri, vetrai. Oggi dimezzati. Più che dimezzati, quasi totalmente spariti. Era bello vivere lì in un ambiente misto, vivo, biodiverso. Insomma, dopo aver riposato, verso le cinque di pomeriggio i trans, in jeans e maglietta, rasati senza la parrucca, struccati anche se con le sopracciglia ritoccate (i più femminilizzati avevano i loro bei capelli di media lunghezza e biondi e continuavano a indossare vestiti da donna), uscivano a comprare qualcosa da mangiare al super, rientravano chiacchieravano e ricominciava la
kermesse. Quando li incrociavo era una festa. Gentilissimi. Di spessore umano notevole. PPAAAOULLLA, CIAOU! E mi raccontavano le loro preoccupazioni, la loro saudade. Il telefono in loro assenza suonava e risuonava e scattava la segreteria. Erano lamenti di cummenda, direttori di banca, imprenditori, farmacisti, politici, avvocati che li volevano e chiedevano un appuntamento se no mo-ri-vano, non ce la fa-ce-vano. Uno in particolare, dall’accento lombardo spiccatissimo, direi bergamasco, era il più assiduo dei postulanti: piangeva, e come piangeva!

1 bis. Un giorno W. F. , uomo molto in vista di cui non posso dire di più, mi chiese se potevo seguirlo in missione. Golden Eye ed Eva Kant (non fanno una coppia!) in azione in un locale equivoco in una laterale di corso Sempione, devono raccogliere info, il proprietario è un informatore, arrivano in anticipo, c’è una festa di compleanno privata, è il giorno di chiusura del locale. Non vi dico che ho visto.

2. Informatevi prima sulla vera storia di San Gennaro poi ci risentiamo.

3. Alda Merini e il fumo. Ma è vero che fumare potenzia e acutizza le facoltà creative?