Posts Tagged ‘sardegna’

NON C’E’ LIMITE AL…

settembre 16, 2014

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veri catalani biondi

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matriarcale

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via rara

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se è verde va bene

REPLICA

agosto 27, 2009
In merito all’articolo di Spano del 23 agosto sulle cicche della Pelosa…
 
Sono io la volontaria del blog contattata dal cronista.
Mi spiace, ma gli operatori del comune, non si sono visti! Sarebbe opportuno fare trasparenza sull’ora e le effettive modalità di raccolta dei rifiuti da parte dell’amministrazione, perché le testimonianze dei presenti sono negative, soprattutto per quel che riguarda proprio la raccolta delle cicche.
Gli operai portano via i sacchi neri e svuotano i pochi cestini esistenti! Ma la raccolta dei mozziconi fatta su larga scala, necessita di macchine che filtrano la sabbia (se ne vedono in altre spiagge, senza citare sempre il modello romagnolo!). Ovviamente una prevenzione seria sarebbe l’ideale e molti la chiedono: VIETATO FUMARE sulla spiaggia in genere e attrezzare aree per fumatori!
Grazie.
Paola Zan http://paolazan.splinder.com/

Ferragosto 2 ( la vendetta)

agosto 17, 2009

Dicevamo. Il simpatico venditore della gastronomia ci lascia oltre che il pacchetto delle verdure grigliate, dei peperoni e delle onorevoli patate al forno, un senso di sconforto per la perdita di identità del luogo negli ultimi anni rappresentata anche dall’aggiunta del nuovo banco iper illuminato dei fritti, di ogni specie,come ovunque nel mondo, e la pizza, come anche su Nettuno. La treccina al miele che ci offre scortandoci fino all’uscita rappresenta un viatico dolce-amaro. Sono qui da 14 anni… ed eravamo pochi, ma buoni... Sardegna, ti sei rovinata con le tue mani!

Ricordavo che da Trinità a Tempio passa una strada stupenda. Magica. Attraversa la Valle della Luna. Otto anni fa ci stavano girando una di quella pubblicità delle auto di lusso, dove ti suggeriscono che se guiderai quell’auto ti sembrerà di essere solo in un luogo favoloso, lunare, ovattato, senza la minima traccia di traffico plebeo e meschino: tu re e lo scettro è il cambio!

Attorno ad Aggius cerchiamo da dormire, e seguiamo alcuni cartelli di B&B. A ferragosto? Siete pazzi? Una coppia di romani gestisce una tenuta abitata anche da D’Annunzio… Niente, ci spiace! Un milanese gestisce un casale con stanze arrangiate ma cucina il porcetto per gli ospiti, si ingegna… no, posto non c’è, ma bevete un mirto? sono le tre e il mirto scende nel tubo digerente seguito da acqua di fonte, che non manca in zona. Ci avviciniamo a Tempio, area delle fonti. Troviamo il nostro BB, accogliente, american-style, depositiamo i giocattoli e via a festeggiare il ferragosto al monte Limbara, prima che i fuochi delle cucine da campo si spengano. Qui avviene l’incontro ideale, l’incontro sperato, agognato, con la PECORA BOLLITA! Delizia delle delizie, gustosa alla ennesima potenza, tripudio per le papille! Paradiso in Terra!

Un’intuizione geniale ci porta a sganciarci dalla festa popolare *autentica prima del deflusso. Salutiamo così la vedetta che vigila dal suo posto, in tuta arancio, sul rischio di incendio nel raggio di molti chilometri essendo il Limbara dominante, e ci spiega che la sua funzione è oltre alla segnalazione di focolai, quella di indicare ai mezzi di spegnimento la via più breve per raggiungerli.

Scendendo, un cartello occhieggia a sinistra: San Bachisio. Dai, Marco, andiamo di là! Un entusiasmo folle mi avvolge improvvisamente e inspiegabilmente. A cinque-sei km dalla deviazione, si apre un pascolo dai colori del sole che si fa erba inaridita ma ancora appetibile per una famiglia allargata e pacifica di bovini di tre generazioni, due femmine mammellate, quattro manzi, due vitelli, un toro. L’Umberto gaio, tira fuori dal bagagliaio il suo portentoso aquilone che sventola in tutte le direzioni prima di innalzarsi. Marco si dedica al golf, e dà delle mazzate da orbi a destra e a manca. Volano anche le palline, gioiosamente. Senza far rumore. Io mi sistemo pacifica tra la seconda e terza quercia. Il sole calando mi irraggerà fino al tramonto. E mi metto a cucire il gran buco dei miei amati shorts bianchi abbandonati forzosamente fino al momento dell’ìspirazione per attivare ago e filo sempre presenti, e provvidenziali, nel portafogli. Sollevo lo sguardo. L’aquilone è sceso a terra. L’Umberto lo agita per rianimarlo. Il toro! Il toro, Umbe!!! Ma lui, poverino, ha le cuffiette dell’I-pod, e non sente…  

super PELOSA (commenti)

agosto 8, 2009

Pelosa, ore sette.

Una volontaria raccoglie le cicche (mozziconi di sigaretta, non per tutti il significato è chiaro: dipende dalla regione di provenienza) col retino.

I pochi presenti non possono non notarla.

Quando si avvicina all’asciugamani di un bagnante dice scusi, posso bonificare qui vicino?

Qualcuno lascia fare senza emettere una sillaba, i più ringraziano con un sorriso, una ragazza la vive invece come un’intrusione, un’ingerenza, sta per reagire ringhiando ma la madre la placa, conoscendola, e ringrazia velocemente.

Una signora sui sessantatré  con grandi occhiali dice brava. Dall’accento pare veneta. Viene da Padova? Esita. Da Vicenza? Sorride. Ecco… abitavo a Padova ma adesso mi sono spostata a Vicenza…Non si preoccupi, conosco la problematica! – fa la volontaria. Sa, mi sono azzardata una volta a dire a una di non lasciare la sigaretta nella sabbia… mi ha preso a maleparole… – Dica, dica pure, lo scriverò nel blog.. – Ah, mi ha detto: rompi… – Rompi-ca… o rompi-co…? – Sì, così… Ma poi tra loro amiche un po’ più in là hanno continuato… – Arrivederci e grazie!

Hanno anche partecipato moralmente:

– una coppia di Parma, lei belga, lui abruzzese;

– un nonno romano con i nipotini;

– una coppia di Sassari, lui sottolinea che la moglie viene da Salerno, hanno il posacenere e mi spiegano che è globulare per non far volare la cenere, si scagliano contro i fumatori incivili;

– un gruppo di ragazzi bellissimi (fisicamente proprio, si intende) e anche simpatici, di Varese. Varese città? Sì. – Corso Matteotti? – Sì, che combinazione! Mio padre aveva una bottega lì.. Nessuno fuma, e concordano sulla necessità di difendere la spiaggia dagli attacchi dei selvaggi;

– la venditrice di conchiglie, che trascorre 3 mesi alla Pelosa, fissa da anni; viene dalla Cornovaglia e non ne può più di vedere spuntare dalla sabbia tutte quelle orrende end cigarettes!

il ragazzo degli ombrelloni blu, che ringrazia senza enfasi, anzi apre il sacco nero al retino pieno di cicche e forse pensa  che la volontaria gli ha risparmiato un lavoro, lo ha fatto al posto suo… d’altra parte nessuno glielo impone! Nessuno pone divieti espressi, nessuno mette vasi di coccio con la sabbia in aree riservate ai fumatori… Fantascienza.

Alla fine parla con i baristi del chiosco, che sono molto sconfortati sulle condizioni di degrado della spiaggia. Che facciamo? Chiamiamo un reporter? Chiediamo di pubblicare le immagini di questo curioso fenomeno di lenta ‘erosione’ del patrimonio comune?

Fatto. Rita Fiori, la redattrice capo della cronaca di Sassari de La Nuova Sardegna, raccoglie la testimonianza.

 

 

PELOSA

agosto 7, 2009

Messaggio dalla Pelosa di Stintino: qui ogni mattina un drappello di volontari raccoglie i rifiuti lasciati dai visitatori del giorno prima. Mozziconi di sigaretta a chili! Quando verso le nove la spiaggia è già gremita, i volontari vigilano e intervengono per prevenire l’abbandono di ulteriori rifiuti e per sensibilizzare i fumatori, che vengono pacatamente ma con determinazione invitati a non lasciare le cicche nella sabbia… che non è un immenso posacenere pubblico! Un comportamento virtuoso anche minimo rappresenta il seme che germina lentamente ma inesorabilmente e produce nuove piante che porteranno frutti sempre più copiosi! L’esempio si diffonde, i bimbi incuriositi  aiutano spontaneamente e indicano le cicche che spuntano qua e là, gli adulti plaudono e riportano appassionate testimonianze di abusi vissuti, verso i quali si sentono colpevoli per non aver avuto il coraggio di intervenire e denunciare: ora capiscono che basta poco! La volontà di dare un contributo concreto a mantenere l’ordine naturale e la pulizia si fa sempre più forte e il gruppo cresce. Turisti innamorati della Pelosa, sardi allarmati per il deterioramento della loro Terra, si consultano e operano in sinergia: la loro azione silenziosa e pacifica è eloquente, parla chiaro a tutti, anche a quelli che si ostinano a nascondere la testa… sotto la sabbia!