Posts Tagged ‘scarpe italiane’

DROGHE DI TUTTI I COLORI MA SOPRATTUTTO ROSA

febbraio 28, 2014
passeggiata

droga di tutti i colori

SAN PAPINIANO E LA DELOCALIZZAZIONE

gennaio 26, 2011

 

1861 1961 2011

 (costumi: SARTORIA TEATRALE BRANCATO, via Solari Milano, foto: RENZO CHIESA)

 Povera Italia! Stanca e delocalizzata! Basta percorrere il viale del Mercato dei mercati, che non è un supermercato, bensì una sfilza di bancarelle, per farsi percorrere da un lungo brivido: la qualità della merce è ormai… merce rara!
Però. Rimane possibile anche se sempre meno probabile, incappare nella bancarella dei nostri sogni: avanzi di magazzino, vintage inconsapevole, a prezzi inesistenti. Mi sono data un obiettivo. Trovare vecchi pezzi Belfe, fallita mille anni fa credo, roba da sci, da montagna, io poi ciaspolo ma non importa, il concetto è quello. Roba sportiva adatta allo scopo. Calda e protettiva. Impermeabile, pratica. Solo che ci vado poco…  alla consumazione del rito recentemente partecipo di rado! Mi ci applicherò, anche perché sennò si perde il polso: raffrontando la merce di settimana in settimana si può veramente acquistare con gusto e piena consapevolezza. Ah, i sacchi di roba, poi aperti a casa e i lotti sparsi in giro per essere visti e condivisi, come un bottino veramente conquistato! Omsa delocalizza dolorosamente, per le operaie. Qui in Papiniano, si trovano montagne di Omsa, e non solo, a 1 euro, o in 3 per 2! Frotte di donne scavano. Se ne accaparrano. Poca differenza fa, a colpo d'occhio, tra una montagna di avanzi di merce ancora intonsa, e una montagna di rifiuti… Tonnellate di plastica e cartone campeggiano alla fine della giornata, e sono da rimuovere, e le operazioni di pulizia sono campali, ogni martedì, e non oso immaginare il sabato. Chi acquista le scarpe a 150 oggi nei negozi non è forse del tutto consapevole che ormai la grandissima parte di quel che si vende in Italia è cucito, fatto e sudato nei paesi dove il lavoro costa meno, molto meno. 350 contro 1100 diceva l'operaia della Omsa. Un bel gap. E di calza in scarpa, non dimentico quel commerciante di Venezia che portava avanti la sua personale battaglia antigeox, in favore dei suoi prodotti, i-ta-lia-ni, pregiati, controllati in tutta la filiera, sani, diceva. Qualche pellettiere oggi resiste ancora. La qualità è richiesta nel mondo e l'Italia non può non continuare a portarne fiera la bandiera.